Riceviamo molte email da voi ascoltatori ogni mese, e non credo ci sia una domanda più frequente tra quelle ricevute nel corso degli anni di questa inviata di recente da un ascoltatore: “Ciao, Pastore John. Ho letto il tuo articolo sull’imperdonabile peccato di bestemmiare contro lo Spirito Santo. Ho due domande: (1) Può un vero credente, la cui salvezza è eternamente sicura in Cristo, essere ancora colpevole di blasfemia? [2] La bestemmia dello Spirito Santo equivale a contristare lo Spirito Santo?” 

 

 


 

Leggere il testo 

Guardiamo a un paio di passaggi chiave sulla bestemmia contro lo Spirito Santo, in modo da capire di cosa stiamo parlando.  

Ecco Gesù in Marco 3:28-30:  

“In verità vi dico: ai figli degli uomini saranno perdonati tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non ha perdono in eterno, ma è reo di un peccato eterno». Egli parlava così perché dicevano: «Ha uno spirito immondo». 

Un altro testo, Luca 12:10:  

“E chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo sarà perdonato, ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato”. 

Nel corso del mio ministero ci sono state diverse persone, probabilmente molte persone non si sono fatte avanti, ma diverse si sono fatte avanti e sono venute da me profondamente convinte di aver commesso il peccato di bestemmia contro lo Spirito Santo e quindi di essere al di là del perdono.  

Erano terrorizzati, come potete immaginare. 

 

Salvezza sicura 

Ora, mi sembra che, nell’aiutare queste persone ad affrontare ciò che dicono, dobbiamo mettere l’affermazione “bestemmiare lo Spirito non può essere perdonato” accanto a molte altre affermazioni come “chi crede nel Signore Gesù sarà salvato”. 

Non viene detto “chi crede, se non ha fatto qualche altra cosa, sarà salvato”. 

Per esempio, Atti 16:31:  

“Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia».”.  

Paolo non chiese preventivamente al carceriere: “Hai mai bestemmiato contro lo Spirito di Dio?”  

Disse solo: “Se credi, sarai salvato”.  

In Giovanni 6:40, Gesù disse:  

“Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”. 

Mi è sempre sembrato, che ci sia qualcosa nel bestemmiare lo Spirito, per come Gesù voleva farcelo capire, che porta una persona a peccare in modo tale da non volere, e non essere in grado, di pentirsi e credere. 

Questo è il modo in cui sto collegando i due aspetti appena visti. 

 

Le lacrime di Esaù 

Esaù potrebbe essere un buon esempio.  

In Ebrei 12:17 dice:  

” Infatti, sapete che anche più tardi, quando volle ereditare la benedizione, fu respinto, sebbene la richiedesse con lacrime, perché non ci fu ravvedimento”.  

“Non ci fu ravvedimento”, penso, significhi che non poteva ravvedersi.  

Non riusciva a trovare nel suo cuore un pentimento autentico, “sebbene lo richiedesse con lacrime”. 

Quindi, il punto qui non è che Esaù si pentì e non poté essere perdonato, ma che non riusciva a trovare in sé stesso il pentimento.  

Era giunto a una tale durezza di cuore contro Dio, un tale amore per il mondo, da barattare la sua ciotola di cereali con la sua eredità.  

Amava il mondo così tanto che non riusciva a smettere di amare il mondo.  

Non riusciva a trovare un vero pentimento e così morì.  

Le sue lacrime non erano lacrime di pentimento.  

Erano lacrime di rimorso per il fatto che non potesse pentirsi. 

 

Chiarire la questione 

Permettetemi di citare uno dei miei commentatori preferiti, Henry Alford, sull’imperdonabile peccato di bestemmiare contro lo Spirito.  

