Quando una congregazione può votare contro i suoi anziani?
Per alcuni lettori, la domanda posta dal titolo di questo articolo potrebbe sembrare assurda o addirittura impossibile. Nella loro comunità, infatti, non si vota mai, oppure si vota contro gli anziani solo se si intende rimuoverli, come indicato da Paolo in 1 Timoteo 5:19-21.
Tuttavia, se fai parte di una chiesa guidata da anziani, ma governata dalla congregazione dei membri, allora la domanda del titolo diventa davvero importante e, per rispondere, dobbiamo riflettere bene su che cosa significhi davvero un voto della congregazione.
Quello che segue è il contenuto di un documento che ho scritto a nome del collegio degli anziani della nostra chiesa per rispondere a questa domanda. Lo scopo era trovare un accordo interno, così da poter guidare l’assemblea con chiarezza. Spero e prego che possa essere utile anche a te.
Esaminando le Scritture
Vorrei partire da tre presupposti fondamentali:
Primo: il compito della chiesa è custodire l’integrità della buona notizia del Vangelo. Fin dagli insegnamenti iniziali di Gesù sulla chiesa, in Matteo 16, questo compito di protezione ha sempre incluso sia il “che cosa” sia il “chi”, cioè definire chiaramente il Vangelo che proclamiamo e riconoscere chi può essere considerato un vero credente.[1]
Secondo: è compito della chiesa preservare l’integrità del Vangelo affinché possa essere trasmesso ai credenti delle generazioni future (2 Tim. 2:2; 1 Tim. 3:15; Ef. 4:12-14).
Terzo: nella chiesa esistono giurisdizioni che si sovrappongono: l’autorità della congregazione (Ga. 1:6-8; 1 Cor. 5:1-13; Mat. 18:15-20) e l’autorità degli anziani (Eb. 13:17). Tutti e tre i passi che parlano dell’autorità della congregazione si riferiscono a situazioni in cui il “che cosa” e il “chi” del Vangelo erano minacciati; Ebrei 13:17, invece, sembra riferirsi alla vita ordinaria della chiesa.
Jonathan Leeman suggerisce alcuni principi per conciliare l’autorità della congregazione con quella degli anziani:
- La congregazione dovrebbe in genere fidarsi delle raccomandazioni degli anziani.
- Quanto più una decisione incide sull’insegnamento della chiesa, tanto più dovrebbero essere gli anziani a sentirsi responsabili di prenderla; quanto meno incide, tanto più dovrebbero delegare.
- Quanto più una decisione incide sull’unità della chiesa, tanto più gli anziani dovrebbero coinvolgere l’intera congregazione.[2]
Un compito fondamentale dell’autorità degli anziani è guidare la congregazione nell’esercizio della propria autorità. In questo senso, l’autorità degli anziani si muove all’interno dell’autorità della congregazione. Normalmente, la congregazione segue la guida degli anziani, ma Galati 1, 1 Corinzi 5 e Matteo 18 mostrano che la responsabilità ultima, sotto Cristo, di garantire la fedeltà biblica nel custodire e preservare il “che cosa” e il “chi” del Vangelo, ricade sulla congregazione.
Come dovremmo quindi votare?
Propongo questo principio per riassumere l’insegnamento biblico:la congregazione dovrebbe esercitare la propria autorità quando il “chi” o il “che cosa” del Vangelo sono minacciati e quando la capacità della chiesa di preservarli è in pericolo.
Per esempio: se gli anziani proponessero di rimuovere dall’articolo di fede la dichiarazione secondo cui crediamo che la Scrittura sia la Parola di Dio infallibile, anche se non si negherebbe esplicitamente il Vangelo, la congregazione dovrebbe intervenire perché sarebbe seriamente compromessa la capacità della chiesa di conservarlo intatto nel tempo.
Perdere la chiarezza biblica sul “chi” e sul “che cosa” della buona notizia è come precipitare da un dirupo, un punto da cui non si può tornare indietro. Più una questione si avvicina a quel dirupo, maggiore è la responsabilità della congregazione di agire. Quanto più ci si avvicina, tanto più un membro dovrebbe sentirsi in dovere di votare contro gli anziani se percepisse che stanno conducendo la chiesa in una direzione pericolosa.
Dove si trova, allora, la linea di confine tra fidarsi degli anziani e fidarsi del proprio discernimento? È una domanda complessa ed è importante lasciare questa valutazione alla coscienza di ciascun membro. Se gli anziani diventano troppo pressanti nell’istruire la congregazione a votare sempre secondo le loro indicazioni, di fatto svuotano la capacità della congregazione di esercitare l’autorità che Dio le ha affidato.
Gli anziani, quindi, dovrebbero portare all’assemblea per il voto solo quelle questioni che si trovano vicine a quel “dirupo”. Chiedere un voto su questioni in cui è chiaro che ci si dovrebbe fidare degli anziani genera confusione su perché si stia votando. Questa decisione non riguarda tanto il caso specifico in questione (ad esempio, se dobbiamo o meno accogliere Jane come membro), quanto piuttosto la categoria di situazioni a cui appartiene (ad esempio, se dobbiamo o meno votare sull’ammissione di nuovi membri).
Applicazione
Bilancio della chiesa
In relazione al tema in esame, il bilancio riveste importanza per due motivi. Primo, riflette le nostre priorità spirituali. Secondo, se gestiamo male le nostre risorse economiche, la nostra comunità potrebbe cessare di esistere.
