#1 – Serie sull’Evangelizzazione: che cos’è l’evangelizzazione? (sez.1)

 

 

Non potremmo esordire con una domanda più basilare di questa, e vorrei che cominciassimo a rispondere esaminando alcune parole bibliche.

La prima è evangelizzare, ovvero euangelizomai. Il verbo evangelizzare è usato cinquantadue volte nel Nuovo Testamento, venticinque delle quali da Luca (non solo nel suo vangelo ma anche negli Atti) e ventuno volte dall’apostolo Paolo. Il suo significato è essenzialmente proclamare o annunciare una buona notizia. Penso che non sia difficile individuare il senso di questa parola in Luca 8:1: “E in seguito avvenne che egli andava attorno per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio”. Dalla radice del verbo evangelizzare emerge la parola “annunciare”.

Se si segue il percorso di Luca, in Atti 8 si troverà di nuovo questa parola (ovviamente, questi sono solo due riferimenti su cinquantadue!). In Atti 8:12 si racconta dell’annuncio di Filippo: “Quando però credettero a Filippo, che annunziava la buona novella delle cose concernenti il regno di Dio e il nome di Gesù Cristo, uomini e donne si fecero battezzare”. 

In Atti 10:36 la troviamo ancora una volta: “…la parola che egli ha dato ai figli d’Israele, annunziando la pace per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti”. 

Quindi abbiamo la predicazione, la proclamazione, l’annuncio, il racconto o, se vogliamo, l’evangelizzazione, da cui emerge il sostantivo euangelion, che significa semplicemente Vangelo o buona notizia. Questo sostantivo ricorre settantadue volte nel Nuovo Testamento, cinquantaquattro delle quali negli scritti di Paolo. 

Vorrei che notassimo alcuni aspetti di questo Vangelo.

 

Il Vangelo del Regno

Prima di tutto, esso è il Vangelo del Regno. Andiamo a Matteo 4:23 e poi a 9:35 e vediamo cosa ci viene detto:

“E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando l’evangelo del regno, e sanando ogni malattia e ogni infermità fra il popolo”. 

Il regno di chi? Il regno di Dio. E chi regna in questo regno? Cristo, quale Re. E l’annuncio del regno di Cristo si trova nel bel mezzo della fenomenale manifestazione del suo dominio, come si legge nei versetti 24 e 25. Se passiamo al capitolo 9 di Matteo, troviamo lo stesso concetto: 

“E Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità” (Matteo 9:35).

 

Così Gesù andava in giro a dire: Il mio dominio regale è qui. È in atto proprio ora, mentre la vita delle persone viene toccata. Quando pensiamo all’evangelizzazione e all’euangelion che stiamo proclamando, dobbiamo tener presente che esso è, prima di tutto, il Vangelo del Regno.

 

Il Vangelo di Dio

In secondo luogo, si tratta del Vangelo di Dio. Ora, potrebbe sembrare un concetto quasi banale, ma è bene sottolinearlo.

Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando il Vangelo di Dio” (Marco 1:14).

 “Ma, dopo aver prima sofferto e aver ricevuto oltraggi a Filippi, come sapete, noi abbiamo avuto il coraggio nel nostro Dio di annunziarvi l’Evangelo di Dio in mezzo a tante lotte” (1 Tessalonicesi 2:2)

È il suo Vangelo. È il Vangelo di Dio.

Ora, un piccolo ma importante inciso, perché una delle cose che ci accadranno mentre andiamo a evangelizzare è che ci scontreremo con persone che diranno: Questa non è altro che la tua idea! È solo una tua teoria, o qualcosa che hai sognato. Ciò potrebbe turbarci, finché non ci ricordiamo che la buona notizia che stiamo proclamando non ce la siamo sognata. Essa è la buona notizia del regno ed è la buona notizia di Dio.

Questo ha due applicazioni. Innanzitutto, è la buona notizia di Dio: Dio è Creatore, Dio si è rivelato nel nostro mondo e l’unico motivo per cui possiamo conoscere Dio è che egli ha scelto di rivelarsi. Non si tratta di un folle tentativo dell’uomo di incontrare il divino e l’infinito, ma la buona notizia di un Dio che è venuto a noi nella persona di Gesù. Ne consegue che non si tratta solo di una buona notizia su Dio, ma di una buona notizia da parte di Dio. Dio stesso è l’origine di questa buona notizia.

