Quattro ragioni per cui la Bibbia non supporta il transgenderismo
Secondo l’American Psychological Association, “transgender è un termine ampio che indica persone la cui identità, espressione di genere o comportamento non corrisponde a ciò che comunemente si associa al sesso loro assegnato alla nascita”. Al centro di questa definizione dell’APA, e del movimento transgender stesso, c’è una netta distinzione tra sesso e genere.
Nel linguaggio attuale, “sesso” si riferisce alla biologia: ai cromosomi, agli ormoni, all’anatomia interna ed esterna. Il sesso, ci viene detto, è “assegnato alla nascita” sulla base di questi dati biologici.
Per contro, l’identità di genere, secondo tale prospettiva, riguarda invece il modo in cui una persona si percepisce interiormente, il senso interiore della propria identità e di come sceglie di esprimerla attraverso abbigliamento, acconciatura, voce, aspetto, comportamento, nomi e pronomi.
Il genere, in quest’ottica, è una costruzione sociale e non deve per forza corrispondere al sesso biologico. Da questa visione non solo sesso e genere vengono separati, ma si sostiene che una persona non debba limitarsi a due opzioni di genere (non-binario) né a un genere fisso (genere fluido).
Scopo di questo articolo è esaminare cosa afferma la Bibbia riguardo a questo insieme di convinzioni.
Vedremo che la Scrittura non sostiene il transgenderismo. Al contrario, Dio ha creato ciascuno di noi come maschio o femmina e desidera che viviamo — nell’aspetto, nell’atteggiamento e nel comportamento — in accordo con il nostro sesso biologico.
A sostegno di questa conclusione, evidenziamo 4 verità bibliche fondamentali sull’essere maschio e femmina.
Verità n. 1 – I nostri corpi contano
La vita che viviamo su questa terra è quella dell’intero essere umano, corpo e anima. Tutte le nostre speranze e paure, gioie e dolori, successi e fallimenti li viviamo come persone incarnate. Tutto ciò che facciamo per amare Dio e il prossimo o per ribellarci contro Dio e danneggiare il prossimo, lo facciamo come persone con un corpo. Come afferma John Kleinig nel suo eccellente libro Wonderfully Made: “Tutta la vita umana sulla terra condivide la stessa condizione di base: è una vita vissuta nel corpo”.
Molti hanno un rapporto ambiguo con il proprio corpo. Da un lato, la nostra cultura sembra ossessionata dall’aspetto fisico, dal perdere peso, dal contrastare i segni naturali dell’invecchiamento; dall’altro, pensiamo troppo poco al nostro corpo, senza meravigliarci della sua complessità, bellezza e struttura straordinaria. In realtà, molti arrivano perfino a disprezzarlo: troppo scuro o troppo chiaro, troppo magro o troppo grasso, troppo lento, debole, rugoso, poco attraente. Alcuni vorrebbero liberarsi della vergogna e dei pesi che associano al proprio corpo.
Eppure, la Parola di Dio ci racconta un’altra storia. Dio ha formato le nostre parti più intime; ci ha tessuti nel grembo di nostra madre (Salmo 139:13). Nonostante avvertiamo nel corpo gli effetti della caduta, rimaniamo comunque meravigliosamente fatti (v. 14). Il fatto che il Figlio perfetto di Dio abbia preso un corpo umano dimostra che l’incarnazione non è qualcosa di impuro o malvagio. Il fatto che Cristo sia risorto e ora regni in cielo come Dio-uomo per l’eternità dimostra che il corpo umano non è contrario alla comunione più profonda con Dio. Il fatto che la nostra speranza finale sia la resurrezione dei morti dimostra che avere un corpo è buono e desiderabile e che senza di esso la nostra redenzione sarebbe incompleta (Romani 8:23).
Prima di affrontare direttamente le affermazioni del transgenderismo, dobbiamo avere una visione corretta del corpo. Dio non si interessa solo al mondo interiore dei nostri pensieri e sentimenti; la Bibbia comanda: “Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (1 Corinzi 6:20). Le nostre braccia e gambe, i nostri occhi e orecchie, le mani e i piedi, gli organi sessuali, tutto può essere strumento per onorare o disonorare Dio. L’essere umano non è come un burattino mosso da fili esterni, né come una macchina la cui unità di controllo interna possa essere estratta e collocata in un altro involucro. Gesù stesso toccava fisicamente le persone o si lasciava toccare (Marco 1:41; 5:27, 41; 6:56; 7:33; 8:23; 9:27), comprendendo ciò che il nostro tempo tende a negare: il corpo non è un elemento marginale della nostra identità.
