Lui tiene le stelle al loro posto

 

Nessuna storia di Natale potrà mai superare l’originale. Ogni dicembre, ci vengono riproposti i classici film: E’  una vita meravigliosa, Storia di Natale, Polar Express, Santa Clause, Miracolo sulla 34esima, A Christmas Carol, Bianco Natale. In mezzo al nostro mondo caotico, frenetico e confuso, possono essere una gradita distrazione. Ma non reggono il confronto con la più bella delle storie: Dio stesso nato in forma umana per salvarci. Come ha ben detto J.I. Packer, “Niente nella finzione è così fantastico come la realtà dell’incarnazione”.

Similmente, voci che cantano “Siate felici!” potrebbero farci commuovere e addolcirci, ma niente potrà incoraggiarci e confortarci di più di un canto che parla della Parola fatta carne. È una realtà che non riusciremo mai a spiegare appieno, neanche in un milione di canzoni natalizie. Ci mancherebbero le parole. È un mistero troppo grande.

Ma vale la pena provarci.

 

Un arrivo inatteso

Qualche anno fa, insieme al mio buon amico Jason Hansen, scrissi una canzone che cercava di ricordare come mai “niente nella finzione è così fantastico” come l’incarnazione. La chiamammo “Dio si è fatto piccolo”.

Profeti promisero tempo fa che un Re sarebbe venuto a portare speranza

Ed ora una vergine con in grembo un figlio, è giunto il tempo di salvare il mondo

Anche se pochi fecero caso alla sua nascita, Gesù non apparve senza preavviso. La sua venuta fu predetta secoli prima del suo avvento. Non era il re che ci aspettavamo. Entrò nel nostro mondo attraverso il grembo di una vergine il cui corpo fu modellato dal bimbo che doveva partorire. Gesù non venne nella forma del re che ci saremmo aspettati – con splendore, gloria e trionfo – ma come un bimbo impotente, sostenuto e nutrito da una giovane donna.

Proprio al momento giusto.

 

Era giunta la speranza

Umili pastori corsero a vedere colui che gli angeli lodavano,

in una stalla trovarono una ragazza che teneva in braccio la speranza di tutto il mondo.

I pastori rimasero comprensibilmente sconvolti da quanto avevano udito e visto la notte in cui Gesù nacque – “spaventati”, dice la versione King James (Luca 2:9). Era la prima ed ultima volta che vedevano angeli cantare nel cielo stellato. Ma la gloria di quella visione presto fu oltrepassata dal vedere il Figlio di Dio “avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia” (Luca 2:12). Fra i muggiti degli animali, l’odore stantio di una stalla, ed un mondo ignaro della speranza che era giunta in mezzo alla nostra disperazione (Salmo 107:14), il Salvatore del mondo era venuto.

 

Più che con noi

Emmanuel è venuto a noi, il Cristo è nato, alleluia!

Il nostro Dio si è fatto piccolo per crescere, Emmanuel è venuto a noi

Cosa significa che “Dio è venuto a noi”? Quanto è dovuto andare lontano? Se avete mai viaggiato in un paese straniero, sapete cosa significa dover affrontare una lingua nuova, nuovi panorami, usanze diverse, moneta diversa e una nuova cultura. Vi sentite fuori luogo. Come si sarà sentito il Figlio di Dio?

L’infinito divenne un bambino. L’Onnisciente divenne un neonato balbettante. Come dice un canto, “l’autore è saltato nella pagina”. Dio è venuto a noi perché noi non saremmo mai potuti andare da lui. Non saremmo mai potuti giungere a lui. Ma Dio non è solo venuto a noi. È diventato uno di noi. Gesù non è stato solo l’Emmanuel, “Dio con noi”. Era come noi.

Dio si è fatto piccolo, per farci crescere e giungere a vita eterna e gioia infinita.

 

Sonnecchia sovrano

Mentre dorme nella mangiatoia, tiene la luna e le stelle al loro posto

Sebbene sia un infante, egli rimane il sovrano Dio dei giorni eterni

Quando Gesù divenne un bimbo, non perse nulla della sua divinità. Egli fu veramente Dio e veramente uomo, in una persona. Anche se dormiva serenamente e sembrava umano, teneva l’universo insieme come Dio (Colossesi 1:17). È fonte di infinita meraviglia pensare che Dio, colui che ha portato a vita l’universo, si è rivestito della nostra pelle, o più precisamente, ha aggiunto la natura umana alla sua divinità.

Dio è grande non solo perché è sovrano ed esaltato al di sopra della sua creazione, ma perché con ineffabile umiltà, è diventato parte di essa.

 

Ogni promessa si è adempiuta

Per tutti i nostri peccati un giorno morirà per renderci figli del Dio altissimo

Che ogni cuore gli faccia spazio, le promesse si sono tutte adempiute

Per secoli le persone hanno cercato di far passare il Natale come una favoletta per bambini che ci ispira ad essere tutti più buoni. Più pacifici. Più amorevoli. Come diceva John Lennon, “la Guerra è finita, se lo vuoi”.

Il Natale in realtà dice l’opposto. Ci confronta col fatto brutale che non potremo mai essere gentili, pacifici e amorevoli. Ci era stato offerto il paradiso ed abbiamo scelto l’anarchia. La guerra – sia nel mondo che nel nostro cuore – non finirà mai, a meno che non permettiamo a Dio di agire.

E Lui lo ha fatto. Nei primi capitoli della Bibbia, Dio promise che il capo del serpente sarebbe stato schiacciato dalla progenie futura di Eva (Genesi 3:15). Disse ad un Abramo errante che tutte le famiglie della terra sarebbero state benedette in lui (Genesi 12:3). Più tardi, promise al re Davide che il trono del suo regno sarebbe rimasto stabile in eterno (2 Samuele 7:16). E tutto ciò sarebbe avvenuto perché il servo sofferente di Dio sarebbe stato trafitto per le nostre trasgressioni e schiacciato per le nostre iniquità (Isaia 53:5).

Queste – e migliaia di altre promesse – si realizzarono quel primo Natale. E ci assicurano che Dio mantiene ogni promessa preziosa che ci ha fatto nella sua parola. Egli salverà chiunque invocherà il nome di Gesù Cristo (Romani 10:13). Egli ci assicura che, al suo tempo perfetto, ci farà ad immagine del suo Figlio (Romani 8:29; 1 Giovanni 3:2). Farà cooperare tutte le cose al nostro bene (Romani 8:29). Ed un giorno asciugherà ogni lacrima dai nostri occhi, non ci sarà più la morte e noi vedremo il suo volto (Apocalisse 21:4; 22:4).

Questo Natale, non permettere che il significato frainteso del Natale ti impedisca di vedere e di godere della più grande realtà: Dio si è fatto piccolo per renderci grandi. Emmanuel è venuto a stare con noi. Le promesse si sono tutte adempiute.

 

 

Traduzione a cura di Susanna Giovannini

Tematiche: Natale cristiano

Bob Kauflin

Bob Kauflin

è direttore di Sovereign Grace Music. Istruisce pastori e musicisti nella teologia e pratica del culto della congregazione ed è pastore alla Sovereign Grace Church a Louisville, nel Kentucky.

 

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