Fiducia, nella sofferenza
“Ma ricordatevi di quei primi giorni, in cui, dopo essere stati illuminati,
voi avete dovuto sostenere una lotta lunga e dolorosa: talvolta esposti agli oltraggi e alle vessazioni; altre volte facendovi solidali con quelli che erano trattati in questo modo. Infatti, voi simpatizzaste con i carcerati e accettaste con gioia la ruberia
dei vostri beni, sapendo di possedere una ricchezza migliore e duratura.
Non abbandonate la vostra franchezza che ha una grande ricompensa!”.
(Ebrei 10:32-35)
Ecco una parola d’incoraggiamento per coloro che fanno cordoglio e per quelli che cercano di confortarli. Forse qualcuno che conosci, o forse tu stesso hai affrontato una tragedia personale di recente. Forse hai perso una persona cara e il dolore della perdita è così grande, così opprimente, che sei pronto a mollare. Forse ti senti impotente e oppresso mentre guardi un tuo fratello o una tua sorella in Cristo percorrere la dolorosa strada della sofferenza.
Una sofferenza prolungata e intensa spesso ci porta a mettere in discussione la nostra fede e il nostro impegno. Ma l’autore della Lettera agli Ebrei ci incoraggia a rimanere saldi, mentre ricordiamo la nostra perseveranza nelle difficoltà passate. “Ricordatevi”, dice, “di quei primi giorni in cui, dopo essere stati illuminati, voi avete dovuto sostenere una lotta lunga e dolorosa”. E, alla luce di questo ricordo, dobbiamo anche evitare la tentazione di abbandonare la fiducia, sapendo che la nostra perseveranza sarà ampiamente ricompensata. Più andiamo avanti nella vita cristiana, più prove superiamo per la grazia di Dio, e più possiamo guardare indietro e pensare: “Se ho perseverato in quello, allora posso andare avanti in questo”.
Forse stai pensando: “È troppo, questa volta la perseveranza non è alla mia portata”. Se è così, sappi che è nei momenti di grande debolezza che lo Spirito ci fortifica e ci aiuta (Romani 8:26-28). Anche quando non sappiamo per cosa pregare o come resistere, lo Spirito Santo intercede per noi e ci permette di fare la volontà di Dio (v. 26).
L’autore della Lettera agli Ebrei ci esorta, in quanto membri della famiglia di Dio, uniti in Cristo, a stare l’uno accanto all’altro e a collaborare con coloro che soffrono. Anzi, siamo chiamati a essere attivamente solidali con i nostri fratelli e le nostre sorelle, immedesimandoci con loro nella loro afflizione. Questa solidarietà può avere un costo; i primi credenti hanno persino sopportato la “ruberia dei… beni” come risultato della loro compassione per coloro che erano già imprigionati. Eppure, non dobbiamo lasciarci scoraggiare dal suo alto costo.
Nel dolore e nella solidarietà, noi perseveriamo perché il Signore è accanto a noi per fortificarci e sostenerci con la destra della sua giustizia (Isaia 41:10). Quando affronti le fatiche e i problemi della vita, non gettar via la tua fiducia e non ritirarti nell’ombra. Fissa il tuo sguardo, e incoraggia coloro che ti stanno attorno a fissare il proprio, su “una ricchezza migliore e duratura”: la gloria dell’eternità con Cristo, che ha percorso il cammino della sofferenza prima di noi e ora ci chiama ad andare avanti, verso casa.
Questo articolo è tratto da Verità per la vita, volume 2, di Alistair Begg (Ed. Coram Deo)
Tematiche: I nostri libri, Tratto dai nostri libri, Verità per la vita 2
© Coram Deo
Il presente articolo può essere utilizzato solo facendone previa richiesta a Coram Deo. Non può essere venduto e non si può alterare il suo contenuto.