Il nostro corpo conta per Dio e dovrebbe contare anche per noi.
Verità n. 2 – I nostri corpi ci vengono dati come un dono
È una verità biblica lampante — affermata già nel primo capitolo della Genesi — che siamo esseri creati (Genesi 1:26-27). Questo vale non solo per Adamo ed Eva, ma per ogni essere umano (Genesi 5:1-2).
La nostra vita, la nostra anima, il nostro corpo, il nostro intero essere sono un dono di Dio.
Il pieno sviluppo dell’ideologia transgender è parte di una ribellione spirituale che rifiuta ogni autorità esterna e ogni limite
Questo significa che non ci siamo creati da soli (Salmo 100:3). Non ci siamo dati la vita, non abbiamo assemblato pelle, ossa, organi e muscoli. Non abbiamo scelto di essere maschi o femmine, né il colore degli occhi, né se nascere con molti capelli o completamente calvi. Il nostro corpo ci è stato donato.
La Bibbia ci insegna che il corpo ha una natura ricevuta. Se c’è un errore di fondo nell’ideologia transgender, è l’idea che il corpo materiale sia plasmabile a piacere, mentre sentimenti e percezioni interiori siano intoccabili e assoluti. Tale pensiero funziona solo partendo dal presupposto che, se il corpo dice una cosa e la nostra percezione interiore un’altra, sia il corpo ad avere torto, ma la Bibbia non vede il corpo in questo modo. Io non sono solo pensieri e desideri: sono corpo e anima. Il corpo è stato creato per me, ed è parte di me. Come scrive Kleinig: “Non possiamo apprezzare la complessità, la bellezza e il mistero del corpo umano finché non comprendiamo che ci è stato donato. Non ce lo siamo fatti da soli; è stato fatto per noi, con tutte le sue caratteristiche essenziali”.
È ironico che, al di fuori del discorso transgender, la maggior parte delle persone riconosca che la realtà oggettiva del corpo non può essere annullata da ciò che pensiamo o sentiamo. Se una persona ha la pelle bianca, non può dichiararsi nera. Se è di origine europea, non può dichiararsi asiatica. Se una ragazza in perfetta salute si vede gravemente in sovrappeso, i genitori le diranno che si sbaglia. Se un uomo fuma un pacchetto di sigarette al giorno, il medico lo avvertirà dei danni oggettivi che provoca al suo corpo, a prescindere da come lui si sente.
Uomini e donne vengono incoraggiati a sottoporsi a controlli preventivi, così da poter individuare in fase precoce tumori al seno, alla prostata, al colon o altre malattie, perché sappiamo che, se il nostro corpo ci sta comunicando qualcosa, anche qualcosa che non vorremmo sentire, dobbiamo prestargli ascolto.
Uno dei motivi per cui il transgenderismo appare plausibile oggi è che non vogliamo considerare il corpo come un limite. Ci piace pensare di poter diventare ciò che vogliamo, ma questa “libertà” non è né buona né realmente possibile. Per definizione, il corpo umano è soggetto a limiti: non possiamo essere in due posti contemporaneamente, vivere senza cibo o acqua, sopravvivere senza sonno, o fare esperienza della vita terrena al di fuori del corpo e delle sue condizioni.
Il pieno sviluppo dell’ideologia transgender è parte di una ribellione spirituale che rifiuta ogni autorità esterna e ogni limite. Se Dio non può dirmi chi sono, se la Bibbia non può dirmi chi sono, se la tradizione non può dirmi chi sono, se la mia famiglia e la mia comunità non possono dirmi chi sono, allora è facile concludere che neppure il mio corpo possa dirmelo. La menzogna del transgenderismo è che il nostro corpo non ha nulla di dato e che la biologia non impone alcun dovere d’essere. Il transgenderismo ci pone sul trono come creatori di noi stessi, con un io da esprimere e un corpo da modellare; la Bibbia ci onora come creature portatrici dell’immagine divina, chiamate ad accogliere e riflettere il disegno di Dio.
