Si avvicina la Festa della Mamma e così vogliamo rivolgerci a tutte le madri che ci ascoltano. Ci vengono poste spesso domande sulla genitorialità e non è raro sentire madri che chiedono consigli su come crescere dei ragazzini affinché diventino uomini. Così, Pastore John, vorremmo dare un consiglio generale che si applichi alle madri cristiane — siano esse madri single, o sposate con uomini non credenti, o sposate con uomini cristiani. In queste diverse situazioni, qual è il ruolo di una madre nel crescere i figli maschi?
Insegna a tuo figlio
La prima cosa che direi a una madre è: insegna a tuo figlio.
Insegnagli specialmente la Parola di Dio e come vedere il mondo attraverso quella lente.
Se sei sposata con un credente, tu e tuo marito insieme insegnate a vostro figlio tutto il consiglio di Dio.
“Ascolta, figlio mio, l’istruzione di tuo padre e non rifiutare l’insegnamento di tua madre” (Proverbi 1:8).
Oppure: “Figlio mio, osserva il comando di tuo padre e non trascurare l’insegnamento di tua madre” (Proverbi 6:20).
Ricordate la meravigliosa storia di Loide ed Eunice nella seconda lettera a Timoteo, dove Paolo dice a questo giovane:
“Tu, invece, persevera nelle cose che hai imparate e di cui hai acquistato la certezza, sapendo da chi le hai imparate” (2 Timoteo 3:14).
E chi erano costoro? Da chi aveva imparato Timoteo? Sua madre Eunice e sua nonna Loide (da 2 Timoteo 1:5).
Lo sappiamo. E sappiamo dagli Atti che suo padre non era cristiano.
Penso che questo dovrebbe incoraggiare le madri: Paolo scelse per il suo gruppo missionario un giovane che era stato formato nella fede in gran parte da sua madre e da sua nonna.
Esigi l’ubbidienza
La cosa successiva che direi è: aspettati ubbidienza da tuo figlio.
“Figli, ubbidite ai vostri genitori”, non solo al padre, ma ai genitori.
Mamma, fa’ in modo che tuo figlio ti ubbidisca.
Possa egli ubbidire “nel Signore” (Efesini 6:1).
Mi sconcerta vedere bambini di uno, due, tre o quattro anni rendere i genitori infelici perché non hanno preteso ubbidienza in casa.
Così, in pubblico, non hanno alcun controllo sui propri figli.
Non ottengono alcun tipo di rispetto in pubblico.
I bambini fanno semplicemente quello che vogliono; tengono i genitori in pugno.
Mamma, tu puoi esigere e ricevere ubbidienza da tuo figlio.
Insegna al tuo piccolo, fin dai primi tempi, con le parole e con le punizioni se necessario, che hai un’autorità nella sua vita, data da Dio.
Non è lui a decidere quale sia il comportamento accettabile. Lo decidi tu, sempre.
Premialo con gioia. Rendilo felice entro i confini che stabilisci per lui.
Fa’ tutto il bene possibile per lui e puniscilo appropriatamente per il male che commette.
Questo è fondamentale se vuoi avere una casa felice e una vita pubblica serena con i tuoi figli, ed essere, come madre, semplicemente ubbidiente alle Scritture.
Rappresenta una femminilità forte
Poi direi: rappresenta per i tuoi figli una femminilità forte.
Pietro dice, parlando alle donne nella chiesa:
“Della quale voi siete diventate figlie” (figlie di Sara) “se fate il bene e non vi lasciate spaventare da nessuna minaccia” (1 Pietro 3:6).
Amo questo versetto.
La donna timorata di Dio nella Bibbia non ha paura perché spera in Dio.
È ciò che dice il testo. Ripone la sua speranza in Dio.
O Proverbi 31:25: “Forza e onore sono il suo vestito e ride dei giorni a venire”.
Oh, quanto è necessario questo ai nostri giorni, vero?
Tutti tremano e si tormentano per il tempo che verrà, mentre la donna di Proverbi 31 ride dell’avvenire.
Un figlio dovrebbe guardare a sua madre non come a una donna debole e sempre ansiosa per il domani, ma come a una quercia di giustizia stabile che ride dell’avvenire perché confida in un Dio sovrano.
Onora tuo marito
Poi direi: onora la guida e l’istinto di protezione di tuo marito. Lascia che tuo figlio lo veda.
“Ora come la chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa” (Efesini 5:24).
Un figlio dovrebbe vedere una donna forte che deferisce con gioia alle iniziative, alla guida, alla protezione e al provvedere del marito, alla guida spirituale di un uomo forte.
Naturalmente, una moglie cristiana non segue il marito nel peccato (questo dovrebbe essere ovvio) e mette in chiaro: “C’è un solo Signore supremo nella mia vita: Gesù Cristo”.
Ma sotto quella signoria, si compiace di onorare la guida di suo marito.
Una mamma forte
E non posso fare a meno di essere un po’ autobiografico qui, perché penso che parte del mio pensiero sul complementarismo sia stata formata nella mia casa.
Sono cresciuto in una casa dove mio padre era assente per due terzi dell’anno: settimane fuori, una settimana a casa, settimane fuori, una settimana a casa.
