Un pastore, sua moglie morente e la loro chiesa

Il mio amico Brad è pastore in Inghilterra. Sua moglie, Megan, giace in un letto d’ospedale, incosciente, a pochi giorni, o persino ore, dalla morte.

La storia è iniziata lo scorso venerdì, quando lei, incinta di quasi nove mesi e in buona salute, ha dovuto fare una piccola incisione che ha provocato un’infezione. Il suo cervello si è gonfiato, provocando danni catastrofici. Sabato è peggiorata precipitosamente e i medici hanno deciso di rimuovere immediatamente la bambina con un taglio cesareo. È nata la bella E., il settimo figlio che Dio ha dato a Brad e Megan negli ultimi tredici anni di matrimonio. Lode a Dio! Ma il suo peggioramento è continuato.

Domenica scorsa, i medici hanno dichiarato la morte celebrale di Megan e l’hanno attaccata ad una macchina che la mantiene in vita. I medici le danno solo qualche giorno di vita, prima che il suo cuore smetta di battere.

Oh, Signore … cosa ?!

 

Appartengo al gruppo di whatsapp di Brad, della famiglia di Megan, degli amici e dei fratelli della chiesa. Brad manda aggiornamenti che si alternano tra il lutto e l’esortazione. I suoi amici sono d’incoraggiamento e pregano.

Mercoledì mattina, cinque giorni dopo, Brad ha condiviso quanto segue (con lievi modifiche e rimozione di nomi di bambini e del nome della chiesa):

 

“Un’altra mattina, 4 ore di sonno. Un’altra mattina, svegliarsi piangendo. Un’altra mattina con mio figlio che mi afferra la mano. È così difficile. Ho provato a dirvi questo negli ultimi giorni: Amo profondamente Megan. Abbiamo avuto 14 anni di matrimonio e abbiamo concluso molto in quei 14 anni. Le nostre vite sono così intrecciate. Non posso nemmeno iniziare a separare le nostre vite che sono così intrecciate. Quello che è di Megan è mio. Quello che è mio è di Megan. Ogni aspetto delle nostre vite e del nostro ministero è interconnesso. Come posso affrontarlo? Oggi non ho una domanda a cui posso rispondere”.

Poi queste parole incoraggianti sul loro matrimonio: “Non c’è conflitto irrisolto tra di noi. Nessuno. Ho peccato contro Megan, lei ha peccato contro di me. Ma, per grazia di Dio, abbiamo chiesto perdono e ci siamo perdonati a vicenda. Veramente. Che dono di Dio”.

 

E questi commenti su di lei:

“Megan ha avuto, sotto la guida di Dio, un profondo impatto sulla vita delle persone. Molti di voi hanno detto le stesse cose su questo gruppo. Lo apprezzo ora più che mai. Lei ama incrollabilmente Gesù Cristo, la sua Parola e le altre persone. Io e i bambini lo sappiamo. Quanti di noi hanno tratto profitto dal cibo che Megan ha preparato con amore o da una conversazione che ha avuto con noi sulla Parola di Dio? Chi di noi non ha guardato la sua vita e visto il riflesso di Cristo (imperfetto, sì, ma comunque chiaro)? Voi l’avete visto visto fuori dalle mura di casa, io e i bambini lo abbiamo visto in casa”.

Giovedì mattina, Brad ha indossato il “vestito da predicatore” e ha parlato alla chiesa, che è ciò che mi ha spinto a condividerlo su questa pagina. Naturalmente, ho chiesto a Brad il permesso di condividere queste parole con voi. Lui è sempre stato un libro aperto, felice di vivere in questo mondo decaduto per grazia di Dio in vista degli altri.

 

Lui scrive:

“Megan, l’unico amore della mia vita, sta spegnendosi. Preghiamo per un miracolo, sì. E non mi arrendo, ma Dio non l’ha ancora fatto. Per prolungare la vita di Megan, la tengono attaccata ad una macchina (in attesa di quel miracolo) e io fingo che Megan stia migliorando ma non accade. Questo può essere egoismo. Non voglio trattenere Megan lontano da Gesù”.