Verità n. 3 – Dio ci ha creati maschio o femmina
La Bibbia non si limita ad affermare che Dio ci ha creati: essa insegna che Dio ha creato il genere umano come una realtà sessuale binaria. “Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina” (Genesi 1:27).
La differenziazione sessuale è stata un’idea di Dio. Dio non ha creato una razza di soli maschi, o di sole femmine, né una razza composta da quindici tipi sessuali differenti. Per sua precisa volontà, Dio ha scelto di manifestare la sua immagine creando l’uomo e creando la donna, nessuno dei due indipendente dall’altro, e nessuno identico all’altro (1 Corinzi 11:8-12).
Quando Dio dichiarò che non era bene che l’uomo fosse solo (Genesi 2:18), non risolse la situazione dandogli un altro uomo come compagno, né una muta di cani da compagnia. Egli formò una donna dalla sua costola, perché solo una donna sarebbe stata “adatta a lui” come complemento sessuale capace di dare origine a nuova vita attraverso l’unione di “una sola carne” con l’uomo (Genesi 2:24).
Il transgenderismo si fonda su un totale disprezzo per la teleologia. In teologia e in filosofia, la teleologia riguarda il disegno e lo scopo insiti nel mondo materiale. Questo include i nostri corpi.
I corpi maschili e femminili sono progettati l’uno per l’altro in modo reciproco (ciascuno è fatto per l’altro), complementare (si adattano in modo unico per compiere una funzione biologica organica) e finalizzato (orientati alla riproduzione). La sessualità biblica rispecchia la teleologia della differenziazione sessuale e il disegno naturale del corpo.
Nell’ideologia transgender, non esistono “fini” per cui il corpo sia stato creato, se non quelli autoreferenziali dell’auto-realizzazione e dell’auto-espressione. Si sostiene che una persona abbia ragione nel ricorrere a trattamenti ormonali e interventi chirurgici, spesso vere e proprie mutilazioni irreversibili che comportano una vita di dolore genitale e terapie continue, per cercare di allineare il corpo alla propria percezione di identità. Purtroppo queste procedure sono esempi tragici di disattenzione verso gli scopi distinti per cui i nostri corpi sono stati creati. Un uomo è colui che possiede, intrinsecamente (sia che la eserciti o meno), la capacità procreativa di depositare il seme che può dare origine a una nuova vita. Una donna è colei che possiede, intrinsecamente (sia che la eserciti o meno), la capacità procreativa di ricevere e portare a maturazione una nuova vita. “Maschio e femmina, dunque, si riferiscono ai diversi modi in cui i corpi umani sono organizzati per la riproduzione sessuale”.
Poiché i nostri corpi sono stati creati con uno scopo e un disegno voluti da Dio, non siamo liberi di distruggerli o rimodellarli secondo i nostri desideri.
La Bibbia non insegna soltanto la realtà della binarietà sessuale, ma anche l’unità organica tra sesso biologico e identità di genere. Questo spiega perché maschio e femmina sono (in modo unico) la coppia capace di procreare (Genesi 1:28; 2:20), perché l’omosessualità — un uomo che giace con un uomo come con una donna, o viceversa — sia considerata peccato (Levitico 18:22) e perché l’apostolo Paolo parli delle relazioni omosessuali come di una deviazione dalle relazioni naturali o dalla funzione naturale dei rapporti sessuali maschio-femmina (Romani 1:26-27). È anche il motivo per cui nella chiesa e nella famiglia esistono ruoli distinti in base al sesso biologico (Efesini 5:22-33; 1 Timoteo 2:11-14). In ogni caso, il ragionamento si fonda sull’equivalenza tra la biologia della differenza sessuale e le corrispondenti identità di maschio e femmina.
Alcuni sostengono che la presenza di persone intersessuali metta in discussione la realtà della binarietà sessuale e implichi che il genere sia fluido e modificabile. Poiché questo è un argomento sempre più diffuso, è utile capire qualcosa della scienza della determinazione sessuale.
