Dio è sovrano sul mio libero arbitrio?

Intervista a John Piper

 

“Caro Pastore John, ci siamo incontrati qualche mese fa a una conferenza a Dallas. Sono molto contento di averti conosciuto. Ecco la mia domanda: Sappiamo che Dio è sovrano. In che modo Dio usa la Sua sovranità per il nostro bene, quando il nostro libero arbitrio è in gioco? In altre parole, Dio usa la Sua sovranità per imporsi a volte sul nostro libero arbitrio così da dimostrare la Sua perfetta volontà? E se è così, abbiamo veramente libero arbitrio?”

 

Non sono sicuro di cosa tu intenda con libero arbitrio. E dunque potrei non essere in grado di rispondere alla domanda se intende qualcosa in cui io non credo. Così cerchiamo di darne una definizione e lasciamo che le Scritture gettino luce su questo problema.

 

Ecco la definizione tecnica di libero arbitrio che crea controversie e fa discutere quelle persone che come me credono sul serio nella sovranità di Dio sulla volontà umana: la volontà dell’uomo è libera se ha in sé la possibilità di un’autodeterminazione ultima.

 

Ciò che intendo con autodeterminazione ultima è che non c’è alcuna potenza esterna all’uomo che abbia un controllo ultimo e decisivo su quello che l’uomo sceglie, almeno non quando si sta comportando come un agente morale che deve rendere conto a Dio. Né altre persone, né influenze, né Dio stesso hanno un controllo decisivo sulle scelte di una persona. Dio e l’uomo e la natura possono avere qualche influenza, ma questa non può essere decisiva. Posso avere un certo peso, ma non di certo finale e decisivo. Altrimenti, l’uomo non potrebbe essere libero secondo la definizione che sto spiegando.

 

I wesleyani e gli arminiani insistono che una persona per credere in Cristo ed essere salvata ha necessariamente bisogno dell’influenza divina. La chiamano grazia preveniente: la grazia che è venuta prima della nostra fede e che quindi ci ha influenzato e portato a Cristo. Ma questa influenza, secondo loro, non può essere decisiva. La causa ultima e finale della nostra fede in Cristo non è lo Spirito Santo. Non è la grazia divina. È proprio il nostro contributo. Dio può aver iniziato il processo di conversione, ma l’influenza decisiva viene da noi stessi. Ecco cosa si intende con libero arbitrio secondo questa definizione. Consiste nell’autodeterminazione ultima o decisiva.

 

Ora, se questo è ciò che Tyson intende nella sua domanda, non posso rispondere perché non credo che una simile libertà di arbitrio esista nell’universo al di fuori di Dio. Solo Dio ha libero arbitrio, la possibilità di un’autodeterminazione ultima. Ed ecco alcune ragioni per cui lo credo, dato che non so se Tyson sia d’accordo o meno con me.

Gesù parlò del motivo per cui Giuda non aveva creduto in Lui. Giovanni 6:64-65 dice: “(Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito) E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio»”. In altre parole, nessuno può venire a Gesù, ossia nessuno può credere, a meno che Dio non glielo conceda per fede. Giuda non credette in Gesù pienamente, decisamente, non fu salvato perché non gli fu concesso dal Padre.

 

Gesù prende questa verità e la estende a tutti noi quando dice nel versetto: “Nessuno” – non solo Giuda – “può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio”. Nessuno ha il potere dell’autodeterminazione ultima per venire al Padre. Dio dà o nega la possibilità di venire a Lui. Fare a gomitate per entrare non serve, non salverà nessuno. Tutto viene da Dio.
Un’altra ragione per cui non credo nell’autodeterminazione ultima è 2 Timoteo 2:24-25, dove Paolo dice che il servo di Dio deve correggere “con mansuetudine gli oppositori nella speranza che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità”. Così il ravvedimento – l’altra faccia della fede, che consiste nell’abbracciare Cristo – non è altro che cessare di abbracciare altre false credenze. Il dono del ravvedimento è il dono del rifiuto dell’autosufficienza e dell’affidamento su di sé, per abbracciare invece Cristo. È il dono della salvezza. E senza il dono di Dio, che ci porta a ravvederci e credere, nessuno di noi sarebbe salvato.

 

Un’altra ragione la trovo in 1 Giovanni 5:1, “Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio”. Una fede autodeterminata non porta alla nuova nascita. Anzi, l’opposto. La nuova nascita porta alla fede. La fede è dunque il risultato non dell’autodeterminazione umana, ma della nuova nascita.

Un’ultima ragione, tra le tante. Proverbi 21:1 dice: “Il cuore del re, nella mano del Signore, è come un corso d’acqua; egli lo dirige dovunque gli piace”. Nessun re sulla terra ha il potere dell’autodeterminazione ultima. Dunque non credo che ciò esista se non in Dio. Dio è autodeterminante, ma l’uomo non lo può essere in senso ultimo e decisivo.

 

Ciononostante – e penso che questo sia quello che Tyson sta chiedendo – siamo responsabili delle nostre preferenze e scelte. Se Dio è sovrano sull’arbitrio umano, siamo responsabili? Sì, lo siamo. E la Bibbia ce lo dice più e più volte. Le nostre scelte sono le nostre scelte. Sono vere scelte. Abbiamo una volontà. La nostra volontà è attiva. Siamo agenti morali veri e propri.

 

In futuro “renderemo conto nel giorno del giudizio di ogni parola oziosa” come dice Gesù (Matteo 12:36). In effetti, renderemo conto di tutte le nostre preferenze e scelte e del nostro comportamento, secondo Romani 14:12. Ciascuno di noi ne risponderà davanti a Dio. Gli esseri umani non hanno un’autodeterminazione ultima e renderanno conto a Dio delle loro scelte.

 

Così, invece di chiederci se la nostra volontà sia libera oppure no, preferisco parlare di persone che sono libere oppure no, perché questo è ciò che fa la Bibbia. “Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi”, dice Paolo in Galati 5:1. I credenti sono liberi dai legami del peccato e dalla necessità opprimente di guadagnarsi la salvezza.

 

Forse il modo migliore per concludere è citare questa grande liberazione di cui si parla in Romani 6:17-18: “Grazie siano rese a Dio”. È così importante. E questo è il modo in cui dovremmo vivere come credenti, con un cuore ricolmo di gratitudine. “Ma sia ringraziato Dio perché eravate schiavi del peccato ma avete ubbidito di cuore a quella forma d’insegnamento che vi è stata trasmessa; e, liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia”.

Tematiche: Crescita spirituale, Disciplina, Domande dei lettori al pastore John Piper, Teologia, Vita Cristiana

John Piper

John Piper

 

E’ il fondatore di desiringGod.org, per il quale ricopre anche il ministero di insegnante, inoltre, è il rettore del Bethlehem College & Seminary. Ha servito per trentatré anni come pastore presso la chiesa battista Bethlehem Baptist Church di Minneapolis, in Minnesota e ha scritto più di cinquanta libri, tra cui e Non sprecare la tua vita (Ed Coram Deo), Rischiare è giusto (Ed Coram Deo), CoronaVirus e Cristo (Ed. Coram Deo) e Desiderare Dio. Meditazioni di un edonista cristiano.

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