Mediocrità magnetica: perché le donne si accontentano dell’uomo sbagliato e cosa fare a riguardo

 

Quando prestiamo consulenza a una coppia che sta per separarsi o che sta affrontando le conseguenze di un divorzio, non è raro che un Pastore pensi: “Se solo avessero affrontato la questione prima, prima che la situazione peggiorasse così tanto”.

Partendo dall’inizio, non dall’inizio dei problemi coniugali e nemmeno dall’inizio del matrimonio, ma dal momento in cui la coppia ha iniziato a frequentarsi, ci rendiamo conto che molti dei problemi sono iniziati molto prima del matrimonio; alcune di queste relazioni non avrebbero mai dovuto iniziare, ma forse lei si è accontentata nella speranza che le cose potessero cambiare col tempo, e magari lui era il ragazzo non credente più simpatico sul posto di lavoro, o forse lui frequentava la chiesa ma non seguiva realmente Gesù con la sua vita; forse si trattava di un giovane convertito, e ne traspariva tutta la sua immaturità, oppure lui si arrabbiava troppo spesso con lei e lei non sapeva come comportarsi, può essere pure che fosse un tipo piuttosto incline alla vita sessuale disordinata e la spingeva a violare la sua coscienza. I segnali e i campanelli di allarme che erano presenti fin dall’inizio sono stati ignorati o sottovalutati. Perché le donne si accontentano? In qualità di pastore come puoi aiutarle?

Perché alcune donne si accontentano

Ci sono diverse ragioni per cui le donne si accontentano. Ecco un piccolo esempio di motivi che potresti vedere:

 

Crescere con un’idolatria della relazione e del matrimonio

Fin da piccole, attraverso libri e film, alle ragazze viene introdotto il desiderio di avere un giorno il proprio principe azzurro, con tanto di matrimonio da favola, oppure potrebbe trattarsi della “sindrome del tu-mi-completi,” in cui la donna non ha un senso di identità personale se non il fatto di stare con un uomo perciò nel tentativo di realizzare questi desideri, che durano da tutta la vita, le donne si accontentano. I loro cuori venerano qualcosa (Rom. 1:25), e spesso i loro buoni desideri per una relazione e un matrimonio assumono la dimensione dell’idolatria e così, il Principe Azzurro diventa il loro vero eroe, e Gesù, seppur importante, non è la loro priorità assoluta.

 

Frequentarsi senza una comunità

Quando ci si frequenta senza la guida della Comunità, le coppie faticano a capire come sia una relazione sana, e cercano di capirlo da sole; non vogliono essere un peso per le coppie cristiane più anziane e  mancano di saggezza e guida mentre cercano di districarsi.

 

Trascurare i segnali di allarme

Un affetto profondo e i legami emotivi possono rendere una donna cieca di fronte ai molti difetti di un uomo, infatti, cose che con mente lucida vedrebbe, non le nota che dopo settimane o mesi passati insieme, quando oramai ha formato legami emotivi forti con lui.

 

Lasciare che la paura prevalga

La paura può spingere una donna a restare in una relazione in cui non dovrebbe stare, perché ha paura di restare sola per il resto della vita o di non avere mai figli, oppure che nessuno si prenderà cura di lei quando sarà anziana. Le sue paure sono potenti e possono sopraffare il buon senso o un consiglio saggio.

Trovare la radice del motivo per cui le donne si accontentano nelle relazioni

Come pastore, è importante guardare alle questioni più profonde del cuore per capire perché le donne si accontentano; la Bibbia parla del cuore come centro di controllo della nostra vita, Proverbi 4:23 dice: “Dal cuore provengono le sorgenti della vita” (BLB). Luca 6:45 afferma: “Poiché dall’abbondanza del cuore parla la bocca.” (Vedi anche Matteo 12:33–37.); dal cuore parli, agisci, pensi, senti e vivi.

Osserva la guerra che si svolge nel cuore di una donna, e troverai questioni più profonde che devono essere affrontate.

  • Una sfiducia in Dio e nella Sua sovranità sulla sua vita

Sia che non sia credente, sia che non si sottometta completamente al governo di Dio sulla sua vita, non si fida di Dio per quanto riguarda la sua vita e il suo futuro.

  •  Una sfiducia nella bontà di Dio verso di lei

Potrebbe accettare mentalmente che Dio sia buono e potrebbe credere che Dio lo sia con tutti gli altri, ma non ritiene che Dio lo sia con lei.

  • Autosufficienza o desiderio di controllare il proprio futuro

Se una persona sente di dover prendere il controllo della situazione, lo fa decidendo che non permetterà più a Dio di essere il sovrano del suo piccolo mondo. La sua teologia pratica cambia: ora è lei a comandare. In pratica, si sta ribellando a Dio e cerca di instaurare un proprio regno.

