I consigli di Spurgeon per i nuovi predicatori

 

 

 

Spurgeon fu sia un grande predicatore sia un grande mentore per nuovi predicatori. Attraverso il Pastors’ College, formò e aiutò centinaia di uomini a diventare predicatori fedeli ed efficaci.

Ho preso la sua lezione intitolata Sermons (“Predicazioni”) e ne ho ricavato nove affermazioni riassuntive che possiamo considerare come i consigli di Spurgeon ai nuovi predicatori.

 

  1. Sii costantemente immerso nel testo biblico

Hai mai ascoltato un sermone in cui viene letto un versetto o un brano, per poi non essere mai più menzionato per tutto il resto della predicazione? Che spreco! Anche Spurgeon lo notava. E diceva:

“Alcuni fratelli hanno finito col loro testo appena lo hanno letto. Dopo aver reso tutti gli onori al testo leggendolo, non sentono alcun bisogno di farvi nuovamente riferimento”.

Cerchiamo invece di essere predicatori che spingono le persone ad annuire mentre le invitiamo di continuo a guardare al testo biblico: “Guardate questa parola nel versetto 17…” — sei minuti dopo — “Ora venite con me al versetto 20”. Questa è una delle caratteristiche della grande predicazione: rimanere ancorati al testo biblico.

 

  1. Sii ben organizzato

Quando leggi i sermoni di Spurgeon, puoi vedere chiaramente i punti principali e quelli secondari. I suoi contenuti eccellenti, le illustrazioni e le applicazioni sono disposti in modo ordinato. Spurgeon affermava:

“Nella predicazione, ogni cosa al suo posto, e un posto per ogni cosa… Non lasciare che i tuoi pensieri corrano come una folla disordinata, ma falli marciare come un esercito ben addestrato… Il nostro contenuto dev’essere ben strutturato secondo le vere regole dell’architettura mentale”.

 

Fratelli, lavorate molto per delineare e strutturare il vostro sermone. Non è qualcosa di “poco spirituale”. Aiuta le persone a seguire il discorso e aiuta voi a rimanere concentrati. È una benedizione per tutti.

 

  1. Sii istruttivo

Spurgeon vuole che tu esamini il vero contenuto del tuo sermone. Cosa stai offrendo al popolo di Dio? C’è solido insegnamento biblico e dottrina che li aiuti a conoscere, amare e seguire Cristo? Oppure è solo un parlare a vuoto?

I sermoni devono contenere un vero insegnamento, e la loro dottrina dev’essere solida, sostanziosa e abbondante. Non saliamo sul pulpito per parlare tanto per parlare; abbiamo istruzioni da comunicare d’importanza suprema e non possiamo permetterci di pronunciare inutili parole piacevoli.

È giusto parlare di questioni attuali e della vita quotidiana, la Bibbia stessa affronta anche questi aspetti, ma assicurati di non distribuire solo frasi fatte e spiritualismi vaghi. Nutri i tuoi ascoltatori con la verità di Dio. Non trattenerti. Citare un filosofo francese o uno studio di Harvard può essere interessante, ma il popolo di Dio ha bisogno della Parola di Dio, non di giri intellettuali.

Se non siamo predicatori istruttivi, se non nutriamo veramente il popolo, potremo anche citare grandi poesie o ripetere frasi di seconda mano, ma saremo come Nerone, che suonava il violino mentre Roma bruciava.

 

  1. Sii equilibrato

Tutti noi abbiamo argomenti o aree della teologia che ci appassionano più di altre. Spurgeon ci mette in guardia dal perdere l’equilibrio nella predicazione. Conosci anche tu quel predicatore che si perde sempre sulla stessa tangente? Spurgeon — e qui lo si può immaginare con un bel sorriso — diceva:

“Il naso è una parte importante del volto umano, ma dipingere solo il naso non è un buon modo per ritrarre una persona: una dottrina può essere molto importante, ma una stima esagerata di essa può risultare fatale per un ministero armonioso e completo”.

