Sono insoddisfatto del modo in cui curiamo la chiesa… per il momento (parte 1)

Nel corso degli ultimi quattro anni, Dio ha portato molte benedizioni e incoraggiamenti alla chiesa di cui parla l’articolo, per mezzo delle convinzioni e delle decisioni di cui Bob scrive in questo e altri articoli. Leggete e siate edificati, ma soprattutto traetene insegnamento!

 

L’altro giorno un pensiero ha attraversato la mia mente all’improvviso: “Che fine hanno fatto Maria e Carlo (nomi fittizi)?”. Non li vedevo in chiesa da qualche settimana. Il giorno dopo qualcuno mi ha detto che avevano lasciato la chiesa a causa di alcune parole pronunciate in uno degli studi in gruppo. Non ne avevano mai parlato né con me né con nessun altro, che io sappia. Semplicemente, all’improvviso se ne erano andati.

Notizie del genere sono molto tristi. Per vent’anni avevo nutrito quella coppia, l’avevo amata e mi ero affaticato per loro. Avevo celebrato dei matrimoni all’interno della loro famiglia, avevo aiutato a salvare il matrimonio di uno dei loro figli e avevo pregato regolarmente per loro. E così se ne erano andati.

La verità è che non è vero che tutto è accaduto all’improvviso, dal nulla. Così mi sembrava, ma in realtà quella frase offensiva che avevano sentito era rimasta dentro loro per molto tempo, mettendo radici. Avevano cominciato a cercare un’altra chiesa. Li ho contattati dopo che se ne erano andati da sette settimane (Sette?! Mi imbarazza ammetterlo). È vero: Maria e Carlo avrebbero potuto parlarmi, ma come pastore ho la responsabilità di conoscere le condizioni del mio gregge e vorrei averlo saputo prima.

Perciò, cosa fare? Questa situazione non ha fatto che convincermi della necessità impellente di determinati passi per poter curare meglio il gregge. Non sono convinto che nella nostra chiesa si stia osservando l’esortazione che Paolo rivolse agli anziani di Efeso: “Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio”.

 

Cosa stiamo già facendo

 

Che cosa stiamo facendo in questo momento?

 

Ogni mese gli anziani della nostra chiesa pregano per ogni singolo membro della chiesa. Ogni settimana preghiamo per tutti i membri iscritti al mio blog; inoltre chiediamo soggetti di preghiera alla chiesa. Ogni settimana i membri dello staff discutono dei bisogni pastorali del momento e ogni anno gli anziani controllano la lista dei membri, così da tenerla aggiornata.

Se ti ritrovi intrappolato in un peccato che non riesci a sconfiggere, se hai sofferto un grave lutto, se ti è stata diagnosticata una malattia terminale, ci prenderemo cura della tua anima. Se desideri comunione, conversazioni spirituali, compagni di preghiera e incoraggiamento, ci sono diversi ministeri che provvederanno ai tuoi bisogni. Se vuoi saperne di più di teologia, ermeneutica, omiletica o semplicemente della Bibbia abbiamo ciò che fa al caso tuo.

Che dire però di quei membri che non conosciamo bene e che non cercano il nostro aiuto? Ci accontentiamo che frequentino semplicemente il culto della domenica il 50 % delle volte? Si può dire che, come anziani, abbiamo tributato loro la giusta attenzione? Vigilare sulle loro vite non implica forse molto più di questo? Cosa dovremmo dunque fare?

 

Cosa abbiamo in progetto di fare

 

Ho lottato con queste domande per molto tempo. Ho letto il classico di Richard Baxter L’opera del pastore e ho concluso che la sua abitudine di fare visita a ogni famiglia ogni anno era applicabile solo alla sua era. Baxter non doveva competere con la scuola, le prove del coro, il calcio, il nuoto, gli addii al nubilato e le feste di compleanno, giusto? Aveva davanti a sé una semplice città con 800 famiglie.

Detto ciò, il discorso non è cambiato: gli anziani hanno ancora assolutamente bisogno di conoscere il loro gregge. Si tratta di un cardine dell’opera di guida e cura della chiesa.

Qual è il nostro obiettivo? Vogliamo che ogni singolo membro della Cornerstone Baptist Church sperimenti una cura pastorale regolare da parte degli anziani. Ecco quindi ciò che ho in programma:

 

  1. Rivedere con gli anziani quale sia la natura essenziale della chiesa e quanto siamo responsabili di prenderci cura di ogni membro.

