Il tuo matrimonio richiede lavoro

 

 

 

“Prometto di amarti quando è semplice e quando richiede sforzo” dissi, rivolgendomi al mio promesso sposo. Mentre pronunciavo questa parte dei voti nuziali, una risatina giunse dalla mia famiglia e dagli amici.

Avevo sentito per tutta la vita che il matrimonio richiede lavoro. Tuttavia, in quel momento non riuscivo ad immaginare che amare James avrebbe mai richiesto così tanto sforzo. Dopo tutto, Dio aveva detto che non era “buono per l’uomo essere solo” (Gen. 2:18), quindi creò Eva per Adamo. Il matrimonio era il dono di Dio ai suoi portatori di immagine.

Quindici anni dopo, so che due cose sono vere. La maledizione del peccato non cambiò lo scopo di Dio per il matrimonio. Il matrimonio è ancora il dono di Dio per noi. Ma so anche che due peccatori che vivono una vita alla gloria di Dio non va avanti spontaneamente. Richiede lavoro.

 

La tua parte e la tua fatica

Recentemente, studiando Ecclesiaste, ho notato che Salomone riconosceva entrambe queste verità in una frase: “Godi la vita con la moglie che ami, durante tutti i giorni della vita della tua vanità, che Dio ti ha data sotto il sole per tutto il tempo della tua vanità; poiché questa è la tua parte nella vita, in mezzo a tutta la fatica che sostieni sotto il sole” (Eccl. 9:9).

Il tuo sposo è parte della tua quota: un dono di Dio per il tuo piacere.

Il tuo sposo è parte della tua fatica: una relazione che richiede uno sforzo.

Spesso queste realtà sono condivise in momenti diversi. Quando tutto va bene, diciamo che il matrimonio è un dono. Quando le cose si fanno difficili, ci ricordiamo che il matrimonio richiede lavoro. Ma nel ritmo della vita reale è molto più benefico ricordare entrambe queste verità contemporaneamente: il matrimonio è un dono di Dio e dobbiamo lavorare per esso.

 

“Due peccatori che vivono una vita alla gloria di Dio

Non succede per caso. Richiede lavoro”.

 

Il lavoro non è una cosa brutta. È parte di come noi riflettiamo l’immagine di Dio. Adoro come dice Spurgeon: “L’uomo non fu creato per essere ozioso, né fu eletto per essere ozioso, non è stato redento per oziare, né reso veloce per oziare, e non è santificato dalla grazia di Dio per oziare”. Nella sua bontà, Dio non ha incluso l’ozio nemmeno nel suo disegno per il matrimonio.

 

Ecco tre modi per goderti il tuo sposo e compiere il lavoro che un buon matrimonio richiede.

 

1.Accresci il tuo amore per Dio

Noi non siamo capaci con le nostre forze di dimostrare l’amore che Dio ci dona. Se desideriamo amare il nostro sposo con l’amore di Dio, un amore incondizionato, sacrificale, duraturo, paziente e gentile, dobbiamo andare a Lui per ottenerlo. Prioritizza le discipline spirituali che ti spronano ad amare e a fare buone opere (Eb. 10:24-25). Sii un discepolo che fa discepoli. Immergiti nella Parola di Dio. Adora con altri credenti. Parla della bontà e della fedeltà di Dio. Prega. Servi nella tua chiesa locale. Prendi il comandamento dello Shabbath seriamente.

Quando qualcosa non va con il tuo coniuge, portalo a Dio invece che partire all’attacco. Chiedi a Lui di rivelarti il peccato di cui ti devi pentire. Chiedigli occhi per vedere il tuo sposo con gli occhi con cui lo vede Lui. Supplica Dio di darti saggezza e discernimento per parlare con lui/lei. Prega che ti dia le parole giuste da dire, e chiedi a Dio che la Sua presenza sia riconosciuta in casa vostra. Poi chiedi il coraggio di obbedire a qualsiasi cosa ti dica il Signore.

Forse questi non sono i soliti consigli che ricevi per il tuo matrimonio, ma dovrebbero esserlo! Qualsiasi cosa accresca il tuo amore per Dio, accrescerà anche l’amore per il tuo sposo.

 

2.Trova il tempo per divertirti

È normale per le coppie sposate diventare come coinquilini piuttosto che marito e moglie. Non inizia così. Ma, soprattutto quando si aggiungono i bambini alle responsabilità individuali, ognuno corre a tutta velocità per la propria strada in corsie separate, dividendosi semplicemente le faccende, le commissioni e i ruoli. Anche se riuscite a fare tutto, il tuo matrimonio non prospererà se vi state completamente perdendo nel processo. È difficile considerare un dono qualcosa che non hai mai il tempo di gustare.

Qualche idea: iniziate un nuovo hobby insieme. Provate un nuovo ristorante o una ricetta. Flirtate davanti ai bambini. Supportatevi a vicenda nelle vostre carriere e interessi. Ridete. Andate a camminare, sognate insieme, e parlate di ciò che Dio vi sta insegnando. Incoraggiatevi l’un l’altro. Mandate un messaggio all’altro durante la giornata lavorativa per dirgli cosa amate di lui /lei. Prendetevi un giorno libero durante la settimana mentre i bambini sono a scuola. Create di proposito dei momenti per godere l’uno la presenza dell’altro.

 

 

3. Converti le tue aspettative in gratitudine

L’eccitazione iniziale di vivere la vita insieme lascia il posto alla routine. La familiarità è bellissima, ma può anche portarti a credere che il tuo sposo faccia certamente qualcosa che una volta ti meravigliava. L’abitudine può portarti a dare per scontato che lui/lei faccia qualcosa per cui una volta eri grato.

Ecco l’avvertimento: quando l’ammirazione e la gratitudine sono rimpiazzati da aspettative e immaginazioni, diventate entrambi ciechi ai punti di forza dell’altro e molto attenti ai suoi difetti. La ripetizione quotidiana di questa cattiva abitudine ti farà credere la falsità per cui il tuo matrimonio sia molto peggio di quanto in realtà non sia.

 

“Rifiuta di lasciare che le cose che ti hanno 

affascinato del tuo sposo all’inizio 

siano ridotte a mere aspettative”

 

Presta attenzione a ciò che il tuo sposo fa per te nello stesso modo che facevi all’inizio della vostra relazione. Dalle grandi cose come il suo amore per Dio e i doni che Egli gli/le ha elargito, alle piccole cose come la sua disponibilità a lavare i piatti o come ti fa sorridere: notalo e sii grato. Rifiuta di lasciare che le cose che ti hanno affascinato del tuo sposo all’inizio siano ridotte a mere aspettative. Gratitudine e aspettative portano a risultati estremamente diversi: e tu sicuramente vuoi quelli della gratitudine.

Il matrimonio è un dono, e richiede lavoro. Entrambe le cose sono vere ed entrambe sono per il nostro bene.

 

 

Traduzione a cura di Alessia Pescarmona

 

 

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Tematiche: Donne, I nostri libri, Matrimonio, Vita Cristiana

Michelle Myers

Michelle Myers

È la cofondatrice di She works his way, il podcast dove puoi ascoltarla settimanalmente. È autrice di vari libri e ha conseguito un master in educazione cristiana con enfasi sui ministeri femminili dal Southwestern Seminary. Lei e suo marito, con i loro tre bambini, vivono a Asheville, in North Carolina, dove James, suo marito, è pastore alla Biltmore Church. Puoi contattarla a michelle@sheworkshisway.com

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