Qui noi stiamo – Giorno 29 – Il pastore organizzatore
Johannes Bugenhagen, 1458-1558
L’opera Der Weinberg des Herrn (1569) di Lucas Cranach il Giovane, esposta nella chiesa di Santa Maria a Wittenberg, in Germania, raffigura i riformatori di Wittenberg intenti a lavorare fianco a fianco, come contadini su un pendio: si prendono cura delle piante che crescono e raccolgono i frutti del loro lavoro. Sebbene il lavoro sia duro, l’impegno di questi riformatori che collaborano gli uni con gli altri porta decisamente frutto.
Accanto al celebre Martin Lutero, all’erudito Filippo Melantone e a molti altri, Johannes Bugenhagen, pastore della chiesa di Santa Maria, è raffigurato con una veste chiara mentre zappa la terra. Sebbene non fosse neppure lontanamente famoso o prolifico quanto Lutero e Melantone, Bugenhagen lavorò al loro fianco con costanza, prima a Santa Maria e, in seguito, all’Università di Wittenberg.
Un riformatore, quattro ruoli
Sebbene fosse principalmente un pastore, Johannes Bugenhagen ‒ noto anche come Johannes Pomeranius ‒ contribuì alla Riforma ricoprendo quelli che Kurt Hendel sintetizza in quattro ruoli distinti: teologo, esegeta, pastore, riformatore sociale e organizzatore della vita ecclesiale (Hendel 2015).
Come teologo, Bugenhagen fu in gran parte autodidatta: ricevette una formazione teologica formale piuttosto limitata, ma si dedicò ampiamente alla lettura delle Scritture e degli scritti dei Padri della Chiesa. Dotato di una particolare padronanza del latino, Bugenhagen conseguì infine un dottorato in teologia presso l’Università di Wittenberg, dove ottenne anche un incarico di insegnamento della teologia. Sul piano esegetico, Bugenhagen è forse ricordato soprattutto per il suo commento ai Salmi del 1524, ma scrisse anche commentari su Geremia e Matteo e realizzò una traduzione della Bibbia in basso tedesco.
Poiché la principale vocazione di Bugenhagen fu quella di parroco della chiesa di Santa Maria a Wittenberg, incarico che ricoprì per tre decenni, gran parte della sua attività quotidiana ebbe carattere pastorale. Tuttavia, tra i suoi diversi ruoli Bugenhagen sembrò particolarmente capace di dare struttura alle giovani chiese della Riforma e alla vita urbana che si sviluppava intorno a esse.
Guidando un movimento
L’abilità di Bugenhagen nel creare nuove strutture ecclesiastiche per le parrocchie, le città e le regioni che aderivano alla Riforma era, in realtà, qualcosa di più di una semplice funzione che ricopriva. Walter Ruccius descrive infatti il suo lavoro amministrativo come uno dei due particolari doni di cui era dotato. Accanto a una ferrea “lealtà verso ciò che egli riteneva essere la verità”, scrive Ruccius, Bugenhagen possedeva “il dono dell’ordine” (citato in John Bugenhagen Pomeranus, James M. Martin). Bugenhagen utilizzò questo suo “dono dell’ordine” per creare solide strutture sociali e di governo per le nuove comunità della Riforma.
In particolare, le Kirchenordnungen di Bugenhagen, ossia gli «Ordinamenti ecclesiastici», descrivono dettagliatamente i rapporti di interdipendenza tra gli organi politici e le chiese locali, nonché l’organizzazione interna delle singole chiese. La possibilità di condividere e modificare in modo efficiente queste strutture civili ed ecclesiali fu fondamentale per la rapida diffusione della Riforma, dapprima in Germania e poi in Scandinavia.
In quanto uomo profondamente orientato alla teologia e dotato di eccezionali capacità organizzative, Bugenhagen contribuì alla Riforma soprattutto attraverso le strutture concrete e altamente pratiche che progettò e mise in atto. Sebbene le procedure previste dalle Kirchenordnungen possano apparire bizzarre alla luce della nostra moderna concezione dei rapporti tra Chiesa e Stato, l’opera di Bugenhagen testimonia l’importanza dei doni amministrativi nella diffusione del Vangelo.
Amicizia con Lutero
Nel bel mezzo delle sue attività di scrittura, organizzazione, progettazione e dei numerosi viaggi, Bugenhagen mantenne stretti rapporti con i riformatori di Wittenberg, ai quali era legato sia come amico sia come pastore. Era particolarmente vicino a Lutero. Bugenhagen celebrò il matrimonio di Lutero e Caterina von Bora, battezzò i loro figli e fu il confessore di Lutero.
Quando, dunque, il 22 febbraio 1546 Bugenhagen pronunciò il sermone al funerale di Lutero, temeva di “non riuscire a pronunciare una sola parola a causa delle lacrime”. Dopo aver ringraziato Dio per il coraggio con cui Lutero aveva sfidato la corruzione nella Chiesa cattolica romana, anche di fronte a “persecuzioni e calunnie”, Bugenhagen pregò: “Proteggi la tua povera cristianità. […] Conserva nella tua Chiesa predicatori fedeli e buoni” (“A Christian Sermon”).
Polemiche sul vigneto
Come Bugenhagen pregava per la fedeltà e la perseveranza nell’opera di predicazione, così Der Weinberg des Herrn di Cranach raffigura i riformatori di Wittenberg come un gruppo di evangelisti e predicatori impegnati insieme a coltivare e far crescere la Chiesa fino alla maturità, per il bene di Cristo.
Tuttavia, sia la retorica di Bugenhagen sia le rappresentazioni della chiesa nelle opere di Cranach tendono ad avere un carattere fortemente polemico. Sull’altro versante della collina, in Der Weinberg, Cranach raffigura le autorità della chiesa romana mentre distruggono sconsideratamente le viti, bruciano i raccolti e riempiono i pozzi di pietre. Ebbene, le descrizioni della chiesa romana da parte di Bugenhagen costituiscono l’equivalente verbale del dipinto di Cranach: nel sermone funebre di Lutero, Bugenhagen denuncia “le sfacciate, atroci e grandi bestemmie degli avversari e dei sacerdoti e monaci ostinati” e il “papa gravemente colpevole”, mentre ricorre a un linguaggio apocalittico per paragonare la Chiesa di Roma a Babilonia.
L’attacco raffigurato nella pala d’altare di Cranach e la retorica di Bugenhagen indicano ciò che è realmente in gioco nella Riforma e l’urgenza apocalittica avvertita dai riformatori: la Chiesa è una vigna che appartiene a Gesù. Se Cristo fosse tornato all’improvviso per annunciare la fine dei tempi, un evento che Bugenhagen era convinto sarebbe avvenuto presto, egli aveva tutta l’intenzione di farsi trovare alacremente al lavoro “nella vigna del Signore”, insieme ai suoi compagni di Wittenberg.
Traduzione a cura di: Luigi Cauto Agostinis
Questo articolo fa parte della serie “Qui noi stiamo“, per ricordare che cinque secoli fa, la coraggiosa presa di posizione di Martin Lutero diede il via alla Riforma, ma egli non era solo. La Riforma fu un movimento che vide protagonisti molti eroi, noti e ignoti, capaci di plasmare la storia.
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Tematiche: Qui noi stiamo - I riformatori
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