La sovranità di Dio sul Leviatano e il Behemoth

 

 

 

K. Chesterton afferma che mentre Giobbe ascoltava i discorsi di Dio, si sentiva “l’atmosfera terribile e tremolante di qualcosa che è troppo grande per essere spiegato. Il rifiuto di Dio di spiegare il suo proposito è esso stesso un indizio lampante del suo proposito”.

 

Quello che viene trasmesso a Giobbe e a noi nelle descrizioni del Behemoth e del Leviatano è davvero troppo bello per essere raccontato.

 

Eppure è vero.

 

Il Leviatano e il Behemoth, simboli del regno delle tenebre

 

Sembra che il Behemoth possa essere la rappresentazione leggendaria del simbolo della morte e il Leviatano, nell’immaginario biblico, è l’arcinemico di Dio. Nel Leviatano vediamo la rappresentazione della bestialità, del terrore, del male puro. Quando, al culmine della sua descrizione, leggiamo che “è re su tutte le belve più superbe” (Gb. 41:26), stiamo leggendo di colui che altrove è chiamato “Belzebù, principe dei demoni” (Mat. 12:24).

 

Il secondo discorso di Dio a Giobbe affronta il problema del male soprannaturale nel creato. Questo è chiaro in Giobbe 40:8-14. Giobbe ha messo in dubbio la giustizia di Dio (40:8). Così Dio lo sfida a giudicare tutta la terra (40:11), cioè ad abbassare i superbi e a castigare i malvagi (40:12). “Se puoi fare questo”, dice il Signore in sostanza, “allora ammetterò che tu possa salvarti. Ma non puoi” (cfr. Gb. 40:14).

 

Se pensavamo che il male fosse qualcosa di terribile, quando ci troviamo faccia a faccia con il Leviatano ci rendiamo conto che è infinitamente più spaventoso di quanto avessimo pensato.

 

Così il Behemoth e il Leviatano non arrivano come un anticlimax, ma piuttosto sono legati a storie ben conosciute per far capire che solo il Signore può controllare il male. Il Leviatano è “il principe di questo mondo” (Giov. 12:31), “il principe della potenza dell’aria”, quella sfera soprannaturale che sta al di sopra di noi, ma sotto il cielo di Dio (Ef. 2:2).

 

Ecco, quindi, una bestia mostruosa che è il dominatore di tutti i superbi. “Se lo puoi domare, Giobbe, allora possiamo essere sicuri che puoi domare tutti i superbi. Ma non puoi, Giobbe, vero?”.

 

In effetti vediamo in Giobbe 19 che è proprio questa creatura che sta facendo del male a Giobbe e che ha reso la sua vita una vera e propria miseria per tutto il tempo. Giobbe non può affrontarlo. Lo scopo di Giobbe 41 è quello di farci tremare di fronte al potere imponente e terrificante del principe del male.

 

Se pensavamo che il male fosse qualcosa di terribile, quando ci troviamo faccia a faccia con il Leviatano ci rendiamo conto che è infinitamente più spaventoso di quanto avessimo pensato. “Non puoi cominciare ad affrontare il problema del male, Giobbe, e tu lo sai”.

 

 

Il diavolo è il diavolo di Dio

 

“Invece, io posso”, dice il Signore. Questo è il punto.

 

Questa bestia mostruosa è “una creatura” (41:33), una creatura del creato. “Io l’ho creato, e posso domarlo ed è al mio guinzaglio, anche se non può stare al tuo” (cfr. 41:5). Vediamo una simile nota umoristica nel Salmo 104:26, con la sua descrizione del Leviatano come posto nel mare per divertirsi, come un genitore potrebbe mettere un bambino indisciplinato in un posto sicuro per giocare.

 

Ecco il punto. Un passante entra in un cortile ed è terrorizzato dai cani feroci, che ringhiano e si avventano sulle sue gambe. È spaventato. La domanda che deve farsi è: “Questi cani sono legati in qualche modo? Sono al guinzaglio? C’è un padrone nei paraggi che può richiamarli?”.

 

Mentre Giobbe soffre, la sua più grande e profonda paura è che la bestia che lo attacca sia incontrollata, che gli attacchi continuino per sempre, con una ferocia senza limiti, e che la bestia abbia avuto campo libero, accesso illimitato, a Giobbe e alla sua vita. Teme che non esista un Dio sovrano che tenga il male al guinzaglio.

 

Invece esiste e quando Giobbe lo capisce, è pieno di stupore (42:2). Noi lettori lo abbiamo già visto nei capitoli 1 e 2, in cui è chiaro che Satana è tenuto a freno (1:12; 2:6). In entrambe le occasioni ubbidisce alla lettera. Satana, il Leviatano, è una bestia terribile, ma non può andare un centimetro oltre il guinzaglio al quale il Signore lo tiene legato.

