Cos’è il vero risveglio?
Che cosa dobbiamo pensare del Risveglio di Asbury? (1)
Dato che non ho partecipato né seguito alcuno di quegli incontri e che dobbiamo ancora vedere quale sarà il frutto a lungo termine di questi eventi, l’unica risposta responsabile è: “Non lo so”. Certamente dobbiamo sperare che si tratti di una potente opera dello Spirito Santo ed essere riconoscenti per ogni buona notizia che ascoltiamo. Allo stesso tempo, non significa spegnere lo Spirito se ci poniamo delle domande chiarificatrici e, in generale, se aspettiamo di vedere se, guardando indietro tra mesi o anni, i peccatori siano stati veramente convertiti, le vite siano state trasformate in modo duraturo e le chiese rese più vive grazie agli eventi di questi giorni.
Lo scopo di questo scritto non è parlare di Asbury, ma della Bibbia. Anche se la Bibbia non usa il termine “risveglio”, essa descrive momenti nella vita del popolo di Dio in cui avviene un cambiamento improvviso e sorprendente. Che lo si chiami “risveglio”, “rinnovamento” o “riforma”, nella storia, compresa quella biblica, ci sono stati tempi in cui Dio, che normalmente opera attraverso i giorni comuni (cfr. Zaccaria 4:10), ha scelto di agire in modi straordinari.
Forse l’esempio più chiaro e completo di un “risveglio” biblico si trova durante il regno del re Giosia. Era circa il 640 a.C. e Giuda si trovava in pessime condizioni. Dopo alcuni anni positivi sotto il re Ezechia, la nazione era precipitata con i cinquantacinque anni del malvagio re Manasse. I due anni successivi, sotto il re Amon, non furono certo migliori: “Egli fece ciò che è male agli occhi del SIGNORE, come aveva fatto Manasse suo padre. imitò la condotta di suo padre, servì quegli idoli che aveva servito suo padre e li adorò” (2 Re 21:20-21).
Il paese appariva senza speranza. Il popolo di Dio era in declino. Non c’era molto di cui rallegrarsi, ma Dio, per mezzo di un’opera sovrana e sorprendente del suo Spirito, portò riforma e infuse nuova vita al suo popolo. Il rinnovamento donato da Dio in Giuda, come ogni vero risveglio, fu contrassegnato da alcune caratteristiche ben precise.
Eccone cinque.
1 – Il segno più importante di un risveglio è la riscoperta della Parola di Dio (2 Re 22:1-2, 8-10)
Immagina la scena: qualcuno del personale della tua chiesa risale dalla cantina e dice: “Pastore, non ci crederai! Ho trovato una Bibbia laggiù! Ti ricordi, secoli fa, quando leggevamo la Bibbia? Ebbene, ne ho trovata una! E devo dirti che siamo nei guai. Ho visto i comandamenti di Dio per noi, e siamo totalmente fuori strada”. È più o meno quello che accadde ai tempi di Giosia: la riscoperta del libro della legge fu la scintilla che accese il risveglio nella nazione.
“Andate a consultare il Signore per me, per il popolo e per tutto il regno di Giuda, riguardo alle parole di questo libro che si è trovato; poiché grande è l’ira del Signore che si è accesa contro di noi, perché i nostri padri non hanno ubbidito alle parole di questo libro e non hanno messo in pratica tutto quello che in esso ci è prescritto” (2 Re 22:13).
“Il re, stando in piedi sul palco, fece un patto davanti al Signore, impegnandosi a seguire il Signore, a osservare i suoi comandamenti, i suoi precetti e le sue leggi con tutto il cuore e con tutta l’anima, per mettere in pratica le parole di questo patto, scritte in questo libro. Tutto il popolo acconsentì al patto” (2 Re 23:3).
