Essere un membro di chiesa
CHE COSA È UNA CHIESA LOCALE?
Torniamo alla mia definizione istituzionale in un’unica frase della chiesa locale. Una chiesa locale, dissi, è un gruppo di credenti che si riuniscono regolarmente nel nome di Cristo per affermare ufficialmente e vegliare sulla reciproca appartenenza alla chiesa in Gesù Cristo e sul suo regno attraverso la predicazione del vangelo e i decreti del vangelo. Ora notate attentamente le cinque parti di questa definizione:
un gruppo di credenti
una riunione regolare
un esercizio a livello di comunità di conferma e supervisione
lo scopo di rappresentare ufficialmente Cristo e il suo dominio sulla terra: ci si riunisce nel Suo nome
l’uso della predicazione e dei decreti per questi scopi
Proprio come la dichiarazione di unione fatta da un pastore rende un uomo e una donna una coppia sposata, così gli ultimi quattro punti della lista rendono “chiesa locale” un gruppo ordinario di credenti che trascorrono del tempo insieme al parco.
La riunione è importante per una serie di motivi. Uno è che è dove noi cristiani “rendiamo pubblica” la nostra fedeltà a Cristo. È l’avamposto o l’ambasciata, che dà un volto pubblico alla nostra futura nazione ed è dove c’inchiniamo davanti al nostro re, solo che la chiamiamo adorazione. I faraoni del mondo possono opporsi a noi, ma Dio fa “uscire allo scoperto” il suo popolo dalle nazioni per adorarlo. Egli formerà la sua potente congregazione. La riunione è anche il luogo in cui il nostro Re promuove il suo dominio attraverso la predicazione, le ordinanze e la disciplina. Il sermone del vangelo spiega la “legge” della nostra nazione, dichiara il nome del nostro re e spiega il sacrificio che Egli ha compiuto per diventare il nostro Re. C’insegna i Suoi modi e ci mette di fronte alla nostra disobbedienza, assicurandoci il Suo imminente ritorno.
Attraverso il battesimo e la Cena del Signore, la chiesa innalza la bandiera e indossa l’uniforme dell’esercito della nostra nazione. Ci rende visibili. Essere battezzati significa identificarci con il nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ma anche identificare la nostra unione con la morte e la risurrezione di Cristo (Mt 28:19, Ro 6:3-5). Ricevere la Cena del Signore significa proclamare la Sua morte e la nostra appartenenza al Suo corpo (1 Co 11:26-29, cfr Mt 26:26-29). Dio vuole che il suo popolo sia conosciuto e demarcato. Vuole un confine tra la chiesa e il mondo.
Cos’è la chiesa locale? È l’istituzione che Gesù ha creato e alla quale ha dato l’autorità di proclamare il vangelo del regno, di affermare i veri professanti del vangelo, di sovrintendere al proprio discepolato e denunciare gli impostori. Come ho detto nel capitolo 1, non diventiamo membri di una chiesa così come facciamo con un club. Ci sottomettiamo ad essa come ci sottomettiamo al governo. Questo ci porta all’essere membri di una chiesa.
COS’È L’ESSER MEMBRI DI UNA CHIESA?
Cosa significa essere membri di una chiesa? È una dichiarazione di cittadinanza nel regno di Cristo. È un passaporto. È un annuncio fatto nella sala stampa del regno di Cristo. È la dichiarazione che sei un rappresentante ufficiale, autorizzato, tesserato, e vero, di Gesù. Per offrire un’altra definizione goffa, possiamo dire che:
L’essere membri di una chiesa è una relazione formale tra una chiesa e un credente, caratterizzata dalla conferma e dalla supervisione della chiesa sul un discepolato cristiano e dalla sottomissione del credente a vivere il suo discepolato sotto la cura della chiesa.
Notate di nuovo i vari elementi che sono presenti:
Un corpo di chiesa afferma formalmente come credibile la professione di fede e il battesimo di un individuo.
Promette di supervisionare il discepolato di quell’individuo.
L’individuo sottomette formalmente il suo discepolato al servizio e all’autorità di questo corpo e dei suoi leader.
Il corpo della chiesa dice all’individuo: “Riconosciamo la tua professione di fede, battesimo e discepolato a Cristo come valida. Pertanto, affermiamo pubblicamente e ti riconosciamo come appartenente a Cristo e ti rimettiamo alla supervisione della nostra comunità”. Principalmente, l’individuo dice al corpo della chiesa: “Dato che ti riconosco come una chiesa fedele, che predica il vangelo, sottometto la mia presenza e il mio discepolato al tuo amore e alla tua supervisione”. In un certo senso, tutto questo è come il “Sì” di una cerimonia di matrimonio, motivo per cui alcuni lo hanno chiamato “patto” della chiesa locale.
In altre parole, l’esser membri di una chiesa è tutta una questione di una chiesa che si prende responsabilità specifiche nei tuoi confronti, e tu nei suoi. Chiaramente, gli anziani o i leader della chiesa hanno un ruolo ampio e rappresentativo da svolgere quando si tratta della supervisione della chiesa, ma affronteremo quell’argomento un po’ più avanti.
Notate allora come questa definizione aiuta a spiegare la differenza tra la mia relazione con Carlo, che appartiene alla mia chiesa, e la mia relazione con Michele, che appartiene ad un’altra chiesa. Io e Carlo riceviamo la conferma e la supervisione di un’ambasciata, mentre Michele riceve queste cose da un’altra.
È come se entrambi ottenessimo i nostri passaporti autorizzati rispettivamente l’uno presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Bruxelles, mentre l’altro presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Parigi.
È vero che un credente deve scegliere di unirsi a una chiesa, ma questo non la rende un’organizzazione di volontariato. Abbiamo, infatti, l’obbligo di scegliere una chiesa locale proprio come abbiamo l’obbligo di scegliere Cristo.
Avendo scelto Cristo, un credente non ha altra scelta se non scegliere una chiesa alla quale unirsi.
Tratto da Essere un membro di Chiesa, Ed. Coram Deo
Foto di Sophie Spree su Unsplash
Tematiche: I nostri libri, Membri di chiesa
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