Era un evangelista.
Mia madre, in sua assenza, faceva tutto. Era, ai miei occhi, onnicompetente.
Mi ha insegnato quasi tutto ciò che so di pratico ancora oggi e mi ha reso un lavoratore.
Mi ha fatto amare la diligenza.
Non mi ha mai dato l’impressione di non saper fare qualcosa.
Pagava le bollette. Gestiva la piccola lavanderia a gettoni.
Si cimentò con Amway.
Salì su una scala e dipinse i cornicioni della casa che cadevano a pezzi.
Spingeva la carriola, guardavo il sudore gocciolare dalla punta del suo naso mentre scavavamo il nostro seminterrato.
Strappava l’erbaccia e mi insegnava come prenderla dalle radici perché non ricrescesse. Amava le aiuole.
Mi insegnò a tagliare l’erba in modo da sovrapporre le passate per non lasciare ciuffi.
Diceva: “Johnny, taglia le patate così e aspetta che l’olio bolla, perché se metti le patate prima che l’olio bolla, diventeranno molli e non avrai delle buone patatine fritte.
E quando fai i pancake, aspetta che si formino le bollicine intorno ai bordi, perché se provi a girarli troppo presto, si romperanno”.
Non si tratta di competenza
Mi ha insegnato praticamente tutto quello che c’era da sapere, a casa nostra, mentre crescevo.
Il che mi ha insegnato questa lezione: i ruoli biblici della sottomissione della moglie e della guida del marito nel matrimonio, non si basano sulla competenza, del tipo “fai questo perché sei bravo a farlo”.
Non è quello il punto.
Si basano su realtà più profonde, su come Dio ha progettato l’uomo e la donna e di come fioriamo in quel tipo di relazioni.
Ma quando mio padre tornava a casa dopo essere stato via per settimane, mia madre sprizzava gioia perché ora lui poteva prendere la guida della casa.
Lui guidava nella disciplina dei figli. Guidava nel dare consigli. Guidava nella preghiera.
Guidava dicendo: “Andiamo in chiesa. Arriviamo in orario”.
Guidava dicendo: “Andiamo fuori a mangiare”.
Poteva far vedere le piccole cortesie che un uomo offre a una donna e che un ragazzo deve imparare, nella dinamica tra una madre e un padre: scostarle la sedia, aprirle la portiera dell’auto, controllare i rumori strani in casa, e così via.
Un uomo è un uomo, e una donna è una donna.
E un ragazzo osserva questo e lo assorbe.
Così, da ragazzo, ho guardato quella danza, quella coreografia, e mi sono meravigliato di mia madre.
Durante l’assenza di mio padre, sapeva fare tutto; in sua presenza, amava e fioriva quando lui prendeva quel tipo di iniziativa virile.
È proprio questo che dobbiamo insegnare ai nostri figli: che non stanno sminuendo né umiliando una donna quando prendono l’iniziativa di proteggerla, provvedere a lei e guidarla.
Offrigli degli esempi
Direi anche: mostra a tuo figlio esempi di virilità forte nella Scrittura, nella storia, nella narrativa, nei media e in tuo marito.
Con “virilità forte” non intendo necessariamente la forza fisica.
Quello che intendo è un’iniziativa autentica, virile, responsabile, matura, altruista e protettiva, caratterizzata da coraggio e forza.
Non serve essere un giocatore di rugby per essere quel tipo di uomo.
Se non c’è un marito a fare da modello, se sei una madre single, trova il modo di indirizzare tuo figlio verso il tipo di uomini che incarnano una virilità matura.
Penso che mia madre fosse molto attenta affinché ciò accadesse in assenza di mio padre.
Aspettati una virilità forte
Un’ultima cosa. Aspettati una virilità forte da tuo figlio.
Dai al ragazzo delle responsabilità fin da piccolo.
Esigi quanto più puoi, man mano che cresce, un comportamento virile da lui.
Insisti sulla gentilezza verso sua sorella o verso di te, verso le altre donne e le altre ragazze.
Mia madre mi insegnò: “Non frugare mai nella borsa di una ragazza, mai”.
Cammina dal lato della strada quando cammini accanto a una signorina, in caso di schizzi o di pericoli.
Offriti di aprire la porta. Paga tu quando uscite insieme. Usa un linguaggio rispettoso.
Prenditi delle responsabilità. Sii disposto a sacrificarti.
Costruisci in tuo figlio, come donna, quelle che sono le dinamiche appropriate tra un uomo e una donna, per essere conforme alla Bibbia nella comprensione della guida e della sottomissione.
Ora, so che ci sarebbe molto altro da dire, molto altro, ma, in conclusione, cerca la sapienza di Dio nel creare una famiglia sana che esalti Cristo.
Cerca la sua sapienza. Egli ti aiuterà. Se c’è papà, è fantastico.
Lui è fondamentale nel crescere le figlie, proprio come tu sei fondamentale nel crescere i figli maschi.
E se non c’è, se non è presente e sei una madre single, confida in Dio affinché colmi la mancanza.
Lo ha fatto per migliaia di persone. Dio è fedele e opera per le madri che sperano in lui.
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