Cosa costituisce un cattivo sermone e come mi riprendo dall’averne predicato uno?
Pastore, prima di tutto sei un cristiano.
Se non hai adempiuto pienamente al tuo incarico, trova riposo nell’opera compiuta di Cristo e nella certezza che sei figlio di Dio per la sola fede.
Ogni domenica, quando finisco di predicare e torno al mio posto in seconda fila, mia figlia di dieci anni mi accoglie con entrambi i pollici alzati. Probabilmente sa che ho bisogno di essere incoraggiato, perché mi ha sentito tante volte salire in macchina e dire: “È stato terribile.”
Ogni pastore è incline all’autocritica e alla tendenza ad esagerare quanto male abbia predicato la domenica. A volte, purtroppo, è semplicemente la verità: la predicazione è stata davvero scadente. Ogni pastore, prima o poi, predicherà un “brutto” sermone.
La vera questione con cui dobbiamo confrontarci è cosa facciamo dopo aver predicato male. Restiamo svegli tutta la notte di domenica a rivivere ogni parola nella nostra mente, oppure facciamo qualcosa di un po’ più utile?
Prima di parlare di come reagire quando una predicazione non va bene, dobbiamo prima definire che cosa si intende per “brutto” sermone.
Cosa costituisce un “brutto” sermone?
Per il cristiano medio, un “brutto” sermone è quello noioso o che dura dieci minuti di troppo. Tuttavia, chi predica regolarmente la Parola di Dio deve avere una comprensione più profonda di questo concetto. Dobbiamo sapere qual è lo scopo di una predicazione, così da poter riconoscere quando non abbiamo raggiunto il bersaglio.
A questo punto devo chiarire la mia posizione. Credo in ciò che viene chiamata “predicazione esegetica”. La migliore definizione breve che ho trovato è questa: il punto principale del brano biblico è il punto principale del messaggio. In altre parole, che si tratti di una serie tematica o dell’esposizione di un libro della Bibbia, una predicazione esegetica cerca di aprire la Parola di Dio e spiegarne il significato, piuttosto che imporre al testo un significato esterno.
Tenendo questo a mente, ecco sei caratteristiche di un brutto sermone:
1 – Non hai spiegato bene il brano
Se il punto del testo dev’essere il punto del messaggio, la prima responsabilità del predicatore è spiegare il passo biblico. Tuttavia non si può spiegare ciò che non si è compreso. Il mio professore di omiletica al college diceva: “Una leggera nebbia nel pulpito diventa una fitta nebbia nei banchi.” Se tu non afferri il significato del testo, è improbabile che lo capiscano gli ascoltatori.
2 – L’applicazione è stata superficiale
Nella predicazione esegetica non ci limitiamo a spiegare il significato del testo: dobbiamo anche far penetrare la verità della Parola di Dio nel cuore e nella vita degli ascoltatori attraverso un’applicazione pertinente e incisiva. A volte un sermone risulta inefficace perché l’applicazione è stata poco pensata o mirata a dibattiti astratti (come quelli su Internet) invece che alle persone sedute davanti a te.
3 – Ti è mancata la passione
Parlare di passione è delicato, perché la passione può essere simulata. Non è difficile fingere entusiasmo, ma col tempo le persone sanno distinguere ciò che è autentico da ciò che è costruito. Se il tuo cuore non vibra con il messaggio che predichi, sarà difficile che le persone nei banchi se ne interessino davvero.
4 – Non hai cercato di rendere interessante il sermone
In un mondo ideale, non ci sarebbe bisogno di lavorare sull’introduzione per attirare l’attenzione, ma non viviamo in un mondo ideale. Viviamo in un contesto in cui molti passano un’intera settimana senza pensare minimamente alle cose di Dio. Senza ricorrere a espedienti teatrali, il predicatore deve comunque impegnarsi a costruire messaggi che risveglino l’interesse e facciano desiderare di ascoltare ciò che la Scrittura ha da dire.
5 – Non hai predicato il Vangelo
Ogni sermone deve in qualche modo condurre a Cristo e al suo Vangelo. Ogni passo della Scrittura ci aiuta a comprendere l’opera di Gesù, quindi ogni sermone deve indicare in Lui l’unica speranza. Guarda il sermone che hai predicato ieri: hai parlato della morte e risurrezione di Gesù? Hai invitato le persone a confidare in Lui?
