Non possiamo resistere da soli.
Dio mette sul nostro cammino fratelli e sorelle in Cristo, per aiutarci ad avanzare verso il cielo.
Questo è, in realtà, uno dei grandi temi dell’allegoria più famosa di Bunyan, Il pellegrinaggio del cristiano. Fedele e Speranza sono gli amici di cui Cristiano ha bisogno, la sua compagnia, lungo il sentiero che lo conduce alle porte della Città Celeste.
Ed è proprio da qui che parte la nostra riflessione di oggi, a partire da una domanda molto particolare che ci è arrivata da un ascoltatore anonimo. Ecco le sue parole:
“Caro pastore John, stavo riflettendo su 1 Corinzi 10:13, dove si parla di Dio che offre una via d’uscita dalla tentazione. Questo mi ha portato a pensare alla crocifissione di Gesù, e in particolare al momento in cui Simone fu costretto a portare la sua croce.
Studiando, ho trovato che questo gesto potrebbe essere visto come una provvidenza di Dio per Gesù stesso: un aiuto a sopportare l’immenso dolore della crocifissione.
Dal momento che Gesù venne per sperimentare tutto ciò che vive l’umanità, compresa la sofferenza, sembra che Dio non gli abbia permesso di affidarsi alla sua forza divina per portare la croce. L’intervento di Simone ha offerto a Gesù un sollievo fisico, permettendogli di resistere e di compiere fino in fondo la sua missione di sofferenza.
Questo mi fa chiedere: in qualche modo, quell’aiuto celeste non rispecchia forse il modo in cui Dio provvede anche a noi, dandoci la forza di sopportare le tentazioni e le prove, come promesso in 1 Corinzi 10:13?
Nei nostri momenti più bassi, quando siamo tentati oltre le nostre capacità, può essere che la provvidenza di Dio — attraverso il suo intervento diretto, o attraverso l’aiuto degli altri — ci dia proprio ciò che ci serve per andare avanti?
Vorrei conoscere il tuo pensiero su questo legame tra il portare la croce di Cristo e la nostra resistenza nella sofferenza”.
Simone e Gesù
Prima di tutto, una parola su Simone e sul fatto che portò la croce di Gesù.
Poi, quello su cui voglio davvero concentrami è l’osservazione assolutamente importante, che Dio manda nelle nostre vite persone che sono fondamentali per permetterci di resistere fino alla fine nei momenti difficili.
Se predicassi un sermone sull’episodio di Simone che porta la croce, probabilmente non mi concentrerei sul fatto che egli comparve al momento giusto per aiutare Gesù a completare la sua missione, proprio quando la forza umana di Gesù stava venendo meno. Non lo sappiamo.
Potrebbe essere vero, non ho alcuna obiezione teologica a riguardo, ma non è esplicitamente detto nel testo, mentre altre cose lo sono.
Ad esempio, Simone è di Cirene, come menzionato in tutti e tre i Vangeli che riportano questo episodio.
Cirene era la capitale della provincia romana di Cirenaica, nell’attuale Libia, Nord Africa.
Perché menzionare questo? E in effetti, perché menzionare il suo nome?
Qui abbiamo uno straniero che condivide la sofferenza con Gesù nel suo sacrificio per noi: forse un’immagine del discepolato, visto che Gesù disse che seguirlo significa portare la croce.
Partirei da qui, mi concentrerei su questo, semplicemente perché è scritto, evitando di speculare se Gesù stesse per crollare a causa delle percosse subite. Forse sì, forse no.
Resistenza e Provvidenza
La domanda è molto più importante e di più ampio respiro rispetto ai pensieri su Simone.
La questione è se questa immagine di Gesù che riceve aiuto sia simile a quanto scritto in 1 Corinzi 10:13:
“Nessuna tentazione vi ha colti che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita, affinché la possiate sopportare”.
La domanda del nostro amico è:
“Potrebbe essere che nei nostri momenti più bassi, quando siamo tentati o messi alla prova oltre la nostra capacità di resistere, la provvidenza di Dio, sia attraverso il suo aiuto diretto, sia tramite altri, ci dia ciò di cui abbiamo bisogno per andare avanti?”.
La risposta è assolutamente sì. Questo è esattamente ciò che significa 1 Corinzi 10:13.
Notiamo tre cose dalla Scrittura.
Primo: dobbiamo resistere fino alla fine per essere salvati.
• Marco 13:13: “Sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato”.
