Oggi abbiamo una domanda semplice ma davvero importante che dobbiamo ancora affrontare nel podcast.
Viene da un ascoltatore di nome Matthew.
“Ciao, pastore John, e grazie per questo podcast.
Sono un credente relativamente nuovo che è stato salvato attraverso un ministero di predicazione biblica molto fedele, nel mio campus universitario.
Da allora mi sono laureato e ora sto cercando una chiesa locale di cui diventare membro.
Spesso mi è stato chiesto se sono stato battezzato. Non sono stato battezzato, devo farlo e ho intenzione di farlo.
Ma mi chiedevo se potessi spiegare, a un nuovo credente come me, perché devo essere battezzato? Che cosa significa? E perché questo è un passo essenziale per me?”

 


 

Grazie, Matthew.

Adoro la domanda.

È un onore provare a rispondere.

Permettetemi di iniziare leggendo una definizione di cosa sia il battesimo, presa dalla dichiarazione di fede della nostra chiesa.

Proverò poi ad analizzarla e spiegarla.

“Noi crediamo che il battesimo sia un ordinamento”, tornerò su questa parola, ordinamento, “mediante il quale coloro che si sono pentiti e sono giunti alla fede, esprimono la loro unione con Cristo nella Sua morte e risurrezione, essendo immersi nell’acqua nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Il battesimo è un segno di appartenenza al nuovo popolo di Dio, il vero Israele, ed è un emblema di sepoltura e purificazione, che significa la morte alla vecchia vita di incredulità e la purificazione dalla contaminazione del peccato”.

Questa è una definizione lunga, mi dispiace.

Ma avrà più senso se la analizziamo un pezzo per volta.

 

1. Il battesimo è un ordinamento del Signore.

Primo, crediamo che il battesimo sia un ordinamento del Signore.

Ciò che intendiamo quando diciamo che si tratta di un ordinamento è che il Signore Gesù l’ha comandato, l’ha ordinato.

La parola ordinamento deriva da “egli l’ha ordinato”. L’ha pianificato.

Ha detto che dovremmo farlo in modo che sia una pratica consolidata e continuativa nella chiesa.

La parte della Bibbia in cui si dice questo è Matteo 28:19-20:

“Andate dunque e fate miei discepoli”, disse Gesù, “tutti i popoli, battezzandoli”.

Gesù ci ha detto di fare questo finché non ritornerà.

Prosegue dicendo:
“… battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo…Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”.

Quindi, finché esisterà questa età, prima che Gesù ritorni, noi dobbiamo fare discepoli per lui, insegnando ciò che ci ha insegnato e nel frattempo, battezzandoli.

 

2. Il battesimo esprime l’unione con Cristo.

In secondo luogo, il battesimo, crediamo, esprime l’unione con Cristo nella sua morte e risurrezione.

L’insegnamento più chiaro su questo punto si trova in Romani 6:3-4 che dice questo:

“O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? ”

Qui si avverte l’idea dell’unione con Cristo.

“Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita”.

Ora, nel contesto più ampio di Romani e del resto del Nuovo Testamento, penso che sarebbe un errore dire che il battesimo in acqua, l’effettivo entrare nell’acqua, sia il mezzo per essere uniti a Cristo.

Credo che sarebbe un errore dirlo.
In Romani, è la fede in Gesù, cioè la capacità data dallo Spirito Santo di amare, confidare e fare tesoro di Cristo, il mezzo attraverso il quale siamo uniti a Cristo e da Lui giustificati.

Ma noi mostriamo questa fede, esprimiamo questa fede, la simboleggiamo, con l’atto del battesimo.

La fede ci unisce a Cristo; il battesimo mostra l’unione con Cristo.

Un’analogia potrebbe essere qualcosa di questo tipo:

quando sei in piedi davanti al pastore mentre ti sposi e dici “Con questo anello, ti sposo”, cosa intendi quando dici questo?

Quando diciamo questa frase, non intendiamo dire che l’anello, indossare l’anello, realizza il matrimonio, ci fa sposare.

No, no, no.

Mostra piuttosto il patto, simboleggia il patto.

Ma il patto, il momento vero e proprio del matrimonio, l’evento e l’unione, erano le promesse del patto che ci facevamo l’un l’altro durante la cerimonia.

Questo potrebbe quindi essere un paragone tra le promesse matrimoniali, che è la fede in Cristo e l’indossare l’anello, che è il battesimo.

Quando confidiamo in Cristo, la sua morte vale come la nostra morte; la sua risurrezione vale come la nostra risurrezione.

E poi, nel battesimo, rappresentiamo in modo drammatico ciò che accadde spiritualmente quando ricevemmo Cristo.

Il nostro vecchio io, fatto di incredulità, ribellione e idolatria, è morto e la nostra nuova identità, una nuova persona fatta di fede, sottomissione e che fa tesoro di Cristo, è venuta all’esistenza e tutto questo attraverso la fede.

Questo è ciò che confessiamo, questo è ciò che simboleggiamo quando scendiamo nell’acqua battesimale, come se fossimo sepolti con Cristo, e poi uscendo dall’acqua, risuscitassimo in novità di vita.

 

3. Il battesimo è per immersione.

Che è il terzo punto, infatti sono un battista.
Se chiedete a un altro tipo di cristiano, come un presbiteriano o altri, non vi diranno necessariamente questo.

Credo quindi che dobbiamo immergere le persone nell’acqua durante il battesimo.

Il battesimo è un’immersione, al contrario dell’aspersione di acqua sulla testa.

Romani 6 in particolare sostiene questa mia affermazione ma ci sono altri passi.

