Deponi la zavorra della mancanza di gratitudine

 

“Padre Celeste, ti prego, fammi conoscere la tua volontà. Ho davvero bisogno di sapere cosa vuoi che io faccia…”.

 

Questa è la mia volontà per te: “In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (1 Tessalonicesi 5:18).

 

“Grazie, Signore, per questo richiamo. Ho davvero bisogno di essere più riconoscente, ma tornando alla mia richiesta, non sono sicuro di quello che vuoi che io faccia….”.

 

Io voglio che tu “in ogni cosa rendi grazie”.

 

“Sì, lo so, Signore, lo so. Questo è importante e posso vedere dove ho trascurato questo aspetto. Ma la gratitudine è una necessità costante, non è vero? Voglio dire, tutti hanno bisogno di essere più riconoscenti, giusto? Seriamente, questo è urgente ma non ho chiarezza. Ho bisogno della tua direzione. Cosa vuoi che faccia?”.

 

Sono serio e specifico. Voglio che tu “renda grazie in tutte le circostanze”, e proprio ora, in questa particolare circostanza.

 

[A questo punto immagina l’impazienza espressa del volto]

 

 

Finché non imparerai a “ringraziare in ogni circostanza”, gran parte della mia volontà per te sarà velata. Ho provveduto la guida e ho fornito tante grazie che ora non si possono vedere a causa della tua ingratitudine. Sii fedele ad ubbidire alla Mia volontà rivelata per te e io sarò fedele nel guidarti (Salmo 32:8) e a provvedere (Filippesi 4:19) ad ogni tuo bisogno.

 

 

Ricordati di dire “grazie”

Il costo spirituale della nostra ingratitudine è molto più alto di quanto si possa pensare. La mancanza di ringraziamento non è semplicemente l’assenza di verbalizzare un “grazie”. È invece un sintomo di ottusità e di povertà spirituale, perché significa dare per scontato qualcosa e non apprezzare la grazia che ci viene donata.

 

I genitori conoscono bene queste circostanze. I bambini, essendo nati peccatori egocentrici, danno naturalmente per scontato tutto il sangue, il sudore, le lacrime e i soldi che i loro genitori investono in loro. Così i genitori ricordano spesso ai loro figli che devono ringraziare.

 

“Ricordati di ringraziare tua madre per aver preparato la cena”.

“Ringrazia i nonni per questo bel regalo di compleanno”.

“Hai ringraziato chi ti ha permesso di finire gli studi”?

 

Perché i genitori lo fanno? Per la maggior parte di loro non si esaurisce nel convincere i loro figli a manifestare un atto di cortesia civile. Quello che desiderano è che i loro figli vedano la grazia e si sentano grati perché sanno istintivamente che vedere la grazia e sentirsi grati sono il segno di una persona spiritualmente sana e vogliono che loro figlio sia spiritualmente sano. Inoltre sanno che c’è qualcosa di sbagliato, qualcosa di malsano in una persona che non esprime gratitudine per una grazia ricevuta.

 

 

Dio ci ricorda di dire “grazie”

Questi genitori scorgono un’immagine del cuore di Dio. Dio non ci ordina e non ci esorta a ringraziarLo perché ama ascoltare le “paroline magiche” o vederci fare una semplice cortesia religiosa. Egli è alla ricerca della nostra salute spirituale e della nostra prosperità. Non vuole che noi siamo spiritualmente malati e poveri. Ci dice che l’ingratitudine è segno d’incredulità (Romani 1:21), ma la gratitudine è un segno di fede, dimostra che discerniamo veramente la Sua grazia e ne sentiamo gli effetti. Questo è ciò che il Signore desidera per noi.

 

E’ per questo che Dio spesso ci ordina e ci esorta attraverso gli autori biblici a renderGli grazie. Pensate ai Salmi, queste affermazioni sono ovunque:

 

“Io renderò grazie all’Eterno” (Salmo 7:17; 9:1; 30:12 e molti altri).

“Celebrate l’Eterno” (Salmo 105:1; 106:1; 107:1; 118:1 e molti altri).

“Entra nelle sue porte con il rendimento di grazie” (Salmo 100:4).

“Entrate nelle sue porte con ringraziamento” (Salmo 140:13).

 

Inoltre pensate come Paolo intrecci riferimenti di ringraziamento a Dio nelle sue lettere:

 

“Io rendo continuamente grazie per voi al mio Dio” (1 Corinzi 1:4).

“Non cesso mai di rendere grazie per voi” (Efesini 1:16).

“Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi” (Filippesi 1:3).

“Noi siamo obbligati a rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli” (2 Tessalonicesi 1:3).

E, naturalmente: “In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù” (1 Tessalonicesi 5:18).

 

Questi non sono i comandi e le esortazioni di una divinità vana, ma sono l’amorevole prescrizione del Grande Medico, sono il ricordo amorevole del nostro Padre premuroso. Proprio come un genitore aiuta un figlio a coltivare la gratitudine attraverso frequenti richiami, Dio intende che i suoi frequenti richiami a ringraziare ci aiutino a sperimentare la gioia profonda e sana di vedere la grazia e di sentirci desiderosi di ringraziare.

 

E come tutte le più grandi benedizioni di Dio, ha fatto della nostra gratitudine qualcosa che dona a Lui gloria e a noi gioia! Egli ottiene la gloria di essere il Corriere di grazia e noi otteniamo la gioia di essere i destinatari della Sua grazia che sfocia nel sentimento di gratitudine.

 

 

Accantona la zavorra della mancanza di gratitudine

In considerazione di altri aspetti della nostra vita che ci sembrano priorità urgenti, potremmo non credere che “ringraziare in ogni circostanza” sia una questione rilevante.

Potremmo essere tentati a pensare che la gratitudine sia una sorta di optional di lusso nell’automobile della fede cristiana: “Sì, è un ottimo accessorio, ma posso guidare bene anche senza di esso”. Questo è un errore enorme. La gratitudine non è un optional di lusso, fa parte del motore della nostra auto. L’auto della fede non funziona bene senza il ringraziamento.

 

Pertanto, è del tutto possibile che la risposta di Dio alle nostre preghiere per la guida e la provvisione nella nostra vita, possa essere: “Rendete grazie in tutte le circostanze”. Questo può non essere il nostro grande obiettivo, ma può essere il più grande bisogno reale che abbiamo in questo momento. E se così fosse, forse la risposta di Dio (che non ci piace udire!) costituirebbe per noi la grande misericordia che ci dona guarigione.

 

L’ingratitudine è un peso spiritualmente malsano che rallenta molti di noi nella corsa della fede più di quanto non si possa immaginare (Ebrei 12:1).

 

Dio ha innumerevoli forme di grazia a disposizione che ci guidano e che provvedono ai nostri bisogni. Oh se mettessimo da parte la mancanza di ringraziamento e corressimo a Lui pieni di gioiosa gratitudine.

 

Come possiamo farlo? Cominciamo obbedendo al semplice comando di Dio: “In ogni cosa rendete grazie” (1 Tessalonicesi 5:18).

 

 

Tematiche: Discepolato, Vita Cristiana

Jon Bloom

Jon Bloom lavora come autore, amministratore e co-fondatore di Desiring God e ha scritto tre libri Not by Sight (2013), Things Not Seen (2015) e  Don’t Follow Your Heart (2015). Vive a Twin Cities con sua moglie Pam, i loro cinque figli e un cane disubbidiente.

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