Immagina una donna che desidera disperatamente sposarsi; nessuno degli uomini della sua chiesa sembra interessato a lei, ed è da tempo che non ha una relazione, poi, un giorno, la vedi frequentare un collega non credente, e ti chiedi: “Perché lo sta facendo?”; forse comincia a dubitare della bontà e della sovranità di Dio. Forse, in certi momenti, si chiede se Dio l’abbia praticamente abbandonata; sono questi alcuni dei problemi più profondi e quando interagisci con lei riguardo alla relazione, lei è sulla difensiva e non ti dà molto accesso al suo cuore, oppure è brutalmente onesta riguardo alle sue frustrazioni con Dio e alle sue lotte con una cultura edonistica degli appuntamenti. Qualunque sia la situazione, man mano che ti addentri, ti rendi conto che è complicata e caotica. Se rimani a un livello superficiale, ti perderai i problemi più profondi perciò, che cosa puoi fare?

 

Come e perché i pastori dovrebbero aiutare

1 Pietro 5:2-3 dice: “pascete il gregge di Dio che è fra voi, sorvegliandolo non per forza, ma volentieri, non per avidità di guadagno ma di buona volontà, e non come signoreggiando su coloro che vi sono affidati, ma essendo i modelli del gregge”. Parte della vostra responsabilità di pascere il gregge di Dio implica guidare il popolo di Dio verso sane relazioni sentimentali che gli portino onore e gloria (cfr. 1 Co 10:31).

Se scegli il silenzio, non stupirti se sarà la cultura secolarizzata a formare il modo in cui i single nella tua chiesa concepiscono appuntamenti e relazioni perché, restare passivi di fronte a questo tema equivale, in pratica, ad abbandonarli all’influenza del mondo, pronti a essere distratti, confusi o ingannati.

È in corso una battaglia spirituale per il cuore di queste donne, e la Chiesa ha una responsabilità fondamentale: proteggerle, amarle, istruirle e guidarle come parte preziosa del gregge di Dio.

 

Predicare e insegnare su questioni relative agli appuntamenti e al matrimonio

Non lasciare che sia la cultura ad avere voce in capitolo su questi argomenti, come Pastore puoi insegnare ai single cosa significhino la pietà, la saggezza e l’amore nella scelta del coniuge.

Insegna una visione ampia di Dio; invece di passioni mondane ed egoistiche che guerreggiano i loro cuori (Giacomo 4:1–3), indirizza le persone verso desideri più divini, affinché sia fatta la Sua volontà e non la nostra (Matteo 6:9–10). Insegna riguardo.

 

Fai molte domande e ascolta umilmente

Come uomo, ascolto sia mia moglie sia le donne single che sposate nella chiesa, ma anche i counselor e diversi altri, così da poter capire perché le donne si accontentano, e questo dovresti farlo anche tu; chiediti cosa significa essere single nella tua Comunità, chiediti quali pressioni potrebbero avvertire le donne per volersi sposare e chiediti come puoi sostenerle ciò, infatti, non solo ti aiuta a comprendere meglio i problemi più urgenti che le donne affrontano, ma ti aiuta anche a essere più preparato ad affrontarli.

 

Costruire una comunità di discepolato all’interno della chiesa

Questa è una misura preventiva e proattiva perché non ti limiti a reagire ma ti chiedi: “Cosa significa costruire una comunità all’interno della nostra Chiesa?”; i membri della tua Comunità investono nella vita degli altri? Se sì, allora, quella donna che viene invitata da un collega non cristiano non sarà lasciata sola nella sua vita. Non dovrà affrontare la questione personalmente perché altre donne saranno già presenti nella sua vita, pronte a parlarle e a dirle: “Affida a Dio la tua vita”, mentre altre le staranno accanto e quando quel collega inizierà a flirtare con lei al lavoro, non sarà impreparata o isolata ma avrà una comunità che a sostenerla. Vivrà la vita in comunità e non in isolamento.

Le donne più anziane della tua chiesa si relazionano con le donne più giovani insegnando loro qualcosa?

