Qui noi stiamo – Giorno 21 – Il riformatore radicale

Conrad Grebel 1498-1526

Radicale tra i radicali, la visione della chiesa di Conrad Grebel è familiare alla maggior parte degli evangelici odierni. Tuttavia, all’epoca, essa lo rese un esule, non solo rispetto al cattolicesimo romano, ma anche all’interno della cerchia dei Riformatori.

Grebel nacque nel 1498 da una famiglia di spicco di Zurigo. Nel 1524 iniziò il suo percorso universitario a Basilea, che sembrava promettere bene. La situazione, però, precipitò: i dissapori con il suo insegnante, le risse e la condotta dissoluta spinsero il padre a tagliargli i fondi. Ravvedutosi, tornò a Zurigo, dove entrò in contatto con un piccolo gruppo di umanisti che studiavano il greco, l’ebraico e la Bibbia in latino sotto la guida di Ulrich Zwingli.

Qualche tempo dopo il periodo trascorso con Zwingli, la vita di Grebel cambiò. Sposò una donna di rango sociale inferiore, fatto che causò un’ulteriore rottura con la famiglia, e si convertì, come dimostrato dal radicale cambiamento nel suo stile di vita. Non passò molto tempo prima che Grebel diventasse uno dei sostenitori più entusiasti di Zwingli e si guadagnasse la fama di abile testimone del Vangelo.

 

Contrasti e discredito

Tuttavia, poco più di un anno dopo, nell’ottobre del 1523, iniziò ad aprirsi una frattura tra i due uomini. La causa? La Messa. In un dibattito pubblico, entrambi si erano dichiarati favorevoli all’abolizione della Messa; ma quando Zwingli si rese conto che i membri del consiglio cittadino non erano pronti a spingersi a tanto, fece marcia indietro. Per Grebel ciò era inconcepibile: egli riteneva che alla chiara Parola di Dio si dovesse obbedire senza indugio. Entrambe le parti si sentirono tradite: Grebel percepiva come un tradimento il fatto che Zwingli avesse accettato di compiere ciò che egli stesso aveva condannato come un abominio (ovvero continuare a celebrare la Messa), mentre Zwingli considerava Grebel ingrato ed esigente.

Questa disputa toccava il cuore di una delle divergenze più profonde tra Grebel e i Riformatori della corrente principale: a chi deve rendere conto la chiesa? Grebel era convinto che i membri del consiglio cittadino non dovessero avere alcuna autorità sulla chiesa e sulle sue pratiche; ancor meno, essi dovevano avere autorità sulla Parola di Dio stessa. D’altro canto, egli non riteneva nemmeno che la chiesa dovesse avere autorità sullo Stato e si opponeva alla decima obbligatoria e pratiche simili. Stavano germogliando i semi della separazione tra chiesa e Stato. Per noi, questa separazione è familiare quanto l’aria che respiriamo; per loro, era rivoluzionaria.

 

Un bagno battesimale “papista”

Il colpo di grazia al legame di Grebel con i riformatori della corrente principale arrivò sulla questione del battesimo dei neonati. Grebel aveva sperato che Zwingli si mostrasse aperto alla sua convinzione secondo cui solo gli adulti credenti dovessero essere battezzati, ma le cose andarono diversamente.

Il 17 gennaio 1525, Zwingli indisse un dibattito pubblico per forzare la mano sulla questione. Grebel fu affiancato da Felix Manz e George Blaurock a sostegno del battesimo dei credenti. Alla fine, il consiglio cittadino diede ragione a Zwingli e ordinò al gruppo di Grebel di cessare gli incontri di studio biblico. Ordinò inoltre che tutti i neonati non battezzati venissero portati a ricevere il battesimo, pena l’esilio. La figlia di Grebel aveva allora due settimane e, per usare le parole dello stesso Grebel, “non era ancora stata battezzata né immersa nel bagno battesimale papista”. E non lo sarebbe stata finché Grebel fosse rimasto in vita; cosa che, tuttavia, non durò a lungo.

Pochi giorni dopo il dibattito, Grebel si riunì a casa di Felix Manz con i radicali destinati all’esilio e amministrò il primo battesimo di un adulto a Blaurock, un ex sacerdote sposato. Nei mesi seguenti, Grebel predicò il Vangelo del “ravvedetevi e fatevi battezzare” a San Gallo, e circa cinquecento persone risposero compiendo esattamente quel passo.

Grebel fu arrestato e imprigionato nell’ottobre del 1525. Dopo essere evaso di prigione l’anno successivo, continuò a predicare il Vangelo fino a morire di peste, appena qualche mese più tardi.

 

Predicare e ubbidire

La forza motrice alla base delle azioni e delle riforme dottrinali di Grebel può essere riassunta così: predicare e ubbidire alla Parola senza compromessi. Per usare le sue stesse parole:

Cerca con zelo di predicare soltanto la Parola di Dio senza esitazioni, di stabilire e difendere soltanto le pratiche divine, di ritenere buono e giusto solo ciò che si trova chiaramente e inequivocabilmente nelle Scritture, e di rifiutare, detestare e condannare tutti gli stratagemmi, le parole, le pratiche e le opinioni di qualsiasi uomo, incluse le tue.

Anche a costo dell’esilio o di qualcosa di peggio.

 

Traduzione a cura di Emanuele Tosi

 

Questo articolo fa parte della serie “Qui noi stiamo“, per ricordare che cinque secoli fa, la coraggiosa presa di posizione di Martin Lutero diede il via alla Riforma, ma egli non era solo. La Riforma fu un movimento che vide protagonisti molti eroi, noti e ignoti, capaci di plasmare la storia.
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Tematiche: Qui noi stiamo - I riformatori

Abigail Dodds

Abigail Dodds (@abigaildodds) e’ una moglie e mamma di cinque bambini. E’ una casalinga impegnata nel conoscere e amare Dio attraverso lo studio della sua Parola. Ha un suo blog all’indirizzo www.hopeandstay.com

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