• Giacomo 1:12: “Beato l’uomo che sopporta la prova; perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promessa a quelli che lo amano”.
Dobbiamo resistere. Dobbiamo continuare a confidare in Cristo.
Se naufraghiamo nella fede e gettiamo via la nostra fiducia, mostreremo semplicemente di non essere mai nati di nuovo, di non aver mai avuto la vita eterna, e moriremo.
Secondo: non solo dobbiamo resistere; resisteremo. Resisteremo fino alla fine.
Coloro che sono scelti da Dio prima della fondazione del mondo crederanno per fede, e quelli che crederanno per fede saranno giustificati, e quelli che sono giustificati persevereranno fino alla fine, e quelli che persevereranno saranno glorificati, e la glorificazione è essere salvati per la vita eterna (questa è la mia parafrasi di Romani 8:30).
Quindi sì, dobbiamo perseverare; noi persevereremo.
Terzo, e questo riguarda più direttamente la domanda, Dio usa degli strumenti non solo per portarci al pentimento e alla fede all’inizio («la fede viene dall’udire, e l’udire si ha per mezzo della parola di Cristo», Romani 10:17), ma usa anche strumenti, strumenti umani, per mantenerci nella fede. La sicurezza della salvezza è un progetto comunitario.
Perseveranza e Aiuto
Ecco il passo chiave a riguardo, Ebrei 3:12-14:
“Badate, fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo che vi allontani dal Dio vivente; ma esortatevi a vicenda ogni giorno, finché si può dire: «Oggi», perché nessuno di voi s’indurisca per la seduzione del peccato. Infatti siamo divenuti partecipi di Cristo, a condizione che manteniamo ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio”.
Quanto sono importanti queste parole per ogni cristiano che vuole perseverare fino alla fine ed essere salvato!
C’è un avvertimento contro un cuore incredulo che ci allontani dal Dio vivente.
So che alcuni pensano che Dio non dovrebbe rivolgerci tali avvertimenti, se siamo cristiani.
Ma io dico: poiché l’avvertimento è realmente lì, dobbiamo credere che è così che Dio trattiene i suoi figli dal cadere.
Non rifiutare ciò che Dio ti ha dato come dono prezioso per aiutarti a perseverare fino alla fine, avvertendoti di non cadere.
Accanto all’avvertimento, egli dà un’istruzione pratica molto specifica:
“Esortatevi a vicenda ogni giorno… affinché nessuno di voi si indurisca e cada”.
Non permettetelo.
Dio usa le esortazioni umane di amici, pastori, familiari, libri, e-mail e sermoni su internet per mantenerci credenti.
La sicurezza della salvezza è un progetto comunitario.
Non sarebbe contraddittorio dire: “Gesù non sarebbe arrivato alla croce se Simone non lo avesse aiutato”, se allo stesso tempo diciamo: “Dio ha infallibilmente pianificato che Simone lo aiutasse”.
Non so se sia vero che Gesù non sarebbe arrivato alla croce senza Simone.
Sto solo dicendo che non sarebbe contraddittorio affermare entrambe le cose.
E lo stesso vale per ogni aiuto di cui abbiamo bisogno per perseverare fino alla fine nella fede.
Non è una contraddizione dire: “Dobbiamo perseverare fino alla fine nella fede; non ci arriveremo senza i mezzi che Dio ha stabilito”, se al tempo stesso diciamo: “Dio farà sì che quei mezzi si manifestino e che noi li accettiamo”.
Egli se ne assicurerà.
2 Pietro 2:9: “il Signore sa liberare i pii dalla prova”.
Certo che può farlo, e uno dei modi in cui lo fa è suscitando persone che ci avvertono ed esortano a confidare nelle promesse di Dio e ad andare avanti.
Paolo ci dà un incoraggiamento straordinario in 2 Corinzi 9:8:
“Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia, affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto quello che vi è necessario, abbondiate per ogni opera buona”.
In altre parole, per ogni opera di fede che Dio richiede a noi per arrivare fino alla fine, Egli dà la grazia necessaria per compierla.
Non ci lascia mai soli.
Perciò, dobbiamo perseverare, e persevereremo, perché ci saranno accanto a noi i “Simone di Cirene” necessari a sostenerci nel portare il peso.
Tematiche: Amicizia, Chiedi al pastore John, Domande dei lettori al pastore John Piper, Perseveranza, podcast, Sofferenza, Vita Cristiana
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