Il nostro mondo: progetto o caso?

È possibile riconoscere se qualcosa è frutto di un progetto? Se passando sotto un arancio trovassimo 20 arance sparse per terra intorno all’albero, concluderemmo che le arance sono cadute in modo casuale o naturalmente. La posizione casuale delle arance potrebbe essere dovuta al forte vento. Però, se trovassimo tutte le arance per terra ordinate in cinque file di quattro arance ciascuna, distanti 25 cm fra loro, diremmo che la loro posizione ordinata è dovuta a qualcuno che ha distribuito la frutta per terra in modo preciso. Implica cioè che qualcuno abbia progettato questa configurazione.

 

Esistono dei criteri per mezzo dei quali possiamo determinare se qualcosa è stato progettato o se invece è accaduto in modo naturale (come le arance sparse)? Ogni cosa che è stata progettata dimostra una o più delle seguenti evidenze e queste si possono usare come criteri di base per rispondere.

 

  • L’insieme di più parti o componenti funziona per/ha uno scopo specifico;
  • Le parti sono allineate e combaciano perfettamente;
  • Ogni parte ha una misura e una forma precisa;
  • Ogni parte svolge la propria funzione in accordo con le altre e nei tempi giusti;

 

Facciamo un esempio. Una bicicletta è un sistema semplice che dimostra l’esistenza di un progetto. È formata da diverse parti, la sua struttura ha la forma appropriata per distribuire il peso del ciclista, le corone hanno la misura giusta e combaciano perfettamente con gli spazi nella catena, questa ha la giusta lunghezza per coprire la distanza tra i pedali e la ruota. Quando tante parti sono sistemate in un modo preciso per svolgere una certa funzione, allora abbiamo un sistema che dimostra l’evidenza di un progetto, come nel caso della bicicletta.

 

Più una cosa è complessa e ordinata, più è indicativa di una progettualità intenzionale. Spesso una cosa può avere diversi sistemi che interagiscono fra loro, come per esempio un’automobile.  Questa ha un sistema di combustione (il motore e il catalizzatore), un sistema frenante, un sistema elettronico e un impianto meccanico (gli ingranaggi, gli assi e le ruote).  Questi molteplici sistemi devono funzionare insieme e devono interfacciarsi fra loro in modo preciso e con i tempi giusti.

 

Il mondo intorno a noi è pieno di creature e organismi complessi. L’universo è pieno di meraviglie come supernove, pianeti e galassie innumerevoli e distanti. È utile applicare questi stessi criteri al mondo intorno a noi per vedere se ci diano la prova di un mondo frutto di un progetto o se emerga invece la conferma di un mondo che esiste per motivi casuali, naturali e per processi non pilotati. Vorrei fare degli esempi semplici e comprensibili che evidenzino un progetto inerente all’universo.

 

Il Progetto e il regno animale

Con i suoi circa 6 metri di altezza, la giraffa si distingue da ogni altro animale. Il suo sistema vascolare deve essere in grado di servire un collo lungo circa 2 m. Con la testa in alto, il cuore della giraffa deve pompare il sangue al cervello contrastando la forza di gravità; le vene e le arterie devono reggere la pressione elevata del sangue in circolazione. Per fare questo la giraffa necessita di un cuore grandissimo che pesa infatti più di 11 kg (il cuore umano pesa circa 300 g). Con un cuore così grande la giraffa potrebbe trovarsi in grande difficoltà quando abbassa la testa per dissetarsi. Quando ha la testa in basso, il sangue pompato dal cuore e aiutato dalla forza di gravità le arriverebbe al cervello con una pressione sanguigna così elevata da farle esplodere le vene, se non fosse per alcune sue caratteristiche importanti. [Non sarebbe certo una bella fine per la vita della giraffa.] Per mantenere la giusta pressione tra cuore e cervello, è fornita di un sistema intricato e complesso di regolazione della pressione. Le vene e le arterie sono progettate con le pareti rinforzate, ci sono valvole bypass e una rete di vene e capillari (la rete mirabile) tra il collo e il cervello funge da spugna per rallentare il flusso del sangue e per regolarne la pressione quando la giraffa abbassa la testa. È evidente che la giraffa è il risultato di un progetto. Il cuore, le vene, le arterie, le valvole, la rete di capillari sotto il cervello funzionano in all’unisono per mantenere in vita questo animale, come suggerisce criterio 1. La giraffa soddisfa inoltre gli altri tre criteri in quanto tutte le parti concordano in modo ideale, interagendo fra loro nei tempi e nei modi corretti.