Romani 6 descrive la rappresentazione della morte, della sepoltura e della resurrezione attraverso l’atto di scendere in acqua, come in una tomba, per poi risalirne.

“Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita.” (Romani 6:4).

Ma non sono solo le immagini a indicare l’immersione, ma anche la parola stessa.

La parola battezzare in greco, significa “tuffare” o “immergere”.

Significa questo, non significa “aspergere”.

E la maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che questo è il modo in cui la chiesa primitiva praticava il battesimo, l’aspersione è arrivata più tardi, forse perché era difficile trovare abbastanza acqua o raccoglierla in un unico posto per battezzare.

E ci sono altri indizi sul fatto che l’immersione fosse il modo in cui si praticava il battesimo.

Ad esempio, in Atti 8:38, quando l’eunuco etiope divenne cristiano mentre stava viaggiando e parlava con Filippo, dice: “discesero tutti e due nell’acqua”.

L’eunuco disse:
“Ecco dell’acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?” (Atti 8:36).

E non c’è scritto che Filippo scese a prendere una brocca d’acqua e gliela versò sulla testa.

Dice: “discesero tutti e due nell’acqua”.

La stessa cosa accade in Giovanni 3:23, dove il battesimo avviene “a Enon, presso Salim, perché là c’era molta acqua”.
Quindi, tutto questo per dire che il terzo punto è: il battesimo è un’immersione in acqua.

 

4. Il battesimo è nel nome del Dio uno e trino.

Quarto, il battesimo significa fare questo immergendosi nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Matteo 28:19:
“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

Ciò significa che non un’immersione qualsiasi, è un battesimo, come tuffarsi in una piscina, che ovviamente non è un battesimo.

C’è un santo appello a Dio Padre, a Dio Figlio, a Dio Spirito Santo affinché siano presenti in questo atto, e rendano la rappresentazione vera e reale in ciò che afferma sull’opera di redenzione.

Non c’è salvezza senza il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, la Trinità, un solo Dio in tre persone.

Quando invochiamo il loro nome, Padre, Figlio e Spirito Santo, dipendiamo da loro, tutti loro.

E noi li stiamo onorando.

E stiamo dicendo che questo atto del battesimo è in loro e per loro.

 

5. Il battesimo dimostra la fede.

Quinto, il battesimo è un’espressione di fede e come tale solo per i credenti, motivo per cui non battezziamo i bambini, che non sono in grado di credere.

Lasciate che vi dia solo un versetto sul perché dovreste prendere seriamente in considerazione il fatto che il battesimo è solo per i credenti e che è un’espressione di fede.

Quando ero in Germania, studiavo con nient’altro che luterani, in tutte le mie classi ero l’unico battista.
Con l’Università di Monaco, andammo in ritiro e parlavamo del battesimo e tutti si rivolgevano a me e chiedevano “Allora, perché voi battisti non battezzate i bambini?”

E li portai a considerare Colossesi 2:12, ecco il versetto:

“essendo stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti”.

Capite ora?

La sepoltura e la risurrezione nel battesimo, il simbolo del battesimo, il simbolo della sepoltura e della risurrezione nel battesimo, è “mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti”.

Ecco cos’è il battesimo.

È una dimostrazione della sepoltura e della risurrezione con Gesù, avvenuta attraverso la fede. E così, dovremmo battezzare solo coloro che possono credere.

 

Uniti al Corpo di Cristo

Quindi, il battesimo è molto importante.

È stato senza dubbio alcuno comandato e ordinato dal Signore Gesù fino alla sua seconda venuta.

Era universalmente praticato e amministrato dai cristiani nella chiesa primitiva, e lo è stato in tutti i secoli fino a oggi.
Paolo lo dava per scontato; non ci sono cristiani non battezzati nel Nuovo Testamento.

Ed era collegato in modo univoco alla conversione come espressione irripetibile della fede salvifica.

Siamo giustificati solo una volta; moriamo e siamo uniti a Cristo solo una volta e in modo permanente.

E un ultimo commento: era strettamente legato all’essere un membro di una chiesa locale.

Nella mente degli apostoli, essere uniti a Cristo per fede, mediante il battesimo, significava essere uniti al corpo di Cristo.

E le chiese locali sono la manifestazione del corpo universale di Cristo.

Essere cristiani, quindi, significa appartenere a una chiesa locale.

È giusto e appropriato che tu appartenga a una chiesa locale.

Il battesimo non era il momento culminante e divertente dell’evangelizzazione da spiaggia, con ognuno che alla fine andava per la propria strada senza alcun riferimento ad una chiesa.

Il battesimo era una sacra espressione di fede, una fede che ti unisce a Cristo e al suo popolo, un popolo particolare, in una chiesa particolare, dove puoi essere nutrito e ritenuto responsabile, come insegna il Nuovo Testamento.

 

 

Tematiche: Battesimo, Chiedi al pastore John, Cultura e Società, Domande dei lettori al pastore John Piper, podcast, Vita Cristiana


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John Piper

John Piper

È il fondatore di Desiring God, per il quale ricopre anche il ministero di insegnante, inoltre, è il rettore del Bethlehem College & Seminary. Ha servito per trentatré anni come pastore presso la chiesa battista Bethlehem Baptist Church di Minneapolis, in Minnesota e ha scritto più di cinquanta libri, tra cui  Non sprecare la tua vita (Ed. Coram Deo), Rischiare è giusto (Ed. Coram Deo), Coronavirus e Cristo (Ed. Coram Deo), Stupefatto da Dio (Ed. Coram Deo), La Buona Notizia di una grande gioia (Ed. Coram Deo), Le caratteristiche di un leader spirituale (Ed. Coram Deo) e Desiderare Dio.