Abbiamo da poco passato la festa della Repubblica, una festività per celebrare coloro che hanno dato la vita per la nostra libertà. 
Ovunque si guardi, è quella la parola che si vede: libertà. 
La libertà è un dono prezioso da celebrare, ma a volte le persone ne parlano come se la libertà fosse un assegno in bianco per fare semplicemente tutto ciò che si vuole. 
Svegliarsi, fare qualsiasi cosa ci passi per la testa, nessuna regola. 
Ma naturalmente, fare tutto ciò che vogliamo finirà per lasciarci svuotati, intrappolati e pentiti delle decisioni prese sotto l’influenza della cosiddetta “libertà”. 
È un buon momento per leggere la Lettera ai Galati insieme, perché Paolo vuole che parliamo della libertà in modi totalmente nuovi. 
Oggi su Chiedi al Pastore John: la libertà che uccide il pentirsi. 

Ci troviamo in Galati 5 per questa domanda di Vicky da Edimburgo, in Scozia: 

«Pastore John, grazie per questo podcast. Ti scrivo perché in Galati 5:1, e poi di nuovo nei versetti 13–26, Paolo insegna che i cristiani sono chiamati a vivere nella libertà che Cristo ha conquistato per noi, una libertà non per dare sfogo alla carne, ma per vivere mediante lo Spirito. 
Se si fa fatica a vivere liberi, cosa pensi che significhi essere “liberati” in Cristo? 
In che cosa la libertà in Cristo differisce dalla libertà che offre il mondo, che consiste fondamentalmente nel fare quello che si vuole, quando si vuole? 
E cosa significa che siamo stati liberati per amare, in Galati 5:13?» 

 


 

1. Liberati in Cristo

Sento tre domande qui. Prendiamole una alla volta.

Prima di tutto: “Cosa pensi che significhi essere “liberati” in Cristo?”

Ora, questa espressione, “liberati”, è tratta da Galati 5:1, quindi possiamo ottenere la nostra risposta dal contesto.

Ecco il versetto 1:

“Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate di nuovo porre sotto il giogo della schiavitù”.

Quindi, qual è il giogo della schiavitù da cui siamo stati liberati?

Ecco i versetti successivi, Galati 5:2–4:

“Ecco, io, Paolo, vi dichiaro che, se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla. E di nuovo testimonio a ogni uomo che si fa circoncidere, che egli è obbligato a osservare tutta la legge. Voi che volete essere giustificati per mezzo della legge siete separati da Cristo; siete scaduti dalla grazia”.

Cosa significa quando dice: “Se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla?”

Sappiamo da Galati 5:6 che né la circoncisione né l’incirconcisione hanno alcun valore.

Paolo non richiede la circoncisione. Paolo non richiede l’incirconcisione.

Quindi, quando dice che Cristo non vi gioverà a nulla se accettate la circoncisione, ciò che intende è: se la accettate come un requisito per la giustificazione.

Dice nel versetto 4: “Voi […] siete separati da Cristo” se cercate di essere giustificati mediante l’osservanza della legge, in questo caso, mediante la circoncisione.

Perché?

Perché se basate la vostra giustificazione sull’osservanza della legge, dovrà essere un’osservanza perfetta della legge.

Questo è ciò che dice il versetto 3: “Egli è obbligato a osservare tutta la legge”.

Quindi, la risposta alla prima domanda di Vicky è questa:

essere liberati in Cristo significa essere liberati dalla giustificazione mediante l’osservanza della legge.

Essere liberati dalla legge significa che non dobbiamo obbedire alla legge per essere giustificati, cioè per entrare nel favore di Dio.

Siamo giustificati per fede soltanto. Galati 2:16 dice:

“Sappiamo che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, e abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; perché dalle opere della legge nessuno sarà giustificato”.

Tutta la nostra obbedienza non serve per ottenere il favore di Dio, perché siamo nel favore di Dio per fede soltanto.

Questa è la libertà cristiana.

 

2. Volere la volontà di Dio

La seconda domanda di Vicky è questa:

“In che cosa la libertà in Cristo differisce dalla libertà che offre il mondo, che consiste fondamentalmente nel fare quello che si vuole, quando si vuole?”

Ora, potremmo essere tentati di rispondere a questa domanda dicendo:

“Beh, i cristiani non fanno quello che vogliono. Fanno la volontà di Dio”.

Ma questo non è il modo corretto di dirlo, perché presuppone che la volontà di Dio e ciò che il cristiano vuole non siano la stessa cosa.

Presuppone che dobbiamo sempre fare ciò che non vogliamo fare.

Questa non è la libertà cristiana. Quella è la vecchia schiavitù.