 

Il Progetto e l’astronomia

La Terra si trova nella zona abitabile del nostro Sistema Solare. Questo vuol dire che la distanza tra la Terra e il Sole è idonea per sostenere la vita. Se la Terra fosse più vicina al Sole, l’acqua evaporerebbe e quindi gli oceani si asciugherebbero. Di conseguenza non potremmo sopravvivere su questo pianeta. D’altronde, se la Terra fosse più distante dal Sole, l’acqua si congelerebbe e le temperature sarebbero troppo rigide per permettere la vita delle piante, degli animali e degli esseri umani.

 

Inoltre, l’angolo di inclinazione della Terra è idoneo per darci le stagioni, che a loro volta sono necessarie per permettere la vita. Le variazioni tra il freddo dell’inverno e le temperature più calde sono essenziali per la crescita e il raccolto delle colture, dando riposo alla terra per ricostituire i suoi nutrienti.

 

La Luna è un componente fondamentale, perché la sua forza gravitazionale ha reso e mantiene essenzialmente stabile quest’inclinazione nel corso dei millenni. Per di più, l’attrazione gravitazionale esercitata dalla Luna rende possibile la vita sulla Terra, perché crea le maree oceaniche che insieme alle correnti fanno sì che le acque non stagnino e si puliscano.

 

La Terra, il Sole, la Luna e le stelle operano insieme per sostenere e facilitare la vita dell’uomo sulla Terra (criterio 1). Sono allineati in un modo preciso (criterio 2) interagiscono nei giusti tempi per svolgere la loro funzione (criterio 4). L’evidenza di un Progetto è chiara.

 

Il Progetto e il corpo umano

Arriviamo finalmente al corpo umano che è un esempio incredibile di sistema di sistemi, vale a dire tanti sistemi complessi che interagiscono fra loro. Le nostre cellule non esistono in modo indipendente, ma solo insieme formano tessuti che a loro volta formano organi. Questi organi sono collegati fra loro a formare diversi sistemi e apparati. I nostri 11 sistemi primari operano insieme per rendere la nostra vita possibile. Si connettono anatomicamente e interagiscono meccanicamente, chimicamente ed anche elettronicamente rendendoci abili a respirare, crescere, digerire, vedere, muoverci, parlare e quant’altro. I sistemi sono interdipendenti ma senza uno di essi, il nostro corpo non potrebbe restare in vita. Per esempio, l’apparato digerente fornisce i nutrienti al corpo, l’apparato respiratorio lo approvvigiona di ossigeno e l’apparato circolatorio trasporta i nutrienti e l’ossigeno a tutto il corpo. Ogni funzione deve essere presente per sostenere la nostra vita.

 

Ognuno di questi sistemi è composto da diversi organi che sono fondamentali per la funzione principale del singolo sistema. Non possiamo sopravvivere senza i nostri polmoni e i polmoni non possono gonfiarsi senza la presenza del diaframma. Non possiamo digerire senza l’intestino tenue e la digestione è facilitata dallo stomaco e assistita dalla bile, che a sua volta è prodotta dal fegato e conservata nella cistifellea. Non possiamo neanche dare per scontato che avvenga la circolazione del sangue nei letti capillari[1] che ricoprono questi organi per facilitare l’assorbimento dei nutrienti e dell’ossigeno. La circolazione del sangue dipende dal cuore. Ogni lato del cuore è formato da due cavità, l’atrio e il ventricolo. Entrambe sono necessarie per la circolazione del sangue. Queste insieme rendono il cuore in grado di sviluppare una pressione sanguigna sufficiente per attraversare tutto il corpo. La struttura del cuore, con i suoi due lati separati, è ottimizzata per due circuiti diversi: il lato destro è più piccolo per la circolazione polmonare, più vicina al cuore. Il lato sinistro è più grande per la circolazione sistemica, per raggiungere cioè le estremità del corpo come i piedi e il cervello, senza menzionare gli altri organi e letti capillari.

 

Quando esaminiamo il corpo umano vediamo una meraviglia di sistemi e di organi diversi che sono organizzati in modo preciso e con le misure giuste, che si interfacciano meccanicamente, chimicamente ed elettronicamente secondo i tempi giusti. Le singole parti hanno la misura e la forma adeguata alla loro funzione e per essere contenute tutte all’interno del corpo. L’insieme opera in accordo per la nostra esistenza. I criteri per riconoscere la progettualità sono tutti quanti soddisfatti.

