Come alleviare la tensione in casa

 

 

La cucina e pulizie di Cristo

La gentilezza di Dio, spesso, si manifesta attraverso la condiscendenza, che significa arrendersi con umiltà, per essere premurosi e accomodanti, proprio qualità dell’umiltà; al contrario, per l’uomo, essere arrendevole è segno di debolezza, che porta a trattare gli altri con arroganza e superiorità, qualità della superbia.

A volte, nei momenti peggiori, uso con i miei figli un tono sprezzante che, se lo usassi con chiunque altro sul pianeta, sarebbe scandaloso: è quel tono scortese del tipo «È stata una sciocchezza, e io so bene come stanno le cose», che mi capita fin troppo spesso. Se vedessi uno sconosciuto rovesciare il suo caffè e gli dicessi: «Cosa ti è passato per la testa? Mettici un coperchio!», lascerei di stucco i passanti. Oppure, se vedessi qualcuno non finire il proprio pasto al ristorante e gli dicessi: «Che spreco! Guarda come ho finito tutto», non mi farei certo degli amici.

La nostra cultura accetta questo tipo di atteggiamento paternalistico da parte di mamme e papà, ma i credenti sono chiamati a uno standard più elevato di genitorialità, perciò, se ci rivolgiamo ai nostri figli in modo sprezzante, riveliamo di avere una concezione mondana della guida genitoriale: “Comando io, io sto qui in alto mentre tu stai lì in basso”.

Esiste una via migliore rispetto al seguire gli standard del mondo che è la via che vediamo in Gesù. L’umiltà e la mitezza sono qualità che diamo per scontate in Gesù, sebbene nella sua perfezione gli sia stata conferita ogni autorità in cielo e in terra, durante il suo ministero terreno non ha mai agito con condiscendenza, ed è stato più che disposto a dimostrare come le guide del Signore dovrebbero essere pronti a essere umili e rispettosi; Egli non ha mai peccato di orgoglio e si è sempre dimostrato umile e mite.

Tra tutte le parole che Gesù avrebbe potuto usare per descrivere sé stesso, scelse “mite e umile” (Matteo 11:29) questo significa che usa il suo potere con cautela ed è disposto ad umiliarsi per il bene degli altri; il capo supremo, colui che detiene ogni autorità, ha dimostrato mitezza e umiltà.

Dall’esempio di Gesù vediamo chiaramente che la guida nel regno di Dio è diversa dalla guida nel mondo infatti, in Luca 22:25, Gesù afferma che i capi del mondo, esercitando potere per ottenere ciò che vogliono o per umiliare gli altri, ed i genitori sono tra i peggiori in questo senso. Eppure, vediamo Gesù affermare: “Ma non dovrà essere così tra voi” (Matteo 20:26)! Se vuoi essere grande nel regno dei Cieli, se vuoi essere un grande leader, se vuoi usare la tua posizione di autorità (come quella di una mamma o di un papà) in modo conforme al regno di Dio, devi usare la tua posizione per servire gli altri. 

Consideriamo come questo principio si manifestò durante l’Ultima Cena, dove stava nascendo un conflitto tra Gesù e Pietro. Egli, rivolgendosi a Pietro gli confessa di aver pregato affinché avesse una fede incrollabile, dato che Satana aveva chiesto di poterlo mettere alla prova (Luca 22:31), e in quel momento, Pietro, giura che non lo abbandonerà mai, anche se tutti gli altri lo facessero.  Gesù non solo nega la veridicità dell’affermazione di Pietro, ma aggiunge che entro la mattina seguente Pietro avrebbe giurato tre volte di non conoscerlo nemmeno. Tra due persone comuni, questo avrebbe potuto portare ad una violenta lite con tanto di “Come osi?”. 

Tuttavia, non era questo il rapporto che legava  Gesù a Pietro. Poco prima della loro conversazione, Gesù, mostrandosi umile, dimostra a Pietro cosa significhi veramente servire per essere grandi, perché, pur sapendo che Pietro lo avrebbe rinnegato pubblicamente più volte, Gesù gli lava comunque i piedi. Immaginate di sapere che vostro figlio sta per disobbedirvi, tradirvi e rinnegarvi nel peggiore dei modi, eppure vi inginocchiate lo stesso per lavargli i piedi. Questo è controllo della Sua autorità, è un approccio sommesso al conflitto. Gesù naturalmente ha ragione,  riguardo agli errori che Pietro commetterà, ma è disposto a fare tutto ciò che è necessario per purificarlo e servirlo, proprio quando Pietro non se lo meriterebbe.

