Ciò che Dio inizia, Egli completa

 

Ciò che Dio inizia, Egli completa. Paolo lo afferma in Filippesi 1:6:

«Sono persuaso di questo: che colui che ha cominciato in voi un buon opera la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù».
(Filippesi 1:6, NR06)

Non dovremmo cercare conforto in noi stessi e nella nostra capacità di rimanere fedeli. Piuttosto, possiamo guardare al potere preservante di Dio, che ci fa perseverare.

Questa è la dottrina della perseveranza (o preservazione) dei santi. È un’affermazione circa la fedeltà di Dio al Suo scopo e le implicazioni di quella fedeltà per i Suoi figli.

Louis Berkhof  ha definito utilmente la perseveranza così:

«quell’operare continuo dello Spirito Santo nel credente, mediante il quale l’opera della grazia divina che è cominciata nel cuore è continuata e portata a compimento».

Quando Dio chiama qualcuno e vi pone il Suo Spirito, non cambia idea. Egli è capace e determinato a far sì che i Suoi figli siano condotti in salvo fino alla meta. Ciò che Dio inizia, Egli completa.

È importante che i credenti considerino come questa dottrina abbia fondamento nelle promesse di Dio e cosa significhi per la nostra certezza mentre camminiamo con Lui ogni giorno.

 

Custoditi mediante la fede

«Secondo la sua grande misericordia, ci ha rigenerati a una speranza vivente mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, a un’eredità incorruttibile, incontaminata e che non appassisce, custodita nei cieli per voi, che, mediante la potenza di Dio, siete custoditi con fede per la salvezza pronta a essere rivelata nell’ultimo tempo».
(1 Pietro 1:3-5, NR06)

Quando siamo salvati, siamo liberati dal regno della disperazione e condotti nel regno segnato da “una speranza vivente”. Ci è garantita “un’eredità” come figli del Re. È un’eredità che la morte non tocca, che il male non offusca, che il tempo non consuma, e che ha i nostri nomi — «custodita nei cieli per voi».

Potresti pensare: «Sì, è lì per me. Ma come posso essere sicuro di arrivarci?». Se sei uno che «mediante la potenza di Dio sei custodito con fede», non vi è dubbio che tu vi arriverai. Ciò che Dio inizia Egli lo completa. Le schiere dei cieli sono schierate in nostro favore contro tutti gli assalti del mondo, della carne e del diavolo.

Naturalmente, è mediante la fede. Non è questione di “una volta salvato, sempre salvato”, indipendentemente da come viviamo, come se al momento giusto alzare la mano ci ponesse in una posizione in cui nessuna prova di infedeltà possa mai contraddire la nostra pretesa di salvezza.

Non c’è preservazione senza fede genuina, e solo coloro che hanno fede perseverano. La perseveranza dei santi è sempre una perseveranza attraverso la fede e mai separata da essa. Diamo prova di possedere la salvezza mediante la continuità della nostra fede.

 

Salvi dalla condanna

«Chi potrà mai accusare gli eletti di Dio? Dio è colui che giustifica. Chi è che condannerà? … Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sofferenza, angustia, persecuzione, fame, nudità, pericolo, spada? … In tutte queste cose siamo più che vincitori per mezzo di colui che ci ha amati».
(Romani 8:33-34, 35, 37, NR06)

L’amore di Cristo è per noi. È l’amore del pastore per la pecora smarrita (Luca 15:4-7), l’amore del padre per il figlio vagante (Luca 15:11-24), l’amore che ama fino all’estremo (Giovanni 13:1). Che cosa può separarci da questo tipo di amore? Quale potere nell’universo potrebbe contraddirlo?

La nostra condizione peccatrice non può. Come Paolo scrisse:

«Dio mostra il suo amore verso di noi: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi».
(Romani 5:8, NR06)

Dio ci giustificò nonostante la nostra peccaminosità. Siamo giustificati per la forza della vita santa di Cristo, del sacrificio giusto, della risurrezione trionfante e della Sua intercessione continua.

Su quale base restiamo nella benevolenza di Dio? Sulla stessa identica base. Non possiamo fare nulla per aggiungere all’opera di Cristo né porci in una condizione migliore davanti a Dio. Dall’inizio alla fine, tutta la nostra accettazione è basata in Cristo, e perseveriamo mediante la fede in Lui.