I Pastori sono tra i principali responsabili nel plasmare la cultura di una chiesa, dunque chiedetevi: “Nella mia comunità, il discepolato e l’investimento reciproco sono davvero valori centrali?” La mia chiesa comprende quanto sia importante vivere, amare e sacrificarsi gli uni per gli altri? Stiamo coltivando un tipo di comunità in cui le persone mettono a disposizione i propri doni, la propria saggezza e le proprie esperienze per edificare e sostenere gli altri? (Romani 12:10; 13:8; 15:7,14; 1 Tessalonicesi 5:11); non affrontate queste sfide da soli e non rimanete bloccati nella modalità “emergenza”, cercando di recuperare terreno. Quale situazione preferireste: una donna che sa che non deve affrontare tutto da sé, una donna che viene da te dopo essersi profondamente ed emotivamente coinvolta con l’uomo sbagliato, o un discepolo che la aiuta a conoscere e ad amare Dio, e le dice: “Stai lontana da quell’uomo?”.

 

Impara come affrontare le questioni più profonde con saggezza, amore e grazia

Non tutti i Pastori si sentono realmente preparati a guidare la chiesa; forse hai intrapreso il ministero per predicare e insegnare e sei sopraffatto dalla quantità di aiuto che un Pastore si ritrova a dover fornire; in tal caso, prenditi del tempo per prepararti, ma come? Leggi, impara da altri consulenti e Pastori esperti, segui corsi di formazione o partecipa a un convegno di formazione, anche se potrebbe sembrare difficile inserirsi, quando qualcuno verrà a chiederti aiuto, ne varrà sicuramente la pena.

Immagina di avere una donna nel tuo ufficio e di essere preoccupato per la sua relazione con un ragazzo. Anche in questo caso, i possibili motivi di preoccupazione sono molteplici: potrebbe essere un giovane convertito o potrebbe avere problemi di arroganza e rabbia, potrebbe avere paura di impegnarsi; in ogni caso, sei preoccupato che lei si stia accontentando con il tipo sbagliato di ragazzo. Inizia a pregare, chiedi al Signore di guidare la conversazione e la loro relazione, ma fai molta attenzione a non condannare o a non precipitarti nel giudizio e nel confronto. Una donna deve sapere che sei  il suo Pastore per poterti ascoltare davvero.

Costruisci una relazione sia con la donna che con l’uomo coinvolti; non pensare che basti una conversazione logica per convincere una coppia a riconoscere che stanno vivendo una relazione sbagliata, per poi semplicemente allontanarli. Serve molto di più: fiducia, ascolto, pazienza. Cerca di stabilire un legame basato su un rapporto di fiducia e comprensione con entrambi, nelle tue conversazioni, affronta le questioni più profonde. Se sono aperti, parlane in modo franco e onesto. Ascoltali e amali e chiediti: “Perché?”. Cosa la sta spingendo ad accontentarsi: c’è sfiducia in Dio o un senso di autosufficienza?

Coinvolgi saggiamente nella sua vita altre donne mature della Chiesa. Se lei è isolata, aiutala a entrare in relazione con sorelle che possano camminare con lei; non trascurare le preziose risorse relazionali che la tua comunità offre. Come Pastore, hai una visione privilegiata dell’intera comunità e puoi accedervi in un modo che la donna potrebbe non avere.

Se pensi che la relazione sia una cattiva idea, sii disposto ad affrontare una conversazione difficile. La capacità di dire le cose difficili è una parte cruciale dell’amore, fai sapere alla coppia i tuoi pensieri sinceri (Proverbi 24:26) e prega che Dio ti dia gentilezza, onestà e saggezza quando parli con loro; se solo più Pastori intervenissero.

Alcune donne si accontenteranno, ma altre faranno la coraggiosa scelta di lasciarsi. Ci sono le Abigail (1 Sam 25) e le Rut (Rut 1-4) dei nostri giorni, che vedono una situazione difficile e la affrontano con saggezza e forza.

Sii disposto a continuare a guidare lei e il suo fidanzato, soprattutto se si sposano; se questo dovesse accadere, il tuo lavoro dovrà cambiare perché, all’inizio potresti impegnarti per dissuaderla dal proseguire, tuttavia, dopo il matrimonio, il tuo compito sarà fare tutto il possibile per sostenerlo.

Infine, continua a pregare. Come suo pastore, rappresenti il Sommo Pastore (1 Pietro 5:4) e le tue preghiere, in ultima analisi, mettono il suo benessere nelle Sue mani capaci.

 

 Traduzione a cura di Yuni Akemi

Per approfondire, dello stesso autore e in collaborazione con Jeremy Pierre, consigliamo: Il pastore e la consulenza, Ed. Coram Deo.

Tematiche: Donne, Femminilità, Fidanzamento, Marito, Matrimonio

Deepak Reju

Deepak Reju 

 

E’ un pastore associato della Chiesa battista Capitol Hill di Washington, D. C. Ha un dottorato in consulenza biblica ottenuto al Southern Baptist Theological Seminary.

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