Perché pregare se Dio ha già deciso tutto?

Perché noi dovremmo pregare se Dio ha già stabilito il futuro? Se Dio ha predeterminato ogni evento, come conciliamo il fatto che la potenza della preghiera può effettivamente cambiare le cose? (Giacomo 5:16)

La domanda trova risposta nella giusta comprensione della determinazione provvidenziale di Dio.

 

 

Determinismo ≠ Fatalismo

È importante distinguere bene tra determinismo e fatalismo. La maggior parte dei calvinisti credono ad una forma di determinismo che è: Dio ha determinato ogni singolo evento. In ogni momento c’è un solo possibile futuro: il futuro che Dio ha determinato.
Questo non deve essere confuso con il fatalismo. Il fatalismo è la visione che le nostre scelte non influenzano il futuro. Alcuni cristiani, sia calvinisti sia non, pensano alla provvidenza di Dio in questo modo sbagliato: “Se Dio ha determinato ogni evento futuro, allora le mie scelte non influenzano il futuro”.
Il fatalismo è sia filosoficamente sia teologicamente decaduto. Sostiene che Dio ha stabilito al proprio posto qualche evento futuro, ma non tutti.
Supponiamo che Dio abbia determinato di guarire Sara dal cancro entro tre mesi da oggi; succederà e non può non succedere. L’evento è stabilito. Tuttavia sono stabiliti anche tutti gli altri eventi che porteranno a quel momento, incluse le preghiere fatte in nome di Sara.
Dio non solo determina lo scopo ma anche i mezzi. Egli pianifica la destinazione e l’intero viaggio per arrivarci. Quando Dio determinò che Cristo sarebbe morto sulla croce, ha anche determinato il modo in cui sarebbe stato ucciso, i mezzi attraverso i quali sarebbe stato consegnato alle autorità e i mezzi attraverso i quali sarebbe stato tradito. Dio governa tutti gli eventi in questo universo, incluse le “piccole” cose che sfociano nelle “grandi” cose.
Ciò che succederà nel futuro quindi dipende da cosa facciamo e come preghiamo nel presente.

 

 

La preghiera cambia il futuro

Alcune cose sono successe solo perché si è pregato per queste cose; non sarebbero successe se non si fosse pregato per esse.

“Non dobbiamo mai presumere che Dio ci concederà, senza la preghiera, ciò che Egli ha determinato di concederci solamente per mezzo della preghiera”.

 

Sia nella Scrittura sia nella nostra esperienza, Dio risponde alla preghiera. Mosè pregò per cibo e acqua per gli Israeliti (Esodo 15 e Numeri 11), Anna pregò per un bambino (1 Samuele 1) ed Elia pregò per la siccità e per la pioggia (1 Re 18-19). Gli eventi che Dio aveva preordinato si realizzarono. Ma Dio determinò anche che Mosè, Anna ed Elia avrebbero pregato per questi eventi, di modo che gli eventi non si sarebbero verificati se non avessero pregato per gli stessi. Sam Storms esemplifica molto bene il concetto: “Non dobbiamo mai presumere che Dio ci concederà, senza la preghiera, ciò che Egli ha determinato di concederci solamente per mezzo della preghiera”.
Dire che non abbiamo bisogno di pregare perché Dio ha già determinato tutti gli avvenimenti è ridicolo tanto quanto affermare che non abbiamo bisogno di prendere le medicine, di lavorare per vivere o cercare un coniuge perché Dio ha determinato tutti gli avvenimenti. È vero che Dio ha determinato tutti gli avvenimenti, ma il Signore ha anche determinato i mezzi attraverso cui questi avvenimenti avranno luogo.

“Dire che non abbiamo bisogno di pregare perché Dio ha già determinato tutti gli avvenimenti è ridicolo tanto quanto affermare che non abbiamo bisogno di prendere le medicine, di lavorare per vivere o cercare un coniuge perché Dio ha determinato tutti gli avvenimenti”

Se Dio ha determinato che una donna sarà guarita dal cancro allora ha anche determinato le preghiere per lei, senza considerare la nascita degli oncologi che l’avrebbero operata piuttosto che l’apertura di una facoltà di medicina nella zona. Le preghiere sono uno dei molti mezzi che Dio determina.

 

 

Dio stabilisce anche le nostre preghiere

Allo stesso modo, se Dio ha determinato che Sara deciderà di seguire Cristo nel 2017, allora ha anche determinato la nascita delle persone che avrebbero condiviso con lei il Vangelo e le preghiere offerte per lei. Come spiega C.S. Lewis:

L’evento [in questione] è già stato deciso – in un certo senso è stato deciso “prima di tutti i mondi”.

Ma una delle cose prese in considerazione nel deciderlo, e dunque una delle cose che realmente lo fanno accadere,

potrebbe essere questa stessa preghiera che stiamo offrendo… il mio atto libero [di preghiera] contribuisce alla modellazione cosmica.

Quel contributo è fatto nell’eternità o “prima di tutti i mondi, ma la mia consapevolezza di contribuire mi raggiunge in un particolare momento nella successione temporale.

 

Di nuovo, Dio determina sia lo scopo sia i mezzi, incluse le preghiere che offriamo. E ha ordinato i suoi interventi per essere una risposta alle suppliche alimentate dalla fede.
Per farla semplice: Dio ci concede il privilegio di includerci nella sua opera.

 

“Se la tua comprensione della provvidenza di Dio ti porta a pregare di meno, allora hai bisogno di rivedere la tua comprensione sulla provvidenza di Dio”.

 

Se la tua comprensione della provvidenza di Dio ti porta a pregare di meno, allora hai bisogno di rivedere la tua comprensione sulla provvidenza di Dio. Ci sono eventi che non accadranno, anime che non saranno salvate e relazioni che non saranno ristabilite se non preghiamo per questo. Le nostre preghiere fanno accadere le cose.

Questa percezione da sola dovrebbe portarci sulle nostre ginocchia.

 

 

Traduzione a cura di Debora Betti

 

Tematiche: Crescita spirituale, Evangelizzazione, Teologia, Vita Cristiana

Paul Rezkalla

Paul Rezkalla studente di Filosofia alla Florida State University e frequenta la chiesa Four Oaks Community Church a Tallahassee. Si è laureato in Filosofia ed Etica alla University of Birmingham in Inghilterra e una laurea in teologia alla St. John’s University di New York City.

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