Al cristiano oppresso, lacerato dalle sfide della vita, conscio dei propri fallimenti, Paolo dice:

«Adesso non c’è condanna per quelli che sono in Cristo Gesù».
(Romani 8:1, NR06)

Dio conosceva il peggio di noi quando ci salvò. Ci accettò per amore di Gesù. Il verdetto che Egli rese fu definitivo. Pertanto nessuno può produrre nuove prove della nostra depravazione che lo facciano cambiare idea. Ciò che Dio inizia Egli lo completa.

 

Attendere gli avvertimenti, confidare nelle promesse

“Chi crede di stare in piedi guardi di non cadere”.
(1 Corinzi 10:12, NR06)

Davvero ci sono persone che sembrano credere e poi cadono. Ci sono persone che sono ingannate da se stesse. La Bibbia ci avverte dell’apostasia perché è un pericolo reale.

Quindi non dovremmo dare per scontata la nostra perseveranza. Dovremmo piuttosto «badare a sé stessi», esaminandoci per vedere se siamo nella fede (2 Corinzi 13:5), confermando diligentemente la nostra vocazione e la nostra elezione (2 Pietro 1:10). Facendo ciò, cresceremo nella certezza guardando in tre direzioni.

Primo, guardiamo al Figlio:

«Corriamo con pazienza la corsa che ci è proposta, volgendo lo sguardo a Gesù, autore e perfezionatore della fede nostra».
(Ebrei 12:1-2, NR06)

Quando guardiamo noi stessi, troviamo solo ragioni per scoraggiamento. Ma quando fissiamo i pensieri su Gesù, Dio ci abilita a perseverare. Quando lo guardiamo, vedremo “l’autore e perfezionatore della fede nostra” che “ha sopportato la croce” per noi. “Egli,” possiamo dire, “è la mia speranza di certezza”.

Secondo, guardiamo alle Scritture:

«Come dice lo Spirito Santo: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori».
(Ebrei 3:7-8, NR06)

Se la Parola di Dio ci raggiunge oggi, dobbiamo lasciarla avvertire, attrarci, guidarci, insegnarci e incoraggiarci. Dobbiamo venirle incontro non con cuori induriti ma con fede (cfr. Ebrei 3:12,19). “Questo”,  possiamo dire, “è ciò che lo Spirito Santo sta dicendo oggi alla chiesa”.

Infine, guardiamo al popolo di Dio:

«Esortatevi a vicenda ogni giorno, finché si dice oggi, che nessuno di voi sia indurito dal inganno del peccato».
(Ebrei 3:13, NR06)

È possibile essere induriti dall’inganno del peccato anziché aggrapparsi a Cristo in fede. Quindi dobbiamo essere una comunità che adora, prega, insegna, evangelizza, vivendo in comunione e incoraggiandoci l’un l’altro a persistere.

Quale certezza possiamo avere che resisteremo fino alla fine? Ciò che Dio inizia, Egli lo completa! Questa è la nostra fiducia, ed è il motivo per cui guardiamo a Lui per la nostra certezza. Potremmo essere facilmente distratti, scoraggiati e abbattuti, ma mettiamo la nostra fede in colui che è più forte di noi. Come scrisse J. I. Packer:

“La tua fede non verrà meno mentre Dio la sostiene; non sei abbastanza forte da cadere mentre Dio è risoluto a sostenerci”.

 

Questo articolo è tratto dai sermoni “La perseveranza dei santi?” e “La forza protettiva di Dio” di Alistair Begg.

 

Lettura consigliata dal catalogo Coram Deo: Una così grande salvezza.

 

Foto di Stainless Images su Unsplash

 

 

Tematiche: Perseveranza, Salvezza, Santificazione

Alistair Begg

Alistair Begg

 

È pastore della Chiesa ParkSide a Cleveland (Ohio, Stati Uniti). Scrittore e conferenziere molto stimato. La sua trasmissione radio Truth for Life è diffusa in tutti gli Stati Uniti. Ogni anno organizza la conferenza BASICS dove circa 1.500 pastori si incontano per ascoltare il Vangelo di Gesù Cristo.

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