Lui conosceva bene questo tipo di predicatore. Quello che poteva parlarti per ore delle settanta settimane di Daniele, ma che non sapeva nulla dei problemi che il suo gregge affrontava ogni settimana.

“Conosco un ministro al cui confronto non sono degno di sciogliere i legacci dei sandali, la cui predicazione è spesso poco più che pittura sacra in miniatura — potrei quasi dire “pietoso ciondolio”. È un esperto dei dieci “ditoni” della bestia, dei quattro volti dei cherubini, del significato mistico delle pelli di tasso e dei significati tipologici delle stanghe dell’arca e delle finestre del tempio di Salomone. Ma dei peccati degli uomini d’affari, delle tentazioni dei tempi, dei bisogni della nostra epoca… quasi non ne parla”.

La nostra predicazione ha bisogno di equilibrio. Dobbiamo predicare tutto il consiglio di Dio, non solo i nostri argomenti preferiti.

 

  1. Sii selettivo

Molti predicatori seguono questo schema durante la settimana di preparazione:

  • Domenica: “Grazie, Signore.”
  • Lunedì: “Sono stanco.”
  • Martedì: “Cosa predicherò? Non ho niente.”
  • Mercoledì: “Non ha senso.”
  • Giovedì: “Ci sono! È bellissimo.”
  • Venerdì: “È orribile.”
  • Sabato: “Cosa devo tagliare? È troppo!”

La tentazione è quella di mettere troppo nel sermone — troppe storie, troppe illustrazioni, troppi riferimenti incrociati, troppi punti, troppe conclusioni. I grandi predicatori sono quelli che imparano a tagliare anche il materiale buono per usarlo un’altra volta. Spurgeon incoraggia:

“Non sovraccaricare un sermone con troppo materiale. Tutta la verità non deve essere racchiusa in un solo discorso. I sermoni non sono trattati di teologia sistematica. C’è un modo sbagliato di voler dire troppo, finché gli ascoltatori tornano a casa più disgustati che desiderosi”.

 

  1. Sii chiaro

Se non riesci a spiegare il tuo sermone in 30 secondi, allora forse non hai ancora capito di cosa parla! Una raccolta di pensieri biblici, profondi e utili non costituisce ancora un sermone. Ecco perché possono essere utili schemi, manoscritti e titoli ben scelti. Spurgeon diceva:

“Alcuni uomini pensano nel fumo e predicano nella nebbia. Il tuo popolo non ha bisogno di una foschia luminosa, ma della terraferma solida della verità”.

Il celebre professore di omiletica Howard Hendricks diceva: “Una nebbia nel pulpito è una nebbia più fitta tra le sedie della chiesa”. Giusto! Prega e studia finché il testo non diventa chiaro. Scrivi e revisiona finché il sermone non diventa chiaro. Tutto questo affinché tu possa predicare Cristo in modo chiaro e forte.

 

  1. Sii fresco

Spurgeon ci esorta:

Cerca di mantenere il contenuto delle tue predicazioni il più fresco possibile.

Come nuovi predicatori, è possibile diventare insipidi se la preparazione è già stantia. Un modo per evitare questo: se hai figli piccoli, non fare di ogni illustrazione una storia da genitore. Usa con moderazione le illustrazioni sportive. Non citare troppo spesso i tuoi autori preferiti (eccetto Spurgeon!). E non copiare le illustrazioni altrui: vivi la tua vita e raccogli le tue. Viviamo in un mondo vasto e ricco: cerca materiale fresco. Come dice Spurgeon:

“Con abbondanza di temi illustrati con diligenza da metafore ed esperienze fresche, non stancheremo, ma — per mano di Dio — conquisteremo l’orecchio e il cuore degli ascoltatori”.