In un articolo sul Wall Street Journal, il biologo evoluzionista Colin Wright spiega: “Il sesso di un organismo è definito dal tipo di gamete (spermatozoi o ovuli) che ha la funzione di produrre. I maschi producono spermatozoi, o gameti piccoli; le femmine, ovuli, o gameti grandi. Poiché non esiste un terzo tipo di gamete, ci sono solo due sessi. Il sesso è binario”. Wright precisa inoltre che intersessuale e transgender significano cose del tutto diverse. Intersessuale si riferisce a una varietà di rare condizioni in cui i genitali appaiono ambigui o misti a causa di un disturbo congenito dello sviluppo sessuale, e la diagnosi è basata su una condizione medica oggettivamente osservabile. Transgender, invece, riguarda sentimenti soggettivi, pensieri e un senso interiore di identità. “La maggior parte delle persone transgender — afferma Wright — non presenta ambiguità sessuali, ma semplicemente “si identifica” in modo diverso dal proprio sesso biologico”.
La Bibbia riconosce che alcune persone possono nascere con organi sessuali danneggiati, malformati o non funzionanti. È ciò a cui Gesù si riferisce quando dice: “Vi sono eunuchi che sono tali dalla nascita” (Matteo 19:12). Tuttavia, queste realtà dolorose — conseguenze tristi di un mondo caduto — non annullano la binarietà sessuale.
Nell’articolo Genetic Mechanisms of Sex Determination, le biologhe Laura Hake e Clare O’Connor del Boston College spiegano che “nei mammiferi placentati, la presenza del cromosoma Y determina il sesso”. Normalmente, le femmine hanno due cromosomi X e i maschi un X e un Y. In rari casi, si può nascere con più di due cromosomi o con un solo cromosoma, causando uno sviluppo sessuale ambiguo, ma anche in questi casi, il sesso è determinato dalla presenza o assenza del cromosoma Y. “Così, individui con cariotipo 47,XXY e 47,XYY sono maschi, mentre individui con cariotipo 45,X e 47,XXX sono femmine”. In altre parole, anche quando i genitali appaiono ambigui, una persona, in virtù del proprio corredo cromosomico, è comunque sempre maschio o femmina.
Verità n. 4 – Dio si oppone alla confusione dei sessi
Dio ha creato l’essere umano a sua immagine, come maschio e femmina (Genesi 1:26-27). I nostri corpi sono doni preziosi che Dio ci ha affidato e che dobbiamo usare per la sua gloria (1 Corinzi 6:12-20). Essendo un Dio di ordine e di progetto, Egli si oppone alla confusione che scambia l’uomo per donna e la donna per uomo.
Questo tema della confusione è l’argomento sviluppato in modo esteso da Paolo in 1 Corinzi 11:2-16. Il brano è complesso e ricco di questioni interpretative legate, ad esempio, all’acconciatura e al velo delle donne nel mondo romano del I secolo, ma, per nostra fortuna, il punto centrale è semplice e chiaro: è disonorevole per un uomo assumere l’aspetto di una donna, così come è disonorevole per una donna assumere l’aspetto di un uomo (1 Corinzi 11:14-15). Qualunque sia il modo in cui applichiamo oggi 1 Corinzi 11 nella nostra cultura, possiamo affermare, senza esitazioni, che Dio vuole che gli uomini abbiano l’aspetto di uomini e le donne l’aspetto di donne. È anche per questo che la Legge dell’Antico Testamento proibiva il travestitismo (Deuteronomio 22:5). Dai capitoli iniziali della Genesi fino all’incontro finale tra la Chiesa-Sposa e Cristo-Sposo nell’Apocalisse, la Bibbia afferma con chiarezza l’importanza fondamentale della distinzione sessuale tra maschio e femmina.
Paradossalmente, il movimento transgender spesso rafforza l’idea che gli uomini debbano apparire in un certo modo e le donne in un altro. Quando Bruce Jenner dichiarò di essere diventato Caitlyn Jenner, dunque donna, quale immagine venne presentata? Bruce (ora Caitlyn) ricomparve sulla copertina di Vanity Fair con trucco, lunghi capelli curati, ciglia perfettamente pettinate, curve e seno ricreati artificialmente. Se Caitlyn fosse apparsa sulla rivista ancora con l’aspetto maschile — barba, capelli corti e petto piatto e muscoloso — ciò sarebbe stato coerente con la teoria transgender, secondo la quale conta solo la percezione interiore di sé. Tuttavia non è così che funzionano le transizioni: la persona transizionata cerca sempre di non somigliare più al sesso biologico di partenza. Per quanto artificiale (e ritoccata) fosse la trasformazione di Jenner, la foto doveva parlare da sola: tutti avremmo dovuto capire istintivamente che Bruce era diventato Caitlyn, perché, secondo quel paradigma, è così che appare una donna.
