Restituire a colui che ha dato
“Ma chi sono io e chi è il mio popolo, che siamo in grado di offrirti tutto
questo spontaneamente? Tutte le cose infatti vengono da te, e noi ti abbiamo
semplicemente dato ciò che abbiamo ricevuto dalla tua mano”.
1 Cronache 29:14
Tempo fa alcuni membri dello staff della nostra chiesa hanno deciso di etichettare qualunque oggetto presente nell’edificio attaccando sopra un adesivo che attestava che quello era “proprietà della Chiesa Parkside”.
All’inizio mi sono domandato se per caso una persona intenzionata a rubare un sacchetto della spazzatura lo avrebbe capovolto, letto l’etichetta e improvvisamente avrebbe deciso di restituirlo. Mi sembrava uno sforzo inutile. Tuttavia, ho presto scoperto che in realtà mi piaceva prendere in mano gli oggetti, capovolgerli e leggere l’adesivo riportante la scritta “Questo oggetto appartiene alla chiesa”!
In tutte le Scritture troviamo riferimenti all’appartenere a Dio e alla sua provvidenza ricolma di grazia. Quando il Re Davide venne coinvolto nella progettazione del Tempio si affidò alla provvidenza di Dio con chiarezza e umiltà; era consapevole che in quanto esseri creati viventi in un mondo creato, l’unica cosa che possiamo fare è ridare al Creatore ciò che ci è stato dato da lui stesso. Nel Nuovo Testamento l’apostolo Paolo scrisse: “Che cosa hai tu che non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti glori come se non l’avessi ricevuto?” (1 Corinzi 4:7).
Le parole di Davide non suonavano nuove alle orecchie del popolo di Dio. Quando Mosè istruì le generazioni precedenti riguardo alla costruzione del tabernacolo, disse: “Prendete tra di voi un’offerta all’Eterno” (Esodo 35:5). Cos’avevano tra di loro? Solamente ciò che il Creatore aveva provveduto. Solamente ciò che il Redentore aveva garantito loro durante l’esodo dall’Egitto (12:35-36). Solamente ciò che il Sostenitore della loro vita aveva reso loro possibile di fare (35:30-35).
Come tutto ciò che appartiene alla chiesa è stato etichettato, dovremmo dire che ogni cosa che possediamo, anzi tutto ciò che esiste, riporta il sigillo di Dio. Abraham Kuyper, un influente teologo che svolse anche il ruolo di Primo Ministro dei Paesi Bassi all’inizio del XX secolo, disse: “Non c’è centimetro quadrato nell’intera sfera della nostra esistenza umana su cui Cristo, che è Sovrano su tutto, non gridi: «Mio!»”.
Questo punto di vista si differenzia molto dalla nostra cultura contemporanea che tende verso due false nozioni: o che siamo persone che si sono costruite da sole o che ogni cosa esistente sulla terra, inclusi noi stessi, viene considerata un dio. Tuttavia la Bibbia smentisce questo pensiero: “All’Eterno appartiene la terra e tutto ciò che è in essa, il mondo e i suoi abitanti” (Salmi 24:1).
Dio ci chiama a camminare in umiltà ricordando che tutto ciò che abbiamo è un suo dono. Le nostre vite dovrebbero pertanto dichiarare: “Io appartengo a Dio!”. Non c’è nulla che possiamo offrire a Dio che non sia già suo.
Quindi, ti invito a donare volenterosamente e generosamente ciò che possiedi, denaro, tempo, talento, così come Dio ti guida a fare, in risposta alla sua grazia.
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Foto di Lina Trochez su Unsplash
Tematiche: Santificazione, Vangelo, Vita Cristiana
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