Per quale motivo sono un cessazionista

 

Non scrivo su questo argomento perché ho la risposta finale sulla questione dei doni spirituali, in quanto la questione è difficile e i cristiani che amano Dio e la Bibbia non sono sempre d’accordo.

I lettori dovrebbero sapere che ho cari fratelli che credono nella presenza dei doni dello Spirito. Ci amiamo l’un l’altro anche se siamo diversi su una questione secondaria o terziaria, e allo stesso tempo sosteniamo l’importanza della verità.

Nel corso degli anni mi sono convinto che alcuni dei cosiddetti doni carismatici non vengono più dati e che non sono una caratteristica regolare della vita ecclesiale. Penso in particolare ai doni dell’apostolato, alla profezia, alle lingue, alla guarigione, ai miracoli (e forse al discernimento degli spiriti).

 

Perché qualcuno crede che alcuni dei doni siano stati rimossi? Vi mostrerò che una tale lettura si adatta meglio alla Scrittura e all’esperienza di vita. Le Scritture hanno la priorità sull’esperienza di vita perché la Parola è l’autorità finale, tuttavia essa deve anche essere correlata alla vita e le nostre esperienze dovrebbero indurci a riesaminare nuovamente se abbiamo letto correttamente la Bibbia. Nessuno di noi legge la Bibbia nel vuoto e quindi dobbiamo tornare ripetutamente alle Scritture per assicurarci di averle lette fedelmente.

 

 

Il fondamento degli apostoli e dei profeti

 

Paolo insegna che la chiesa è “edificata sulle fondamenta degli apostoli e dei profeti” (Ef 2:20). Così concludo che tutto ciò che abbiamo bisogno di sapere per la salvezza e la santificazione ci è stato dato attraverso l’insegnamento degli apostoli e dei profeti e che tutto questo ora si trova nelle Scritture.

Dal momento che Dio ha parlato negli ultimi giorni per mezzo del suo Figlio (Eb 1:2) non abbiamo bisogno di ulteriori parole dal Signore per spiegare ciò che Gesù Cristo ha compiuto nel suo ministero, nella sua morte e nella sua risurrezione. Invece, dobbiamo “combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa una volta per sempre ai santi” (Giuda 3).

 

In altre parole, non abbiamo più apostoli come Paolo e Pietro e Giovanni. Loro ci hanno dato quell’insegnamento autorevole mediante il quale la chiesa continua a vivere fino ad oggi e questo è l’unico insegnamento di cui avremo bisogno fino al ritorno di Gesù.

Sappiamo che non appariranno nuovi apostoli poiché Paolo dice espressamente di essere stato l’ultimo apostolo (1 Cor. 15:8) e quando Giacomo, il fratello di Giovanni, morì (Atti 12:2), non fu sostituito da nessuno.

Gli apostoli, in senso tecnico, sono limitati a coloro che hanno visto il Signore risorto e sono stati da Lui incaricati, e nessuno, fin dai tempi apostolici, risponde a tali criteri. Gli apostoli sono stati nominati nei primi giorni della chiesa per stabilire la dottrina ortodossa del cristianesimo biblico, quindi non esiste alcun mandato che ci porti a dire che oggi gli apostoli esistono ancora. Infatti, se qualcuno afferma di essere apostolo, dovremmo preoccuparci perché una tale affermazione apre la porta a un falso insegnamento e a un abuso di autorità.

 

Se il dono dell’apostolato è terminato, allora anche altri doni possono essere cessati, poiché le fondamenta sono già state poste dagli apostoli e dai profeti (Ef 2:20). Partendo quindi da questo punto concludo che anche il dono della profezia è terminato perché i profeti qui identificati sono dello stesso genere di quelli menzionati altrove (cfr. 1 Cor 12;28; Ef 3:5; 4:11). Le prime chiese non possedevano il canone completo della Scrittura, quindi era necessario un ministero profetico autorevole e infallibile per porre le fondamenta della chiesa dei primi tempi.

 

L’argomento biblico più significativo contro ciò che sto dicendo sta nell’affermazione che la profezia del Nuovo Testamento (NT) differisce dalla profezia dell’Antico Testamento (AT). Alcuni sostengono che la profezia dell’AT sia impeccabile mentre la profezia del NT è mista ad errore.

Tuttavia l’idea che i profeti del NT possano commettere errori non è convincente per diverse ragioni.

 

1) L’onere della prova grava su coloro che dicono che la profezia nel NT è di natura diversa dalla profezia nell’AT. I profeti nell’AT erano considerati profeti di Dio solo se erano infallibili (Deut 18:15-22) e lo stesso vale certamente anche nel NT.

