A cosa porterà la guerra in Iran?

Pregare per la crisi di un Paese

 

Mentre il mondo osserva la guerra in Iran, i credenti la guardano da una prospettiva diversa.
Ovunque ci troviamo, osserviamo e preghiamo con una visione spirituale che trascende le normali preoccupazioni e la condizione della nostra nazione. Siamo americani, brasiliani, canadesi, dominicani, emiratini; eppure, in Cristo, siamo essenzialmente cittadini del cielo (Filippesi 3:20). Il nostro alleato supremo è Gesù, risorto e asceso al cielo, che ancora oggi regna sulle nazioni per il bene speciale della Chiesa, anche nella profonda tristezza di questi giorni.

Alcuni stimano che, nelle ultime settimane, il regime islamico in Iran abbia ucciso più di trentamila manifestanti. Ad oggi, gli Stati Uniti e Israele hanno condotto per sei giorni attacchi coordinati contro obiettivi strategici in Iran. Più di mille iraniani risultano morti, un numero che comprende soldati, civili e il leader supremo della nazione, ottantaseienne, al potere dal 1989.

L’Iran ha reagito con droni e attacchi missilistici nella regione. Finora, nel conflitto sono morti dodici israeliani e sei americani.

Come possono i cristiani guardare e pregare in questi giorni tragici, e potenzialmente così importanti, per l’Iran e per il Medio Oriente?

 

La Persia e il popolo di Dio

“Iran” è un nome relativamente recente per l’antica civiltà chiamata “Persia”, che svolge un ruolo importante nelle Scritture. Il nome Persia compare quasi trenta volte in cinque libri dell’Antico Testamento. Per il popolo di Dio del primo patto, la Persia emerse come liberatrice dall’esilio babilonese. Ciro, re di Persia, promulgò un editto per liberare gli ebrei e permettere loro di tornare a casa a ricostruire il tempio (2 Cronache 36:22-23; Esdra 1:1-4). Dopo di lui vennero il re Dario, Serse e Artaserse, che segnarono il periodo post-esilico vissuto da Daniele, Esdra, Neemia ed Ester.

Così come Dio un tempo smosse il cuore di Ciro, così oggi ha smosso il cuore di molti persiani contro il regime islamico, specialmente nell’ultimo decennio. Ogni anno, verso la fine di ottobre, decine di migliaia di persone si radunano presso la tomba di re Ciro per ricordare il passato preislamico della Persia. Il regime islamico sciita salì al potere nel 1979, in seguito alla frustrazione della nazione nei confronti dello scià e dei suoi eccessi personali, legati alla ricchezza petrolifera, alle amicizie con l’Occidente e agli sforzi di modernizzazione.

La storia della Persia/Iran nel XX secolo meriterebbe un’analisi ben più ampia. Ma, per il nostro interesse cristiano, è particolarmente rilevante la diffusa disillusione nei confronti dell’islam, soprattutto in Iran.

 

La disillusione nei confronti dell’islam

L’attuale conflitto arriva sulla scia di un movimento che da anni sta guadagnando slancio e che fa parte di un’irrequietezza più ampia. Operation World riferisce che, considerando solo l’ Iran, “50.000 moschee hanno chiuso negli ultimi anni, poiché gli iraniani sono disillusi sia dal regime sia dall’islam”, e che “la generazione più giovane è esasperata dall’eredità di oppressione, spargimento di sangue, ‘giustizia’ crudele, corruzione, difficoltà economiche e isolamento culturale dalla maggior parte del mondo”.

Secondo Mindy Belz, già circa dieci anni fa questa tendenza era innegabile: si stimavano tra i due e i sette milioni di musulmani convertiti al cristianesimo dall’inizio del XXI secolo. Questi casi si riscontravano in tutto il mondo musulmano, incluse le aree più ostili al cristianesimo, come l’Afghanistan e l’Iran. Più dell’80 per cento di questi movimenti sarebbe iniziato dopo l’11 settembre. Nell’ultimo decennio, questa tendenza è continuata e, anzi, ha persino accelerato, in particolare in Iran.

Il pastore Afshin Ziafat, collaboratore di Desiring God, che ha vissuto in Iran dall’età di sei anni, scriveva nel 2019:

Nel 1979, in Iran, si conoscevano circa 500 cristiani provenienti da un contesto musulmano. Nel 2005 si stimava che ci fossero 40.000 cristiani di etnia persiana (escludendo cristiani appartenenti a minoranze etniche ma che vivevano in Iran). Questo numero salì a 175.000 nel 2010. Oggi, secondo alcuni esperti di missione, la stima media dei cristiani in Iran varia da 300.000 a oltre un milione.
Negli ultimi vent’anni si sarebbero convertiti più iraniani che nei precedenti 1.300 anni, da quando l’islam arrivò in Iran.

Si tratta di una svolta sorprendente, soprattutto se si considera che evangelizzazione, conversioni e possesso o distribuzione della Bibbia in persiano erano illegali. Secondo Operation World, “un numero altissimo di iraniani è venuto a Cristo negli ultimi anni”. Dai soli 500 credenti provenienti da un contesto musulmano nel 1979, alcuni stimano che oggi il numero superi il milione solo in Iran. Un gran numero di persiani, inoltre, avrebbe avuto un incontro personale con Gesù Cristo fuori dall’Iran.