“Giosia fece anche sparire gli evocatori di spiriti e gli indovini, gli idoli domestici, gli idoli e tutte le abominazioni che si vedevano nel paese di Giuda e a Gerusalemme, per mettere in pratica le parole della legge, scritte nel libro che il sacerdote Chilchia aveva trovato nella casa del Signore. Prima di Giosia non c’è stato re che come lui si sia convertito al Signore con tutto il suo cuore, con tutta l’anima sua e con tutta la sua forza, seguendo in tutto la legge di Mosè; e, dopo di lui, non ne è sorto uno simile” (2 Re 23:24-25).
Dall’inizio alla fine, la potente opera di Dio nel paese fu guidata dalla Parola. “Cosa dice? Cosa dobbiamo fare? Dimmelo chiaramente”, disse Giosia. “Noi saremo un popolo del Libro”.
Un vero risveglio è intriso di Bibbia. Non si tratta semplicemente di un forte desiderio di cose spirituali. Il mondo ha molti che hanno sete di spiritualità, ma il risveglio che viene da Dio porta un fervore per la Bibbia: vivere, sentire, cantare, pregare, lavorare e adorare in conformità con la Parola di Dio.
Ai nostri giorni, la Bibbia non verrà riscoperta semplicemente mentre si “ripara il tempio”; sarà quando lo Spirito soffierà che l’autorità della Scrittura sarà riconosciuta di nuovo. I predicatori predicheranno con maggiore unzione, proclamando linea su linea dalla Bibbia. I ministri parleranno ai peccatori come uomini che stanno per morire, rivolgendosi ad altri uomini che stanno per morire. I genitori istruiranno i loro figli nella verità della Parola di Dio. Nei contesti sociali, le conversazioni non saranno più solo su sport o tempo atmosferico, ma si sposteranno sulla Scrittura. Persone di tutte le età avranno fame di leggere, memorizzare e studiare la Bibbia. Ameranno ascoltare una buona predicazione. Ameranno leggere buoni libri. Ci sarà rinnovata fiducia, desiderio e obbedienza a ogni parola e a ogni segno delle Scritture.
È così che comincia un risveglio e senza questo primo segno, c’è ben poca possibilità che gli eventi in questione abbiano un significato duraturo.
2 – Il secondo segno di un vero risveglio è un rinnovato senso del timore di Dio (2 Re 22:11-17)
Possiamo percepire il cuore di Giosia nel versetto 13: “l’ira del Signore che si è accesa contro di noi, perché i nostri padri non hanno ubbidito alle parole di questo libro e non hanno messo in pratica tutto quello che in esso ci è prescritto”. Il rotolo ritrovato era Deuteronomio, il libro della legge, con i Dieci Comandamenti e tutte le norme date al popolo di Dio. Giosia comincia a leggere passi come:
“E quando si insedierà sul suo trono reale, scriverà per suo uso, in un libro, una copia di questa legge secondo l’esemplare dei sacerdoti levitici. Terrà il libro presso di sé e lo leggerà tutti i giorni della sua vita, per imparare a temere il Signore, il suo Dio, a mettere diligentemente in pratica tutte le parole di questa legge e tutte queste prescrizioni” (Deuteronomio 17:18-19).
“Guardatevi dal dimenticare il patto che il Signore, il vostro Dio, ha stabilito con voi e dal farvi una scultura che sia immagine di qualsiasi cosa che il Signore, il tuo Dio, ti ha proibita. Poiché il Signore, il tuo Dio, è un fuoco che divora, un Dio geloso” (Deuteronomio 4:23-24).
Giosia prende sul serio la Parola di Dio perché prende sul serio Dio stesso. Comprende che “il timore del SIGNORE è il principio della sapienza” (cfr. Prov. 9:10). Quando arriva un risveglio, Dio si fa vicino e la sua presenza produce riverenza e timore santo. Sia che si convertano per la prima volta o che vengano riportati a Dio in un modo nuovo, nel vero risveglio i peccatori diventano nuovamente consapevoli della santità di Dio.
