In questo podcast spesso ritorniamo ai fondamentali, alle verità essenziali, alle cose più preziose per noi, come la gloria di Dio e la croce di Gesù Cristo.
Se si comprendono questi principi fondamentali, tutto il resto risulta al posto giusto.
Se sbagli le basi, nulla sarà veramente a posto, ci sarà sempre qualcosa che non va.
Alla luce di ciò, alcune delle domande più importanti includono queste: perché, in primo luogo, devo essere salvato? Salvato da chi? Salvato da cosa?
Qual è il mio problema? E come affronta Dio, e in particolare Cristo, il mio problema?

Per rispondere a queste domande, mi piace questo estratto di un sermone del 2009, in cui il pastore John Piper espone Romani 3:23-26.
L’apostolo Paolo dice così in questo testo:

23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, 24 ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. 25 Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, 26 al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù.

Un glorioso testo di verità essenziali e indispensabili.
Ecco il pastore John che ce lo spiega.


 

“Dio lo ha prestabilito (riferendosi a Cristo) come sacrificio propiziatorio… “. (Romani 3:25).
Propiziazione significa sacrificio che rimuove l’ira.
Quindi, l’ira di Dio viene assorbita da Cristo quando muore al nostro posto.
La propiziazione è la rimozione, da noi, dell’ira di Dio, anche se ce la meritiamo.
“Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue (la sua morte)”. È così che si riceve un dono: la fede è un ricevere; non è un fare.
“Per dimostrare la sua giustizia…”.
Oh, davvero? Davvero?
“Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua (di Dio) giustizia, avendo usato tolleranza (pazienza) verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù.” (Romani 3:25-26).
Non credo ci sia un paragrafo più importante nella Bibbia di questo.
Cioè, qualche altro passo potrebbe competere, ma questo è quello che si avvicina di più all’essenza della Scrittura.

 

Maledetto per noi

Seguitemi per un momento.
Dio prestabilì Cristo come propiziazione con il Suo sangue.
Romani 8:3:
“Infatti, ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha fatto, mandando il proprio Figlio in carne simile a carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne”.
Il peccato di chi? Il mio. La carne di chi? Di Cristo.
È un’affermazione incredibile. La condanna avvenne sulla croce.
La condanna di chi? La mia. In quale carne? Non la mia. Questa è propiziazione.
La propiziazione è l’allontanamento della mia condanna.
Come può essere questo? Come può ricadere su Cristo? Appartiene a me, è mia.
Galati 3:13:
“Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi, poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»”.
Di chi è la maledizione? La maledizione di Dio. Lui è colui manda ad effetto la legge.
La legge è la sua parola. Se c’è una maledizione nella legge su di me, viene da Dio.
E Gesù è diventato maledizione per me.
Tutto questo per dire sì alla propiziazione; non traducetelo in altro modo.
Non usate la parola espiazione, che significa semplicemente “rimozione della colpa”.
Non traducetelo semplicemente come sacrificio vivente o offerta sacrificale.
La propiziazione è la rimozione della giusta, santa condanna e ira di Dio Onnipotente, che appartiene a me.

 

La gloria è persa

Perché doveva farlo in quel modo?
Perché Cristo doveva morire per placare l’ira di Dio?
“Per dimostrare la sua giustizia”.
Così, Cristo morì; Dio lo fece morire. Questo era per mostrare la giustizia di Dio.
Perché aveva bisogno di mostrare la sua giustizia?
È un prezzo piuttosto alto per una dimostrazione di giustizia.
Perché aveva bisogno di mostrare la sua giustizia?
“Avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato”.
Perché passare oltre il peccato rende necessario dimostrare la giustizia?
Ora siamo pronti a vedere il versetto 23 e la natura del peccato:
“Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”.
Non so se vi siete mai sentiti come voglio che ora vi sentiate pensando alla connessione tra il peccato e la gloria di Dio.
“Tutti hanno peccato e sono privi”, dice il testo.
Essere privi è una traduzione vecchio stile. Il significato letterale è “mancano”, “sono senza”.
In che modo siamo privi?
Romani 1:23 dice che abbiamo scambiato la gloria di Dio con la gloria delle cose create.
Quindi ce l’avevamo; la gloria di Dio era il nostro tesoro.
Quando Adamo ed Eva furono creati, la gloria di Dio era il nostro tesoro: amavamo Dio, onoravamo Dio, stimavamo Dio, rispettavamo Dio; avevamo soggezione di Dio e adoravamo Dio e lodavamo Dio e glorificavamo Dio.
E poi abbiamo scambiato Dio con qualcos’altro.
L’avete fatto tutti; lo fate ogni giorno.
Abbracciamo altri valori, altri tesori, altri desideri che sono molto più forti nei nostri cuori di Dio.
Abbiamo scambiato Dio con qualcos’altro e quindi ci manca la gloria di Dio.
Non è più il nostro tesoro; l’abbiamo semplicemente buttato via.
E il peccato è tutto ciò che si commette in questo processo.
Tutto ciò che riflette che Dio non è il tuo tesoro, è peccato.
Così, tutti hanno peccato e mancano, gettano via, scambiano, sminuiscono, calpestano, barattano l’infinito valore della gloria di Dio.

