Destinatari della Grazia di Dio

 

 

“La grazia del Signore Gesù Cristo e l’amore di Dio
e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”.

(2 Corinzi 13:13)

 

 

John Newton, l’uomo che ha scritto l’inno “Stupenda Grazia” (Amazing Grace), non ha mai perso di vista quanto sia veramente straordinaria la grazia. Ex mercante di schiavi, Newton non dimenticò mai il modo in cui il peccato aveva regnato nella sua vita prima di essere arrivato a Cristo, ed era consapevole del peccato che rimaneva nella sua vita dopo la conversione. Per questo, verso la fine della sua vita, disse: “Ricordo due cose: che sono un grande peccatore, e che Cristo è un grande Salvatore”.¹ Anche noi facciamo bene a ricordare la nostra condizione peccaminosa senza Cristo; infatti, se non sappiamo di essere peccatori, la storia e la meraviglia della grazia del nostro Signore Gesù saranno notevolmente minimizzate.

Una delle sfide della vita cristiana è che, pur non superando mai il nostro bisogno della grazia di Dio, la nostra follia può però convincerci del contrario. È con questa preoccupazione che Paolo chiude la sua seconda lettera ai Corinzi con questa benedizione: “La grazia del Signore Gesù Cristo… [sia] con tutti voi”. Qual è la grazia a cui Paolo fa riferimento? Forse la migliore sintesi della sua gloriosa verità si trova un po’ prima, nella stessa lettera, quando Paolo dice ai suoi lettori: “Infatti voi conoscete la grazia del nostro Signore Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché, mediante la sua povertà, voi poteste diventare ricchi” (2 Corinzi 8:9). Le Scritture non ci umiliano mai, mettendoci di fronte alla realtà del nostro peccato, senza sollevarci confortandoci con la realtà della grazia di Dio. Facciamo bene a ricordare la verità della nostra salvezza in Cristo. Egli ha lasciato i reami della gloria per incarnarsi e camminare tra di noi. È venuto a vivere come uomo, e a farlo senza peccato. Ha vissuto in assoluta perfezione e in totale ubbidienza alla legge santa di Dio. Eppure, piuttosto che ricevere l’onore che meritava, “sopportando l’onta e lo scherno, al posto mio condannato Egli stava”.²

Colui che ha dato se stesso sulla croce non sembrerà degno della nostra adorazione, se non riconosciamo che è stato il nostro peccato a rendere necessario tutto questo e che è stato il suo amore a farlo accadere. Cristo stesso non aveva alcun debito da pagare, nessuna punizione da sopportare. Ciò che ha subìto è ciò che noi meritiamo – e lo ha fatto per noi. Solo quando la realtà della nostra peccaminosità diventa evidente, la meraviglia della sua salvezza diventa stupenda per noi.

Prenditi alcuni momenti per considerare nuovamente i peccati che hai commesso e per i quali Cristo ha pagato, non per crogiolarti in essi o per provare un senso di disgusto per te stesso, ma per ricordarti che non sei stato, e non sarai mai, un degno destinatario della grazia di Dio in Cristo – e tuttavia Egli la dona comunque. Sei un grande peccatore, e Cristo è un grande Salvatore. Oh, che grazia stupenda!

 

Questo articolo è tratto da Verità per la vita, volume 2, di Alistair Begg (Ed. Coram Deo)

 

 

Foto di Andrew Dunstan su Unsplash

 

Tematiche: I nostri libri, Tratto dai nostri libri, Verità per la vita 2

Alistair Begg

Alistair Begg

 

È pastore della Chiesa ParkSide a Cleveland (Ohio, Stati Uniti). Scrittore e conferenziere molto stimato. La sua trasmissione radio Truth for Life è diffusa in tutti gli Stati Uniti. Ogni anno organizza la conferenza BASICS dove circa 1.500 pastori si incontano per ascoltare il Vangelo di Gesù Cristo.

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