Predica la Parola: sei benefici di una esposizione fedele

 

 

 

Scrivendo ai credenti di Corinto, l’apostolo Paolo rifletteva sul peso del compito di proclamare la Parola di Dio:

“Noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della perdizione; per questi, un odore di morte, che conduce a morte; per quelli, un odore di vita, che conduce a vita. E chi è sufficiente a queste cose? Noi non siamo infatti come quei molti che falsificano la parola di Dio; ma parliamo mossi da sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in Cristo” (2 Corinzi 2:15-17).

Molti pastori necessitano di un richiamo accurato a ciò che è fondamentale nel loro ministero: la responsabilità di assicurarsi che la loro predicazione parta sempre dal testo delle Scritture, elevi Dio e applichi la verità al cuore degli ascoltatori. Questo tipo di predicazione, la predicazione espositiva, riflette al meglio ciò che Paolo aveva in mente in 2 Corinzi.

 

Predicare sermoni espositivi offre benefici che altri approcci non hanno. Ecco sei ragioni per cui i pastori dovrebbero considerare la predicazione espositiva.

1) La predicazione espositiva glorifica Dio

Perché predichiamo? Non in ultima analisi per il piacere di discorrere di teologia, ma perché ciò compiace Dio. Il salmista scrive: “Hai esaltato il tuo nome e la tua parola al di sopra di ogni cosa” (Salmo 138:2). Quando la Bibbia viene predicata davvero, Dio viene realmente glorificato. In questo senso, predicare la Bibbia è già di per sé un atto di adorazione, innalzando il nome e la Parola di Dio.

La predicazione espositiva parte da Dio e dalla Sua gloria, non dall’uomo e dai suoi bisogni. Prima domanda: “Cosa dice la Bibbia?” e poi procede a spiegare e applicare le verità del passo considerato. La congregazione che accoglie e si aspetta questo tipo di predicazione sarà più saldamente legata alla Parola di Dio e al Dio della Parola rispetto a quella in cui i sermoni partono dai bisogni percepiti degli ascoltatori.

2) La predicazione espositiva richiede studio

Un secondo vantaggio dell’esposizione è che spinge il predicatore a diventare uno studioso della Parola di Dio. Se si impegna a seguire questo metodo a lungo nella sua chiesa, non può limitarsi a riciclare vecchi manoscritti ogni pochi anni. Ogni settimana inizia con un nuovo passo e, per così dire, una lavagna vuota. Deve studiare a fondo e chiarire a sé stesso prima di salire sul pulpito la domenica successiva.

Quando i pastori si impegnano in un’esposizione sistematica e consecutiva delle Scritture, non esauriranno mai il loro compito: c’è sempre qualcosa di nuovo da apprendere. Questo tipo di predicazione richiede uno spirito di scoperta — 

imparare a cogliere i dettagli sorprendenti e l’enfasi complessiva di un passo specifico.

Tuttavia, mentre la predicazione espositiva stimola la mente, deve raggiungere anche il cuore. Il testo deve lavorare su di noi come noi lavoriamo su di esso. I sermoni esclusivamente cerebrali difficilmente avranno un impatto eterno sugli ascoltatori. Per questo John Owen avvertiva saggiamente:

“Un uomo predica bene agli altri solo se predica prima a sé stesso. Chi non si nutre e non prospera nella digestione del cibo che offre agli altri difficilmente lo renderà saporito per loro; anzi, non sa se il cibo che ha preparato non sia veleno, se non lo ha davvero assaggiato lui stesso. Se la parola non dimora in noi con potenza, non passerà con potenza attraverso di noi.”

3) La predicazione espositiva favorisce l’apprendimento

Il modo in cui i pastori predicano la Bibbia influisce su come le loro chiese imparano e interpretano le Scritture.

Se uniamo brani diversi a caso ogni settimana per sostenere un punto, non possiamo aspettarci che il popolo comprenda come tutte le parti si incastrino. Tuttavia se predichiamo sistematicamente attraverso libri e passi biblici, mostrando come i versetti precedenti e successivi si colleghino tra loro, rafforziamo effettivamente buone abitudini di lettura della Bibbia. Le congregazioni che ascoltano predicazioni espositive imparano la Bibbia nel modo più chiaro e naturale.

In poche parole, l’esposizione insegna la Bibbia insegnando la Bibbia. Non inventiamo significati estranei al testo. Non predichiamo verità generiche su Dio e l’uomo, ma verità specifiche dal passo che leggiamo all’inizio del sermone. Impegnandoci in questo metodo, aiutiamo gli altri a cogliere il significato chiaro della Bibbia.

4) La predicazione espositiva tratta l’intera Bibbia

Più di ogni altro tipo di predicazione, l’esposizione protegge dai rischi paralleli di fissarsi su un passo preferito o di evitare quelli difficili.

