4 ragioni per cui Spurgeon morì povero

 

Pochi sanno che Charles H. Spurgeon avrebbe potuto essere uno dei più ricchi milionari di Londra. Invece morì povero.
Diversamente dai pastori della sua epoca a Londra, Spurgeon non lasciò in eredità milioni di sterline alla sua famiglia dopo la sua morte. La moglie Susannah, in una intervista rilasciata ad un giornale Battista, disse che suo marito se ne andò con soli 2.000 sterline nelle tasche (Nottingham Evening Post, 31 Marzo 1892).

Questa cifra non è nulla paragonata ai soldi che guadagnò nel corso della sua vita. Infatti uno degli aspetti salienti del ministero di Spurgeon è proprio legato al principio che applicava alle finanze personali.

Permettetemi di farvi scoprire in quali luoghi il suo portafoglio personale ci conduce.
Le cifre riportate in seguito sono da considerarsi al cambio di valuta di oggi, trasferendo il valore dei fondi di Spurgeon (cioè le sterline della sua epoca) al valore dell’euro di oggi.

Inoltre ho tenuto conto dell’inflazione della valuta. Come punto di riferimento generale considerate che 1 sterlina di quel tempo valeva l’equivalente di 117,78 sterline di oggi.

 

 

Prendiamo in considerazione il periodo di tempo dal 1870 al 1891.

Ecco elencate le copie dei sermoni stampati e venduti:
25.000 sermoni ogni settimana, pari a 12.741.311,48 euro.

Qui di seguito riportiamo un semplice esempio dei libri che vendette fino al 1885:
I tesori di Davide  Euro 4.939.480
Meditazioni del mattino  Euro 2.000.950
Meditazioni della sera Euro 1.400.660
Lezioni ai miei studenti Vol. 1 = Euro 428.774
Lezioni ai miei studenti Vol. 2 = Euro 214.387
Commenti ai Commentari = Euro 142.925
I discorsi di John Ploughman = Euro 1.943.780
Le immagini di John Ploughman = Euro 628.869
Totale delle vendite dei libri e sermoni pari a Euro 24.441.136,48

 

E ricordiamo che questa è solo una minima fetta dei guadagni della vita del ministero di Spurgeon.

Infatti il “principe dei predicatori” scrisse ben 150 libri, pubblicò una rivista mensile e guadagnò un ingente patrimonio grazie agli inviti ricevuti a predicare, soprattutto nella prima parte del suo ministero.

Ora, non vi siete mai chiesti a quanto ammontava lo stipendio che Spurgeon riceveva all’anno?
Da giovane pastore della Waterbeach Chapel, Spurgeon venne pagato approssimante all’equivalente di 5.037 euro all’anno dei quali 3.491 euro andarono per le spese dell’affitto di casa (69.3% del suo stipendio):

“Mi davano un salario di 45 steriline all’anno, ma siccome dovevo pagare 12 scellini alla settimana per le 2 camere che occupavo, le mie entrate non erano sufficienti per autosostenermi. Tuttavia i credenti, benché non avessero denaro, volevano pagarmi e non credo che ci sia mai stato un maialino di qualche credente della chiesa che sia stato ucciso senza darmene una parte” (Autobiography 1:253).

 

Quando Spurgen accettò di diventare pastore alla New Park Street Chapel nel 1854 il suo salario aumentò vertiginosamente grazie all’affitto per l’utilizzo delle sedie della chiesa che venivano occupate dai membri di chiesa (una vecchia usanza che poi venne abbandonata nelle chiese evangeliche).

Tre mesi dopo essersi trasferito a Londra, Spurgeon guadagava abbastanza per pagare di tasca propria sia i lavori di mantenimento sia la luce elettrica della chiesa (Autobiography 2:123).

Da lì a poco, smise di percepire lo stipendio dalla sua chiesa.
Quindi dove andarono a finire tutti i soldi che Spurgeon guadagnava? Qual era la sua filosofia nei confronti delle finanze?

 

1. Spurgeon reinvestiva i suoi soldi nuovamente nella sua chiesa

Quando la sua chiesa New Park Street Chapel non poteva più contenere la grande folla che frequentava le riunioni, Spurgeon contribuì personalmente versando una somma pari a 547.709 euro (5.000 sterline di quel tempo) per la costruzione di una nuova struttura: il celebre Metropolitan Tabernacle. Per sostenere tale progetto, nel 1859, accettò l’invito di predicare alla Academy of Music opera house a New York riscuotendo un dono di 10.000 dollari (The Brooklyn Daily Eagle,  5 febbraio 1859).