Applicando il principio esposto sopra al bilancio della chiesa, significa che alcune motivazioni giustificano un voto contrario agli anziani, mentre altre no. Per esempio, se qualcuno ritiene che stiamo destinando troppe risorse alle missioni e troppo poche alla pastorale giovanile, ciò non sarebbe abbastanza vicino al “dirupo” da giustificare un voto negativo. Un’altra persona, osservando lo stesso bilancio, potrebbe temere che, con una recessione in arrivo, stiamo spendendo troppo in generale. Con la preoccupazione per la futura sopravvivenza della chiesa, quella persona potrebbe legittimamente votare “no”.
Elezione degli anziani
In base al principio appena esposto, si dovrebbe votare contro un candidato anziano se si ritiene che egli metta a rischio la capacità della chiesa di proteggere il “che cosa” e il “chi” del Vangelo, o la capacità di preservare entrambi nel futuro. Certamente, un uomo che non possiede le qualifiche bibliche farebbe questo danno.
Alcuni requisiti sono però più oggettivi di altri. In generale, incoraggerei i membri a fidarsi degli anziani per quanto riguarda i requisiti più soggettivi (ad esempio: “governa bene la propria famiglia”) e a votare invece sulla base di requisiti più oggettivi (ad esempio: “non dedito al vino”). Inoltre, gli anziani sono responsabili dell’insegnamento nella chiesa. Ciò significa che, se un membro non si fida dell’insegnamento di un uomo, in genere avrebbe un buon motivo per votare contro la sua candidatura.
Elezione dei diaconi
Valuterei le stesse questioni viste per l’elezione degli anziani anche per quella dei diaconi, con la differenza che la capacità di insegnare non rientra tra i requisiti per un diacono. Pertanto, in questo caso si è più lontani dal dirupo e i membri dovrebbero tendere maggiormente a fidarsi della raccomandazione degli anziani.
Motivi per votare contro gli anziani
Comunicazione alla congregazione
La nostra chiesa ha iniziato a insegnare quanto segue nel corso per nuovi membri:
Per molti di voi, le riunioni dei membri saranno una novità nella vostra vita cristiana. Esse sono un aspetto importante dell’appartenenza alla nostra comunità. Talvolta sono momenti gioiosi; altre volte, purtroppo, dobbiamo affrontare questioni molto difficili. Tuttavia, sono sempre importanti. In queste riunioni veniamo a conoscenza di ciò che accade nel cuore della nostra chiesa e prendiamo decisioni insieme come congregazione. Permettetemi di rispondere in anticipo a domande che potreste avere quando inizierete a partecipare come membri.
Se tutti i voti sono unanimi, perché sono qui?
Vi accorgerete presto che le nostre votazioni sono quasi sempre unanimi. L’unità e la fiducia sono beni preziosi e, per ora, Dio nella sua bontà sembra aver donato entrambi alla nostra chiesa. Tuttavia questo potrebbe farvi chiedere perché ci prendiamo il tempo di votare su queste questioni, se poi la congregazione segue semplicemente la raccomandazione degli anziani. Ho tre risposte a questa domanda:
- Non tutti i voti sono unanimi. A volte dobbiamo affrontare decisioni difficili come congregazione e dobbiamo esercitare con saggezza l’autorità che ci è stata affidata.
- Ogni voto è come un’emergenza: un’esercitazione per il giorno in cui la congregazione dovesse dover prendere il timone dagli anziani.
- Scoprirete che votare in chiesa è diverso che, per esempio, in un’elezione nazionale. In una democrazia, il voto è semplicemente uno strumento decisionale per far eleggere il proprio candidato.
Al contrario, la chiesa non è una democrazia; è una monarchia. Nella chiesa, gli anziani guidano i membri nel prendere decisioni al servizio del nostro Re, Gesù Cristo. Ciò significa che il vostro voto non riguarda solo il prendere una decisione, ma è anche un impegno a partecipare a quella decisione. Quando votate per accogliere Jane come membro, lo fate perché vi fidate che gli anziani abbiano verificato che Jane sia una credente. Tuttavia, il vostro voto è anche un modo per dire: “Sì, per quanto possibile, la accoglierò nella nostra famiglia di chiesa, come afferma il nostro patto comunitario”. Il voto è una decisione, ma è anche un impegno.
Seconda domanda: quando dovrei fidarmi degli anziani con il mio voto, e quando dovrei votare contro di loro?
La risposta è: “dipende”. Il compito della nostra chiesa è salvaguardare il Vangelo per la prossima generazione. Secondo la Scrittura, questo accade quando il nostro insegnamento è conforme alla Bibbia e i nostri membri sono autentici credenti. In altre parole, il nostro compito è proteggere e preservare il “che cosa” e il “chi” del Vangelo. La Scrittura ci dice sia che è responsabilità della congregazione farlo (per esempio, Galati 1; 1 Corinzi 5), sia che dobbiamo ubbidire agli anziani (Ebrei 13:17).
Come si armonizzano queste due cose? Più una questione è vicina a danneggiare la nostra capacità di mantenere un “che cosa” e un “chi” del Vangelo fedeli alla Bibbia, meno dovremmo semplicemente fidarci degli anziani e più dovremmo votare seguendo la nostra coscienza illuminata dalla Scrittura — come nel caso di un bilancio che rischierebbe di portare la chiesa al fallimento o di un candidato anziano che non insegni una sana dottrina.
Al contrario, più una questione è lontana dal compromettere la nostra capacità di proteggere e preservare il “chi” e il “che cosa” del Vangelo, più dovremmo tendere a fidarci degli anziani.
Consigliamo il Pacchetto chiese sane, Ed. Coram Deo.
[1]Per un approfondimento, vedi Don’t Fire Your Church Members di Jonathan Leeman, oppure la versione breve Understanding the Congregation’s Authority.
[2]Ibid
Tematiche: Anzianato, Budget di chiesa, Chiesa, Conflitti
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