Ecco cosa disse:  

“Non è una particolare specie di peccato che è qui condannata” tipo, oh, ho fatto quella cosa? – “ma un atto definito che mostra uno stato di peccato, e che afferma una deliberata opposizione determinata all’attuale potenza dello Spirito Santo; e questo è dimostrato dal suo frutto, la blasfemia. La dichiarazione, in sostanza, ricorre spesso nel Nuovo Testamento”  

Ecco la frase chiave: è uno “stato di opposizione deliberata e determinata all’attuale potenza dello Spirito Santo”.  

Poi cita (come uno tra gli altri del Nuovo Testamento) 1 Giovanni 5:16, che dice:  

“Se qualcuno vede suo fratello commettere un peccato che non conduca a morte, preghi, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono un peccato che non conduca a morte. Vi è un peccato che conduce a morte; non è per quello che dico di pregare”. 

Qui non si pone l’accento su “c’è un peccato che porta alla morte”, ma “c’è il peccato”.  

Questo è il modo in cui dovrebbe essere tradotto.  

C’è il peccato; c’è una sorta di opposizione volontaria, determinata, stabile a Dio e al suo Spirito. 

 

Bestemmia contro lo Spirito 

Ecco le mie risposte alle due domande. 

Può un vero credente, la cui salvezza è eternamente sicura in Cristo, essere ancora colpevole di bestemmiare lo Spirito Santo?  

Perché penso che il significato della bestemmia contro Spirito Santo, come dice Alford, sia un’opposizione volontaria e determinata all’attuale potenza dello Spirito Santo, i cristiani non possono commettere questo tipo di peccato.  

Non si pongono in una situazione di opposizione decisa, determinata e ostinata. 

I cristiani possono commettere ogni tipo di peccato, ma ciò che contraddistingue i cristiani è che il peccato non li caratterizza a lungo termine.  

Lo odiano e se ne pentono. Si sentono male per questo.  

Si rivolgono a Dio per un nuovo perdono.  

Quindi no, un cristiano non può commettere ciò che Gesù chiama bestemmia contro lo Spirito Santo. 

 

Rattristare lo Spirito 

La bestemmia contro lo Spirito è uguale al rattristare lo Spirito?  

No, non sono sovrapponibili, e potete vedere la differenza in Efesini 4:29-31, dove Paolo dice:  

“Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela, affinché conferisca grazia a chi l’ascolta. Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione.
Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria!”. 

Quando rattristiamo lo Spirito Santo, dice Paolo, stiamo rattristando colui che ci ha suggellati per il giorno della redenzione, il che significa che, nello stesso respiro in cui dici che puoi rattristarlo, lui dice:  

“Sei al sicuro. Sei suggellato e nulla romperà quel sigillo. Sei dello Spirito e ti custodirà fino al giorno della redenzione”. 

L’altra cosa da notare in particolare, è ciò che fa rattristare lo Spirito.  

Ciò che lo addolora è l’amarezza, l’ira e la rabbia contro gli altri.  

Queste sono le cose che i cristiani fanno e si pentono di averle fatte e devono pentirsi di averle fatte e chiedere perdono per averle fatte.  

E proprio quel pentimento è l’opera dello Spirito Santo, con grande misericordia, per richiamare i figli di Dio al pentimento in modo che giungiamo tutti al giorno della redenzione. 

 

 

Tematiche: Chiedi al pastore John, Domande dei lettori al pastore John Piper, Peccato, Perdono, podcast, Salvezza, Spirito Santo


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John Piper

John Piper

È il fondatore di Desiring God, per il quale ricopre anche il ministero di insegnante, inoltre, è il rettore del Bethlehem College & Seminary. Ha servito per trentatré anni come pastore presso la chiesa battista Bethlehem Baptist Church di Minneapolis, in Minnesota e ha scritto più di cinquanta libri, tra cui  Non sprecare la tua vita (Ed. Coram Deo), Rischiare è giusto (Ed. Coram Deo), Coronavirus e Cristo (Ed. Coram Deo), Stupefatto da Dio (Ed. Coram Deo), La Buona Notizia di una grande gioia (Ed. Coram Deo), Le caratteristiche di un leader spirituale (Ed. Coram Deo) e Desiderare Dio.