“Oggi mi sento più intontito. La situazione è diventata più grave. Ascoltatemi chiaramente: Noi siamo colpiti, ma non siamo distrutti. Cristo vive e questo cambia tutto”.

“Sono andato a letto dicendomi che non avrei più scritto una cosa come questa. Conosco il mio cuore peccaminoso. Ho chiesto ai miei fratelli in Cristo di aiutarmi. Posso essere onesto? Lo sto facendo per me stesso come per chiunque altro. Sono sempre stato così. Capisco a cosa sto pensando mentre parlo con gli altri”.

“Dio ha fatto in modo che il suo popolo fosse un “progetto di gruppo”. Dio ha creato il suo popolo per la chiesa locale, non è vero? Ho bisogno della mia famiglia (specialmente dei miei figli) e della famiglia di Megan ora, naturalmente, ma per favore capitemi: ho tanto bisogno della gente della mia chiesa. Penso che la Bibbia parli chiaramente di questa realtà”.

 

 

“Ho anche bisogno della gente che fa parte del corpo universale di Cristo. Se sei un cristiano e stai leggendo questo messaggio, sei un membro di una chiesa locale? Non un membro di “chiesa su un monitor”, non di una cellula satellite dove il pastore non ti conosce, non della “chiesa a casa tua”, non un “solista cristiano”. Un “cristiano solo” (che vive la sua fede da solo) è un ossimoro, come un gelato caldo o un simpatico tifoso dell’Arsenal (che ha tutto, ma non di certo la simpatia)”.

 

“Per inciso, non avevo controllato le notizie negli ultimi 4 giorni. Sono stato felice che gli Spurs abbiano battuto il Cardiff un giorno o due fa. Sai cosa è strano, mi sentivo in colpa a controllare il punteggio finale come se stessi tradendo Megan. Sembra sbagliato guardare cose così banali, ma sono una persona reale. Devo ricordarlo”.

 

“Cosa stavo dicendo? Ah sì, la chiesa locale. Ho davvero bisogno della chiesa in questo momento. E loro sono stati lì con me! Non intendo solo uno o due membri stipendiati dalla chiesa. Intendo tutti. Una coppia (con un bambino piccolo) sta prendendosi cura del nostro cane. Molti stanno cucinando dei pasti per noi. Altri sono andati a trovare i nostri figli, hanno scritto lettere, pregato, si sono seduti con me e mi hanno indirizzato verso Cristo. Un’altra coppia (ormai membri trasferiti in Irlanda del Nord) ci sta portando una pizza da Belfast, ma è facile che arrivi fredda attraversando il Mare d’Irlanda.
Ragazzi, questa è la chiesa locale: un gruppo di persone, salvate da Gesù che vivono più o meno nella stessa zona (questa è la chiave) e che si impegnano l’uno verso l’altro per il bene spirituale e pratico del proprio fratello, alla gloria di Dio. È come un piccolo avamposto del paradiso in terra. Non posso fare a meno di pregare pastoralmente per tutti voi: prego affinché tu sia un membro effettivo, impegnato, formale di una chiesa locale. Ne hai bisogno per ubbidire a Gesù ne hai bisogno per essere più simile a Gesù, ne hai bisogno per momenti come quello in cui io mi trovo.

Anche le infermiere di Megan lo vedono e non riescono a credere che esista una realtà come la nostra chiesa. I miei figli adesso amano la nostra chiesa perché la nostra chiesa ovviamente ci ama. Ami la chiesa? Abbastanza da porti in una situazione scomoda per essa e impegnarti per essa? Ne vale la pena. Le infermiere che si prendono cura di mia moglie e di mio figlio stanno vedendo la gloria di Dio”.

