Come identifichiamo e rispondiamo ai falsi insegnanti, in particolare, ai pastori che insegnano costantemente una falsa dottrina?
Speriamo di non affrontare mai questo dilemma, tuttavia, se dobbiamo farlo, la Bibbia ci dice esattamente cosa fare.
La domanda di oggi ci arriva da Devon.
“Pastore John, ti saluto e ti ringrazio per questo podcast.
Sto cercando chiarezza su come applicare 2 Giovanni 10-11 nell’identificare e respingere i falsi insegnanti, in particolare quando si tratta di pastori all’interno di una chiesa locale.
Grazie a Dio, non mi trovo in questa situazione adesso, ma voglio essere preparato.
Il brano mette in guardia persino dal salutare chi non si attiene all’insegnamento apostolico, il che solleva serie preoccupazioni riguardo al rimanere in comunione con un pastore che distorce o nega la verità biblica.
Se un pastore insegna insistentemente una falsa dottrina e gli anziani non agiscono, significa che la congregazione è obbligata a lasciare la chiesa?
Come distinguiamo tra un pastore che si sbaglia semplicemente su questioni secondarie e uno che rientra nella categoria del falso insegnante descritto in questo brano?
Inoltre, come ci si comporta nella pratica quando si deve evitare, rimproverare o confrontare con un tale leader rimanendo entro i confini dell’amore biblico e dell’umiltà?
Apprezzerei una risposta saggia su come applicare fedelmente questo brano nel contesto della chiesa di oggi”.

 


 

In realtà ci sono tre domande in questa domanda, quindi le affronterò una alla volta. Pensavo di sceglierne una, ma penso di poter rispondere a tutte e tre brevemente.

Dobbiamo andarcene?

Primo, siamo obbligati a lasciare una chiesa dove un pastore insegna insistentemente false dottrine?
E questa domanda sorge, come tutte le altre, da 2 Giovanni 10–11, che dice:
“Se qualcuno viene a voi e non reca questa dottrina, (questo punto è cruciale e ci ritorneremo), non ricevetelo in casa e non salutatelo.
Chi lo saluta, partecipa alle sue opere malvagie”.
La risposta è piuttosto chiara, credo, se resti in chiesa con un pastore che insegna questo tipo di insegnamento.
Di che tipo di insegnamento si tratta?
2 Giovanni al versetto7 definisce cosa sia questo insegnamento.
“Poiché molti seduttori sono usciti per il mondo, i quali non riconoscono pubblicamente che Gesù Cristo è venuto in carne. Quello è il seduttore e l’anticristo”.
Questo falso insegnamento è stato talvolta chiamato gnosticismo, ma ciò che è chiaro è che questo falso insegnamento nega che Cristo sia venuto in carne.
Nega l’incarnazione: “Gesù non era l’incarnazione di Cristo, il Figlio di Dio” e Giovanni ci dice che è così grave che non dovremmo associarci a questo insegnamento malvagio.
Quindi, penso sia giusto dire che frequentare, settimana dopo settimana, una chiesa dove si sia esposti a un simile ministero, sarebbe sbagliato.
Se falliscono i tentativi scritturali per cambiare la leadership della chiesa, allora sì, è giusto lasciare una chiesa dove quel tipo di insegnamento, così grave, è prominente o presente.

Il Vangelo è al sicuro?

Questo ci porta ora alla seconda domanda: come distinguiamo tra un pastore che si sbaglia semplicemente su questioni secondarie e uno che rientra nella categoria del falso insegnante descritto in 2 Giovanni?
Permettetemi di suggerire un criterio fondamentale per discernere un insegnamento gravemente falso, attraverso quattro applicazioni, quattro situazioni dove può manifestarsi.
Il criterio di base sarebbe questo:
nella misura in cui una dottrina o una pratica tende a minare il vangelo della salvezza, a quel punto dovresti considerarla come un falso insegnamento molto grave.
E uso consapevolmente il termine “vangelo della salvezza” perché è per questo che esiste il vangelo.
Il vangelo “è potenza di Dio per la salvezza” (Romani 1:16).
Quindi, minare il vangelo della salvezza significa ostacolare le persone nella salvezza.
È grave. E poiché Dio salva le persone per la gloria della sua grazia, ostacolare le persone dall’essere salvate è un attacco alla gloria di Dio e questo è grave.
Ora, ci sono quattro applicazioni di questo criterio fondamentale per discernere insegnamenti falsi molto gravi. Cristo, croce, fede e vita cristiana.

CRISTO

Ecco cosa intendo.
Qualsiasi visione di Cristo che mina la sua capacità di salvare i peccatori è un grave falso insegnamento.
In 2 Giovanni, i falsi insegnanti negavano che Cristo fosse venuto in carne.
Questo minava la realtà della sua sofferenza corporea, della sua morte e in definitiva la salvezza stessa.
Quindi, qualsiasi visione di Cristo che ostacoli la nostra comprensione della sua morte, resurrezione e capacità di salvare i peccatori, in quanto Figlio di Dio incarnato, sarà un falso insegnamento molto grave.

