4 cose che Gesù è venuto a compiere

 

 

1. Esporre incomprensioni e disobbedienza

L’insegnamento di Gesù su ciò che è venuto a compiere ci permette di capire chi è e quindi anche ciò che dobbiamo credere.  È venuto a fare diverse cose.

Gesù venne chiaramente a rivelare le incomprensioni e la disobbedienza del popolo ebraico e dei suoi capi. Un modo interessante per comprenderlo è esaminare i tre Sabati menzionati nel Vangelo di Giovanni. Gesù frequentava regolarmente la sinagoga di Sabato e a volte, da adulto, leggeva l’Antico Testamento direttamente dai rotoli. Ma oltre a questo rivelò incomprensioni e disobbedienze agendo in modo contrario a ciò che i suoi pari religiosi richiedevano nell’osservanza del Sabato.

In Giovanni 5:18 i Giudei accusarono Gesù di considerarsi uguale a Dio. Ma avete notato anche l’altra accusa nel versetto precedente: “ha violato il sabato”? Cosa ha provocato questa accusa? Gesù aveva visto un uomo paralizzato da trentotto anni disteso sul suo lettuccio e gli aveva detto: “Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina!”. E subito quell’uomo, guarito, prese il suo lettuccio e s’incamminò” (Giovanni 5:8–9a). Il racconto continua: “Il giorno in cui questo accadde era un sabato perciò i Giudei dissero all’uomo che era stato guarito: “È sabato; la legge non ti proibisce di portare il tuo lettuccio”” (Giovanni 5:9b-10). In realtà era Gesù che accusavano. “Per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavano di ucciderlo, perché faceva quelle cose di sabato.” (Giovanni 5:16) In effetti gli ebrei erano bravi a ricordare le leggi minori e a ricordarle agli altri ma avevano dimenticato il motivo per cui la legge era stata data. Gesù richiamò ulteriormente l’attenzione sul loro uso errato della legge quando disse:

“Un’opera sola ho fatto e tutti ve ne meravigliate. Mosè vi ha dato la circoncisione (non che venga da Mosè, ma dai padri) e voi circoncidete l’uomo in giorno di sabato. Se un uomo riceve la circoncisione di sabato affinché la legge di Mosè non sia violata, voi vi adirate contro di me perché in giorno di sabato ho guarito un uomo tutto intero?(Giovanni 7:21-23)

 

Il secondo sabato è menzionato nel capitolo 9 dove un uomo nato cieco riceve la vista da Gesù:

“Ora era in giorno di sabato che Gesù aveva fatto il fango e gli aveva aperto gli occhi. I farisei dunque gli domandarono di nuovo anche loro come egli avesse recuperato la vista. Ed egli disse loro: “Egli mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo”. Perciò alcuni dei farisei dicevano: “Quest’uomo non è da Dio perché non osserva il sabato.” (Giovanni 9:14-16)

 

Ancora una volta i farisei non colsero il senso del Sabato. Credo che Gesù abbia deliberatamente scelto il Sabato come un’occasione per smascherare la loro ipocrisia e scuoterli dalla loro presunta rettitudine. Gesù non è venuto perché gli uomini facessero finta di essere santi e amorevoli ma è venuto a portare la verità.

 

La terza menzione del Sabato da parte di Giovanni dimostra in modo particolare quanto fosse diventata sbagliata la comprensione che la gente aveva di quel giorno. Nel capitolo 19 scrive:

“Allora i Giudei perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione e quel sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero tolti via.” (Giovanni 19:31)

 

Vedete l’ironia in tutto questo? I sommi sacerdoti erano così attenti ai dettati della legge che perseguitarono Gesù a morte per aver guarito un uomo di sabato. Erano così attenti che si purificarono dopo l’omicidio che avevano commesso per evitare l’impurità cerimoniale del sabato.

 

2. Offrire un sacrificio per la salvezza dei peccatori

Fondamentalmente Gesù è venuto per salvare i peccatori. Come disse: “Io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo.” (Giovanni 12:47) Ed è venuto per salvare il mondo agendo come provvidenza di Dio per i peccati del mondo. Disse al fariseo Nicodemo:

“E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così è necessario che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:14-16), cfr. Giovanni 8:28, Giovanni 12:32)

Proprio come il serpente di bronzo era la provvidenza di Dio per gli Israeliti morsi da serpenti velenosi (Numeri 21), Gesù venne come provvidenza di Dio per la salvezza dei peccatori.

