Le Bibbie cartacee sono meglio di quelle elettroniche

 

Come gli schermi plasmano la nostra lettura

 

 

Nel 2001 ricevetti un regalo dai miei genitori che avevo desiderato da tempo. Lo trovai sotto l’albero di Natale da parte di mamma e papà: la prima edizione della Bibbia English Standard Version ed è stata la mia prima Bibbia che ho avuto dopo aver lasciato casa loro. Fu anche la prima Bibbia che lessi dall’inizio alla fine e che continuai a leggere con costanza; in effetti, la sto’ ancora utilizzando oggi, ben vent’anni dopo. Diverse pagine ormai sono lacerate o strappate e ci sono degli scarabocchi, alcuni mi sono utili tuttora mentre la maggior parte ormai sono solo annotazioni. Di recente la copertina si è staccata e mia moglie l’ha fatta restaurare in occasione della Festa del papà l’anno scorso, rimettendola a posto e in modo che posso continuare a usarla.

Durante gli anni spesso ero tentato di metterla da parte e non usarla più. Col passare del tempo tutto è diventato più digitale e ho pensato che usare una versione cartacea non era più al passo coi tempi. Per un po’ di tempo ho provato a leggere la Bibbia su un laptop o iPad, per un periodo ancora più lungo ho provato anche a leggere la Bibbia su Kindle. I media digitali con un rapido click sono in grado di provvedere commentari e note, offrono il vantaggio di poter copiare e incollare parti del testo, per poi usarli successivamente.

Eppure, per qualche ragione sconosciuta, questi mezzi di elettronica col tempo sembravano essermi più d’intralcio che d’aiuto. Che sia dovuto ai miei occhi, alla mia mancanza di concentrazione o alla mia fascinazione con lo sfogliare pagine cartacee, con tutti questi pixel sentivo che mi mancava qualcosa. Spiritualmente non mi sentivo così determinato, calmo o in pace mentre spendevo ore a guardare lo schermo. In aggiunta a tutto questo, altri mezzi elettronici tendevano ulteriormente a distrarmi. In un modo o nell’altro, tornavo sempre alla mia vecchia Bibbia cartacea.

Ora forse sto iniziando a capire perché.

 

Le Bibbie cartacee permettono di leggere la Bibbia in modo diverso

Proprio mentre inizia un nuovo anno, voglio incoraggiarti a unirti a me nel fare una decisione controcultura: prendi una Bibbia cartacea e leggila in modo diverso rispetto a quando leggi qualcosa sul tuo telefono o computer, fa che la Parola di Dio diventi la tua rocca d’appoggio in un mondo pieno di informazioni sabbiose. Non ti sto’ chiedendo necessariamente di scegliere una vecchia Bibbia, strappata, scarabocchiata e rovinata come la mia. Quando leggi chiediti se la Bibbia cartacea sta facendo la differenza mentre quotidianamente spendi il tuo tempo personale con Dio. Al di là della mia esperienza personale, bisogna tenere in considerazione i risultati di diverse ricerche sull’uso di materiale elettronico nella lettura.

 

Non pretendo che tutti seguiranno il mio consiglio. Se avere uno schermo ti va a pennello, ben venga! Fai attenzione però a non cadere nelle trappole della distrazione digitale e dei raccorciati livelli di attenzione causati dagli schermi digitali. Non voglio dettar legge, mi rendo conto che questo è solo un piccolo commento su carta al margine di una generazione digitale come la nostra; il mio è solo un piccolo incoraggiamento a riflettere.

 

Le Bibbie cartacee permettono una lettura approfondita anziché superficiale

 

Sono passati dieci anni da quando Nicholas Carr suonò il campanello d’allarme nel suo libro The Shallows: what the Internet is doing to our brains. “Una mente calma, focalizzata, senza distrazioni è oggi gradualmente rimpiazzata da un nuovo tipo di mente chiamata a digerire un gran numero di informazioni in pochi, frammentati e multipli secondi”. Col passare degli anni un numero sempre maggiore di persone si sta rendendo conto di questo problema.

 

Alcuni oggi parlano di cervelli bilaterali. Fin ora abbiamo imparato a sviluppare due tipi di letture a seconda dei canali mediatici che utilizziamo. Una è una lettura lineare, lenta, approfondita, intenzionale, logica, coerente, fatta mentre leggiamo libri di carta. L’altro tipo di lettura, non proprio lineare, è veloce, frammentaria e superficiale, mentre navighiamo, scansioniamo e i nostri occhi saltano da una pagina all’altra mentre leggiamo materiale di formato digitale.

 

Millisecondi di tempo preziosi…

 

Secondo Maryanne Wolf direttore del centro per la ricerca sulla lettura e il linguaggio all’università di Tufts, un aumento di velocità come quello che sperimentiamo in questa società digitale non corrisponde necessariamente a un aumento di conoscenza: “Dobbiamo meditare sul fatto che stiamo perdendo molta informazione con un tipo di lettura veloce, che perde quei pochi cruciali millisecondi necessari per poter raggiungere una lettura approfondita. Questo perché in quei preziosi millisecondi il nostro cervello si attiva nel raggiungere preziose intuizioni e scoperte”.

Se dobbiamo preoccuparci dei problemi legati a questi millisecondi persi per via di letture superficiali, quanto più dovremo preoccuparci di come leggiamo le parole di Dio? Se alcune nostre letture possono richiedere più cura, pazienza, diligenza, intenzionalità, non dovrebbe valere lo stesso per le parole di Dio nella Scrittura?