 

  1. Sii più che moralista

Attenzione a non diventare un predicatore del “deismo terapeutico moralista”: una predicazione che tratta i bisogni percepiti e il “diventare brave persone”, con un pizzico di Dio come contorno. Migliorare la propria vita senza Cristo porta solo a una distruzione ritardata. Spurgeon aggiunge:

“Scegliere solo temi morali equivale a usare un pugnale di legno; ma le grandi verità della rivelazione sono spade affilate. Rimani fermo nelle dottrine che scuotono la coscienza e il cuore. Sii sempre un campione del vangelo che salva le anime”.

La vera predicazione cristiana tratta la virtù, l’ubbidienza e la santità, ma sempre in connessione alla persona e all’opera di Cristo.

 

  1. Sii un uomo del Vangelo

Questo è sempre stato il cuore pulsante di Spurgeon. Egli credeva che la fedeltà di un sermone si misurasse “in gran parte dalla quantità di verità evangelica e dalla forza dello spirito del Vangelo in esso contenuti”. Fratelli, “pesate” i vostri sermoni. Quanto spazio ha Gesù nelle vostre predicazioni? Cristo non è una spezia da aggiungere sopra il tutto: Egli è il piatto principale, il soggetto centrale, il cuore e lo scopo del sermone. Spurgeon:

“Il nostro grande tema dev’essere la buona notizia che viene dal cielo: l’annuncio di misericordia mediante la morte espiatoria di Gesù, misericordia per i peggiori peccatori che credono in lui… Non siamo chiamati a proclamare filosofia e metafisica, ma il semplice Vangelo. La caduta dell’uomo, il bisogno della nuova nascita, il perdono attraverso l’espiazione, e la salvezza come frutto della fede: questi sono il nostro scudo e le nostre armi da guerra”.

Ogni volta che predichi, predica Gesù! Proclama come è Dio fatto carne, come ci salva dal peccato. Predica la sua croce e il suo sepolcro vuoto, e come Egli perdona chiunque volga lo sguardo a Lui con fede. Predica come lo si ama e lo si segue. Predica il suo amore. Predica Lui. Sempre.

L’intero Vangelo, esortava Spurgeon, dev’essere annunciato dal pulpito; tutta la fede una volta per sempre trasmessa ai santi deve essere proclamata da noi.

Dai tutto te stesso all’annuncio di Gesù. Come diceva ancora Spurgeon:

“Dobbiamo gettare tutta la forza del nostro giudizio, della nostra memoria, della nostra immaginazione e della nostra eloquenza nell’annuncio del Vangelo… qualunque altra cosa tu predichi o non predichi, assicurati di annunciare incessantemente la verità salvifica di Cristo e lui crocifisso… Oh, se Cristo crocifisso fosse il peso universale degli uomini di Dio! Le vostre congetture sul numero della bestia, le vostre speculazioni napoleoniche, le vostre ipotesi sull’Anticristo personale… perdonatemi, io le considero ossa da gettare ai cani; mentre gli uomini muoiono e l’inferno si riempie”.

Molti predicatori si perdono in aspetti interessanti del testo, ma perdono di vista “l’eterno”. Mantieni Cristo come fondamento, centro ed ecosistema di tutta la tua esposizione.

Di tutto ciò che vorrei dire, questa è la sintesi: fratelli miei, predicate CRISTO, sempre e per sempre. Egli è tutto il Vangelo. La sua persona, i suoi uffici e la sua opera devono essere il nostro unico, grande, tema onni-comprensivo.

 

 

Lettura consigliata: Predicare alla gloria di Dio, Ed. Coram Deo

Predicare alla gloria di Dio

 

 

 

 

Tematiche: Predicazione, Studio e disciplina

J.A. Medders

J.A. Medders

Lavora nello staff di Risen Church e Risen Collective a Houston (Texas). È un dottorando in spiritualità biblica presso il Southern Baptist Theological Seminary. È anche il conduttore del Podcast di Acts 29. Jeff è l’autore di Humble Calvinism e Gospel Formed. Puoi leggere i suoi articoli e la sua newsletter mensile su spiritualtheology.net.

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