 

2) L’ammonimento di giudicare le profezie invece dei profeti (1 Cor 14:29-32; 1 Tess. 5:19-20) è spesso addotto per mostrare che il dono è diverso nel NT. Ma questo ragionamento non è convincente perché l’unico modo per giudicare i profeti in entrambi i Testamenti è mediante le loro profezie. Sappiamo che i profeti non sono di Dio solo se le loro profezie sono false o se le loro parole contraddicono l’insegnamento Scritturale.

 

3) Non abbiamo alcun esempio di un profeta del NT che abbia sbagliato. Agabo non ha commesso un errore nel profetizzare che Paolo sarebbe stato legato dagli Ebrei e consegnato ai Romani (Atti 21:10-11). Dire che ha sbagliato richiede più precisione di quanto le profezie giustifichino. Inoltre, dopo l’arresto di Paolo si appellò alle parole di Agabo, dicendo di essere stato consegnato ai Romani da parte degli Ebrei (Atti 28:17), quindi è chiaro che Paolo non pensava che Agabo avesse commesso un errore. Agabo riportò le parole dello Spirito Santo (Atti 11:28; 21:11), quindi non abbiamo nel NT alcun esempio di profeti le cui profezie erano mischiate ad errore.

 

Alcuni obiettano che la mia visione della profezia sia fuori luogo poiché nel NT c’erano centinaia e migliaia di profezie che non sono state aggiunte al Canone. Questa obiezione non convince poiché lo stesso valeva anche per l’AT. La maggior parte delle profezie di Elia ed Eliseo non sono mai state scritte o inserite. Oppure possiamo pensare ai 100 profeti risparmiati da Abdia (1 Re 18:4). A quanto pare nessuna delle loro profezie è mai stata inserita. Tuttavia, le profezie erano tutte completamente vere e non mischiate con l’errore perché altrimenti non sarebbero stati profeti (Deut 18:15-22). Lo stesso principio si applica alle profezie dei profeti del NT. Le loro parole non sono state registrate, ma se loro fossero stati veramente profeti allora le loro parole sarebbero state infallibili.

 

Ciò che alcuni oggi chiamano “profezie” sono in realtà impressioni da parte di Dio. Egli può usare le impressioni per guidarci e condurci, ma non sono infallibili e devono sempre essere messe provate dalle Scritture. Dovremmo anche consultare dei consiglieri saggi prima di agire su tali impressioni. Amo i miei fratelli e sorelle carismatici, ma quello che oggi chiamano “profezia” non è in realtà il dono biblico della profezie poiché le impressioni date da Dio non sono affatto la stessa cosa delle profezie.

 

 

E le lingue?

Il dono delle lingue è una questione ancor più difficile. In Atti (2:1-4; 10:44-48; 19:1-7) questo dono significa che l’era del compimento è arrivata dove si stanno realizzando le promesse dell’alleanza di Dio. I brani di 1 Corinzi 14:1-5 e Atti 2:17-18 suggeriscono che le lingue interpretate (o comprese) sono equivalenti alla profezia. Sembra, quindi, che profezia e lingue siano strettamente collegate. Se la profezia è conclusa, probabilmente anche le lingue sono terminate. Inoltre, è chiaro dagli Atti che il dono significa conversare in lingue straniere (Atti 2) e Pietro sottolinea, nel caso di Cornelio e dei suoi amici, che i pagani hanno ricevuto lo stesso dono degli ebrei (Atti 11:16-17).

 

Né è probante dire che il dono in 1 Corinzi 12-14 sia di diversa natura (cioè, espressioni estatiche). Il termine lingue (glōssa) denota invece un codice linguistico, una lingua strutturata, non casuale o una vocalizzazione libera. Quando Paolo afferma che nessuno capisce chi parla in lingue perché pronuncia misteri (1 Cor. 14;2) non suggerisce che il dono sia diverso da quello che troviamo negli Atti. Coloro che ascoltarono le lingue degli Atti compresero ciò che si diceva poiché loro stessi conoscevano le lingue che gli apostoli stavano parlando. Se nessuno conosce la lingua ne consegue che il parlante pronuncia misteri (poiché non si comprende cosa dice). Nemmeno la questione di 1 Corinzi 13:1 (le lingue degli angeli) sostiene l’idea che il dono delle lingue consiste in discorsi estatici. Paolo parla in iperbole in 1 Corinzi 13:1-3, cioè egli sta chiaramente esagerando quando si riferisce al dono della profezia (1 Cor. 13:2) perché nessuno che profetizza possiede “tutti i misteri e tutta la conoscenza”.

