Come condividere il Vangelo efficacemente
Uso quattro domande che fanno riflettere per convincere chi è lontano da Dio e che quindi ha bisogno di rinascere.
Di solito la conversazione va più o meno così:
Domanda 1: “C’è vita dopo la morte?”
“Eric, c’è vita dopo la morte?”.
La risposta più comune è: “Non lo so”.
Allora chiedo se ci pensa mai.
“Sempre”.
Gli domando se ha paura della morte.
“Un po’”.
“Un po’? È terribile!” Vedo nei suoi occhi che si chiede come faccia a saperlo, perché non lo ha mai confessato a nessuno che in realtà ha il terrore della morte.
Lo so perché la Bibbia parla chiaramente della sua paura: “[Gesù è venuto] per liberare tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la vita” (Ebrei 2:15).
Poi gli spiego che la Bibbia è il libro più venduto di tutti i tempi. Questo perché nell’Antico Testamento Dio aveva promesso di distruggere la morte e nel Nuovo Testamento ci mostra come l’ha fatto (Isaia 25:8; 2 Timoteo 1:10).
Eric dice che non lo sapeva e chi, sano di mente, non sarebbe interessato a saperne di più? Ho scoperto che perfino molti atei vogliono approfondire.
Domanda 2: “Si va in cielo essendo una brava persona?”
Eric risponde di sì e pensa di essere una brava persona (Proverbi 20:6).
Domanda 3: “Hai mai infranto uno dei Dieci Comandamenti?”
La Legge morale chiude la bocca a ogni giustificazione, rende colpevole tutto il mondo davanti a Dio e porta alla conoscenza del peccato (Romani 3:19-20). Vediamo Gesù stesso usare i Dieci Comandamenti quando parla al giovane ricco (Marco 10:17-19).Charles Spurgeon disse: “Non credo che un uomo possa predicare il Vangelo se non predica anche la Legge. Abbassare la Legge significa offuscare la luce con cui l’uomo percepisce la propria colpa; ed è una perdita gravissima per il peccatore, non un vantaggio, perché diminuisce la possibilità della sua convinzione e della sua conversione”.
Dopo avergli mostrato che tutti i bugiardi avranno la loro parte nello stagno di fuoco e che Dio considera la concupiscenza come adulterio, l’odio come omicidio, ecc., dico a Eric: “Hai mai sentito il versetto che dice: ‘Il salario del peccato è la morte’? Significa che Dio ti paga con la morte a causa dei tuoi peccati. Come un giudice che dice a un criminale, colpevole di omicidio ma convinto di essere una brava persona: ‘Ti mostrerò quanto è grave il tuo crimine. Ti condanno a morte. Questa è la tua paga, quello che ti sei meritato’. Eric, il peccato è così serio davanti a un Dio santo che Egli ti ha dato la sentenza di morte. Sei nel braccio della morte. È vero, la tua cella di attesa ha un bel tetto blu, l’aria condizionata e una buona illuminazione… ma questa vita è comunque una cella di attesa. La tua morte sarà la prova che Dio prende tremendamente sul serio il peccato”.
Domanda 4: “Perché Gesù è morto sulla croce?”
“Abbiamo infranto la Legge di Dio e Gesù ha pagato la nostra multa. Ecco perché, poco prima di morire, ha detto: ‘È compiuto!’ cioè: ‘Pagato per intero’. Se sei in tribunale e hai delle multe da pagare per eccesso di velocità e ti dichiari colpevole, il giudice ti lascia libero se qualcun altro paga al posto tuo. È legale.
Allo stesso modo, Dio può toglierti di dosso la condanna a morte grazie a quello che Gesù ha fatto sulla croce: pagando per i nostri peccati. È legale. Può lasciarti vivere per sempre, in piena giustizia, a causa della morte e della risurrezione di Gesù Cristo. Tutto quello che devi fare, secondo la Scrittura, è pentirti dei tuoi peccati e confidare in Gesù come confideresti in un paracadute (Atti 3:19,26). Nel momento in cui lo fai, hai la promessa di Dio che Egli ti darà la vita eterna come dono gratuito, non perché tu sia buono, ma perché Lui è buono, misericordioso e ricco di grazia”.
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Tematiche: Evangelizzazione, Fede, Vangelo
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