 

Conclusione

Viviamo in un mondo che vanta grandi e importanti prodezze architettoniche e di ingegneria. Dai grattacieli più alti ai microprocessori più capaci, dai sottomarini nucleari agli aerei da caccia “stealth”, dai satelliti per le telecomunicazioni agli smartphone, viviamo in un mondo con sistemi complessi e meravigliosi. È naturale affermare che queste prodezze sono state ideate, progettate e costruite da ingegneri e scienziati, da uomini e donne intelligenti perché dimostrano i criteri di progetto.

 

L’universo dimostra palesemente di essere un capolavoro di precisione progettuale. La complessità e l’armonia con la quale funziona qualunque forma di vita sulla Terra, vegetale o animale che sia, sono stupefacenti. Il modo in cui ogni singola parte interagisce e collabora con quello che la circonda evidenzia che esiste un progetto globale e universale. È dunque normale concludere che esiste un Progettista saggio e intelligente.

 

Lungi dall’essere un libro antiquato o disconnesso dalla realtà, la Bibbia afferma esattamente questo, spiegando l’origine del Progetto dell’Universo. Considerando la questione dell’origine di tutto, Geremia 10:12 dice: “Egli [Dio], con la sua potenza, ha fatto la terra; con la sua saggezza ha stabilito fermamente il mondo; con la sua intelligenza ha disteso i cieli”. Il Dio che si rivela nella Bibbia ha creato tutto e impiega parole come “potenza”, “saggezza” e “intelligenza” per descrivere l’opera della propria mano. Per chi vuole vederla, l’impronta del Creatore è palese e innegabile perché essa è percepita nella realtà che ci circonda (Romani 1:20). I criteri di progetto sono soddisfatti dal nostro mondo perché è frutto di un progettista potente, saggio e intelligente.

 

Che esista un mondo che dimostri i segni di un Progetto non dovrebbe sorprenderci. È proprio quello che dovremmo aspettarci leggendo il primo versetto della parola del Creatore: “Nel principio Dio creò i cieli e la terra” (Genesi 1:1). Nell’impiegare parole come “creare”, “fare”, “produrre”, “formare”, “stabilire” e “intessere” (Genesi 1, Salmo 119:73, Isaia 45:18), la Bibbia dimostra che possiamo fare affidamento sulle sue affermazioni riguardanti l’origine di Tutto. Se il Dio della Bibbia ha veramente creato tutto, noi dovremmo essere in grado di determinare che l’universo è stato progettato, come abbiamo fatto in quest’articolo.

 

Questo accordo tra la Bibbia e il mondo intorno a noi implica che dobbiamo prestare più attenzione alla Bibbia quando cerchiamo di capire e spiegare l’origine e la storia del nostro mondo e della nostra razza. Se noi, la nostra terra e il nostro universo non derivano soltanto da forze naturali e processi non pilotati, ne deriva una conseguenza importante, liberatoria e pratica per la nostra vita che va anche oltre una ricerca intellettuale, scientifica o storica: tu sei stato, io sono stato, noi siamo stati specificatamente creati da questo Dio saggio e intelligente per un fine particolare.

 

Ciò dovrebbe farci considerare seriamente il nostro rapporto con il Creatore e farci riflettere profondamente su quali siano le basi della nostra speranza per il futuro.

 

 

Massimo Mollica

Genova

[1] Un letto capillare è un fitto intreccio di microvasi che ricoprono gli organi e i tessuti. Le pareti capillari consentono uno scambio bidirezionale di nutrienti e di sostanze di scarto che passano attraverso delle pareti.

 

Tematiche: Creazionismo biblico, Evoluzione, Scienza

Massimo Mollica

Massimo Mollica 

 

il dott Mollica è italo-americano, cresciuto a Los Angeles.  Dopo la laurea in ingegneria meccanica (B.S., UCLA) ha lavorato sul disegno di motori a razzo per lo Space Shuttle (The Boeing Company) e al progetto di pacemaker e defibrillatori cardiaci impiantabili. In seguito, ha frequentato il seminario teologico The Masters’ Seminary a Los Angeles, California, dove si è laureato in teologia nel 2009 (Master of Divinity). Dal 2003 Massimo è sposato con Susanna e hanno 4 bambini. Trasferiti a Perugia dal 2010 al 2015. Nel 2016 si sono spostati a Genova dove insieme al pastore Matt Johnston hanno inziato a lavorare alla fondazione della chiesa Lux Evangelica (puoi visitare il sito luxevangelica.org).

© MassimoMollica, © Coram Deo

Il presente articolo può essere utilizzato solo facendone previa richiesta a Coram Deo. Non può essere venduto e non si può alterare il suo contenuto.