 

Credo che quello che sta accadendo oggi nei circoli carismatici riguardo alle lingue sia simile a quello che abbiamo visto con la profezia. Il dono viene ridefinito per includere la libera vocalizzazione e poi le persone affermano di avere il dono descritto nelle Scritture. In questo modo si ridefinisce il dono per accogliere l’esperienza contemporanea. Quindi le lingue contemporanee sono demoniache? Non credo proprio! Sono d’accordo con J.I. Packer quando afferma che quella esperienza è “più una forma di rilassamento psicologico”.

 

 

Miracoli e guarigioni

E i miracoli e le guarigioni? In primo luogo, credo che Dio guarisca e compia ancora oggi atti miracolosi e dovremmo pregare per questo.

Le Scritture non sono così chiare su questo argomento e quindi questi doni potrebbero esistere ancora oggi. Tuttavia, la funzione primaria di questi doni era quello di accreditare il messaggio evangelico confermando che Gesù era al tempo stesso Signore e Cristo.

 

Dubito che “un uomo” con il dono dei miracoli e delle guarigioni esista oggi, perché non è evidente che gli uomini e le donne nelle nostre chiese abbiano tali doni. Certamente Dio può guarire e talvolta guarisce, ma dove sono le persone con questi doni? Le richieste di miracoli e guarigioni devono essere verificate così come il popolo ha verificato la guarigione del cieco in Giovanni 9. La gente ha verificato la guarigione dell’uomo cieco. Quindi c’è un posto per una sorta di scetticismo biblicamente giustificato.

 

Ora, Dio, in situazioni missionarie estreme può concedere miracoli e segni e meraviglie per accreditare il Vangelo, come ha fatto in tempi apostolici? Assolutamente sì! Ma ciò non è la stessa cosa dell’avere questi doni come caratteristica regolare nella vita della chiesa. Se i segni e le meraviglie degli apostoli sono tornati, dovremmo vedere i ciechi che ricevono la vista, gli zoppi che camminano e i morti che risuscitano. Dio guarisce oggi, ma la guarigione dei raffreddori, l’influenza, i problemi allo stomaco e alla schiena e così via non stanno nella stessa categoria delle guarigioni che troviamo nelle Scritture.

Se le persone hanno veramente il dono della guarigione e dei miracoli oggi, devono dimostrarlo eseguendo i tipi di guarigioni e miracoli che si trovano nella Bibbia!

 

1 Corinzi 13:8-12 non contraddice il tuo punto di vista?

Consideriamo l’obiezione all’idea che alcuni dei doni siano cessati. 1 Corinzi 13:8-12 non insegna che i doni durano fino a quando Gesù ritornerà? Certamente questo testo insegna che i doni potrebbero durare fino al ritorno di Gesù. Non c’è un insegnamento definitivo nella Bibbia che i doni sono cessati. Potremmo anche aspettarci che durino fino alla seconda venuta. Tuttavia vediamo accenni in Efesini 2:20 e in altri testi che i doni hanno giocato un ruolo fondamentale.

 

Concludo, quindi, che 1 Corinzi 13:8-12 permette ma non richiede che i doni continuino fino alla seconda venuta e i doni, così come sono praticati oggi, non corrispondono alla descrizione biblica dei doni dei nostri tempi.

 

Per queste ragioni i Riformatori e la maggior parte della tradizione protestante fino al XX secolo credevano che i doni fossero cessati.

 

Il cessazionismo non è il credo che afferma che tutti i doni spirituali sono cessati. Solo i doni apostolici sono cessati quali: le lingue, l’interpretazione delle lingue, la profezia nel senso di predire il futuro e le guarigioni. Quei doni non sono più attivi. Mentre i doni della misericordia, i doni dell’insegnamento, i doni dell’esortazione, i doni di amministrazione, tutti questi doni sono ancora molto attivi.
Justin Peters

 

 

 

 

Tematiche: Doni dello Spirito Santo, Insegnamento biblico, Ministero, Spirito Santo, Teologia, Vita Cristiana

Thomas R. Schreiner 

Thomas R. Schreiner

È professore di Interpretazione del Nuovo Testamento al Seminario Teologico Battista del Sud a Louisville, Kentucky, e il Pastore per la Predicazione alla Clifton Baptist Church.
Lo puoi trovare su Twitter a @DrTomSchreiner.

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