Gesù è il sacrificio pasquale ucciso al posto degli esseri umani peccatori

 

In che modo, esattamente, la provvidenza di Dio in Cristo salva l’umanità peccatrice? Giovanni Battista dà una risposta all’inizio del Vangelo: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!” (Giovanni 1:29). Gesù è il sacrificio pasquale ucciso al posto degli esseri umani peccatori. Gesù dice al capitolo 6: “In verità, in verità io vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.” (Giovanni 6:53-54) Gesù non intendeva che i suoi discepoli gli afferrassero il braccio e iniziassero a masticarlo. Piuttosto, intendeva che il suo sangue fosse versato e il suo corpo spezzato quando fu innalzato sulla croce. E i peccatori devono riporre la loro fiducia, la loro fede, nel suo sacrificio sostitutivo.

 

3. Portare la luce nel mondo

Attraverso la sua vita, morte e resurrezione Gesù è venuto a far luce su Dio, sull’uomo e sul piano di salvezza di Dio (Giovanni 1:4-9). Come dice Giovanni “E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo …  ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio.” (Giovanni 3:19, 21) Gesù stesso disse alla folla di Gerusalemme: “Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.” (Giovanni 12:46, Giovanni 8:12, Giovanni 9:5 ecc.).

 

4. Siate glorificati dal Padre

E come si è manifestata questa luce? Attraverso la gloria del Padre che risplende sul Figlio. Giovanni scrive: «Noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come dell’Unigenito, che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità» (Gv 1,14). E Gesù disse chiaramente che la sua gloria proveniva direttamente dal Padre: “Se io glorifico me stesso, la mia gloria è un nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite essere vostro Dio” (Gv.8:54)

 

È interessante notare che in tutto il Vangelo di Giovanni viene detto che il tempo di Gesù “non era ancora venuto” (Gv 2:4, 7:6.8.30, 8:20). Il significato di ciò non è del tutto chiaro a prima vista, se non che nessuno poteva arrestarlo o lapidarlo. Il grande punto di svolta nel Vangelo si verifica nell’ultima settimana quando Gesù entra a Gerusalemme e annuncia che il suo tempo è giunto:

 

“L’ora è venuta, in cui il Figlio dell’uomo deve essere glorificato … Ora l’anima mia è turbata; e che dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a quest’ora. Padre, glorifica il tuo nome!”. (Gv.12:23, 27-28, 17:1)

 

Il tempo della sua glorificazione era giunto e la sua glorificazione, apprendiamo, avvenne alla croce! Nello stesso momento, Gesù diede tutta la gloria al Padre: “Padre, glorifica il tuo nome!”. Gesù, il Figlio, era in una posizione unica per portare gloria a Dio Padre realizzando la salvezza misericordiosa del Padre e mostrando il Suo amore perfetto.

Così Giovanni scrive con maestosa semplicità: «Gesù, sapendo che era venuta per lui l’ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.» (Gv 13:1).

Questo è ciò che dobbiamo credere: Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, venuto nel mondo per denunciare la disobbedienza, offrire il sacrificio per i peccati, portare la luce al mondo ed essere glorificato dal Padre. Così facendo, a sua volta, ha reso gloria al Padre.

 

Note:

  1. Giovanni 8:54; Giovanni 2:11Giovanni 8:50Giovanni 11:4Giovanni 12:41Giovanni 13:32; 16:14Giovanni 17:4–5, 22, 24 .

Questo articolo è tratto da The Message of the New Testament: Promises Kept (il Messaggio del Nuovo Testamento: Promesse compiute) di Mark Dever.

 

 

Traduzione a cura di Agnès Polverini

 

Lettura consigliata dal catalogo Coram Deo: Chi è Gesù

 

Tematiche: Gesù Cristo, Vangelo

Mark Dever

Mark Dever 

 

È pastore della Capitol Hill Baptist Church a Washington, D.C. e autore di molti libri, incluso Discepolare (Ed Coram Deo) Nove segni caratteristici di una chiesa sana (Alfa Omega). Puoi saperne di più sul sito www.9marks.org o puoi seguirlo su Twitter.

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