È sempre difficile mantenere l’attenzione viva su ciò che è veramente più importante. Di certo devo combattere la mia tendenza a essere più attento agli obiettivi da raggiungere che non alle persone. Se la chiesa cresce e il budget quadra è semplice dare per scontato che le cose stiano andando bene. Ci deve davvero importare se una o due persone si perdono per strada? Tuttavia, devo ricordarmi che Gesù non si è accontentato delle 99 pecore quando una è andata perduta.

 

  1. Stabilire una chiara visione per un ministero che includa la cura di ogni singolo membro del gregge.

Accogliere nuovi membri non consiste principalmente nel reclutamento di volontari che mandino avanti al meglio i vari ministeri. Quando si diventa membri si prende l’impegno di aiutarsi l’un l’altro nel cammino verso il cielo. Non voglio che la chiesa si accontenti di avere abbastanza volontari che si prendano cura dei bambini o che si occupino della pulizia della chiesa, ma voglio che si impegni con l’obiettivo di presentare ciascun membro completo in Cristo.

Molti dei nostri membri sperimentano questa cura nei piccoli gruppi in cui sono inseriti, ma voglio presentare ogni membro completo in Cristo, non solo coloro che fanno parte di un gruppo.

 

  1. Creare un piano di cura pastorale che, piuttosto che reagire ai problemi, sia animato dal desiderio di stabilire relazioni.

Nel farlo, ci sono tre importanti considerazioni da fare: (1) assicurati di avere tutte le informazioni necessarie. È impossibile prendersi cura di un gregge a meno che non lo si conosca. (2) Assegna ogni membro a un anziano specifico perché vigili su di lui e se ne prenda cura. (3) Guida gli anziani nella creazione di un piano di cura pastorale per ogni membro.

Gli anziani non possono dare per scontato che ogni membro si aspetti di ricevere cura pastorale o che lo desideri. È necessario dare a ogni membro il tempo necessario per stabilire una relazione con l’anziano, così che le conversazioni possano approfondirsi sempre più con il passare del tempo.

Questo piano inizia quando un anziano contatta i membri sotto la sua cura per chiedere loro se hanno dei particolari soggetti di preghiera. In questo modo, cerca di scoprire quali siano le preoccupazioni specifiche delle loro famiglie, delle loro vite o della chiesa e li informano di ministeri che possono fornire loro l’aiuto che necessitano. Gli anziani possono aiutare ogni membro a stabilire degli obiettivi spirituali per l’anno e poi continuare a seguirlo per incoraggiarlo, consigliarlo e pregare per lui.

 

Poni le giuste domande

 

Per raggiungere questi obiettivi, gli anziani devono saper porre le giuste domande, come ad esempio:

  • Cosa contribuisce maggiormente alla tua crescita spirituale?
  • Come ti piacerebbe crescere in questo nuovo anno? Ci sono degli obiettivi spirituali che posso aiutarti a raggiungere?
  • Quali sono le tue più grandi paure? Quali sono le tue lotte?
  • In che modo sei impegnato nella chiesa? In che misura la chiesa ha influenzato il tuo cammino di credente? Cosa ti ha aiutato? Cosa non ti ha aiutato?
  • C’è qualcuno a cui stai parlando del vangelo in questo momento? Parlami del tuo impegno nella lettura della Bibbia, nella preghiera, nei tuoi doni alla chiesa. Vorresti crescere in una di queste cose?
  • Come sta la tua famiglia? Quali sono le vostre gioie o le vostre preoccupazioni?
  • Come possiamo pregare per te?

 

L’anziano non racconterà agli altri anziani ogni parola che avrà ascoltato, ma sarà importante farne una sintesi e condividere i dettagli più importanti così che anche gli altri possano pregare e insegnare in modo ottimale.

 

Ieri ho contattato Maria e Carlo. Volevo che sapessero che ero interessato a loro, che mi mancavano e che volevo affrontare il loro problema. Non so se torneranno mai indietro; di certo lo spero.

 

Nel frattempo, voglio che ogni membro sappia di poter parlare delle sue preoccupazioni a qualcuno che lo conosce, lo ama, prega per lui e lo guida.

 

Tra sei mesi scriverò un aggiornamento sulla nostra situazione. Intanto, cosa ne pensi? Fai parte di una chiesa che ha già fatto questo percorso con buoni risultati? Quali sono le tue idee?

 

 

 

 

 

 

(Traduzione a cura di Cristina Baccella)

 

 

Tematiche: Chiesa, Crescita spirituale, Pastorato

Bob Johnson

E’ pastore della Cornerstone Baptist Church di Roseville, Michigan.

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