3 – Il terzo segno di un vero risveglio è un ritorno a Dio tramite confessione e pentimento (2 Re 22:18-20)
Un cuore rotto e uno spirito contrito Dio non li disprezza. Il pentimento non è semplicemente dire “mi dispiace”. È abbandonare la bruttezza del peccato e correre a Dio per ricevere misericordia. È stare davanti al Dio santo, umiliati e vergognosi, e riconoscere con Davide: “Sono io l’uomo!”. È gridare dal profondo: “Mio Dio, mio Dio perché mi hai accettato?”. Quando lo Spirito di Dio opera, le coscienze vengono trafitte e i peccatori confessano i loro peccati. Al tempo stesso, il pentimento suscitato dallo Spirito conduce alla fede in Gesù Cristo e nella sua opera di espiazione sulla croce (cfr. Marco 1:15).
4 – Il quarto segno di un vero risveglio è un rinnovato impegno spirituale e una responsabilità reciproca (2 Re 23:1-3)
Questo è ciò che il popolo di Dio faceva nell’Antico Testamento. Rinnovavano continuamente il patto, nel deserto, nella terra promessa, al ritorno dall’esilio. Quando Dio suscitava un risveglio, il suo popolo cominciava a dirsi l’un l’altro: “È tempo di metterci seriamente, di rinnovare il nostro impegno”. Non si trattava solo di un’esperienza personale di rinnovamento. C’era un impegno pubblico e collettivo verso la santità. Il 16 marzo 1742, per esempio, la congregazione di Jonathan Edwards entrò in un patto. Tutti i membri della chiesa, dai quindici anni in su, fecero promesse impegnative di evitare il peccato, amare il prossimo, dedicare la propria vita al servizio religioso e camminare rettamente davanti a un Dio santo. Il rinnovato impegno collettivo è uno dei segni di un vero risveglio.
5 – Infine, un vero risveglio si distingue per una riforma della vera pietà (2 Re 23:21-25).
Quando il risveglio giunge in una chiesa o in una comunità, la pietà viene riformata. Le persone cominciano a vivere secondo ciò che professano. Invece di confondersi con le tendenze culturali circostanti, il popolo di Dio emerge e si distingue. Tornano a Dio e riformano le loro vie. Cercano fedeltà alla Parola, non alle mode del mondo.
La riforma della vera pietà implica due elementi: una rottura decisa con i comportamenti peccaminosi del passato e un desiderio fervente di obbedire alla Parola di Dio nel presente. Vediamo entrambi sotto il regno di Giosia: i santuari, gli altari, i luoghi elevati e i falsi dèi vengono distrutti; e la Pasqua viene reintrodotta. Questo è ciò che Dio richiedeva in Deuteronomio 18. E Giosia agisce rapidamente: senza scuse, senza ritardi, solo obbedienza immediata. Nel risveglio, Dio coltiva un nuovo odio per il peccato e una nuova fame di giustizia.
Conclusione
Che cos’è, dunque, un vero risveglio? Non è spiritualità generica, né semplice emotività, né idealismo utopico. Un vero risveglio si riconosce per la riscoperta della Parola di Dio, per il rinnovato timore di Dio, per il ritorno a Dio attraverso confessione e pentimento, per un rinnovato impegno spirituale come popolo di Dio e, infine, per una riforma della vera pietà. Che usiamo o meno la parola “risveglio”, questo è ciò per cui dovremmo pregare e questi sono i segni che dovremmo usare per valutare ogni movimento di fervore religioso – passato, presente o futuro.
Consigliamo la lettura di Pentecoste – Le basi bibliche per capire il risveglio spirituale, di Iain H. Murray, Ed. Coram Deo.
(1) Per più informazioni riguardo all’Asbury Revival vedi https://www.asbury.edu/about/revival-history/outpouring/
Tematiche: Risveglio spirituale, Spirito Santo
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