#2 – Serie sull’Evangelizzazione: che cos’è l’evangelizzazione? (sez.2)
Ricordi in che modo Gesù, tramite affermazioni di tremenda portata, proclama ai suoi seguaci l’essenza di ciò che egli è e di ciò che egli fa?
“Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).
Filippo era un po’ confuso dopo aver sentito Gesù pronunciare queste frasi. Filippo sembrava sempre un po’ più lento degli altri, ma era in fondo quel tipo di persona che fa comodo in classe quando tu non hai capito un tubo della spiegazione della prof ma sei troppo orgoglioso per ammetterlo. In quelle situazioni c’è da sperare che ci sia un Filippo alzi la mano e dica: “Scusi prof, non ho capito…” (mentre tu lo guardi con aria di sufficienza ma in cuor tuo tiri un sospiro di sollievo).
E mentre il nostro Filippo chiede chiarimenti a Gesù, possiamo immaginare facilmente Pietro fare una faccia del tipo: “Andiamo! Io so queste cose”.
Filippo non demorde. “Signore, mostraci il Padre e questo ci basterà”.
Gesù risponde: “Non mi conosci, Filippo, … dopo che sono stato in mezzo a voi per tanto tempo? Chi ha visto me ha visto il Padre”.
Nell’ambito dell’evangelizzazione, noi chiediamo ai nostri amici: “Desideri conoscere Dio?”. “Oh sì”, dicono loro, “ma io lo conosco: ho ascoltato dei podcast sulla New Age, e so che Dio è me, e io sono Dio, e Dio è tutto, e io sono parte del tutto. Quindi conosco Dio”.
“Bene”, intervieni tu, “lascia che ti spieghi una cosa. La buona notizia di Dio è portata da Gesù e incarnata da Gesù. Quindi, caro mio, in pratica non sai nulla di Dio, almeno finché non scopri che il suo messaggio, la sua buona notizia, è incarnata nella persona di Gesù Cristo”.
Un Vangelo per tutti i popoli
Nel nostro primo articolo sull’evangelizzazione, abbiamo visto che si tratta del Vangelo del Regno, del Vangelo di Dio e del Vangelo di Gesù Cristo.
E si tratta, come stiamo per vedere, di un Vangelo per tutte le nazioni.
Marco 13:10: “E prima bisogna che il Vangelo sia predicato fra tutte le genti”.
Qui Gesù parla dei tempi finali e del tempo del suo ritorno, e afferma che il suo Vangelo sarà annunciato a tutte le nazioni. Ci rendiamo conto che oggi ci sono probabilmente due miliardi e mezzo di persone al mondo che non sanno nulla di Gesù, che devono ancora essere evangelizzate? Il Vangelo è un Vangelo per tutte le nazioni. Marco 16:15: “E disse loro: ‘Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo a ogni creatura’“.
Questa verità ci aiuta a capire che è nostra responsabilità attraversare le barriere di classe, di credo, di cultura, senza badare a spese. Qualcuno ha detto che un uomo o una donna devono dare la loro vita per ciò che ha dato loro la vita. Quindi, se vogliamo impegnarci nel compito dell’evangelizzazione, si tratta di dare la nostra vita al messaggio che ci ha dato la vita. Ed è un messaggio per tutte le nazioni.
Guarda questi importanti versetti, nel capitolo 10 di Romani. Alcune delle parole più impegnative di tutto il libro di Romani sono qui, nei capitoli 9, 10 e 11.
Romani 10:11: “Difatti la Scrittura dice:«Chiunque crede in lui, non sarà deluso»”. Poiché non c’è distinzione tra Giudeo e Greco, essendo egli lo stesso Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato. Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c’è chi lo annunci?”
“Beh, io non sono mai stato mandato!”. Oh sì, sei stato mandato. Sei in Cristo. Siamo stati mandati! Gesù ha detto: “Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo”. Egli sottintende l’atto di mandare nel momento stesso in cui inaugura il suo Grande Mandato, il quale non è mai stato revocato e rimane in vigore fino al giorno del suo ritorno.