In seguito, dopo la risurrezione, Gesù ristabilisce il suo rapporto con Pietro in un modo del tutto inaspettato, affronta il loro conflitto delicatamente con amore; nonostante Pietro provi ancora dolore e sofferenza emotiva, il tatto che Gesù usa in questa situazione è straordinario.

E se, di fronte ad un orto di tuo figlio o del tuo coniuge, tu reagissi servendolo, non in modo passivo-aggressivo, ma per amore sincero?

Lo tratta con freddezza? Si chiude in sé stesso e si imbroncia? Fa commenti passivo-aggressivi? Lo domina con un “Te l’avevo detto”? Gli urla contro? Lo rimprovera, lo umilia o lo rifiuta? No. A differenza di noi in molte circostanze, lui non fa nessuna di queste cose.

Invece, Gesù prepara la colazione a Pietro e lo porta a fare una passeggiata perché vuole parlarne. Il Signore, vuole ricomporre ciò che si è spezzato, Egli non promette che andrà tutto bene e non giustifica il comportamento di Pietro, semmai, promette che Pietro soffrirà per averlo seguito, finendo per andare “dove non vuole andare” (Giovanni 21:18) il tutto, con dolcezza e amore, invitandolo a un rapporto di riconciliazione. 

Immaginate se seguissimo l’esempio di Gesù, che cosa succederebbe se, d’avanti ad un torto di vostro figlio o del vostro coniuge, rispondeste servendoli, non in modo passivo-aggressivo, ma attraverso un’amore sincero? Cosa succederebbe se, di fronte alla disobbedienza dei i vostri figli, non li rimproveraste, ma li benediceste, non annullando tutte le conseguenze, ma impedendo che l’escalation l’ostilità?

E se affrontassi ogni conflitto con tono gentile e un cuore pronto a servire, cucinando e pulendo per chi ha tradito la tua fiducia? E se, quando i tuoi familiari ti feriscono, invece di chiederti come  evitarli o  vendicarti,  ti chiedessi piuttosto “Come posso servirli?” O magari “Chissà cosa vorranno per colazione?”; Gesù preparò una colazione a base di pesce alla griglia per Pietro, infatti, una delle frasi che amo di più del Pastore del XIX secolo, Charles Spurgeon, è proprio: “C’è difficoltà in ogni cosa, tranne che nel mangiare i pancake”. ¹ Qualche pancake preparato con un cuore servizievole può fare molto di più, per alleviare la tensione familiare, di una serie di argomentazioni difensive elargite da un cuore egoista. Gesù inizia ad affrontare il tradimento di Pietro scegliendo di umiliarsi. Trovando un modo per servire, preparando la colazione per un uomo che ha lavorato tutta la notte.

E se, proprio come Gesù, invitassi chi ti ha ferito a fare una passeggiata per parlarne? Dove potreste andare per avere l’occasione di una conversazione serena e riconciliante? Questo è il frutto del camminare secondo lo Spirito cioè rispondere al conflitto con una gentilezza che porterà alla riconciliazione perché, le relazioni riconciliate raramente derivano dal vincere una discussione, e la riconciliazione si realizza attraverso l’amore sincero e il servizio, la compassione per l’umanità dell’altro, l’ammettere umilmente di aver contributo ad accendere qualsiasi conflitto, il perdono, il rifiuto di rinfacciare agli altri il loro operato e l’impegno a fare meglio insieme. La tensione in casa si allevia grazie all’umiltà e alla gentilezza.

 

 

Note:

  1. CH Spurgeon, John Ploughman’s Pictures (Philadelphia, 1896), 193.

 

 

Questo articolo è tratto dal libro “Good News for Parents: How God Can Restore Our Joy and Relieve Our Burdens”  di Adam Griffin

 

Tradotto da Yuni Akermi

 

Lettura consigliata dal catalogo Coram Deo: Porta stretta, Stretta Via

Porta Stretta, Stretta Via

 

 

Tematiche: Vangelo, Vita Cristiana

Adam Griffin

Adam Griffin 

(DEdMin, The Southern Baptist Theological Seminary) è il Pastore principale della Eastside Community Church a Dallas, in Texas, ed è il conduttore del podcast The Family Discipleship oltre che autore di numerosi libri per genitori e figli, tra cui Family Discipleship: Leading Your Home through Time, Moments, and Milestones e When Wrong Seems Right: A Kids Bible Study on Making Good Choices. Adam è sposato con Chelsea e hanno tre figli: Oscar, Gus e Theodore.

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