Un punto di svolta tra i più tragici
L’assassinio di Charlie Kirk e la chiamata di una generazione
Ogni generazione ha i suoi momenti formativi. In poche generazioni, i ricordi più importanti sono passati da “Ricorda Alamo” a “Ricorda Pearl Harbor”. Per gli adulti di una certa età, gli assassinii degli anni ’60 furono le esperienze impresse nella memoria. Negli Stati Uniti, prima il presidente John F. Kennedy, poi Martin Luther King Jr., quindi, improvvisamente, il senatore Robert F. Kennedy. Io frequentavo le elementari quando gli anni ’60 volgevano al termine, tuttavia ero abbastanza grande da chiedermi:
“È questo ciò che siamo?”.
“È così che si vincono e si perdono le discussioni?”.
“È questa la normalità in America?”.
Quella generazione vide esplodere rivolte nelle città americane e nei campus universitari, e la Guardia Nazionale inviata nel caos totale per ristabilire l’ordine. Quei ricordi svaniscono molto lentamente, se mai svaniranno.
Poi arrivò anche l’11 settembre 2001, esattamente 24 anni fa. Nessuno che abbia vissuto quel giorno può dimenticarlo. Quel giorno è inciso nella nostra memoria collettiva. Torri e corpi caddero a terra dopo che aerei di linea vennero fatti deliberatamente schiantare contro le Torri Gemelle e il Pentagono. Chi potrebbe dimenticarlo? Tra coloro che guardarono quelle immagini scorrere, chi potrebbe mai semplicemente dimenticare e andare avanti come prima?
Ieri è ora uno di quei giorni e, per i giovani di oggi, e specialmente per i giovani cristiani, e ancora più specificamente per i giovani cristiani conservatori, è un giorno che rimarrà ugualmente impresso nella memoria di una generazione. L’assassinio di Charlie Kirk, proprio nel cuore di una grande università americana, mentre era seduto sotto lo striscione “Prove Me Wrong” (“Dimostrami che sbaglio”), è un evento capace di plasmare una generazione.
Riesco a immaginare già ora gli occhi alzati al cielo dei liberali. La maggior parte avrà il buon senso di non dire ad alta voce ciò che alcuni a sinistra si sono affrettati a dichiarare. L’emittente MSNBC ha dovuto rilasciare un comunicato di scuse per le affermazioni di uno dei suoi giornalisti, Matthew Dowd, riconoscendo che le parole da lui pronunciate erano “inappropriate, insensibili e inaccettabili”. L’emittente ha poi annunciato il suo licenziamento.
Charlie Kirk non era un presidente americano, né stava correndo per una carica politica. Era invece un giovane straordinario che si era posto l’obiettivo di radunare una generazione di giovani americani intorno a idee e politiche conservatrici. Ha co-fondato Turning Point USA quando aveva solo 18 anni. In termini politici, era indubbiamente un prodigio. Era anche un provocatore e un uomo di dibatto. Sarebbe stato un grande avvocato di tribunale, ma aspirava a cambiare la storia cambiando le menti, e farlo con civiltà. Aveva doni prodigiosi ed energie apparentemente senza limiti.
Kirk e la sua organizzazione meritano un immenso riconoscimento per aver conquistato i cuori e le menti di tanti giovani a favore delle convinzioni e della politica conservatrice. Ha avuto un successo sorprendente nel raggiungere e motivare adolescenti e giovani uomini, facendo loro interessare a qualcosa di immensamente più grande dei videogiochi e del fantacalcio. Vedeva la civiltà in gioco e con gioia entrava nell’arena dell’azione. Folle di giovani lo seguivano, ispirati all’azione dai suoi argomenti e dal suo esempio.
Ho incontrato per la prima volta Charlie Kirk diversi anni fa, quando entrambi eravamo relatori a una grande conferenza di conservatori. Dietro le quinte, rimasi colpito dai suoi doni, ma anche respinto dal suo atteggiamento. Quello era il periodo degli anni di Charlie segnati da un libertarismo a mani nude e dall’affermazione personale. All’epoca, vedeva il cristianesimo come un enorme freno al progresso conservatore. Era piuttosto diretto nel richiedere un nuovo giovane conservatorismo fondato sulla libertà e sulla resistenza. In quel periodo non aveva grande considerazione per i cristiani conservatori.
Non molto tempo dopo, Charlie abbracciò due elementi che erano mancati nel suo approccio precedente. Rivendicò apertamente e con audacia il vangelo di Cristo e si identificò coraggiosamente come credente cristiano. Inoltre, iniziò ad affermare con coerenza che un recupero della verità cristiana era essenziale per un conservatorismo duraturo. E aveva ragione.
Inoltre, la sua sfera privata cambiò insieme ai suoi argomenti pubblici. Si sposò con Erika ed ebbero due figli, ancora molto piccoli. Come tutti sappiamo, e come Dio ha stabilito, questo porta maturità e un significato più profondo alla vita di un uomo, e tutto ciò era evidente nella vita di Charlie.
Tutto questo è stato troncato dalla terrificante violenza che si è consumata nel campus della Utah Valley University. La violenza ha scioccato l’intera nazione. Come per l’omicidio di Abele da parte di Caino, il sangue di Charlie Kirk grida dalla terra.
Era un uomo che sapeva di avere nemici e un uomo che amava il confronto. Ma era animato dalle idee e spinto dalla passione. Stava facendo ciò che sapeva fare così bene: sostenere le sue convinzioni, quando l’assassino ha puntato la sua arma. Era ancora molto giovane. Nessuno sa cosa avrebbe potuto realizzare nei decenni a venire. Ma la perdita politica svanisce nella nebbia se paragonata all’ineffabile perdita che ora vive sua moglie e i suoi figli piccoli, rimasti senza padre.
Ora è il momento di pregare per la moglie Erika Kirk e i suoi preziosi bambini. Questo viene per primo. Ma è anche un tempo di giustizia e di rinnovata determinazione a mantenere convinzioni fondate, anche di fronte a una violenza indicibile.
Questa generazione di giovani adulti cristiani, e in particolare i giovani uomini, sta per crescere un po’ più in fretta di quanto pensassero. L’assassinio di Charlie Kirk non sarà dimenticato, e le grida di giustizia sono giuste e legittime.
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