Molti di noi conoscono il predicatore con uno o due “cavalli di battaglia” che porta in pulpito di tanto in tanto — che sia l’escatologia, il battesimo o qualche altra questione di interesse personale. Tuttavia, la chiesa esposta a predicazioni unilaterali inevitabilmente sviluppa una teologia sbilanciata. Si abituerà a ricevere approfondimenti solo su alcuni argomenti selezionati.

Trattando l’intera Bibbia, i predicatori danno al loro popolo il permesso di confrontarsi con dottrine difficili — come la predestinazione, i doni spirituali, il futuro di Israele e così via. Predicando la Bibbia, tocchiamo tutti questi temi perché la Bibbia stessa li affronta.

5) La predicazione espositiva fornisce una dieta equilibrata

Il risultato di predicare l’intera Bibbia è una congregazione che gode di una dieta equilibrata della Parola di Dio — Antico e Nuovo Testamento, narrazione ed epistole, legge e vangelo. Col tempo, questo tipo di esposizione costruisce una solida struttura teologica per il popolo di Dio.

Un esempio è la struttura della rivelazione progressiva che culmina in Cristo. Possiamo mostrare alla congregazione come l’Antico Testamento predichi Gesù; come nei Vangeli Egli sia rivelato; negli Atti sia proclamato; nelle Epistole sia spiegato; e nell’Apocalisse sia anticipato. Queste strutture ci aiutano a navigare nelle complessità della Bibbia, permettendoci di comprendere non solo i fatti di una storia, ma anche la sua sostanza reale.

Per definizione, una dieta equilibrata implica varietà. Alcune congregazioni sono sopraffatte dalla predicazione estenuante e pedante, parola per parola. Vogliamo affermare la priorità del testo senza sommergere il popolo in dettagli insignificanti.

Un modo per evitare un’esposizione monotona è predicare tenendo conto del genere letterario del testo. Se predichiamo narrazione, accompagniamo il popolo in un viaggio attraverso il testo; se predichiamo poesia, evidenziamo immagini e struttura; se predichiamo un’epistola, proclamiamo i comandi e enfatizziamo le promesse. Sopra ogni cosa, predichiamo Cristo da ogni testo.

6) La predicazione espositiva elimina la “febbre del sabato sera”

La predicazione espositiva libera i ministri dalla pressione di dover improvvisare il sermone il sabato sera. Quando la predicazione è sistematica e consecutiva, né il popolo né il predicatore devono chiedersi: “Quale sarà il tema del sermone oggi?” Seguendo questo metodo, il pastore sa spesso da dove iniziare lo studio il lunedì mattina: dal versetto immediatamente successivo a quello predicato la settimana prima!

Charles Spurgeon, il grande predicatore londinese del XIX secolo, cadeva spesso vittima della “febbre del sabato sera”. Rivolgendosi a giovani ministri, disse: “La scelta del testo è per me un grande imbarazzo… Confesso che spesso passo ore pregando e aspettando un soggetto, e questa è la parte principale del mio studio.” Anche Spurgeon, brillante com’era, non poteva superare la pressione del lavoro all’ultimo minuto. La lezione è chiara: molti di noi saranno pastori migliori se eviteranno la tirannia della preparazione dell’ultimo momento.

 

“Chi è sufficiente per queste cose?”

Mentre ci impegniamo a predicare partendo dalla Bibbia, indicando Cristo e formando gli ascoltatori, dobbiamo anche chiederci umilmente con Paolo: “Chi è sufficiente a queste cose?” (2 Corinzi 2:16).

Consapevoli delle nostre inadeguatezze, ci appoggiamo a Cristo mentre proclamiamo Cristo. Possiamo fare nostra la preghiera dell’inno di Charles Wesley:

O Tu che sei venuto dall’alto
A infondere il puro fuoco celeste,
Accendi una fiamma di amore sacro
Sul misero altare del mio cuore!
Lì bruci per la Tua gloria
Con fiamma inestinguibile,
E tremando torni alla tua fonte
In preghiera umile e lode fervente.

 

Lettura consigliata dal catalogo Coram Deo: Predicare alla gloria di Dio.

Predicare alla gloria di Dio

 

Foto di Arthur Miranda su Unsplash

Tematiche: Predica la Parola, Predicazione

Alistair Begg

Alistair Begg

 

È pastore della Chiesa ParkSide a Cleveland (Ohio, Stati Uniti). Scrittore e conferenziere molto stimato. La sua trasmissione radio Truth for Life è diffusa in tutti gli Stati Uniti. Ogni anno organizza la conferenza BASICS dove circa 1.500 pastori si incontano per ascoltare il Vangelo di Gesù Cristo.

© TruthForLife.org, © Coram Deo

Il presente articolo può essere utilizzato solo facendone previa richiesta a Coram Deo. Non può essere venduto e non si può alterare il suo contenuto.