 

(Il disegno originale della chiesa The Metropolitan Tabernacle di Spurgeon)

 

Ma per risparmiare soldi, Spurgeon abbandonò l’idea iniziale di costruire le quattro grandi torri ai lati della chiesa.

 

“Quando il Sig. Spurgeon venne a scoprire che quelle torri costavano ben 1.000 sterline ognuna, pensò che quell’ammontare di denaro poteva essere speso in una maniera più saggia e quindi abbandonò quel progetto iniziale” (Autobiography 2:320-21).

Non solo Spurgeon contribuì per la sua nuova chiesa, ma restaurò personalmente la sua vecchia chiesa che aveva lasciato. Infatti, la chiesa di Waterbeach prese fuoco nel 1863 e lui mandò un suo architetto a ricostruire la struttura e coprì personalmente le spese del nuovo edificio che ancora oggi è presente.

 

2. Spurgeon donò fondi per ministeri sociali.

Spurgeon fondò sessantasei ministeri con i soldi generati dalla vendita dei suoi libri e dei suoi sermoni. Alcune di queste opere includono due orfanotrofi, un fondo per le pubblicazioni, un centro di smistamento di vestiti, numerosi ospizi, case di cura per anziani, scuole domenicali per persone non vedenti e per bambini, ministeri per la polizia, per donne cadute nel peccato e tanti altri.

Tuttavia questi non erano ministeri poco costosi.

La costruzione della struttura del Seminario per Pastori costava 1.715.100 euro “la maggior parte del quale venne donato sia da Spurgeon stesso o venne finanziato da lui attraverso i doni ricevuti mediante le sue predicazioni alla domenica in altre chiese” (Dallimore, Spurgeon: A Biography, p. 143).

Le spese vive del Seminario per la preparazioni dei giovani pastori costava 11.133 euro ogni settimana, somma che spesso Spurgeon copriva personalmente.

Inoltre Spurgeon copriva di sua tasca le spese dei suoi studenti al Seminario molti dei quali erano stati diseredati. Spesso acquistava anche per loro il vestito per predicare (Dallimore, Spurgeon: A Biography, p. 104).

Ovviamente gli ospizi andavano a prosciugare molte risorse dal portafoglio di Spurgeon. Il 20 maggio del 1879 i suoi diaconi diedero al pastore Charles e sua moglie Susannah un’offerta di ben $ 712.680 per il loro 25° anniversario. E Spurgeon donò la maggior parte di quella somma (547.709 euro) proprio agli ospizi.

Ogni anno, Spurgeon riusciva a trovare fondi anche in favore del ministero dei colportori (4.573 euro) che vendevano letteratura cristiana in tutta l’Inghilterra.

Spontaneamente donava anche ad amici e ai suoi parenti. Infatti, ogni volta che Charles veniva a scoprire che uno dei suoi parenti aveva difficoltà economiche, mandava soldi. Le sue ultime lettere rivelano anche che non solo inviava denaro, ma anche cibo e regali ai suoi parenti per tutto il periodo della sua vita.

 

3. Spurgeon detestava i debiti.

Il modo in cui Spurgeon amministrava le finanze è dovuto molto ad un evento che accadde quando era molto giovane.
Da ragazzo, un giorno entrò in un negozio e fece un debito per una matita. Quando suo padre scoprì l’accaduto, il giovane Charles ricevette una lezione che non dimenticò mai più.

 

“Non scoprii mai come mio padre riuscì a scoprire quel debito. Forse un uccellino glielo disse oppure qualcuno glielo fischiettò nell’orecchio e si arrabbiò tantissimo in maniera molto severa. Dio lo benedica per questo! Mio padre era una persona molto sensibile… Mi parlò chiaramente su cosa volesse dire fare dei debiti e sul rubare e come l’uomo si rovina percorrendo quella strada, e come un uomo che contrae un debito di 25 centesimi facilmente può arrivare un giorno ad avere un debito di 150.000 euro, andare in prigione e portare la propria famiglia in disgrazia Si trattava di una vera lezione di vita. Ancora oggi posso sentire la sua voce e posso sentire l’eco delle sue parole alle mie orecchie ogni volta che ci penso. Così mi venne vietato di entrare di nuovo in quel negozio come un disertore viene allontanato dalla propria compagnia, piangendo amaramente per tutta la strada del ritorno a casa mia” (Autobiography 1:40).

