Dio usa ogni cosa: perché la nostra sofferenza non è mai sprecata
Recentemente sono stata ferita da un’amica a causa di un commento insensibile che ha fatto. La mia prima reazione è stata di arrabbiarmi, e poi ho iniziato a catalogare mentalmente una lista di torti, ricordando tutte le altre volte in cui mi aveva ferita.
Potrebbe essere finita lì, ma quando mi sono imbattuta in queste parole di A.W. Tozer, ho cominciato a pensare diversamente alla situazione:
Quando comprendo che tutto ciò che mi accade serve a rendermi più simile a Cristo, questo risolve gran parte della mia ansia.
Tutto ciò che mi accade serve a rendermi più simile a Cristo. Nulla è escluso. Gioia e dolore. Pace e turbamento. Pienezza e vuoto. Sofferenza e sollievo. Persone che mi amano e si prendono cura di me. Persone che mi feriscono o mi ignorano.
Dio governa ogni dettaglio
Essere consapevole che Dio usa ogni cosa per rendermi più simile a Cristo mi rende davvero meno ansiosa. Le mie difficoltà, in Cristo, non sono la condanna di Dio (Romani 8:1). Dio è sempre dalla mia parte (Romani 8:32). Egli dispone tutte le mie circostanze per il mio bene eterno (Romani 8:28). Ogni cosa nella mia vita può condurmi a Cristo. Anzi, dovrebbe.
All’improvviso, smisi di preoccuparmi per il commento della mia amica e riflettei sul perché Dio avesse portato questa situazione nella mia vita. Era una domanda semplice, ma le risposte rivelavano più sul mio cuore che sul suo. Le azioni della mia amica erano un’opportunità per Dio di far emergere un livello di peccato nella mia vita che altrimenti avrei trascurato. Vedendo il peccato nella mia reazione, potei confessarlo a Dio e pentirmene.
Ogni volta che mi sento irritata, frustrata o arrabbiata, forse Dio mi invita a esaminare il mio cuore invece di concentrare la mia attenzione verso l’esterno. Forse la mia irritazione è un invito del Signore ad approfondire la mia relazione con Lui. Dio potrebbe star facendo qualcosa di molto più importante e duraturo in me di quanto accade nella situazione stessa.
«Quando perdiamo ciò che ci è più caro sulla terra, apprezziamo ancora di più l’abbraccio del nostro Padre celeste.»
E poiché Dio governa tutto ciò che attraversa il mio cammino, nessuna esperienza è mai sprecata. Tutto può essere usato per indirizzarmi verso Cristo, perché alla fine Egli opera tutte le cose per il bene. Le circostanze difficili possono coltivare in me una dipendenza da Cristo. Possono insegnarmi a pregare più intensamente. Possono offrirmi opportunità di servizio. I miei successi possono condurmi a lodare e ringraziare Dio. A dargli gloria. A vedere il mio peccato di orgoglio e confessarlo. A imparare l’umiltà prendendo il posto più basso, anche sotto i riflettori. Ogni cosa può diventare un gradino verso la santità.
Benedetti alla fine della corda
Essere feriti dalla superficialità di un’amica è un’esperienza completamente diversa dall’essere traditi da un coniuge o dal soffrire per una malattia debilitante, ma l’invito di Dio è lo stesso. Ho sperimentato tutti e tre i casi, e posso testimoniare che Dio ha usato ciascuno di essi, anche se spesso tra le lacrime, per avvicinarmi a Lui. E avvicinandomi, e sentendomi abbracciata dal Signore, divento più simile a Suo Figlio.
L’interpretazione delle Beatitudini di Eugene Peterson esprime questa idea in modo meraviglioso. Nella sua parafrasi The Message, Matteo 5:3–4 recita:
«Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli. Beati coloro che fanno cordoglio, perché saranno consolati.»
Benedetti alla fine della corda. Benedetti quando avete perso ciò che vi è più caro. Agli occhi del mondo, questo suona assurdo. È l’opposto della definizione di “beato” secondo il mondo. Per il mondo, essere beati significa avere tutto ciò che vuoi e anche di più. Significa vedere i propri sogni realizzati. Non significa essere alla fine della corda e perdere tutto ciò che ci è caro.
Ma nell’economia di Dio, essere beati assume un nuovo significato. Siamo beati quando non abbiamo risorse umane. Quando non abbiamo nulla a cui rivolgerci. Nessun essere umano su cui contare. Quando nulla sembra andare bene. È in quei momenti che Dio e il Suo regno aumentano nella nostra vita. C’è meno di noi. E più di Dio. Quando perdiamo ciò che ci è più caro sulla terra, apprezziamo ancora di più l’abbraccio del nostro Padre celeste. Il Suo abbraccio è più caro, più prezioso, più spettacolare di qualsiasi cosa potessimo aver perso.
Vedi la Sua mano amorevole
Madame Guyon, scrittrice cattolica francese del 1600, visse una vita difficile, segnata da malattie, trascuratezza e umiliazione. A 16 anni, suo padre la ingannò facendola sposare con un uomo di 22 anni più grande e affetto da gotta. Lei divenne la sua infermiera e si prese cura di lui instancabilmente, vivendo a casa della suocera, anche dopo che questa aveva diffuso menzogne crudeli su di lei.
Le preghiere di Guyon riflettevano la sua profonda fede e fiducia nel carattere di Dio. Scrisse: «O mio Dio, hai permesso che mio padre mi ingannasse quando volevo diventare suora, affinché mi rivolgessi a Te e Ti lasciassi amarmi». Scrisse anche: «O mio Dio, hai permesso che mia suocera diffondesse quelle bugie su di me, affinché io mi rivolgessi a Te con umiltà e vedessi quanto mi ami.»
Piuttosto che diventare amara per il dolore subito, mettendo in dubbio la bontà di Dio, scelse di vedere la mano amorevole di Dio in tutto. Vide tutta la sua vita nelle mani di Dio e tutte le circostanze come opportunità per avvicinarsi a Lui. Era disposta a fidarsi completamente di Dio e a consegnargli tutto.
Tutte le cose sono al servizio dei Suoi
Il Salmo 119:90-91 dice: «La tua fedeltà dura d’età in età; tu hai stabilito la terra ed essa sussiste. Il cielo e la terra sussistono fino al giorno d’oggi, perché ogni cosa è al tuo servizio.» Tutte le cose sono al servizio di Dio. Tutte le cose possono, e saranno, usate da Dio per compiere i Suoi buoni propositi per la gioia e la gloria eterna del Suo popolo.
«Tutto ciò che è difficile e sembra ingiusto nella nostra vita è un invito divino a rivolgerci a Dio».
Tutto ciò che affrontiamo può renderci più santi. Le nostre irritazioni possono rivelare il nostro peccato. Le persone che ci feriscono ci danno opportunità di perdonare. I nostri mali fisici ci insegnano a dipendere da Dio. I nostri figli ribelli ci addestrano a pregare incessantemente. Tutto ciò che è difficile e sembra ingiusto nella nostra vita è un invito divino a rivolgerci a Dio.
Per vivere pienamente questa prospettiva, dobbiamo essere presenti a ogni momento. Cercare attivamente e chiedere a Dio cosa sta cercando di mostrarci. Essere consapevoli che Dio è sempre al lavoro nelle nostre vite e fidarci che ogni circostanza può avvicinarci a Lui.
Perché tutto ciò che ci accade può renderci più simili a Cristo.
Traduzione a cura di Elena Bottero
Lettura consigliata: Nessuno come Lui, Ed. Coram Deo.
Tematiche: Sofferenza
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