Questa verità sottolinea non solo il privilegio che ci spetta, ma anche la nostra responsabilità.
Un Vangelo che deve essere ricevuto personalmente
Infine, il Vangelo non soltanto è per tutte le nazioni, ma deve essere ricevuto personalmente.
Chi ha avuto l’opportunità di seguire la Campus Crusade for Christ e di utilizzare le Quattro leggi spirituali sa che il punto cruciale è il numero quattro. Numero 1: Dio ti ama e ha un piano meraviglioso per la tua vita. Numero due: l’uomo è peccatore e separato da Dio; pertanto, non può conoscere questo meraviglioso piano per la sua vita. Numero tre: Gesù Cristo è la soluzione di Dio per il peccato dell’uomo affinché tu possa conoscere e scoprire il piano di Dio per la tua vita. Numero quattro: devi ricevere individualmente Gesù Cristo; allora scoprirai i benefici del Vangelo.
Questo è, tra l’altro, ciò che ci rende evangelici. A volte usiamo certe paroline o “parole d’ordine” all’interno della nostra comunità, e ce le appiccichiamo perfino addosso. E se qualcuno ci incontra per strada e ci chiede: “Oh! Siete evangelici, vero?”, noi rispondiamo: “Beh, sì”, ma dentro di noi speriamo che non ci chiedano: “E che significa?”.
Almeno fino a oggi.
La risposta che saremo in grado di dare da oggi è semplice: Significa che una volta incontrato Gesù Cristo, ho capito che non dobbiamo starcene con le mani in mano ad aspettare che lui ci porti in cielo, ma dobbiamo occuparci di evangelizzare, di proclamare la buona novella agli altri. E il nostro messaggio non è: “C’è stato un Gesù che è morto sulla croce; quindi, sei automaticamente perdonato! Resettati. Sintonizzati. Ci vediamo in Cielo”. No! Il messaggio è: “Gesù è morto sulla croce, rendendo possibile la tua salvezza. Ora, se ti rivolgi a lui con pentimento e fede, egli renderà questa salvezza effettiva e personale”.
Si tratta quindi di un Vangelo che, nel momento in cui viene proclamato, ha un’ampia portata e, nel momento in cui viene proclamato in questo modo, deve essere accolto personalmente.
1 Corinzi 15 (il grande capitolo sulla risurrezione) ai versetti 1 e 2 afferma: “Vi ricordo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato, che voi avete anche ricevuto, nel quale state anche saldi, mediante il quale siete salvati, purché lo riteniate quale ve l’ho annunciato; a meno che non abbiate creduto invano“.
Che cosa significa dunque venire a conoscenza del Vangelo? Significa ascoltarlo, riceverlo, viverlo, tenerlo saldamente. Non è una semplice risposta superficiale e casuale alla verità riguardo Gesù, ma un’esperienza che ci trasforma la vita.
Fin qui, abbiamo passato in rassegna alcune parole riguardo all’evangelizzazione e abbiamo notato che l’ipotesi di un perdono automatico per tutti gli uomini in virtù del fatto che Gesù è morto sulla croce non si concilia con l’idea biblica. Si tratta al contrario, di una risposta personale e sincera alla Buona Notizia.
Nel prossimo articolo parleremo, più nello specifico, della proclamazione di questa Buona Notizia.
Questo articolo fa parte della serie sull’evangelizzazione adattata da “Crossing the Barriers“, di Alistair Begg.
Lettura consigliata dal catalogo Coram Deo: Pacchetto sulla lettera ai Romani.
Tematiche: Chiesa, Cultura e Società, Evangelizzazione
© TruthForLife.org, © Coram Deo
Il presente articolo può essere utilizzato solo facendone previa richiesta a Coram Deo. Non può essere venduto e non si può alterare il suo contenuto.