 

Il problema è piuttosto significativo per i cristiani, i lettori della Bibbia, il “popolo del Libro”, così come sono stati definiti per secoli. Negli scorsi anni, Karen Swallow Prior, professoressa di inglese al seminario battista del Southeastern, scrivendo sul tema di come gli schermi stanno cambiando il modo in cui leggiamo la Scrittura, denotò che la lettura su schermi elettronici non crea gli stessi tipi di circuiti celebrali che una lettura approfondita cartacea è in grado di dare e avvertì sui rischi di un’abituale lettura superficiale sviluppata per mezzo dei mezzi digitali.

 

Karen conclude con un’affermazione che lascia molti lettori stupiti: “Quale ‘popolo del Libro’” i cristiani hanno una chiamata particolare a preservare e promuovere il dono di una lettura approfondita tramite Bibbie cartacee”.

 

Le Bibbie cartacee permettono meditazione anziché mediazione per via dei mezzi di comunicazione

 

Il punto che voglio sottolineare ha a che vedere con la natura mediatica, o meglio mediata, del modo in cui leggiamo tramite schermi digitali. Non si tratta dunque di un dibattito sul fatto che la carta sia migliore oppure no del pixel. La Bibbia è il genere di libro che, fra tutti i libri immaginabili, deve essere letto lentamente, profondamente, minuziosamente, ripetutamente.

 

I testi antichi, specialmente quelli biblici, non furono scritti nel modo in cui la maggior parte dell’informazione funziona oggi: rapidamente, per essere pubblicate e lette di fretta. Piuttosto, come Alastair Roberts nota: “Quando all’epoca i libri erano rari e costosi, i testi tendevano a essere più densi di significato, producendo forme di lettura approfondita, qualcosa che è diventato raro ai giorni nostri”. La Bibbia è un libro del genere: antico, scritto lentamente, non velocemente, copiato con attenzione, inteso per una lettura lenta, minuziosa, attenta e basata su testi multipli. Ecco quello che voglio sottolineare, contrariamente alla corrente di oggi: voglio godere i benefici di una lettura attenta, oggi alquanto impopolare. Le Bibbie cartacee in questo mi sono di aiuto.

 

Non intendo dire che una lettura cartacea lenta sia l’unica via in contrapposizione con le letture digitali. La corrente contemporanea sta’ andando verso il digitale, ciò è inevitabile. In futuro la maggior parte di ciò che leggeremo sarà in formato digitale e il digitale rimane uno strumento tremendamente utile. Sono quasi certo che persino adesso stai leggendo queste righe su formato digitale e va bene. È difficile dire con certezza se il formato digitale stia prendendo piede in modo universale. Tuttavia, se questo è vero, come abbiamo visto in termini di abilità per una lettura approfondita, si tratterà di una grande perdita.

 

La peggiore perdita, però, sarà riguardo alla lettura delle pagine della Scrittura. In un mondo digitale come il nostro serve avere intenzionalità e mantenere una lettura diversificata tra il cartaceo e il digitale, non semplicemente optare per leggere tutto su uno schermo elettronico. Questo approccio credo sia il più saggio, senza sfociare in una lettura completamente digitale specialmente per quanto riguarda le parole di Dio.

 

Le Bibbie cartacee permettono di rallentare e di approfondire

 

In ultima analisi, come ho detto prima, il problema non è il mezzo che usiamo ma la natura mediata delle nostre letture. Abbiamo bisogno di una lettura diretta, lenta, approfondita, che permetta di immergerci con il cuore e la mente nelle parole di Dio, invece che saltare le pagine e i concetti. Dobbiamo rallentare abbastanza da lasciare che il testo parli veramente al nostro cuore, modellandoci, leggendoci, demolendo ciò che deve essere demolito dentro di noi, piuttosto che scorrere paragrafi per informazioni che siano in linea con le nostre nozioni preconcette.

 

I Salmi spesso celebrano un tipo di vita colma, giorno e notte, di meditazione sulle parole di Dio (Salmo 1:2; 63:6; 119:97). Tali meditazioni sono rese possibili quando rallentiamo la lettura, fissiamo i nostri occhi su Dio e le sue opere meravigliose (Salmo 119:15, 27; 145:5), riflettendo (Salmo 77:12; 143:5) nel nostro cuore (Salmo 19:14; 49:3; 77:6).

 

Se sei onesto con te stesso, chiediti se questo tipo di meditazione è conforme a ciò che sperimenti giornalmente quando leggi la Bibbia sullo schermo elettronico. Alcune persone rispondono no a questa domanda e tra questi molti trovano invece aiuto nelle versioni cartacee della Bibbia. Per ragioni sconosciute, spesso riscontro che la mia vecchia Bibbia cartacea mi aiuta a rallentare e a leggere con attenzione.

 

Quindi ripeto, ti incoraggio a seguire il mio esempio e che si tratti di carta o meno, impara a leggere la Bibbia in modo diverso da come leggi su uno schermo, sul telefono o sul computer. Si tratta delle parole di Dio. Rallenta, rumina, dai te stesso in questi preziosi millisecondi e chiedi a Dio di trasformare tali millisecondi in preziosi minuti e ore di meditazione, mentre fai una pausa e trovi diletto in Dio nella sua Parola.

 

 

Traduzione a cura di Ottabio Palombaro

 

 

 

Tematiche: Bibbia, Chiesa, Cristianesimo, Cultura e Società

David Mathis

David Mathis

 

Redattore esecutivo di desiringGod.org, pastore della Cities Church di Minneapolis/Saint Paul, e professore associato al Bethlehem College & Seminary. È marito, padre di quattro figli, e autore di Habits of Grace: Enjoying Jesus through the Spiritual Disciplines.

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