#7 – Serie sull’Evangelizzazione: capire il nostro messaggio (sez. 1)

 

 

Siamo nelle fasi fondamentali di uno studio sull’evangelizzazione, e ciò non riguarda soltanto l’evangelizzazione personale ma anche le opportunità di evangelizzazione che si presentano a una chiesa locale. Prima di arrivare alla pratica dell’evangelizzazione, ci stiamo concentrando sulla teologia dell’evangelizzazione. 

In questo e in alcuni degli articoli successivi ci prenderemo il tempo per comprendere il nostro messaggio. 

Poniamo in cima una frase tratta dal libro di John Stott, “Our Guilty Silence”, in cui si suggerisce che uno dei motivi del silenzio della chiesa sia “perché ci manca una conoscenza approfondita del Vangelo [la buona notizia], o una convinzione sulla sua verità… o entrambe.” E poi dice: “Non può esserci evangelizzazione senza un evangelio, né missione senza un messaggio”. Stott cita un monaco buddista che disse: “Sembra che il Cristianesimo abbia raggiunto lo stadio dell’adolescenza, quando il bambino è leggermente imbarazzato dal padre e prova vergogna nel parlarne.” Qualcuno di noi sarà abbastanza giovane da ricordare quella fase adolescenziale in cui, vedendo il padre venire verso di noi mentre eravamo in compagnia degli amici di scuola, iniziavamo a chiederci in quale tombino potessimo eventualmente nascondersi. Ecco, il monaco buddista suggeriva che forse è così che i Cristiani si sentono riguardo al loro Padre celeste.

È quindi di vitale importanza avere una solida comprensione dei fatti essenziali del Vangelo.

 

I fatti essenziali su Gesù

Innanzitutto, noteremo i fatti essenziali su Gesù, iniziando dal riconoscere che la verità centrale della buona notizia è Cristo stesso. Leggiamo in Colossesi 1:28, dove Paolo dice, in sostanza: “Noi proclamiamo lui”. Per quanto possa sembrare ovvio a qualcuno, non deve essere trascurato che la nostra responsabilità, uscendo nel mondo, non è di raccomandare noi stessi o di promuovere il nostro particolare approccio al Cristianesimo, ma di raccomandare e presentare Gesù. Noi che siamo diventati suoi seguaci, dovremmo cercare di vedere altri unirsi a lui.

 

In secondo luogo, dobbiamo notare che lo scopo di Cristo nel venire nel mondo e nel morire sulla croce è stato quello di salvare i peccatori. Ancora una volta, questo è molto, molto importante. Infatti, le persone vogliono credere che Gesù sia venuto nel mondo per mostrarci che Dio è molto misericordioso e molto amorevole (e, naturalmente, questo è vero), per mostrarci che Dio si preoccupa di noi (e anche questo è vero). Tuttavia, non possiamo capire né proclamare la venuta di Gesù, il quale ha invaso la capsula spazio-temporale del nostro pianeta, se non ci dirigiamo direttamente alla verità che Gesù è venuto come Salvatore per il peccato. In Matteo 1 e in Luca 2 troviamo i resoconti: “Tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati”. E nel versetto con cui forse non abbiamo molta familiarità e che probabilmente dovremmo consultare per disciplina, in 1 Timoteo 1:15, Paolo afferma: “Certa è quest’affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo“. Quando parliamo di Gesù, quando cerchiamo di proclamarlo, il Gesù che proclamiamo è il Gesù che è venuto nel mondo come Salvatore dei peccatori.

 

È altresì importante rendersi conto che la venuta e la morte di Cristo non sono state un incidente, ma facevano parte del piano eterno di Dio. Lo vediamo studiando la prima lettera di Pietro, e lo vediamo nel libro degli Atti degli Apostoli capitolo 2, dove Pietro nel suo grande sermone nel giorno di Pentecoste vuole far capire ai suoi ascoltatori che Dio non ha mandato Gesù per correggere un difetto in un sistema che lo aveva colto di sorpresa. Piuttosto, fin dall’eternità (se possiamo comprenderlo in questo modo) il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono entrati in una relazione reciproca in cui hanno deciso chi avrebbe fatto cosa, e fu determinato tra loro che Gesù Cristo sarebbe venuto e sarebbe morto, e che ciò sarebbe avvenuto secondo i propositi eterni di Dio.

 

Potete vedere che stiamo passando dalla sua venuta, allo scopo della sua venuta, e poi alla sua morte, fino alla sua resurrezione. Eccoci al quarto punto: la resurrezione di Cristo è stata la dichiarazione del Padre che Cristo è suo Figlio e la prova della sua soddisfazione per l’opera di Gesù. La resurrezione di Gesù Cristo non soltanto lo ha dichiarato come la persona che affermava di essere, non soltanto gli ha permesso di tornare dai suoi discepoli scoraggiati, ma ha reso perfettamente chiaro che Dio Padre era soddisfatto dell’opera di espiazione, così da risuscitarlo dai morti e da dichiararlo a tutti. Paolo scrive nei versetti iniziali del libro di Romani: “riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santità mediante la risurrezione dai morti“(enfasi mia).

 

Ed è per questo che è molto, molto importante (se vogliamo arrivare al nocciolo della questione con le persone) che nei nostri tentativi di proclamare Gesù Cristo impariamo ad avere una solida comprensione della verità della resurrezione di Gesù Cristo. Dobbiamo diventare esperti nella difesa apologetica di questa verità. E questo significa semplicemente che dobbiamo diventare bravi a ragionare in difesa della verità che Gesù Cristo è realmente risorto dai morti e, affermando e facendo questo, che Gesù è stato dichiarato con manifesta potenza di essere la persona che aveva detto di essere proprio per il fatto che attraverso la sua resurrezione, il Padre stava dicendo, “Questo è mio Figlio, e ciò che ha fatto è tutto ciò che desideravo”.

 

 

Questo articolo fa parte della serie sull’evangelizzazione adattata da “Crossing the Barriers“, di Alistair Begg.

 

Lettura consigliata Predicare alla gloria di Dio, Ed.Coram Deo.

Predicare alla gloria di Dio

 

Foto di Land O’Lakes, Inc. su Unsplash

 

Tematiche: Chiesa, Cultura e Società, Evangelizzazione

Alistair Begg

Alistair Begg

 

È pastore della Chiesa ParkSide a Cleveland (Ohio, Stati Uniti). Scrittore e conferenziere molto stimato. La sua trasmissione radio Truth for Life è diffusa in tutti gli Stati Uniti. Ogni anno organizza la conferenza BASICS dove circa 1.500 pastori si incontano per ascoltare il Vangelo di Gesù Cristo.

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