Ziafat ha aggiornato brevemente la sua congregazione domenica scorsa, affermando che gli sviluppi attuali sembrano “molto importanti”:

Per 47 anni gli abitanti dell’Iran hanno vissuto sotto un regime islamico opprimente. Lasciatemi però dire questo: alcune delle persone più ospitali, dolci e gentili che possiate incontrare sono persiane. Perciò è importante distinguere il governo iraniano e il suo popolo. Gli abitanti dell’Iran sono stanchi di questo regime islamico. Questo potrebbe rivelarsi un evento monumentale, se dovesse portare a un cambio di regime. Non solo per la loro libertà, ma anche per il bene della Chiesa.

Invece di passare subito a esporre dei motivi di preghiera, il team di Desiring God vorrebbe offrire questa preghiera e invitare i lettori a unirsi nell’intercessione per la Persia e per le regioni circostanti.

 

La nostra preghiera per la Persia

Padre celeste,

mentre questa crisi si sviluppa, portando con sé profonda tristezza e grandi speranze, noi che crediamo nel tuo Figlio possiamo guardarla con occhi di fede. Aiutaci a vedere oltre ciò che i nostri occhi terreni percepiscono: l’economia, i leader mondiali, gli eserciti, le armi. Vogliamo vedere attraverso il tuo Spirito e desiderare ardentemente che si compiano i tuoi buoni propositi, per esaltare tuo Figlio come Signore della storia e di ogni nazione.

Preghiamo per i vari leader di tutte le nazioni ora coinvolte. Fa’ che prevalgano la verità e la vera giustizia. Custodiscili dalla nebbia e dagli eccessi della guerra, e dona, al di là di questo conflitto, una pace più profonda e duratura. Fa’ che il conflitto sia breve e non peggiori inutilmente. Ti chiediamo protezione per i civili e che la perdita di vite umane, dentro e fuori dall’Iran, sia la minore possibile.

Padre, proteggi il cuore della Chiesa persiana in questi giorni. Dona ai tuoi figli la grazia di sopportare la persecuzione e di rallegrarsi in te. Fa’ che questi tempi così spaventosi possano trasformarsi in una nuova stagione, in cui la tua Chiesa possa uscire allo scoperto, i tuoi figli possano vivere con maggiore serenità e si vedano i frutti dell’evangelizzazione fino alla fondazione di nuove chiese (1 Timoteo 2:1-4). Possano i persiani che proclamano il nome di Gesù emergere e far risplendere la tua luce nelle tenebre.

Padre, che miracolo sarebbe vedere aprirsi, in un Paese così chiuso, una porta per missionari e insegnanti cristiani. Dove già prima il raccolto era abbondante e gli operai pochi. Fa’ che questi giorni critici in Iran possano cambiare questa situazione, che si aprano porte per la tua Parola (Colossesi 4:3) e che i leader cristiani formati possano formarne altri con maggiore libertà.

E Padre, sappiamo che la costruzione e la bellezza della Chiesa di Cristo avanzano attraverso la diffusione del vangelo. Perciò ti chiediamo nuove occasioni per parlare di Gesù. Non permettere che questi innumerevoli musulmani disillusi si volgano ad altre cisterne rotte, come l’ateismo o lo zoroastrismo. Apri i loro occhi e i loro cuori perché possano accogliere Gesù e trovare in lui la vera pace.

Che il vangelo di Gesù, che salva i peccatori, si diffonda in Persia come mai prima d’ora: tra i giovani disincantati dall’islam, tra le donne che soffrono sotto strutture degradanti, tra gli anziani che sono stati ingannati e che da decenni invocano soccorso. Preghiamo per i credenti in Persia e per tutti i credenti nel mondo: possa ciascuno annunciare il vangelo del tuo Figlio con coraggio e chiarezza, come tu ci chiami a fare (Efesini 6:20; Colossesi 4:4); possa la tua Parola “spandersi e venire glorificata”; e possano i credenti persiani, sia i nuovi sia quelli più maturi, essere “liberati dagli uomini molesti e malvagi” (2 Tessalonicesi 3:1-2).

Padre, come già scriveva Paolo, la preghiera di altri credenti, con l’aiuto del tuo Spirito, “tornerà alla [sua] salvezza” (Filippesi 1:19). Così anche noi preghiamo, aspettando che tu voglia usare le nostre preghiere, offerte da coloro che si inginocchiano volentieri e amano tuo Figlio, per compiere prodigi in onore di Cristo in Iran e oltre: sia per porre fine a queste sofferenze temporali, sia per portare una salvezza definitiva dalla sofferenza eterna.

Trasforma la profonda tristezza dell’Iran, degli ultimi cinquant’anni e di questi ultimi giorni, e rendi possibile a milioni di persone scoprire il valore di conoscere Cristo Gesù come Signore (Filippesi 3:8). Noi testimoniamo che il vero cuore della vita eterna è conoscere te e tuo Figlio (Giovanni 17:3). Fa’ che il diffondersi della verità in Iran superi lo spargimento di sangue, per la gloria del tuo Figlio e per la gioia ritrovata di innumerevoli anime in lui.

Nel nome di Gesù preghiamo, amen.

 

 

Traduzione a cura di Daniela Deriu

Tematiche: Incoraggiamento ed esortazione, Preghiera

David Mathis

David Mathis

Redattore esecutivo di desiringGod.org, pastore della Cities Church di Minneapolis/Saint Paul, è professore associato al Bethlehem College & Seminary. È marito, padre di quattro figli, e autore di Habits of Grace: Enjoying Jesus through the Spiritual Disciplines e di  Workers for Your Joy: The Call of Christ on Christian Leaders (2022).

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