 

(I due orfanotrofi che Spurgeon fondò)

 

Spurgeon era fiero di poter inaugurare il Metropolitan Tabernacle nel 1861 senza il peso gravoso dei debiti.

Tuttavia con molta tenacia decise anche di non pianificare nessun imponente lascito alla chiesa dopo la sua morte. Né decise di programmare nessuna ingente futura donazione al suo Seminario per i pastori né a nessun altro ministero che lui aveva avviato. Per quale motivo?
Perché non aveva nessuna fiducia nel futuro. Dopo che molti dei diaconi di Spurgeon, degli studenti e anche suo fratello lo avevano letteralmente tradito nella celebre Controversia sul Degrado spirituale della chiesa, esitò a raccogliere fondi per i futuri leader di chiesa.
Se infatti i suoi amici più intimi gli voltarono le spalle, come sarebbe potuto essere sicuro che il suo successore nel ministero non si sarebbe allontanato anch’egli dalla teologia biblica ortodossa?

 

4. Spurgeon incarnava il principio di “amministratore” e non di “possessore”.

Spurgeon credeva che il Dio che lo aveva chiamato, lo avrebbe anche equipaggiato. Il suo modo d’intendere le questioni finanziarie riflettono il senso che aveva di “amministratore” e non di “possessore”.

“La nostra fiducia è che Dio saprà supplire a tutte le nostre necessità e che Lui lo ha fatto fino ad oggi” (tratto da: Lezione ai miei studenti).

Ma non sbagliatevi: Spurgeon utilizzò molto bene i confort offerti dalla tecnologia del suo tempo: una carrozza trainata da quattro cavalli lo prelevava da casa sua e lo portava in chiesa, mangiava come un re, ricevette eccellenti cure mediche, trascorreva periodi di vacanza nel sud della Francia e solitamente viaggiava in prima classe.

Un giorno un predicatore vide Spurgeon che stava entrando in una carrozza di treno in prima classe, lo afferrò e gli disse:
“Io invece viaggio in terza classe per risparmiare i soldi del Signore”. Spurgeon rispose: “Io sto viaggiando il prima classe per risparmiare invece il servo del Signore” (Bob Ross, A Pictorial Biography of C. H. Spurgeon, 70-71).

Spurgeon visse una vita confortevole secondo gli standard dell’era Vittoriana, ma lo scopo del suo stile di vita fu quello di proteggere la sua salute cagionevole nel ministero.
Man mano che il suo corpo andava deteriorandosi, il suo dottore gli dette un consiglio di sportarsi in una località ad altitudine più elevata per non vivere nello smog della città di Londra.
Quando vide per la prima volta la casa dove si sarebbe trasferito, disse:

“Oh, questo posto è troppo bello per me!” E poi “se ne andò senza nessuna previsione che quella casa sarebbe diventata la sua nuova dimora” (Autobiography 4:51).

 

Affermare che Spurgeon morì povero non è per diminuire la reale povertà delle classi più povere dei londinesi.
Tuttavia paragonato ai milioni e milioni di sterline che Spurgeon guadagnò durante la sua vita, questo predicatore morì davvero povero. Per dare una idea della situazione vi faccio un esempio: per riuscire a vivere dopo la sua morte, sua moglie Susannah dovette vendere la casa, i mobili e la libreria personale di suo marito Charles (ora conosciuta come the Spurgeon Library).

 

Un’ultima parola conclusiva sulla ricchezza

Un giorno Gesù disse: “Perché dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore” (Matteo 6;21).

Concludendo, ancora oggi Spurgeon ci ammonisce sul pericolo dato dai soldi. Due anni prima della sua morte, lanciò una sfida che è ancora valida oggi come per il 1890.

“L’oro non è altro che polvere per un uomo che sta morendo” (MTP 36:524).

 

 

Tematiche: Chiesa, Ministero, Storia della Chiesa, Vita Cristiana

Christian George

Christian George
E’ sovraintendente della Spurgeon Library ed è e come  professore di teologia storica al Midwestern Baptist Theological Seminary. Autori di The Lost Sermons of C. H. Spurgeon Volume I: His Earliest Outlines and Sermons Between 1851 and 1854Sex, Sushi, & Salvation, Godology, and Sacred Travels.

© The Spurgeon Center, © Coram Deo

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