 

Colpevoli liberati

Ora, perché questo mette in discussione la giustizia di Dio quando Egli passa sopra tale peccato?
Perché quando Dio, come fa per tutto il suo popolo, passa sopra al, non condanna dei peccatori che hanno calpestato e umiliato la sua gloria ogni singolo giorno della propria vita, sembra che egli pensi che non sia un grosso problema: calpestare la gloria di Dio non è un grosso problema.
Sarebbe come un giudice seduto davanti al banco degli imputati che ha di fronte a sé un assassino e uno stupratore.
Dice: “Lasceremo perdere. Questa volta passeremo sopra l’omicidio e lo stupro; ci passiamo sopra”.
E tutti in aula dicono: “No! Non puoi farlo e sederti su quel banco ed essere un giudice giusto e dire che passerai sopra queste cose”.
E così, Dio sa che sarebbe ingiusto, sarebbe sbagliato, non corretto, se trattasse la sua gloria come se fosse così inutile da poter passare sopra al fatto che il suo popolo l’ha calpestata.
E non si limita a passarci sopra; manda suo Figlio nel mondo per dimostrare la sua giustizia.
Vedete, se capite Romani 3:23-26, quello che accadde alla croce fu l’affermazione più forte da parte di Dio, che si potesse immaginare: amo la mia gloria.
E proprio in quel momento di difesa della sua gloria, Dio rese possibile salvare i peccatori: “affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù”.

 

L’impensabile per gli indegni

In Giovanni 17, Gesù esprime questa stessa idea:
“Voglio che mi vedano – voglio che mi vedano risorto, trionfante, glorioso, soddisfacente nella mia gloria, affinché la mia gloria continui ad essere esaltata per sempre, e la loro gioia sia piena” (vedere Giovanni 17).
E al centro c’è la croce, che rende tutto questo possibile per i peccatori.
Come dice Dio:
“Ho prestabilito mio Figlio per dimostrare la mia giustizia. La mia giustizia è il mio impegno incrollabile, sempre e ovunque, a sostenere il valore infinito della mia gloria.
E se sono determinato a salvare i peccatori che hanno calpestato la mia gloria, io che certamente sono glorioso, non lo farò in alcun modo che metta in discussione il mio amore per la mia gloria.
Farò ciò che è assolutamente impensabile.
Io metterò mio Figlio al patibolo e sarà torturato e sopporterà la mia ira, per rendere chiaro quando salverò i peccatori, che non nascondo i peccati che sminuiscono Dio sotto il tappeto dell’universo “.

 

 

Tematiche: Chiedi al pastore John, Domande dei lettori al pastore John Piper, Giustizia, Ira di Dio, Peccato, podcast, Salvezza


© Desiring God

Il presente articolo può essere utilizzato solo facendone previa richiesta a Coram Deo. Non può essere venduto e non si può alterare il suo contenuto.

John Piper

John Piper

È il fondatore di Desiring God, per il quale ricopre anche il ministero di insegnante, inoltre, è il rettore del Bethlehem College & Seminary. Ha servito per trentatré anni come pastore presso la chiesa battista Bethlehem Baptist Church di Minneapolis, in Minnesota e ha scritto più di cinquanta libri, tra cui  Non sprecare la tua vita (Ed. Coram Deo), Rischiare è giusto (Ed. Coram Deo), Coronavirus e Cristo (Ed. Coram Deo), Stupefatto da Dio (Ed. Coram Deo), La Buona Notizia di una grande gioia (Ed. Coram Deo), Le caratteristiche di un leader spirituale (Ed. Coram Deo) e Desiderare Dio.