 

Satana, il Leviatano, è una bestia terribile, ma non può andare un centimetro oltre il guinzaglio al quale il Signore lo tiene legato

 

Tutto questo non risponde alle nostre domande. Non ci dà uno schema filosoficamente ordinato che possa spiegare il problema della sofferenza e del male. Fa, però, qualcosa di più profondo: ci apre gli occhi su chi è Dio. È l’unico Dio, senza rivali. Anche il mistero del male è un Suo mistero. Anche Satana, il Leviatano, è il Satana di Dio nel senso che è “l’animale domestico di Dio”, se vogliamo usare queste parole.

 

Questo significa che quando soffriamo, e quando ci troviamo insieme ad altri che soffrono, possiamo, con assoluta fiducia, inchinarci a questo Dio sovrano, sapendo che, sebbene il male possa essere terribile, non può e non potrà mai andare oltre il guinzaglio che Dio gli ha messo al collo. Inoltre, non andrà avanti per sempre, perché Colui al quale noi apparteniamo è Dio.

 

 

Una vittoria a caro prezzo

 

Solo nel Nuovo Testamento apprendiamo quanto è costato a Dio vincere il Leviatano. Né il Behemoth né il Leviatano possono essere sconfitti mediante una forza più grande dello stesso tipo; il male non può essere sconfitto dal male, ma solo dalla sofferenza redentiva della bontà pura. Questa non è stata una vittoria olimpica conquistata su alte vette da un dio tirannico e remoto.

 

Al culmine del libro di Giobbe c’è la certezza che sia la morte (il Behemoth) sia colui che detiene il potere della morte (il Leviatano) sono creature sotto il totale controllo del Dio sovrano che è il nostro Salvatore.

 

 

Al contrario, questa vittoria è stata conquistata, paradossalmente, sulla croce di Cristo. Come spiega lo scrittore della Lettera agli Ebrei: la ragione per cui il Figlio di Dio è diventato un essere umano a tutti gli effetti è stata quella di “distruggere con la morte colui che ha il potere sulla morte, cioè il diavolo” (Eb. 2:14). La ragione per cui il Leviatano ha una presa sugli esseri umani è perché ci siamo arresi alla sua crudele sovranità ribellandoci a Dio, “il dardo della morte è il peccato” (1 Cor. 15:56). Dobbiamo a questa bestia mostruosa e malvagia la nostra oscura fedeltà e non possiamo sfuggire alle sue grinfie finché il nostro debito non è pagato. Eppure, quel debito è stato pagato alla croce:

 

“Voi, che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i nostri peccati; egli ha cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti ci condannavano, e l’ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce; ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce”. (Col. 2:13-15)

 

 

Il nostro Dio si occupa delle nostre ferite, perché le porta tutte nella persona del suo unico Figlio. Quando l’oscurità della presenza del Leviatano ci sommerge, possiamo rivolgerci con fiducia solo a questo Salvatore.

 

 

Conforto per i sofferenti e i peccatori

 

Il male mi spaventa. È fatto apposta. Devo essere umiliato dal male soprannaturale in modo da capire profondamente che è troppo forte per me, che non posso resistere da solo. La morte e colui che detiene il potere della morte, cioè il diavolo, sono troppo forti per me, ma la mia risposta non deve sfociare nel terrore.

Al culmine del libro di Giobbe c’è la certezza che sia la morte (il Behemoth) sia colui che detiene il suo potere (il Leviatano) sono creature sotto il totale controllo del Dio sovrano che è il nostro Salvatore.

 

La certezza che egli può fare ogni cosa, che nessun suo proposito può essere contrastato, è il conforto di cui ho bisogno nella sofferenza e l’incoraggiamento che desidero quando sono terrorizzato dal male.

Lui non permette semplicemente il male, ma lo comanda, lo controlla e lo usa per i suoi buoni propositi. L’azione più malvagia nella storia della razza umana, il momento in cui il Leviatano e il Behemoth sembravano avere la vittoria, è stato il momento portato avanti dal “determinato consiglio e la prescienza di Dio” (At. 2:23). Questo fu il momento della sconfitta definitiva del Behemoth e del Leviatano.

 

Questo Dio che sa come usare il male soprannaturale per adempiere i suoi scopi per il bene ultimo, e lo farà, può usare le irruzioni più oscure nella mia vita per i suoi invincibili piani per il mio bene in Cristo. Alleluia! Gesù è il Salvatore.

 

 

 

C. Ash è l’autore del libro edito da Coram Deo

 

 

 

Traduzione a cura di Andrea Lavagna

 

 

Tematiche: Battaglia spirituale, Sovranità di Dio

Christopher Ash

Christopher Ash 

 

E’ pastore, autore e scrittore in residenza a Tyndale House, Cambridge. E’ l’autore del libro edito da Coram Deo: “Il libro che il tuo pastore vorrebbe che tu leggessi, ma è troppo imbarazzato per chiedertelo”.

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