Cosa rivela Ebrei 2 circa il Salmo 8

 

 

Leggendo Ebrei

Secondo Ebrei, il modello dell’incarnazione, della sofferenza, della morte, della risurrezione e dell’ascensione di Gesù è la chiave per comprendere una tensione interpretativa nei Salmi. In Ebrei 2, l’autore passa dalla sua argomentazione che Gesù è superiore agli angeli al fatto che Gesù aiuta gli esseri umani, non gli angeli. In questo contesto, egli dice:

 

“Difatti, non è ad angeli che Dio ha sottoposto il mondo futuro del quale parliamo; anzi, qualcuno in un passo della Scrittura ha reso questa testimonianza: «Che cos’è l’uomo perché tu ti ricordi di lui o il figlio dell’uomo perché tu ti curi di lui? Tu lo hai fatto di poco inferiore agli angeli; lo hai coronato di gloria e d’onore; tu hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi». Avendogli sottoposto tutte le cose, Dio non ha lasciato nulla che non gli sia soggetto. Al presente però non vediamo ancora che tutte le cose gli siano sottoposte” (Ebrei 2:5-8)

 

L’autore legge attentamente il Salmo 8. È impegnato a comprendere il salmo così come è scritto. L’autore si rifiuta di considerare Davide impreciso. Se Davide dice che “ogni cosa” è posta in soggezione all’uomo, allora deve significare ogni cosa nella creazione, senza eccezioni. Eppure, questo non è ciò che vediamo. Poiché la Scrittura deve essere interamente vera, dice l’autore, abbiamo un problema. Ogni cosa dovrebbe essere sotto il nostro controllo, ma non lo è. Soffriamo. I nostri stessi corpi si ribellano a noi. Moriamo. Affrontiamo miriadi di pericoli: disastri naturali, malattie, incidenti, nemici. Ogni cosa non è affatto a noi soggetta.

 

Non ancora, dice l’autore

Ormai sapete che in qualche modo Gesù è la soluzione a questa difficoltà interpretativa, ma c’è una falsa pista che non voglio che seguiamo. Potremmo essere tentati di leggere “figlio dell’uomo” nel Salmo 8 alla luce di come Gesù si riferisce a sé stesso con questa espressione nei Vangeli. Potremmo concludere che il salmo non riguardava mai noi, ma Gesù per tutto il tempo. Questo risolverebbe la tensione, ma sarebbe sbagliato.

 

Ebrei non ci permette di leggere il salmo in questo modo. Invece l’autore chiarisce il problema: “Al presente però non vediamo ancora che tutte le cose gli siano sottoposte” (Ebrei 2:8). Sottoposto a chi? All’uomo, al figlio dell’uomo, a colui di cui si parla nel Salmo 8. Questo è precisamente il problema. Dio ha sottoposto ogni cosa all’umanità, ma non vediamo ogni cosa a noi soggetta. La parola di Dio e il nostro mondo sembrano essere in conflitto. Come può Gesù essere la soluzione a questo dilemma? Come risolve l’opera di Gesù il problema della posizione dell’umanità nel mondo? L’opera di Gesù deve permettere all’umanità di occupare il ruolo che Dio intendeva. Ed è qui, precisamente, che Ebrei prosegue: “però vediamo colui che è stato fatto di poco inferiore agli angeli, cioè Gesù, coronato di gloria e di onore a motivo della morte che ha sofferto, affinché, per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti.” (Ebrei 2:9).

 

L’argomentazione dell’autore è concisa. Gesù, come l’umanità nel Salmo 8, è coronato di gloria e onore. Gesù, come l’umanità, è stato fatto per un breve tempo inferiore agli angeli. La via di Gesù verso la gloria, tuttavia, fu prima una discesa. Egli discese a una umile vita umana e scese persino attraverso la morte stessa. Nella discussione dell’autore su Gesù in Ebrei 2, due fatti dal salmo – “Tu l’hai fatto di poco inferiore” e “l’hai coronato” (Salmo 8:5) – sono trasformati in una sequenza: Gesù fu coronato perché fu abbassato. Come funziona questo? E come influisce sul modo in cui leggiamo il salmo?

 

Leggere il Salmo 8

L’interpretazione del Salmo 8 in Ebrei funziona solo se realizziamo due importanti verità teologiche. Primo, l’incarnazione di Gesù è importante. Come cristiani che ci gloriamo nella croce di Cristo e nella sua morte per noi, è facile pensare che l’unico scopo dell’incarnazione di Gesù fosse quello di poter sperimentare una morte fisica, ma questo non è il quadro biblico. Invece, quando il Figlio di Dio assunse carne umana, si unì all’umanità in quanto tale. Egli assunse la natura umana per guarire la natura umana. Tutta intera.