 

Brad poi si toglie il “vestito da predicatore” e diventa di nuovo il marito in lutto, ma non può lasciare la chiesa molto in disparte:

“Nel 2005 io e Megan siamo partiti per Atene per 5 giorni (la gente della chiesa ha accudito i nostri allora 5 bambini!). Siamo stati in un appartamento collegato a una chiesa (grazie ancora, Georgios) ad Atene. Un dolce anniversario per i nostri 10 anni. Al ritorno abbiamo iniziato a risparmiare una sterlina o due alla settimana (in contanti) per un nuovo viaggio. A proposito, sono in una tazza in una posizione segreta nella nostra cucina. Ragazzi, se leggete questo messaggio, non tiratela giù. Stiamo risparmiando per il nostro 20ismo anniversario. Megan vuole andare in Europa. Abbiamo già 250-300 sterline da parte. Questo è molto per noi. Ma cosa diamine faccio adesso con quei soldi se Megan tornasse al Signore? Le spenderei per un paio di cuffie bluetooth? So che la grazia di Dio è ancora più profonda. Giusto, vero?”

“Comincio a pensare al funerale. Per favore, non vederlo come una mancanza di fede. Prega che partecipino anche le infermiere di Megan. Hanno detto che ci saranno. Penso ad alcune cose che mi piacerebbe che accadessero al funerale: la prima cosa è essere il popolo di Dio (con il cuore triste ma gioioso) che dà lodi al nostro grande Dio e Salvatore. Vogliamo che l’attenzione sia su di Lui ora, allora e per sempre”.

Brad chiede poi di pregare per la propria solitudine senza Megan e per la capacità di allevare i sette bambini (specialmente la neonata) da solo. Inoltre implora le donne della chiesa riguardo a sua figlia: “[La figlia] avrà bisogno di alcune donne di Tito 2. Quanto è dolce il pensiero che alcune di voi (“Il Gruppo delle donne di Tito 2” di Megan) possano essere quel tipo di donne per lei?”

Brad cita ancora un paragrafo per scomporre Efesini 3:20-21: “Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo, a lui sia la gloria nella chiesa in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli. Amen”.

 

E conclude facendo un riassunto (quanto le sue parole sono diverse da tanti falsi predicatori della prosperità e dai predicatori della parola-della-fede):

 

Ragazzi, Dio può ancora miracolosamente guarire mia moglie. Pregate che lo faccia. Ma il suo potere e la sua gloria miracolosi non sono già manifestati nella chiesa e in Cristo in questi ultimi giorni attraverso tanti di voi? Voi, miei compagni di fede, siete rinati da un’opera dello Spirito Santo: un miracolo! Vi siete affidati ad un glorioso Salvatore che è morto per i vostri peccati: un miracolo! Avete vissuto insieme come una comunità credente e vi siete scomodati l’un per l’altro, sì, ancora un altro miracolo! Iniziate a vedere ora quell’immagine? Megan vorrebbe che io parlassi della sua guarigione, ma ancora di più vorrebbe che parlassi dei miracoli che vediamo (e dimentichiamo) ogni giorno alla gloria di Dio. Il Signore è e sarà glorificato nella sua chiesa e in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Anche qui nel nostro reparto ospedaliero. Amen”.

 

 

Amen, davvero. Prega ora per Brad, la sua famiglia, la sua chiesa e tutti quelli che stanno osservandoli, che Dio possa essere glorificato attraverso Brad, Megan e la loro chiesa.
Prega infine per te stesso e per i membri della tua congregazione, che Dio sia glorificato in te in questo modo, nella vita o nella morte.

 

 

Tematiche: L'amore di Dio, Matrimonio, Membri di chiesa, Servire, Sofferenza, Sovranità di Dio, Vita Cristiana

Jonathan Leeman

Jonathan Leeman 

E’ uno degli anziani di Capitol Hill Baptist Church in Washington, D.C., direttore editoriale di 9Marks e autore, più recentemente, di Don’t fire our church members: The Case for Congregationalism (B&H Academic, 2016) e Political Church: The Local Assembly as Embassy of Christ’s rule (IVP Academic, 2016).

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