6 – Hai predicato troppo a lungo
In un mondo perfetto, potresti predicare per due ore e tenere tutti incollati alle tue parole, ma nel mondo reale, le persone faticano a concentrarsi per lunghi periodi e pochi predicatori riescono a essere coinvolgenti così a lungo. È possibile — anzi, probabile — che i tuoi sermoni siano almeno cinque minuti troppo lunghi.
Ora che abbiamo definito cosa rende un sermone “brutto”, vediamo cinque passi da compiere dopo averne predicato uno.
Confida nell’opera dello Spirito
Non dobbiamo mai usare lo Spirito Santo come scusa per la mancanza di preparazione o per la negligenza nel pulpito. Tuttavia, dobbiamo ricordare che lo Spirito può usare anche un solo granello di verità per toccare il cuore delle persone con il messaggio del Vangelo. La parola di Dio non ritorna vuota; quindi, se hai annunciato la verità, anche se il sermone è sembrato debole, lo Spirito userà quella Parola nei cuori. Confida che Egli opererà, a volte i frutti più inaspettati nascono dai sermoni peggiori.
Trova riposo nel Vangelo
Rendiamo grazie a Dio perché siamo giustificati per fede soltanto, non per la qualità delle nostre predicazioni. Pastore, prima di tutto sei un cristiano. Se non hai adempiuto pienamente al tuo incarico, trova riposo nell’opera compiuta di Cristo e nella certezza che sei figlio di Dio per la sola fede. Non guardare al sermone della prossima settimana come a un’occasione per riscattarti, ma come a un’opportunità per proclamare la grazia nella quale hai dimorato per tutta la settimana.
Analizza cosa non ha funzionato
Rivedi le caratteristiche di un brutto sermone e chiediti se qualcuna si applica a quello più recente. Rifletti sulla tua preparazione e sulla tua esposizione. Hai compreso veramente il testo? Hai applicato la Parola con fedeltà o in modo superficiale? Hai parlato alle persone presenti o ti sei perso in discussioni astratte? Esamina anche il tuo cammino con il Signore. Com’è la tua vita spirituale? Hai riposato abbastanza il sabato notte per essere lucido la domenica?
Decidi come affrontare il problema
Una volta individuato l’errore, chiediti come puoi correggerlo. Se il problema è stato nell’interpretazione del brano, cosa farai di diverso questa settimana? Devi modificare il tuo metodo di studio? Ti sarebbe utile confrontarti con altri credenti della tua comunità per comprendere meglio il testo e applicarlo in modo più fedele? Rifletti su come predicherai il Vangelo da quel passo specifico.
Se invece la difficoltà è nella tua vita spirituale, come potrai trascorrere più tempo con il Signore nei prossimi giorni? Da quali peccati devi ravvederti? In che modo puoi crescere in santità e sensibilità pastorale? Qualunque sia la questione, prepara un piano concreto per affrontarla, invece di indulgere nell’autocommiserazione.
Riposa bene il sabato sera
A volte dimentichiamo che siamo persone complete, corpo e spirito. Se non dormi bene il sabato notte, non ti sentirai bene la domenica mattina e questo influenzerà la tua predicazione. La mente sarà meno lucida, la voce più fiacca. Evita la caffeina dopo le 17:00 e decidi di andare a letto un po’ prima del solito. Non iniziare un film alle 21 e lascia perdere la partita serale: ne varrà la pena.
Per grazia di Dio, pastore, hai ancora alcuni giorni prima di tornare a predicare. Impegnati nello studio della Parola finché non avrai compreso a fondo il testo. Prega e rifletti su come applicarlo al cuore degli ascoltatori, indicando loro Cristo. Poi, chiedi allo Spirito di Dio di usare le parole che usciranno dalla tua bocca per trasformare i cuori, alla gloria del Padre.
Lettura consigliata dal catalogo Coram Deo: Predicare alla gloria di Dio.
Tematiche: culto, Pastorato, Predicazione
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