Vivere in Cristo e convivere con la depressione

 

 

Che cosa significa appartenere a Cristo e convivere con la depressione? Come può la grazia di Dio aiutarci a gustare la vita in Cristo, pur convivendo con la depressione?

Come medico, sono stato particolarmente interessato alla salute mentale e al fondamento teologico nell’approccio alla malattia mentale. Insegnavo e aiutavo gli altri a considerare i problemi di salute mentale in modo olistico, non solo da un punto di vista biomedico. Non avrei mai immaginato di dovermi confrontare con questo problema a livello personale.

Durante un periodo di lavoro stressante, ho iniziato a svegliarmi al mattino senza alcuna motivazione per lavorare. Spesso non riuscivo a dormire la notte e mi svegliavo con una sensazione di estrema spossatezza. Sapevo che stavo attraversando per la prima volta un ciclo di depressione, ma non sarebbe stato l’ultimo.

Nonostante la depressione, con il mio carattere stacanovista e motivato, sembrava che me la stessi cavando bene, ma ho iniziato a pensare che se non avessi affrontato le mie problematiche interiori, avrei potuto mettere a rischio gli altri intorno a me. Questo mi ha spinto a chiedere aiuto e a ricevere supporto.

 

Vergogna e ignoranza sulla depressione

In India, la depressione, spesso, non viene diagnosticata. Ci sono diverse ragioni per cui le persone affette da depressione non sanno di esserlo. In primo luogo, il modo tradizionale di socializzare nettamente divisi per genere crea aspettative diverse tra uomini e donne. Le donne vivono il dolore interiorizzandolo, mentre gli uomini lo vivono esternalizzandolo.

L’esternazione del dolore, per alcuni, può manifestarsi sottoforma di introversione e, per altri, come la ricerca di costante attività. Se c’è una malattia mentale di fondo, viene soppressa.

In secondo luogo, in India c’è uno stigma sulla malattia mentale e una certa ignoranza al riguardo. Le sfide del viaggio con la depressione sono molte, ma le tre sfide principali che ho affrontato personalmente riguardano il pensare continuamente a se stessi, la difficoltà nel prendere decisioni e la confusione nel mio cammino spirituale personale.

 

 

Le sfide del vivere con la depressione

 

Pensare continuamente a se stessi

Nelle fasi di depressione, la mente è consumata da vari pensieri su noi stessi. Si manifestano in diversi modi: scarsa autostima, mancanza di fiducia in se stessi, disprezzo o odio per la propria persona. La mente interpreta le cose angoscianti che accadono intorno a noi e ci porta a pensare di esserne la causa.

Esteriormente, questo può manifestarsi come un desiderio di proteggere o promuovere il proprio io. Cerchiamo di autoproteggerci isolandoci dalle altre persone e da tutte le situazioni sociali che ci sembrano angoscianti. Cerchiamo di promuovere noi stessi indulgendo in cose che ci procurano piacere, seppellendoci nel lavoro o cercando di controllare persone e situazioni.

 

Prendere decisioni

La depressione influisce su tutti i tipi di decisioni e scelte che dobbiamo fare. Anche le decisioni più semplici possono sembrare impossibili in caso di depressione. Un eccesso di neurotrasmettitori e ormoni offusca la mente, il cuore e l’anima. Il nostro intelletto e le nostre emozioni ne risentono, indebolendo la nostra capacità decisionale.

 

Il cammino spirituale personale

Che sia considerata una malattia o un tratto della personalità, è impegnativo provare un profondo senso di tormento, umore fiacco, senso di inutilità e la sensazione generale di non stare bene.

Come cristiani, quando si convive con la depressione, non ci si sente spirituali. Si ha la sensazione di non valere nulla. La presenza di Dio sembra distante e lontana. Non si riesce a capire perché stiamo attraversando una cosa del genere mentre gli altri stanno bene.

Abbiamo un rapporto con Dio e cerchiamo di camminare con lui. Ma quando si attraversano queste fasi, anche la vita di fede sembra lontana e distante.

Come possiamo vivere e sopravvivere in questi periodi? La comunità, le abitudini spirituali e il ritorno alla verità del Vangelo, sono le tre cose fondamentali che mi hanno aiutato nel mio percorso.

 

I doni della grazia per convivere con la depressione

 

Comunità di grazia per sconfiggere il pensiero costante di se stessi

Le relazioni reali e la vita profonda di comunità dovrebbero essere la struttura di sostegno principale per vivere la depressione. Le comunità di persone che condividono la fede possono aiutarci a tornare alla realtà del nostro valore in Cristo.

Le amicizie spirituali possono aiutarci a ricordare che siamo creati a immagine di Dio, accettati e amati da Dio. La comunità ha una funzione rievocativa. Attraverso di essa ci ricordiamo l’un l’altro come Dio ci ha aiutato in passato. Anche se le nostre emozioni cambiano continuamente, le persone che fanno parte della comunità ci ricordano che Dio è immutabile.

