L’atteggiamento che favorisce l’unità
“Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale,
pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo,
divenendo simile agli uomini …umiliò se stesso,
facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce”.
(Filippesi 2:5-8)
Una chiesa è, o dovrebbe essere, un insieme di persone molto diverse tra loro, con background, personalità ed esperienze differenti. Eppure siamo anche “tutti uno in Cristo Gesù” (Galati 3:28). Se vogliamo che questa verità sia una realtà esperienziale invece che un semplice slogan, è di vitale importanza prestare attenzione a ciò che la Bibbia ha da dire sul tipo di atteggiamento che favorisce l’unità. Fondamentalmente, Paolo ci mostra che l’armonia si ottiene concentrando la nostra attenzione sull’umiltà del Figlio di Dio.
Paolo ci fornisce le fondamenti teologici che daranno origine all’umiltà: “Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio…”. Gesù è eternamente, totalmente Dio. Non c’è mai stato un momento in cui non fosse Dio. Iniziando da qui, Paolo rende evidente la portata dell’umiltà di Cristo. Infatti, pur essendo pienamente Dio, Gesù “non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente”. “Il posto più elevato che il cielo concede è suo per diritto sovrano”,1 ma egli aveva una priorità più grande della propria gloria ininterrotta: mettere deliberatamente e volontariamente da parte le prerogative che gli spettavano in quanto uguale a Dio. Non solo, ma Gesù si è ulteriormente umiliato facendosi nulla. Non lo fece con la sottrazione della divinità, ma con l’aggiunta dell’umanità, “prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini”. Diventò un servo terreno tanto quanto era stato il sovrano celeste. Tuttavia, la sua umiliazione non era ancora completa. Egli si umiliò ulteriormente “facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce”. Scelse di nascere come un bambino, di vivere come un uomo, di soffrire come un emarginato, e di morire come un criminale. Permutò l’omaggio degli angeli con l’odio degli uomini. Ti rendi conto di quanto particolare sia tutto questo nel panorama delle religioni mondiali? Non c’è nulla di simile da nessun’altra parte! A prima vista, questi dettagli sull’umiltà di Gesù possono sembrare nient’altro che una teologia impraticabile e approssimativa. Di fatto, però, la sua umiltà è capace di trasformare i nostri atteggiamenti e le nostre azioni quotidiane all’interno delle nostre famiglie ecclesiali. Infatti, quando vediamo questa stupefacente e insondabile realtà del Creatore dell’universo che scende in questo mondo, prende la stessa umanità che abbiamo noi, cammina con noi e calpesta la terra polverosa, tutto per noi, vediamo come siamo chiamati a vedere i nostri compagni di fede. “Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù”, ci ordina la Parola di Dio. In che modo puoi guardare ai bisogni degli altri? In che modo puoi pensare più a loro che a te stesso? In che modo questa mentalità informerà le preghiere e i dettagli pratici della tua giornata?
Questo articolo è tratto da Verità per la vita, volume 2, di Alistair Begg (Ed. Coram Deo)
Foto di Sharon Waldron su Unsplash
Tematiche: I nostri libri, Tratto dai nostri libri, Verità per la vita 2
© Coram Deo
Il presente articolo può essere utilizzato solo facendone previa richiesta a Coram Deo. Non può essere venduto e non si può alterare il suo contenuto.

