Cosa riceviamo da Dio quando Lui ci toglie qualcosa

 

 

 

Noi non riusciamo a capire che cosa amiamo e a cui teniamo di più finché non lo perdiamo.
Questo è il punto principale che Satana fa presente a Dio quando gli parla di Giobbe.

 

In questa singolare situazione, nel primo capitolo del libro di Giobbe, quando Satana si presenta a Dio, Dio gli dice: “Hai notato il mio servo Giobbe? Non ce n’è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Dio e fugga il male” (Giobbe 1:8).
E Satana rispose: “E’ forse per nulla che Giobbe teme Dio? Non lo hai forse circondato di un riparo, lui, la sua casa, e tutto quello che possiede? Tu hai benedetto l’opera delle sue mani e il suo bestiame ricopre tutto il paese. Ma stendi un po’ la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia” (Giobbe 1:9-11)

…”Certo Dio, è ovvio che Giobbe ti tema e ti sia fedele quando la sua vita è piena di benedizioni. Ma portagli via le sue ricchezze e la sua fiducia si trasformerà in odio”.

 

Notate l’ironia del momento. In questo tentativo manipolatorio, Satana evidenzia inavvertitamente l’errore principale del “vangelo della Prosperità”: la prosperità oscura, piuttosto che rivelare, quanto gli uomini fallaci amino Dio. Le “benedizioni” si trasformano facilmente in maledizioni quando un peccatore inizia ad amare ed esaltare più le benedizioni invece che colui che benedice.

 

Il Nemico questo lo sa bene. Era così convinto che Giobbe avrebbe maledetto Dio se gli fossero state portate via tutte le sue ricchezze poiché l’aveva visto accadere migliaia di altre volte con altre persone.

 

Satana sapeva che il “togliere”, più del “dare” avrebbe rivelato la verità – cioè ciò che Giobbe veramente amava e di cui non poteva fare a meno. Quindi Dio diede a Satana il permesso di prendere i figli di Giobbe, la sua salute e la sua reputazione – tutto ciò a cui tengono di più gli uomini nel corso della loro vita.

E quale fu il risultato?

 

Quando sai di amarla

“Allora Giobbe si alzò, si stracciò il mantello, si rase il capo, si prostrò a terra e adorò dicendo: “Nudo sono uscito dal grembo di mia madre, e nudo tornerò in grembo alla terra; il SIGNORE ha dato, il SIGNORE ha tolto; sia benedetto il nome del SIGNORE” (Giobbe 1:20-21).

Quindi Satana si era sbagliato a proposito di Giobbe.

Ma Satana non si sbagliava riguardo al potere nascosto della prosperità e alla potenza rivelatrice della perdita. Anche il mondo a volte riesce a intravedere questo principio, per esempio la band Passenger lo rivela nella canzone “Quando la lasci andare”.


Hai bisogno della luce solo quando la candela si sta spegnendo

Ti manca il sole solo quando inizia a nevicare

Capisci che la ami solo quando la lasci andare

Capisci che hai avuto tempi migliori solo quando ti senti giù

Inizi a odiare la strada solo quando inizia a mancarti casa

Capisci che la ami solo quando la lasci andare.

 

Realizzi che “la ami solo quando la lasci andare”. Quando l’amore viene inizialmente celato, esso viene poi rivelato nella perdita.

Satana non prova nessun piacere quando gli umani gioiscono delle loro vittorie. Preferirebbe sicuramente uccidere, mutilare, rubare, distruggere, togliere, se facendo questo non spingesse qualcuno verso la fede in Dio (Giovanni 10:10).

 

Ma anche lui sa bene che un costante sforzo nell’indebolire, creare problemi e disagi nella chiesa non farà altro che farla prosperare ancora di più. La prosperità tende sempre a nascondere idolatria e falsa fede. Quindi, così come ha provato con Gesù, Satana a volte cerca di offrirci il mondo su un piatto d’argento (Luca 4:5-7).

Preferirebbe sicuramente che noi fossimo ricchi e senza fede, piuttosto che poveri e afflitti, ma fedeli a Dio.

Perdere qualcosa per il bene del vero vangelo della prosperità.

 

Gesù vuole che abbracciamo il vero vangelo della prosperità. Vuole che noi abbiamo veri “tesori in cielo” (Marco 10:21), il dono delle “delizie in eterno” (Salmo 16:11). Perciò, quando Gesù ci chiama, spesso ci chiede di lasciare le nostre case, la nostra terra, la nostra famiglia e il nostro lavoro per seguire Lui e il Vangelo (Marco 10:29).

 

Questo perché Lui ci chiede di rinunciare a noi stessi, prendere la nostra croce e seguirlo (Matteo 16:24). Perché, come disse Paolo, quando siamo disposti ad abbandonare per Cristo tutte queste cose che il mondo considera un guadagno, vuol dire che Cristo è il solo nostro guadagno (“Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo” – Filippesi 3:8).

 

Ed è anche perché, quando Dio ci corregge (Ebrei 12:5-6) e ci rende conformi all’immagine del Figlio (Romani 8:29), ci toglie, come fece con Giobbe, tutte le cose che ci sono care su questa terra. Tutto ciò a cui il nostro cuore è cosi affezionato, che sia giusto o peccaminoso, è celato quando lo si ha, ma rivelato nella perdita. Il Signore cerca di mortificare il peccato che è rivelato, mentre cerca di rivelare la giustezza della fede a noi e al mondo che ci osserva.

 

La prova a cui siamo sottoposti non riguarda solo noi

Esatto, le prove che dobbiamo attraversare non riguardano solo noi. Dovremmo sempre ricordare, come nel caso di Giobbe, che c’è sempre molto di più di quello che riusciamo a vedere concretamente. Giobbe per esempio non sapeva che tutto quello che gli stava succedendo, è stato usato da Dio per svergognare Satana.

 

Pietro e i discepoli non avrebbero mai saputo del coinvolgimento di Satana nelle loro tentazioni durante la settimana della Passione se Gesù non glielo avesse detto (Luca 22:31).

 

Allo stesso modo, molto spesso noi stessi non siamo a conoscenza delle lotte divine in cui siamo coinvolti. Ma questi testi, come altri, ci ricordano che il combattimento è in corso, e che dovremmo stare attenti a non saltare a conclusioni affrettate basate solo sulla nostra percezione degli eventi.

 

 

Dio ci toglie qualcosa per la nostra gioia

La cosa essenziale da ricordare è che tutto ciò che Dio fa per noi come suoi figli è per il nostro bene. Lui è benedetto sia nel darci sia nel toglierci, perché entrambe le cose sono per il nostro bene.

 

Spesso, è nella perdita che il nostro vero amore e la nostra fede sono riscoperte, il che è una grande grazia, sia per noi e spesso anche per altri. E molte volte, in questi tempi, i doni di maggior valore, più soddisfacenti, più vantaggiosi e duraturi e che sono di benedizione ad altri, scaturiscono dalle nostre perdite.

 

 

(Traduzione a cura di Gloria Leccese)

 

Tematiche: Chiesa, L'amore di Dio, Teologia, Vita Cristiana

Jon Bloom

Jon Bloom

 

È cofondatore, presidente del consiglio direttivo e scrittore per Desiring God. Ha scritto tre libri intitolati Non per visione, Realtà che non si vedono e Don’t follow your heart. Lui e sua moglie hanno cinque figli e vivono a Minneapolis.

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