Verso la definizione dell’essenza del Counseling Biblico

 

In occasione del terzo corso (20-22 febbraio 2020) sul Couseling Biblico (presso la Chiesa Sola Grazia, Porto Mantovano Mn) organizzato da Coram Deo in collaborazione con il ministero internazionale Overseas Instruction in Counseling (per la preparazione di pastori e leader nel mondo nel counseling biblico), partner della Association of Certified Biblical Counselors,  vi invitiamo alla lettura di questo articolo del pastore John Piper.

 

 

Ecco alcuni punti essenziali di un buon counseling.

Il counseling biblico è teocentrico, esalta Cristo, ha a cuore la croce, dipende dallo Spirito, è ricolmo della Bibbia, in sintonia con le emozioni, usa un linguaggio culturalmente adatto per aiutare le persone a mettere Dio al centro, non è egocentrico ma ama le persone e diffonde la passione per la supremazia di Dio in ogni cosa, per la gioia di tutti i popoli.

 

1. Uso del linguaggio – (1 Tess 4:13; 18; 5:11; Eb 3:13; Rom 15:14): La maggior parte del counseling consiste nel parlare. Sono ovviamente essenziali anche l’ascolto a cuore aperto e la comprensione, ma il counseling fatto nel modo giusto è discorsivo. E’ notevole che le persone paghino € 80 all’ora solo per parlare, ma questo è il potere della parola e Dio l’ha progettata per essere tale. Le maggiori problematiche riguardo il counseling consistono, quindi, nell’influenza che ha la propria visione del mondo sulle nostre parole.

 

2. Teocentricità – ( 1 Cor 10:31; At 17:28): una persona teocentrica pone, nella sua vita, Dio al centro di ogni questione, da quella piccola e noiosa a quella importante e personale. Il linguaggio teocentrico non mette da parte Dio, nè lo tratta come irrilevante o inutile e rende esplicito che ogni questione importante è fortemente relazionata con Dio.
Ogni problematica nel counseling è legata a Dio a livelli cruciali e provare a guidare le persone verso una guarigione senza avere a che fare esplicitamente con Dio è sbagliato.

 

3. Esaltazione di Cristo – (Giov 16:14; 17:5): il counseling che esalta Cristo è esplicitamente cristiano e non solo meramente teistico. Ogni aspetto del counseling coinvolge l’esaltazione o la denigrazione di Gesù Cristo e i nostri atteggiamenti, sentimenti e comportamenti possono innalzarLo o sminuirLo. Siamo stati creati per glorificare Cristo e non c’è un reale successo nel counseling se la persona riacquista un buon funzionamento sociale senza essere coscienziosamente dipendente da Cristo e se non Lo glorifica. Questo è il significato e lo scopo di una guarigione completa.

 

4. Adorazione della croce – (Gal 6:14): Dire che il nostro counseling onora Cristo non è abbastanza. Ciò viene affermato anche da alcune realtà non cristiane, inclusi i mussulmani (1). Il counseling biblico deve andare al cuore dei problemi e la soluzione è puntare verso il cuore di Dio, che vuol dire andare alla croce, dove vengono rivelate le profondità dei peccati e l’immensità della grazia. Non c’è una vera esaltazione di Cristo, nè si rende onore a Dio senza avere a cuore la croce. Ciò che recide con risolutezza l’orgoglio e la disperazione è la croce di Dio; essa è il fondamento dell’umiltà e della speranza. Non esiste una vera guarigione mentale senza aver preso coscenza della condizione disperata nella quale eravamo senza la croce e senza provare la felicità della liberazione da tale condizione, attraverso la morte di Cristo al nostro posto.

 

5. Dipendenza dallo Spirito – (Rom 8:6; 14; Gal 3:5; 5:22-23; 1 Pt 4:11): il counseling che dipende dallo Spirito sa che è inutile parlare in modo saggio e amorevole, mirando all’integrità, senza che ci sia un risoluto lavoro dello Spirito Santo sia nel counselor che nel paziente. Ciò implica un’importante ed esplicita presenza della preghiera nel processo di counseling, che serve il prossimo con la forza fornita dal Signore, così che ogni cosa glorifichi Dio.

 

6. Essere ricolmi della Bibbia – (Mat 4:4; Rom 15:4; Eb 4:12): il counseling ricolmo della Bibbia non tratta la Parola di Dio come un presunto fondamento che non viene mai menzionato, discusso o citato. Le “fondamenta” sono sotterranee e reggono in piedi la casa ma se ne parla raramente e, solitamente, risultano poco interessanti. Non è una metafora adeguata per il ruolo della Scrittura nel counseling. La Bibbia ha potere ed è la verità e la parola di Dio. Anche chi conosce meglio le Scritture ha bisogno di udire la Parola di Dio, in quanto essa ha il potere di riarrangiare la mente, svegliare le coscienze e creare speranza.

