Come leggere la Bibbia da soli

 

 

 

  1. Leggi quale significato l’autore vuole dare, non il tuo.

Quando leggiamo, vogliamo sapere cosa un autore ha voluto farci vedere e sperimentare nel suo testo. Sicuramente aveva un’intenzione chiara quando ha scritto e che non cambierà perché resta come un evento oggettivo nella storia.

 

Quando leggiamo non lo facciamo per ricavare delle esperienze soggettive, ma leggiamo per scoprire di più sulla realtà oggettiva del brano. Io non mi accontento mai di ciò che mi viene in mente quando lo leggo. Il significato di una frase, di una parola, di una lettera è ciò che l’autore desiderava farci capire. Quindi, il significato è il primo obiettivo di ogni buona lettura.

 

  1. Fatti delle domande per svelare le ricchezze della Bibbia.

 

Quando leggiamo, generalmente non pensiamo fino a quando non ci troviamo di fronte ad un problema da risolvere, un mistero da svelare o un puzzle da decifrare. Fino a quando la nostra mente non viene sfidata a passare dalla lettura passiva alla lettura attiva, si va alla deriva proprio in seguito a molte intuizioni.

 

Farci delle domande è il modo per risolvere un problema o un mistero. Ciò significa che l’abitudine di porci domande risveglia e sostiene il nostro pensiero. Stimola la nostra mente mentre leggiamo e ci spinge in profondità verso il vero significato di un testo.

 

2.1 Fatti domande sulle parole.

 

Cercate le definizioni. Che cosa significa questa parola in questa frase specifica? E ricordate, ci stiamo chiedendo cosa intendeva l’autore con quella parola, non cosa noi pensiamo che essa significhi. Questo presuppone un elemento fondamentale: che le parole abbiano significati diversi in frasi diverse.

 

2.2 Fatti domande sulle frasi.

 

Una frase è un gruppo di parole che descrive azioni o persone o cose. Per esempio: “Metti a morte il peccato per mezzo dello Spirito”. “Con lo Spirito” descrive l’attività. Ci dice come uccidiamo il peccato nella nostra vita. Guardate attentamente frasi come queste e chiedetevi cosa spiegano nello specifico.

 

2.3 Fatti domande sulle relazioni tra le proposizioni.

 

Una proposizione è un gruppo di parole con un soggetto e un verbo. Una delle domande più importanti che possiamo porre è come le proposizioni si relazionano tra loro in un periodo. Spesso, troverai una piccola parola di collegamento che contiene la risposta (ad esempio:, ma, se, e, quindi, affinché, perché). A volte le differenze tra teologie diverse dipendono da questi connettivi.

 

2.4 Chiediti come il contesto aiuta a definire il significato di parole e frasi.

 

Non si può sapere esattamente cosa significa una proposizione finché non si conosce il significato delle parole e non si può conoscere il significato delle parole finché non si conosce il significato della proposizione. È un cerchio, ma non è un cerchio infinito. Le parole hanno una gamma limitata di significati.

 

Le congetture sbagliate che facciamo sul significato di una parola vengono spesso corrette leggendo la fine della frase o del paragrafo. Anche se le parole, in sé e per sé, possono avere diversi significati, il contenuto e le relazioni delle proposizioni che le circondano, di solito chiariscono il significato specifico che l’autore intendeva loro attribuire.

 

2.5 Fatti domande sui collegamenti con altre parti della Bibbia.

 

Dobbiamo chiederci come il significato che stiamo vedendo in un brano si adatti ad altri brani. Ci sono conferme altrove nella Bibbia? Ci sono testi che sembrano contraddittori o incoerenti?

 

Quando sento una tensione tra due versetti o brani, non presumo mai che la Bibbia sia incoerente. Presumo di essere io a non vedere tutto ciò che ho bisogno di vedere. Se non ho visto abbastanza per spiegare l’apparente incoerenza, fare più domande probabilmente mi aiuterà a vedere di più. Questa abitudine di chiederci come sia possibile che testi che non ne hanno l’apparenza siano invece coerenti, ci rende più profondi e ricchi nella nostra conoscenza di Dio e delle sue vie.

 

2.6 Fatti domande sull’applicazione da dare

 

Lo scopo degli scrittori biblici non è solo quello di sapere, ma di essere e di fare. Quindi, abbiamo bisogno di avere l’abitudine di porre domande sull’applicazione del testo. Lo dobbiamo fare per noi, per la nostra chiesa, per le nostre relazioni e per il mondo. Sviluppare l’applicazione non è mai abbastanza. Ci sono milioni di modi in cui un testo può essere applicato e milioni di situazioni e relazioni da applicare. Il nostro lavoro non è conoscere ogni tipo di applicazione esistente, ma crescere nel saper applicare il significato della Scrittura alla nostra vita.

2.7 Fatti domande sui sentimenti, ossia sulle risposte adeguate del tuo cuore.

 

Lo scopo della nostra lettura biblica non è solo la risposta della mente, ma del cuore. L’intera gamma di emozioni umane sono le risposte possibili al significato della Bibbia. Dio ci ha dato la Parola non solo per informare le nostre menti, ma anche per trasformare i nostri cuori – i nostri sentimenti. La Bibbia è onorata non solo quando è compresa correttamente, ma anche quando viene gustata in maniera corretta.

 

 

  1. Prega ad ogni pagina e chiedi l’aiuto di Dio.

 

O Signore, inclina il nostro cuore alla Tua parola. Dacci un desiderio sincero verso essa. Apri gli occhi per vedere le sue meraviglie. Sottometti le nostre volontà e donaci uno spirito obbediente. Soddisfa i nostri cuori con una visione di te stesso e della tua via per la nostra vita.

 

 

Traduzione a cura di Emanuela Artioli

Tematiche: Studio e disciplina

John Piper

John Piper è fondatore di Desiring God e insegnante al Bethlehem College & Seminary. Per 33 anni ha servito come pastore della chiesa Bethlehem Baptist Church, Minneapolis, Minnesota. È autore di più di 50 libri, alcuni dei quali sono stati pubblicati anche dalla Casa Editrice Coram Deo

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