Di conseguenza, è grave distorcere o manipolare in qualunque misura la buona notizia. Se è l’Evangelo di Dio, allora è meglio raccontarlo alla maniera di Dio. Ecco perché Paolo, in Galati 1:9, si preoccupa tanto di assicurarsi che nessuno manometta il Vangelo: “Lo ripeto di nuovo anche adesso: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema“.

 

Il Vangelo di Gesù Cristo

Bene, dunque abbiamo detto che si tratta del Vangelo del regno e del Vangelo di Dio. Terzo punto, si tratta del Vangelo di Gesù Cristo. Ora, voi direte: “Beh, è chiaro”. Sì, è molto semplice. Occorre tuttavia porre i livelli fondamentali prima di proseguire, perciò era essenziale cominciare dalle verità più elementari. 

Guardiamo 2 Corinzi 4:4:

“Abbiamo rifiutato gli intrighi vergognosi e non ci comportiamo con astuzia né falsifichiamo la parola di Dio, ma rendendo pubblica la verità, raccomandiamo noi stessi alla coscienza di ogni uomo davanti a Dio. Se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizione, per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio”.

Ora, qui c’è materiale per un altro articolo ma restate concentrati. Paolo dice che se andiamo a proclamare la buona novella, a evangelizzare, a presentare l’euangelion, dobbiamo farlo rendendoci conto che si tratta del Vangelo del regno, del Vangelo di Dio, del Vangelo di Cristo, e che si tratta di un Vangelo che gli uomini e le donne per natura non vedono e non capiscono, perché i loro occhi sono accecati dalla verità spirituale.

 

E allora cosa dobbiamo fare? 

Come possiamo partire dalle nostre scoperte su cosa significa evangelizzare? 

Se siamo abbastanza umili, presumibilmente riconosceremo questo: che se gli uomini e le donne sono spiritualmente ciechi, noi non possediamo, da soli, la capacità di allontanare le nubi delle loro tenebre. Chi può farlo? Dio, che è l’autore di questo Vangelo. E come si impegna ad aprire gli occhi ai ciechi? Come risultato delle preghiere dei credenti del suo popolo. Da qui la riunione di preghiera alle cinque e mezza e lo studio sull’evangelizzazione alle sei e mezza. Infatti, se prima non impariamo a pregare, nessuna istruzione potrà produrre un beneficio duraturo, né in noi né in coloro a cui parliamo.

2 Corinzi 9:13 sottolinea ancora una volta questo aspetto: “Perché la prova pratica fornita da questa sovvenzione li porta a glorificare Dio per l’ubbidienza con cui professate il vangelo di Cristo (corsivo aggiunto)”.

Gesù non soltanto ha portato il Vangelo con la sua venuta, ma lo ha anche incarnato. Ecco l’aspetto meraviglioso: non dobbiamo andare in giro con un gigantesco malloppo di fogli come fa il signor Tal dei Tali che arriva da un’azienda e deve illustrarci la fattibilità del suo prodotto. Non che sia sbagliato (è un aspetto necessaria delle vendite), ma noi non ci sediamo davanti a una tazza di caffè per presentare alle persone un plico di carta stampata.

No, quello che presentiamo loro è il Vangelo di Gesù Cristo, portato da Cristo e incarnato da lui. 

“Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).

Nel prossimo articolo, approfondiremo questo e altri aspetti.

 

Questo articolo fa parte della serie sull’evangelizzazione adattata da “Crossing the Barriers“, di Alistair Begg.

 

 

Lettura consigliata dal catalogo Coram Deo: E se non riesco a evangelizzare?

 

Foto di Sixteen Miles Out su Unsplash

Tematiche: Chiesa, Cultura e Società, Evangelizzazione

Alistair Begg

Alistair Begg

 

È pastore della Chiesa ParkSide a Cleveland (Ohio, Stati Uniti). Scrittore e conferenziere molto stimato. La sua trasmissione radio Truth for Life è diffusa in tutti gli Stati Uniti. Ogni anno organizza la conferenza BASICS dove circa 1.500 pastori si incontano per ascoltare il Vangelo di Gesù Cristo.

© TruthForLife.org, © Coram Deo

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