Salvato da una fede superficiale

 

 

Era tardi, e io ero pronto per andare a dormire. “Guardiamone solo un po’ ”, mi suggerì il mio coinquilino. Un sermone a quest’ora? Ero quasi certo che mi sarei addormentato.

Non successe. Due ore dopo, con gli occhi sbarrati — che cosa avevamo appena ascoltato?

“Dieci accuse contro la chiesa moderna in America” — un richiamo profetico, incisivo e ardente, rivolto a chiese smarrite perché tornassero al cristianesimo biblico. Paul Washer, parlando a un gruppo di pastori in una conferenza sul risveglio spirituale, predicò su questioni urgenti che riguardano i cristiani oggi. Uno degli appelli più forti fu rivolto ai ministri: essere chiari sull’assoluta necessità della nuova nascita — che cos’è realmente, quali falsificazioni la minacciano e in che modo la sua presenza (o assenza) si manifesta nella nostra vita. Confusione sulla conversione significa evangelizzazione distorta e insegnamenti non scritturali.

Quanti erano ingannati? Ero forse anch’io tra loro? La posta in gioco era eterna.

Creati, non decisi

Sottolineando la dottrina trascurata secondo cui la salvezza richiede una nuova creazione nel cuore, Washer smascherò la “salvezza a buon mercato”, o, come lui la definì, “l’idolatria del decisionismo.” “Gli uomini pensano di andare in cielo perché hanno giudicato la sincerità della propria decisione”. Implorava i pastori di chiarire che la rigenerazione è la potente opera dello Spirito di Dio e non può essere sostituita da una preghiera ripetuta dal peccatore.

Oggi molti confidano nel fatto che, almeno una volta nella loro vita, abbiano recitato una preghiera e che qualcuno abbia detto loro che erano salvati perché sufficientemente sinceri. Così, se chiedi: “Sei salvato?”, non rispondono: “Sì, perché sto fissando lo sguardo su Gesù e ho evidenze potenti che mi danno certezza di essere nato di nuovo.” No! Rispondono piuttosto: “Una volta nella mia vita ho pregato una preghiera”. Ora vivono come se Dio non esistesse, ma… hanno pregato una volta!

E continuava:

Voglio che sappiate, amici miei: la salvezza è soltanto per grazia, mediante la fede! È un’opera di Dio. È grazia su grazia su grazia. L’evidenza della conversione non è solo l’esame della tua sincerità al momento della tua decisione: è il frutto continuo che si manifesta nella tua vita.

Mentre ascoltavo, fui colpito da quanto la mia versione del cristianesimo apparisse fatalmente superficiale.

Cristiano solo di nome

La chiesa che frequentavo allora non parlava in questi termini. Fui costretto a considerare: forse ci chiamavamo cristiani semplicemente perché speravamo che fosse vero. Perché il cristianesimo ci sembrava migliore delle alternative. Perché ogni fine settimana trovavamo il tempo di riempire una chiesa grande come un centro commerciale, di assistere a un concerto, di ascoltare prediche motivazionali. Forse ci interessava di più la cultura della chiesa che avere un cuore nuovo.

Secondo la nostra visione, la differenza tra un cristiano e un non cristiano consisteva solo nell’aver “invitato Gesù nel cuore” e aver recitato una preghiera. Da quel momento in poi, come si viveva contava ben poco, se contava affatto. Quanti erano falsamente rassicurati? Quanti, in quel giorno, avrebbero udito: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori” (Matteo 7:23) e non nonostante ciò che avevano sentito in chiesa, ma a causa di ciò?

Il cristianesimo era diventato un hobby. Avrei voluto chiedermi prima: La mia fede mi sta preparando a morire? Sono davvero nato di nuovo? Sono pronto a comparire davanti al mio Creatore?

Queste domande rivelano molto. I nostri studi biblici e i nostri culti sono abbastanza reali, solidi, scritturali e spirituali da rendere saldo il nostro cuore quando ci troveremo davanti al “fiume della morte”? Se non ho mai conosciuto Gesù, se non l’ho mai seguito, una decisione presa decenni fa non potrà placare la mia anima quando i monti si sposteranno nel profondo del mare. Cristo è davvero la mia vita? La morte sarà davvero guadagno?

Io desideravo il cielo, la felicità, un paradiso senza malattia né morte, chi non lo vuole? Tuttavia desideravo veramente Dio?

Che cosa desideri?

Quel giorno Washer mise in guardia:

Amico mio, tutti vogliono andare in cielo — ma non vogliono che Dio sia lì quando ci arrivano! La domanda non è: “Vuoi andare in cielo?” La domanda è: “Vuoi Dio? Hai smesso di essere un nemico di Dio? Cristo è diventato prezioso per te? Lo desideri davvero?”

Ho sentito dire che i libri su Cristo vendono poco, era forse questo il mio cristianesimo? Quello che preferisce libri sulla mascolinità, sul fidanzamento, sulla paternità, ma quasi mai libri che parlano semplicemente di Cristo? La mia vita di preghiere affrettate, un’ora o due alla domenica, un pizzico di devozione al mattino, condita con un po’ di sincerità e accompagnata dalla radio cristiana, sarebbe durata nella sofferenza?

Lettore, questo tipo di cristianesimo potrà davvero reggere il peso della tragedia? Della morte? Del giudizio finale?

Che terribile scoperta, alla fine di The Pilgrim’s Progress (N.D. R.: Il Pellegrinaggio del Cristiano): “Allora vidi che c’era una via all’inferno, anche dalla porta del cielo, come pure dalla Città della Distruzione” (p. 272). Insieme a Washer, Bunyan ci mostra che una vita piena di attività religiose — preghiere, sermoni, studi biblici — può condurre all’inferno tanto quanto una vita senza di esse. Una vita con l’apparenza di pietà, ma senza la sua potenza. L’uomo chiamato Ignoranza giunse fino alle porte della Città Celeste, solo per essere gettato all’inferno. Bunyan ci insegna che non tutti coloro che professano Cristo possiedono Cristo.

Io pensavo diversamente, finché Dio non usò il sermone di Washer, insieme ad altri mezzi, per colpirmi e scuotermi.

Un Vangelo pesante

Cristo ha dato dei pastori affinché custodiscano la chiesa, la educhino e la avvertano quando comincia a flirtare con il mondo. Quando essi si mostrano fedeli, Cristo adorna la sua sposa attraverso le loro parole, ma se predicano una salvezza a buon mercato — tralasciando le condizioni, attenuando gli avvertimenti, riducendo la salvezza a formalità e linguaggio — offuscano distinzioni vitali. All’improvviso, tutti sono “su un cammino cristiano”, qualunque sia l’evidenza contraria. E la chiesa abbraccia il cosiddetto “credere facile”, l’idea che si possa essere salvati senza vero ravvedimento, senza un reale amore per Dio, senza una vita trasformata. Il frutto non parla più dell’albero. La distanza tra cielo e inferno si riduce a una sola decisione, a una preghiera, a una firma su una scheda.

Santi, non accontentatevi di una salvezza a buon mercato, di un vangelo superficiale, di una falsa sicurezza. Pastori, predicate la giustificazione per sola fede, la nuova nascita e il Vangelo che risveglia i morti.

 

 

Lettura consigliata dal catalogo Coram Deo: La corsa della fede.

La Corsa della Fede

 

Tematiche: Falso Vangelo, Fede

Greg Morse

Greg Morse 

È uno degli scrittori dello staff di desiringGod.org e si è laureato al Bethlehem College & Seminary. Lui e sua moglie Abigail vivono a St. Paul.

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