Alla fine, la maggior parte delle transizioni transgender, pur opponendosi alla Parola di Dio, dimostra che il disegno divino della differenziazione sessuale non può essere facilmente sovvertito. È calzante il riassunto di Kleinig: “Sia il racconto della creazione umana in Genesi 1:27 sia la sua riaffermazione da parte di Gesù in Matteo 19:4 e Marco 10:6 insegnano che Dio ha creato l’umanità a sua immagine come maschio e femmina. In ebraico, i termini ‘maschio’ e ‘femmina’ descrivono sia la loro sessualità biologica (Levitico 12:2, 5, 7; 15:33), che condividono con tutti gli animali (Genesi 6:19; 7:3, 9, 16), sia il loro genere corrispondente, cioè la loro identità sessuale (Levitico 27:3, 4, 5, 7; Numeri 5:3)”. Se vogliamo vivere secondo la verità biblica, o semplicemente in armonia con l’ordine naturale, non possiamo accettare l’idea contemporanea che sesso biologico e genere siano concetti del tutto separati. Ciò che Dio ha unito, nessun uomo lo separi.
Conclusione
Fino a pochi decenni fa, in ogni cultura e luogo del mondo, era dato per scontato che ciascuno di noi nascesse interamente e irrevocabilmente come “lui” o come “lei”. Essere maschio o femmina sono identità che non scegliamo e che non possiamo cambiare. Leggiamo, ad esempio, queste parole di straordinaria attualità (pubblicate per la prima volta nel 1522) di Martin Lutero, commentando Genesi 1:27:
Da questo passo possiamo essere certi che Dio ha diviso il genere umano in due categorie, cioè maschio e femmina, o un lui e una lei. Ciò gli piacque così tanto che egli stesso lo definì una buona creazione (Genesi 1:31). Perciò, ciascuno di noi deve accettare il corpo che Dio ci ha dato. Io non posso farmi donna, né tu puoi farti uomo; non abbiamo questo potere, ma siamo esattamente come Egli ci ha creati: io un uomo e tu una donna. Inoltre, Egli vuole che la sua eccellente opera sia onorata come creazione divina, e non disprezzata. L’uomo non deve disprezzare o deridere la donna o il suo corpo, né la donna l’uomo, ma ciascuno deve onorare l’immagine e il corpo dell’altro come una creazione divina e buona, gradita a Dio stesso.
Lutero sottolinea che i nostri corpi ci sono stati dati e che impongono dei limiti. Eppure, non vede questa condizione data dell’essere maschio o femmina come una cattiva notizia. Al contrario, il fatto che tu ed io siamo stati creati come uomo o come donna riflette la “meravigliosa opera” di Dio e non dovrebbe essere disprezzato.
Nascere maschio o femmina, e vivere una vita di discepolato cristiano secondo questa identità ricevuta, è la via della benedizione, oltre che della realtà. Più avanti nello stesso scritto, Lutero insiste che nasciamo uomini o donne e che tali identità non possono mai cambiare:“Non puoi promettere solennemente che non sarai un uomo o una donna, e se facessi una promessa del genere sarebbe una follia, inutile, poiché non puoi renderti qualcosa di diverso da ciò che sei.”
Ciò che Lutero sapeva essere vero cinquecento anni fa è altrettanto vero e biblico oggi. Accettare questa realtà, anche nel mezzo del dolore e della confusione personale, significa abbracciare la sapienza e le vie di Dio, un disegno divino che Dio stesso ha dichiarato “molto buono” (Genesi 1:31).
Lettura consigliata: Breve teologia del ciclo mestruale (Davvero!), Ed. Coram Deo
Tematiche: Controversie, Creazionismo biblico, Cultura e Società, Femminilità, Mascolinità
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