Il ruolo del pastore nella organizzazione del culto della comunità

 

In questa sessione di domande e risposte, Rico Tice, Alistair Begg e Sinclair Ferguson rispondono alle domande dei partecipanti alla Basic Conference; ascoltate questi uomini ridere e istruire insieme, mentre offrono una miniera d’oro di saggezza concreta, al minuto 40:48 Alistair ci dà una risposta alla domanda:

“Come un pastore dovrebbe riflettere e partecipare al culto della comunità?”.

 

Penso sia di vitale importanza che la persona che ha il ruolo principale nell’ esposizione delle Scritture sia anche coinvolta nella struttura dei culti della chiesa, quale che sia il posto che può avere nella dimensione pubblica o meno. “Come una chiesa loda, così realmente funziona”; voglio dire, se si entra in una comunità in cui il centro è l’uomo, incominciando dai suoi bisogni, piuttosto che da Dio e dalla Sua gloria, ecco che, fin dall’inizio, il cammino sarà orientato nella direzione sbagliata, e non sono certo che la comunità sia in grado da sola di orientarsi e di distinguere per forza questo aspetto; è per questo che per me è una cosa molto importante che ci siano alcuni a cui è affidato il privilegio di guidare la lode, dovuto, in parte, per un senso di salvaguardia personale.

Voglio dire, quando sono arrivato in America, per me era un mondo completamente diverso… Insomma, per sei anni è stato così: parlavo con l’organista e sceglievamo, io gli dicevo quali erano i cantici che volevo e lui arrivava con venti minuti di anticipo per scriverli su una lavagna, a lato: “Canto 322” e così via. Anche se il mio approccio al testo delle Scritture… è vero che, ad oggi continuo a fare scarabocchi continuamente sui margini del mio innario con gli inni e i canti che mi vengono in mente, e anche se non pretendo che vengano poi utilizzati mi sento coinvolto con coloro che guidano il canto.

Spurgeon diceva che puoi lasciare che qualcun altro predichi al posto tuo, ma non che faccia da guida del culto e questa è un’osservazione molto interessante; e in effetti è uno dei modi in cui viene trasmessa l’idea di attaccamento: non solo attraverso l’esposizione delle Scritture, bensì attraverso un impegno concreto, cioè, voglio dire, per nostro merito ma senza volerci vantare, una delle cose che ci viene riferita dalle persone che, da diverse parti del Paese, seguono online i nostri culti, è che ovunque si trovino, è: «È davvero notevole che menzionate i nomi delle persone per poi pregare per loro». Beh, certo che lo facciamo! Voglio dire, sono la nostra Comunità.

Perciò, visto il posto riservato alle Scritture, alla lettura della Bibbia, alla scelta degli inni – ogni cosa – penso che in questo contesto verrei considerato un po’ come un Neanderthal.

La cosa peggiore è che ricordo che all’inizio funzionava così: andavo in un posto e il ragazzo che guidava la lode suonava anche il sassofono o qualcosa del genere, lo teneva appeso al collo e ogni tanto si metteva a suonarlo ed io non sapevo cosa fare se afferrare il suo sassofono e lanciarlo da qualche parte, ma era tutto faticosamente programmato nei minimi dettagli, e mi disse: “Hai ventisette minuti” ed io risposi: “A proposito, quanto tempo hai per il tuo sassofono?”.

Così troviamo in Deuteronomio 4:10 «Radunami il popolo e io farò loro udire le mie parole, perché essi imparino a temermi tutto il tempo che vivranno sulla terra e le insegnino ai loro figli».

Tutto il resto è solo in contrapposizione rispetto a questo.

 

 

Libro consigliato Essere un pastore, di Alistair Begg e Derek Prime, Ed. Coram Deo.

 

Essere un pastore

Foto di adrianna geo su Unsplash

Tematiche: Chiesa, Pastorato

Alistair Begg

Alistair Begg

 

È pastore della Chiesa ParkSide a Cleveland (Ohio, Stati Uniti). Scrittore e conferenziere molto stimato. La sua trasmissione radio Truth for Life è diffusa in tutti gli Stati Uniti. Ogni anno organizza la conferenza BASICS dove circa 1.500 pastori si incontano per ascoltare il Vangelo di Gesù Cristo.

© TruthforLife.org, © Coram Deo

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