 

Grazia spirituale per avere la forza di prendere decisioni

Ci sono tre ambiti importanti in cui, nella vita, dobbiamo prendere decisioni. In primo luogo, nella routine quotidiana. Si tratta di abitudini che dobbiamo mantenere, indipendentemente da ciò che la mente o il cuore ci dicono. Abbiamo bisogno di una volontà che agisca indipendentemente dai sentimenti.

In secondo luogo, nelle normali attività della vita quotidiana. Questo potrebbe richiedere un maggiore sforzo e una maggiore pianificazione. Senza la depressione, probabilmente faremmo queste cose con molta facilità, ma, con la depressione, si iniziano a immaginare i peggiori scenari possibili.

In terzo luogo, ci sono le grandi decisioni della vita, quelle che prendi una volta soltanto. Quando si affronta la depressione, il dover prendere decisioni, tende a farci bloccare. Si ha paura di commettere errori di cui poi ci pentiremo. In questi momenti abbiamo bisogno della disciplina che viene dalla vita di comunità.

 

Il Vangelo per rendere più profondo il nostro cammino spirituale

Nella vera comunione cristiana possiamo trovare persone che ci sostengono, ci responsabilizzano e diventano compagni del nostro cammino. Una comunità di fede che può provvedere la guida, il coraggio e il sostegno di cui abbiamo bisogno per prendere decisioni in caso di depressione.

Nella depressione, per la mente, la verità perde di significato, ma è comunque necessario che quella verità sia predicata al cuore. Quando c’è un eccesso di sostanze chimiche e ormoni in circolo, non ci si può fidare delle proprie emozioni e dei propri pensieri. Questo è ciò che fece Davide quando parlò alla sua anima abbattuta: “Perché ti abbatti, anima mia, perché gemi dentro di me? Spera in DIO, perché io lo celebrerò ancora, perché egli è la mia salvezza e il mio DIO.” (Salmi 43:5).

Nel cammino spirituale, anche quando le abitudini e le discipline spirituali sembrano prive di significato, esse mantengono uno scopo. Martin Lutero disse: “Non puoi impedire agli uccelli di volare sopra la tua testa, ma puoi impedire loro di costruire un nido tra i tuoi capelli”. Le discipline spirituali e le sane abitudini ripetute nel tempo possono proteggerci dalla nube della disperazione che si è insediata in modo permanente in noi. Possono darci sollievo dal costante stato di abbattimento.

Gemere con Dio nella depressione

Il fatto che le emozioni siano messe a dura prova da un eccesso di neurotrasmettitori, non significa che non siate spirituali. La vostra spiritualità va al di là di ciò che sentite, di ciò che sperimentate o di ciò che vi sembra sensato. La vostra identità in Cristo, persino nella depressione, non cambia a causa di come vi sentite.

Potremmo non essere in grado pregare. Le nostre preghiere potrebbero essere solo dei lamenti. L’apostolo Paolo ci ricorda che quando gemiamo, lo facciamo con il resto della creazione.

Dice: “Infatti noi sappiamo che fino ad ora tutto il mondo creato geme insieme ed è in travaglio. E non solo esso, ma anche noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito; noi stessi, dico, soffriamo in noi stessi, aspettando intensamente l’adozione, la redenzione del nostro corpo.” (Romani 8:22-23).

 

La redenzione della depressione

Che cosa può venir fuori di buono da un simile percorso? Se gestite bene, le fasi depressive possono rafforzare ed edificare la nostra fede e la nostra vita.

Quando riconosciamo la nostra corruzione psicologica, possiamo crescere nella forza di abbracciarla e imparare a conviverci. Impariamo la necessità di essere autentici e di vivere in modo aperto e accettando le nostre vulnerabilità. Quando cresciamo e dipendiamo dalla grazia di Dio, dalla comunione reale, dagli amici e dalla famiglia, diventiamo sensibili agli altri che lottano allo stesso modo.

In tutta l’oscurità della depressione, possiamo camminare con coraggio perché non saremo mai soli. Il Vangelo, infatti, ci assicura che “…noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato.” (Ebrei 4:15).

 

Anche quando ci sentiamo insicuri, possiamo rimanere fiduciosi a causa di Cristo. Quindi, come dice la Scrittura: “Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno“ (Ebrei 4:16).

 

 

 

Lettura consigliata dal catalogo Coram Deo: Mansueto e Umile – il cuore di Gesù verso i peccatori e gli afflitti

 

Tematiche: Comunione, Depressione

Mathew Santhosh Thomas 

Mathew Santhosh Thomas 

È un medico di formazione e lavora part-time presso l’International Christian Medical and Dental Association. Risiede a Kottayam, nel Kerala, con la moglie Saira.

© The Gospel Coalition, © Coram Deo

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