LA CROCE

Secondo, la croce.
Qualsiasi visione della croce che metta in dubbio l’impresa compiuta lì da Cristo, che ha preso su di sé l’ira di Dio, sostituendosi nella punizione ai peccatori, minerebbe la salvezza.
Cristo è morto per salvare i peccatori. Questo è il cuore del vangelo.
Distorcere o negare ciò che Cristo ha fatto, o ciò che è accaduto sulla croce, è grave.

LA FEDE

Terzo, la fede.
Siamo giustificati solo per grazia attraverso la fede, al di là delle opere della legge (Efesini 2:8–9; Romani 3:28; Galati 2:16).
Se la salvezza viene trasformata in qualcosa che ci arriva tramite opere o sacramenti, è un errore molto grave.
La salvezza è in gioco non solo nel modo in cui Cristo l’ha provvista, ma anche nel modo in cui la riceviamo: per grazia attraverso la fede.

LA VITA CRISTIANA

Quarto, la vita cristiana.
Paolo disse:
“Non v’illudete: né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio”(1 Corinzi 6:9–10).
In altre parole, non saranno salvati.
Pertanto, se un insegnante dice che questi comportamenti non contano o sono persino accettabili, come l’avidità, l’ubriachezza o la pratica dell’omosessualità, quell’insegnamento è un errore molto grave, perché sta ostacolando le persone dall’essere salvate, incoraggiandole a fare ciò che le tiene lontane dal regno di Dio. Quindi, come si vive la vita cristiana è importante.

In sintesi, questo è un criterio fondamentale per determinare quanto il falso insegnamento possa essere molto grave.
Nella misura in cui una dottrina o una pratica tenda a minare il vangelo della salvezza, è un errore molto grave.
E quell’errore può manifestarsi in visioni errate di Cristo, opinioni errate della croce, opinioni errate della fede o opinioni errate sul modo di vivere la vita cristiana.

Come dovremmo rispondere?
La terza domanda che Devon pone è questa: come trattare con un tale leader, un pastore che insegna falsamente, pur mantenendo l’amore e l’umiltà biblici?
Curiosamente, 2 Giovanni 6 indica una connessione sorprendente tra amore e falso insegnamento:
“In questo è l’amore: che camminiamo secondo i suoi comandamenti”.
Poi 2 Giovanni 7 inizia con la parola perché o poiché, e dice:
“Poiché molti seduttori sono usciti per il mondo”.
Quando dice di amarsi gli uni gli altri osservando i comandamenti perché molti ingannatori sono usciti nel mondo, significa che il pericolo del falso insegnamento è un motivo valido per la chiesa affinché protegga il proprio amore reciproco.
O, detto in un altro modo, amarsi l’un l’altro nella chiesa è un forte antidoto contro i falsi insegnamenti.
Amatevi gli uni gli altri perché molti falsi insegnanti molti ingannatori, sono usciti nel mondo.
Ora, so che non è esattamente la domanda che Devon ha posto, ma è proprio lì nel testo, e vale la pena menzionarla.
L’amore biblico tra i cristiani ci protegge dall’insegnamento non biblico.
Tornando sul punto sollevato da Devon, quello stesso amore li guiderà nel modo in cui affronteranno i falsi insegnanti.

  • L’amore è paziente, quindi non perderanno la calma ma cercheranno di correggere con pazienza.
  • L’amore gioisce nella verità, così non gioiranno nella disputa teologica ma nella grandezza e bellezza della verità per cui combattono.
  • L’amore non è arrogante, ma umile, quindi difenderanno la verità per amore di Cristo e non per soddisfare il proprio ego.
  • L’amore non fa del male al prossimo (nemmeno a un prossimo che è un falso insegnante), e quindi l’amore non desidera il male per il falso insegnante, ma cerca la riconciliazione nella verità.

L’amore, sa che non solo il falso insegnante deve essere amato, anche le pecore del gregge devono essere amate e anche il Salvatore deve essere amato.
Pertanto, per la gloria di Cristo e per il bene del gregge, l’amore saprà come prendere una posizione ferma.

 

 

 

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John Piper

John Piper

È il fondatore di Desiring God, per il quale ricopre anche il ministero di insegnante, inoltre, è il rettore del Bethlehem College & Seminary. Ha servito per trentatré anni come pastore presso la chiesa battista Bethlehem Baptist Church di Minneapolis, in Minnesota e ha scritto più di cinquanta libri, tra cui  Non sprecare la tua vita (Ed. Coram Deo), Rischiare è giusto (Ed. Coram Deo), Coronavirus e Cristo (Ed. Coram Deo), Stupefatto da Dio (Ed. Coram Deo), La Buona Notizia di una grande gioia (Ed. Coram Deo), Le caratteristiche di un leader spirituale (Ed. Coram Deo) e Desiderare Dio.