 

7. In sintonia con le emozioni – (Dt 32:2; Rom 12:15; Eb 4:15; 13:3): il counseling biblico deve essere fatto da una persona che ha una sana conoscenza delle proprie emozioni, di quelle degli altri e di ciò che viene provato, anche se non detto esplicitamente, da se stesso e dagli altri. Il counselor prende in considerazione quello che le persone stanno vivendo e non soltanto delle verità bibliche che vengono in supporto al problema. Un buon counselor biblico prova sentimenti appropriati e sa quando le sue emozioni sono disallineate alla situazione. Capisce cosa provano gli altri e sa quando è il caso di modificare il modo in cui espone la verità, così da potersi adattare al momento.

 

8. Culturalmente informato – (At 17:23, 28; Prov 6:6-8; Gb 38-41): il counseling biblico è attento ai fattori storici, sociali, culturali e famigliari che formano il peccato e la rettitudine nella nostra vita. Esso non valuta tali fattori al di sopra di quelli spirituali relativi al potere del peccato e della grazia, ma sa che la forma del peccato e della rettitudine è influenzata dalle cose che ci circondano e che ci aiutano a capire cos’è giusto e cos’è sbagliato, cos’è virtuoso e cosa non lo è. Credere che il peccato è la radice di ogni problema emotivo e relazionale influenza profondamente la concezione di come si può guarire, ma non porta alla reale comprensione di quanto facile sia guarire in realtà.

 

9. Aiutare le persone a cambiare – (1 Tess 3:12; Fil 1:9): il counseling biblico ha lo scopo di cambiare le persone – il modo in cui vedono, comprendono e sentono Dio, Gesù Cristo, il peccato, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, il mondo e le altre persone. Non è neutrale nè disinteressato, ha obiettivi fondati sulla Bibbia per la vita delle persone e per le loro relazioni.

 

10. Essere altruisti e amanti del prossimo – (Fil 1:25; 2 Cor 16:14; 1 Tim 1:5; Gal 5:6): L’obiettivo della guarigione è l’amore teocentrico per le persone, che esalta Cristo. Non esiste amore per il prossimo dove prevale l’egocentrismo, quindi non pensare solo a sè stessi fa parte della vera guarigione mentale. Ciò non può essere fatto con le proprie forze, per arrivarci bisogna essere assorbiti in qualcosa di immenso e di prezioso, in Dio e in Dio solo. Una persona davvero sana è appassionata della supremazia di Dio in ogni cosa.

 

Note
(1) Il Chicago Tribune, per esempio, ha riportato che il mussulmano Fisal Hammouda ha detto in un’intervista con Bill Hybels, pastore della Willow Creek Community Church: “Noi crediamo in Gesù, più di quanto lo facciate voi nei fatti”. (Tratto da un pezzo scritto da Sean Hamil, “Willow Creek Welcomes Muslim Cleric’s Perspective: Pastor, Imam Have Dialogue at Suburban Church”, sul Chicago Tribune, il 12 Ottobre 2001).

 

(Traduzione a cura di Melissa Galliani)

 

I relatori:

Lee Walti

Lee Walti è nato in California. La moglie Jannette è andata con il Signore nel 2019 dopo 30 anni di matrimonio. Lee ha cinque figli ed è un missionario da oltre 28 anni. È arrivato in Italia nel 2008 e nel 2010 ha fondato “Chiesa Verità di Grazia”. Lee ha un Master in Consulenza Biblica.

Javan Payne

Javan Payne ha completato il suo Master of Arts in Counseling Biblico con enfasi sulla fondazione di chiese ed ha ottenuto la certificazione come Biblical Counselor attraverso la Association of Certified in Biblical Counseling. E’ sposato con Lindsay ed hanno 4 figli.

 

 

 

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Tematiche: Chiesa, Crescita spirituale, Disciplina, Ministero, Teologia

John Piper

John Piper

 

E’ il fondatore di desiringGod.org, per il quale ricopre anche il ministero di insegnante, inoltre, è il rettore del Bethlehem College & Seminary. Ha servito per trentatré anni come pastore presso la chiesa battista Bethlehem Baptist Church di Minneapolis, in Minnesota, e ha scritto più di cinquanta libri, tra cui Desiderare Dio. Meditazioni di un edonista cristiano e Non sprecare la tua vita (Ed Coram Deo).

© Desiring God, © Coram Deo

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