 

In Ebrei 2:14-18, l’autore sottolinea che Gesù doveva essere simile a noi in ogni cosa. Perché? Affinché potesse guarire ogni parte di noi. Gregorio di Nazianzo, un teologo del quarto secolo, lo espresse in questo modo conciso: “Ciò che non è assunto non è guarito, ma ciò che è unito a Dio è salvato.” Cioè, solo se Gesù è pienamente umano può guarire pienamente l’umanità. Quando Adamo cadde, tutto ciò che significa essere umani divenne corrotto. Diventando pienamente umano – corpo, anima e spirito – Gesù prese possesso di tutta la natura umana per redimerla interamente. O per dirla in altro modo, tutto ciò che Gesù fa come essere umano è qualcosa che Gesù fa per gli esseri umani. L’intera incarnazione è per noi e per la nostra salvezza.

La seconda verità teologica è che l’incarnazione, la morte, la risurrezione e l’ascensione di Gesù rimettono in scena la storia dell’umanità. L’umanità, fatta da Dio inferiore agli angeli, fu coronata da Dio con il dominio sulla sua creazione. Tuttavia noi cademmo; peccammo e a causa del nostro peccato, attualmente non vediamo ogni cosa a noi soggetta. A causa della maledizione del peccato che risuona in tutto il cosmo, parte della lode del Salmo 8 risulta vana. Abbiamo abbandonato la nostra posizione e il mondo non è come dovrebbe essere, ma Gesù assunse la nostra fragile umanità e divenne inferiore agli angeli per un breve tempo. La sua discesa non si fermò al semplice diventare un essere umano, ma si abbassò fino al punto della morte. Gesù prese su di sé la cosa stessa che spezza il dominio dell’umanità su questo mondo: la maledizione del peccato, che è la morte. Comunque Gesù non rimase morto. Egli risorse dalla tomba e fu innalzato alla destra di Dio, dove ora siede intronizzato e coronato di gloria e onore, aspettando la pienezza del regno.

 

Per citare Ebrei, “Vediamo Gesù” (Ebrei 2:9). Gesù, come uomo, siede dove l’umanità dovrebbe sedere, in dominio su tutta la creazione con ogni cosa a lui soggetta e tutto ciò che egli fa come essere umano lo fa per gli esseri umani. Poiché lo vediamo sedere dove il Salmo 8 dice che dovremmo sedere – in dominio sulla creazione di Dio – sappiamo che siederemo lì con lui. Un giorno verrà in cui il Salmo 8 sarà vero per tutta l’umanità redenta in Cristo. La posizione esaltata che Dio intendeva per l’umanità come suoi portatori d’immagine, come suoi rappresentanti e reggenti, non fu abbandonata alla caduta. La vediamo in Gesù ora e la vedremo in noi stessi nella nuova creazione. Ebrei parla di Gesù come un “precursore” (Ebrei 6:20) e come “autore” della nostra salvezza e fede (Ebrei 2:10; 12:2). Questo significa che egli va dove noi dobbiamo andare, e poi ci porta con sé. Gesù rivendica la posizione che Dio ci ha dato e che abbiamo perso a causa del peccato e poiché l’ha rivendicata, sappiamo che sarà nostra in lui.

 

Non siamo lasciati con la tensione tra ciò che il Salmo 8 dice di noi e la nostra esperienza. Invece, a causa del compimento del Salmo 8 da parte di Gesù, ci troviamo a vivere tra l’esaltazione di Dio dell’umanità nella creazione e la sua maggiore esaltazione dell’umanità nella nuova creazione. Vediamo Gesù, il nostro grande precursore, assicurandoci che avremo ciò che egli ora ha, perché egli ha assunto ciò che noi ora abbiamo. Cosa possiamo fare di più se non dire con il salmista:

 

“O Dio, Signore nostro, quant’è magnifico il tuo nome in tutta la terra!” (Salmo 8:9)

 

Tematiche: Bibbia, Insegnamento biblico

Daniel Stevens

Daniel Stevens

(PhD, Università di Cambridge) è professore assistente di Interpretazione del Nuovo Testamento al Boyce College, il Seminario Teologico Battista del Sud. Vive a Louisville, nel Kentucky, con la moglie Hannah e i due figli.

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