La differenza tra la libertà cristiana e la libertà del mondo è che il mondo arriva a fare ciò che vuole, ma è in schiavitù nel “volere” ciò che non è la volontà di Dio.

Questa è la loro schiavitù, perché tutto ciò che non viene da fede è peccato (Romani 14:23).

I non cristiani, per natura, non amano Dio con tutto il loro cuore.

Non amano Dio al di sopra di ogni cosa.

Pertanto, il loro comportamento non è un’espressione di amore per Dio, e di conseguenza è peccaminoso.

Quando fanno ciò che vogliono, se ne pentiranno, e questa non è libertà.

Stai facendo paracadutismo e stai cadendo.

Ti fa sentire bene, ma se non hai un paracadute, andrà a finire male.

Ma la libertà di una persona che è giustificata per fede viene alla luce quando lo Spirito Santo cambia i desideri di quella persona per farle amare la volontà di Dio, in modo che possiamo fare ciò che amiamo fare, il che è una grande libertà.

Per esempio, Romani 6:17:

“Ma sia ringraziato Dio”, questo è importante; a Dio va il ringraziamento, “perché eravate schiavi del peccato (che è l’opposto della libertà) ma avete ubbidito di cuore (questa è la frase chiave) a quella forma di insegnamento che vi è stata trasmessa”.

Quindi, Paolo ringrazia Dio, non noi, perché Dio è colui che ci ha liberati dalla schiavitù di amare il peccato e ci ha cambiati affinché di cuore, cioè di nostra spontanea volontà, dal nostro stesso desiderio, ubbidiamo alla volontà di Dio.

Si potrebbe dire che la libertà cristiana è fare ciò che vuoi fare e non pentirtene tra mille anni, perché ciò che hai fatto era ciò che Dio voleva che tu facessi.

 

3. Traboccare d’amore

L’ultima domanda di Vicky è questa:

“Cosa significa che siamo stati liberati per amare?”

In Galati 5:13 è scritto:

“Perché, fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un’occasione per vivere secondo la carne, ma per mezzo dell’amore servitevi gli uni gli altri”.

Quindi, se la libertà cristiana è fare ciò che si vuole (quando ciò che si vuole è ciò che Dio vuole che facciamo), questo ha senso, perché l’amore è il riassunto di ciò che Dio vuole che facciamo.

Questo è ciò che dice il versetto successivo:

“Poiché tutta la legge è adempiuta in quest’unica parola: “Ama il tuo prossimo come te stesso”” (Galati 5:14).

Ma possiamo andare più a fondo di così.

Perché l’amore è la più chiara espressione della libertà cristiana?

È per la stessa ragione per cui l’amore di Dio è la più chiara espressione della sua libertà.

Dio non ha creato il mondo o mandato Gesù a morire per i peccatori perché fosse sottoposto a una sorta di obbligo esterno, a qualche legge fuori di lui a cui doveva obbedire.

Stava agendo in completa libertà. Non doveva farlo.

Farlo, è stato il traboccare della sua pienezza, non il colmare una sua carenza.

Questo è ciò che è la libertà, e questo è ciò che è l’amore.

E la stessa identica cosa è vera per coloro che sono figli di Dio nati di nuovo.

L’amore è il traboccare della pienezza della gioia in Dio.

Ecco l’immagine dell’amore e della libertà.

In 2 Corinzi 8:2 è scritto:

“Nelle molte tribolazioni con cui sono state provate, la loro gioia incontenibile […] hanno traboccato nelle ricchezze della loro generosità”.

L’amore è il traboccare della gioia in Dio, e la gioia è l’opposto della schiavitù.

Quindi, Vicky, prosegui con determinazione nella tua ricerca della libertà cristiana.

Abbraccia tutto ciò che Dio è per te in Gesù come il tuo tesoro supremo.

E il risultato sarà che la tua gioia sarà la tua libertà, e la tua libertà diventerà amore.

 

 

 

 

 

Tematiche: Chiedi al pastore John, Domande dei lettori al pastore John Piper, Libero arbitrio, Peccato, podcast, Vita Cristiana


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John Piper

John Piper

È il fondatore di Desiring God, per il quale ricopre anche il ministero di insegnante, inoltre, è il rettore del Bethlehem College & Seminary. Ha servito per trentatré anni come pastore presso la chiesa battista Bethlehem Baptist Church di Minneapolis, in Minnesota e ha scritto più di cinquanta libri, tra cui  Non sprecare la tua vita (Ed. Coram Deo), Rischiare è giusto (Ed. Coram Deo), Coronavirus e Cristo (Ed. Coram Deo), Stupefatto da Dio (Ed. Coram Deo), La Buona Notizia di una grande gioia (Ed. Coram Deo), Le caratteristiche di un leader spirituale (Ed. Coram Deo) e Desiderare Dio.